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IP/03/1096

Bruxelles, 23 luglio 2003

OGM: la Commissione pubblica una serie di raccomandazioni per garantire la coesistenza di colture geneticamente modificate e non geneticamente modificate

In data odierna la Commissione europea ha pubblicato alcuni orientamenti per l'elaborazione di strategie e di migliori pratiche che garantiscano la coesistenza di colture geneticamente modificate a fianco dell'agricoltura tradizionale e dell'agricoltura biologica. Loro finalità è aiutare gli Stati membri ad elaborare misure efficaci per garantire la coesistenza dei diversi tipi di colture, in conformità con la normativa comunitaria. Gli orientamenti definiscono i principi generali e gli aspetti procedurali e tecnici di cui tenere conto e forniscono un elenco di azioni che, adeguate alle singole realtà, potrebbero essere realizzate a livello nazionale, regionale o locale.

Esprimendosi in merito agli orientamenti adottati il commissario Franz Fischler, responsabile dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca, ha dichiarato: “Intendiamo garantire che gli agricoltori abbiano la possibilità di scegliere i tipi di colture che preferiscono, siano esse geneticamente modificate, tradizionali o biologiche. Questa è la ragione per cui sono necessarie misure per garantire la coesistenza delle diverse colture. Il concetto di efficacia e di efficienza economica delle migliori pratiche varia in funzione delle condizioni nazionali e regionali, ed è per questo che un approccio rigidamente omogeneo per tutta l'Unione sarebbe impraticabile. Le raccomandazioni sono basate sui risultati delle più recenti ricerche disponibili, e offrono una base solida a partire dalla quale gli Stati membri inizino a elaborare le loro politiche.”

A norma delle nuove regole sugli OGM adottate ieri dal Consiglio (vedere IP/03/1056), gli Stati membri possono prendere adeguate misure per evitare la presenza accidentale di OGM in altri prodotti, mentre la Commissione viene sollecitata ad elaborare orientamenti sulla coesistenza di colture geneticamente modificate, tradizionali e biologiche.

Gli orientamenti sulla coesistenza completano il ricco quadro normativo creato dall'Unione europea per affrontare il tema degli OGM e degli alimenti e mangimi animali prodotti con tali organismi. L'Unione europea proseguirà la sua analisi dei nuovi OGM, di cui, conformemente alla normativa comunitaria, si può autorizzare la coltivazione e/o la commercializzazione nell'Unione europea solo se essi non presentano rischi per la salute umana o per l'ambiente. Per alcuni OGM è già stata notificata la richiesta di autorizzazione, che è attualmente in corso di valutazione da parte della Commissione e degli Stati membri.

La Commissione valuterà attentamente il rispetto della normativa comunitaria sugli OGM ed affronterà qualunque potenziale problema dovuto a misure nazionali divergenti e non conformi alla normativa comunitaria.

I principi generali degli orientamenti

La strategia per la coesistenza va elaborata in maniera trasparente, usufruendo dell'esperienza accumulata con le pratiche di segregazione già sperimentate (ad esempio nella produzione di sementi certificate), sulla base dei dati scientifici e della cooperazione di tutti gli interessati, e deve garantire un giusto equilibrio tra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di produzione. Le strategie e le migliori pratiche nazionali devono tener conto delle soglie minime per l'etichettatura e degli standard di purezza fissati dalla normativa per gli alimenti, il mangime e le sementi geneticamente modificati. Le misure devono essere efficaci ed economicamente efficienti, senza andare oltre quanto è necessario per rispettare le soglie europee per l'etichettatura degli OGM, e devono adeguarsi alla specificità dei diversi tipi di colture, visto che la probabilità di commistione varia notevolmente da una coltura all'altra: mentre per alcune colture la probabilità è elevata (ad es. per la colza da olio), per altre è piuttosto bassa (ad es. per le patate). Inoltre, occorre tenere pienamente in considerazione gli aspetti locali e regionali.

Negli orientamenti si sottolinea che è necessario fare in modo che le strategie garantiscano un giusto equilibrio tra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di produzione. Agli agricoltori va assicurata la libertà di scegliere il tipo di produzione che preferiscono, senza che venga loro imposta la necessità di alterare schemi produttivi già radicati nella loro area. In generale, durante la fase di introduzione di un nuovo tipo di produzione in una regione, agli agricoltori che introducono tale nuovo tipo spetta la responsabilità delle azioni necessarie per limitare la commistione. Infine, gli orientamenti indicano che per migliorare le misure nel tempo è fondamentale garantire costantemente il monitoraggio, la valutazione e la condivisione tempestiva delle migliori pratiche.

Un catalogo indicativo delle misure

L'elenco non esaustivo presentato negli orientamenti indica alcune misure che gli Stati membri potrebbero adeguare od utilizzare in diverse combinazioni integrandole nelle strategie e migliori pratiche nazionali di coesistenza. Tra gli esempi vengono citate:

  • misure a livello di singola azienda agricola (come distanze di separazione, zone tampone e barriere per il polline, ad es. siepi),

  • cooperazione tra aziende agricole confinanti (ad es., informazioni sui programmi di semina, scelta di colture con diversi periodi di fioritura),

  • monitoraggio e sistemi di notifica,

  • formazione per agricoltori,

  • scambio di informazioni,

  • servizi di consulenza.

Le misure a favore della coesistenza devono essere di scala adeguata

Va data priorità alle misure di gestione applicabili a livello di azienda agricola e in stretta cooperazione con le aziende confinanti, secondo il tipo di coltura e di prodotto (ad es. sementi invece di produzione di colture). Possono essere prese in considerazione misure di dimensione regionale, se proporzionate e se non sia possibile assicurare un grado adeguato di purezza in nessun'altra maniera.

Perché dovrebbero essere gli Stati membri a stabilire le misure per la coesistenza e non l'Unione europea?

Dopo l'adozione della normativa comunitaria sulla tracciabilità, l'etichettatura e gli alimenti e mangimi geneticamente modificati, la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati è stata modificata per consentire di prendere misure per garantire la coesistenza a livello di Stati membri. Molti dei fattori che determinano l'efficacia e l'efficienza economica delle migliori pratiche variano in funzione delle caratteristiche e delle pratiche agricole nazionali e regionali, che sono molto eterogenee da uno Stato membro all'altro e persino all'interno dei singoli territori nazionali. Una strategia omogenea non è quindi proponibile.

Responsabilità

Per quanto riguarda il problema della responsabilità nel caso di danni economici provocati dalla commistione, gli Stati membri vengono invitati ad analizzare la propria normativa in tema di responsabilità civile per verificare se le norme nazionali vigenti forniscano tutela adeguata ed equa in materia. Il tipo di strategia adottata dagli Stati membri per garantire la tutela della coesistenza può influire sull'applicazione delle norme nazionali in tema di responsabilità. Gli agricoltori, i fornitori di sementi e gli altri operatori devono essere pienamente informati dei criteri applicabili nel loro paese in materia di responsabilità nel caso di danni dovuti a commistione. In tale contesto, sarebbe inoltre opportuno che gli Stati membri analizzassero in che misura sia possibile ed utile adeguare i regimi assicurativi esistenti, o se sia necessario creare nuovi regimi.

Fra due anni la Commissione riferirà al Consiglio e al Parlamento europeo in merito all'esperienza maturata dagli Stati membri e sull'eventuale necessità di adottare ulteriori misure.

Che cos'è la coesistenza?

La coesistenza si traduce nella capacità degli agricoltori di fornire ai consumatori la possibilità di scegliere tra prodotti tradizionali, biologici o geneticamente modificati conformi alle norme europee in materia di etichettatura e di purezza. La coesistenza non ha nulla a che vedere con rischi ambientali o per la salute umana, in quanto nell'Unione europea sono ammesse solo le colture geneticamente modificate che sono state autorizzate dopo averne verificato la sicurezza per l'ambiente e per la salute umana. Poiché in natura i diversi tipi di produzione agricola tendono a non restare separati, durante la coltivazione, il raccolto, il trasporto, lo stoccaggio e la lavorazione sono necessarie misure adeguate per gestire la possibilità di una commistione accidentale di colture geneticamente modificate e non geneticamente modificate dovuta ad impurità delle sementi, all'impollinazione incrociata, a piante spontanee(1) o anche alle pratiche seguite per la raccolta. La coesistenza affronta il problema della potenziale perdita economica dovuta alla commistione di colture geneticamente modificate e non geneticamente modificate, che potrebbe ridurne il valore, con il ricorso ad efficaci misure di identificazione e di gestione che minimizzino il rischio di commistione, e il problema del costo di tali misure.

(1)Sementi che restano nel suolo dopo il raccolto e producono nuove piante negli anni successivi.


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