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IP/03/1056

Bruxelles, 22 luglio 2003

Varato il quadro normativo europeo per gli OGM

Il Consiglio dei ministri ha adottato formalmente nella giornata odierna due proposte della Commissione europea sugli organismi geneticamente modificati (OGM) che creano un sistema chiaro a livello UE per l'individuazione e l'etichettatura degli OGM e per disciplinare l'immissione sul mercato e l'etichettatura di alimenti e mangimi derivati da OGM. La nuova normativa consoliderà un approccio credibile e sicuro in materia di OGM e di alimenti e mangimi geneticamente modificati, garantirà la piena rintracciabilità degli OGM in tutta la catena dalla fattoria alla tavola e fornirà ai consumatori informazioni esaustive mediante l'etichettatura di tutti gli alimenti e mangimi che contengono, sono costituiti o prodotti a partire da un OGM.

Il Commissario responsabile per l'Ambiente Margot Wallström ha dichiarato: “Mi rallegro per l'adozione finale da parte del Consiglio, avvenuta oggi, della nuova normativa sull'etichettatura e la rintracciabilità degli OGM, che completa la legislazione dell'UE in materia di OGM. Essa rafforzerà la nostra credibilità internazionale e contribuirà certamente alla fiducia nelle nuove tecnologie da parte dell'opinione pubblica. Garantendo che gli OGM possano essere individuati in tutte le fasi della catena di produzione e immissione sul mercato, abbiamo creato un solido sistema di salvaguardia e posto le fondamenta per un sistema di etichettatura completo. In tal modo stiamo affrontando le preoccupazioni più acute del pubblico per quanto riguarda gli effetti sull'ambiente e sulla salute degli OGM, consentendo ai consumatori di scegliere”.

Il Commissario competente per la Salute e la tutela dei consumatori David Byrne ha commentato: “Sono veramente soddisfatto per il completamento del quadro normativo europeo riguardante gli OGM. I consumatori europei possono ora essere sicuri che qualunque alimento o mangime geneticamente modificato che si trova sul mercato europeo sia stato sottoposto alla valutazione precedente all'immissione sul mercato più rigorosa del mondo: essi avranno anche una scelta trasparente fra i prodotti, dal momento che gli alimenti geneticamente modificati saranno etichettati chiaramente. Per la prima volta, gli agricoltori troveranno le opportune etichette sui mangimi GM. L'Europa avrà un sistema esaustivo e trasparente di autorizzazione ed etichettatura che rafforzerà sicuramente la fiducia delle imprese e dei consumatori”.

Rintracciabilità

La rintracciabilità consente di seguire i movimenti dei prodotti GM per tutta la catena di produzione e distribuzione. La rintracciabilità esiste da molti anni per alcuni prodotti, ma fino ad ora non c'erano norme specifiche sulla rintracciabilità dei prodotti contenenti OGM o da essi derivati.

La rintracciabilità faciliterà anche il monitoraggio degli eventuali effetti sull'ambiente, un'etichettatura accurata e il controllo delle indicazioni contenute dalle etichette. Essa inoltre consentirà di ritirare i prodotti dal mercato qualora si manifestino effetti avversi inattesi.

Il nuovo regolamento sulla rintracciabilità e l'etichettatura prevede l'obbligo per gli operatori del settore alimentare, al momento di utilizzare o manipolare prodotti GM, di trasmettere e conservare informazioni in ogni fase dell'immissione sul mercato. Le informazioni concernenti la presenza degli OGM nei prodotti devono essere trasmesse in tutta la catena commerciale ed essere conservate per cinque anni. L'industria dovrà pertanto assicurare l'esistenza di dispositivi in grado di indicare a chi e da chi sono messi a disposizione prodotti geneticamente modificati.

La trasmissione e conservazione di informazioni ridurrà la necessità di campionare e analizzare i prodotti. Per agevolare un approccio coordinato all'ispezione e al controllo da parte degli Stati membri, la Commissione elaborerà indirizzi tecnici relativi ai metodi di campionamento e analisi prima dell'applicazione del regolamento.

Etichettatura

Il progetto di normativa aggiunge alle norme attuali l'etichettatura di:

  • tutti gli alimenti prodotti a partire da OGM indipendentemente dal fatto che vi siano DNA o proteine di origine GM nel prodotto finale;

  • tutti i mangimi geneticamente modificati.

    Alimenti GM

Già oggi i venditori devono etichettare gli alimenti che contengono o sono costituiti da OGM, compresi gli alimenti prodotti a partire da OGM se nel prodotto finale si possono individuale tracce del DNA o delle proteine risultanti dalla modificazione genetica (come nel caso della farina ottenuta da mais geneticamente modificato).

Tuttavia, queste disposizioni sull'etichettatura non contemplano alcuni alimenti o loro ingredienti, come la soia altamente raffinata o l'olio di mais ottenuti da soia o mais GM. La nuova disciplina estenderà le norme attuali relative all'etichettatura in modo da comprendere anche tali alimenti (olio di soia o di mais prodotti mediante soia o mais GM) e ingredienti alimentari prodotti a partire da OGM (biscotti con olio di mais ottenuto da mais GM), per consentire ai consumatori di esercitare la propria libertà di scelta. L'etichetta deve indicare “Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati” o “...prodotto a partire da (nome dell'organismo) geneticamente modificato”.

    Mangimi GM

Il regolamento introduce anche, per la prima volta, requisiti esaustivi in materia di etichettatura dei mangimi GM, in base allo stesso principio valido per gli alimenti geneticamente modificati. Al momento non sono in vigore norme per l'etichettatura dei mangimi prodotti a partire da OGM. Il regolamento renderà obbligatorio etichettare, ad esempio, la farina di soia GM e ogni mangime composto che comprenda nella sua composizione la farina di soia GM. Esso renderà anche obbligatoria l'etichettatura dei mangimi a base di glutine di granturco prodotti a partire da mais geneticamente modificato.

    Soglia per l'etichettatura

Durante la coltivazione, il raccolto, il trasporto e la lavorazione degli alimenti e mangimi tradizionali possono insorgere lievi tracce di OGM. Che ci piaccia o no, ormai è questa la realtà, e si tratta di un fenomeno che non riguarda i soli OGM: nella produzione di alimenti, mangimi e sementi, è praticamente impossibile ottenere prodotti puri al 100%.

In questa situazione, l'obiettivo dell'UE è garantire la certezza giuridica e stabilire soglie oltre le quali gli alimenti e i mangimi tradizionali devono essere etichettati come contenenti, costituiti o prodotti a partire da OGM.

Secondo la normativa vigente, la presenza di materiale GM negli alimenti tradizionali non dev'essere etichettata se si trova al di sotto dell'1% e si può dimostrarne la natura accidentale e tecnicamente inevitabile. Il Parlamento ha confermato oggi una soglia non superiore allo 0,9%.

OGM sicuri secondo la valutazione scientifica a livello UE

La normativa vigente non prevede una soglia di tolleranza per la presenza accidentale di materiale GM negli alimenti o mangimi non ancora autorizzati ma che hanno ricevuto una valutazione scientifica del rischio favorevole a livello UE. Il Parlamento ha approvato oggi una soglia dello 0,5% per la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di tale materiale GM, a condizione che l'operatore possa dimostrare il carattere tecnicamente inevitabile della presenza stessa. Oltre la soglia stabilita il prodotto non può essere immesso sul mercato. Si tratta di una disposizione che scadrà dopo un periodo di 3 anni.

Procedura di autorizzazione

Sono stabilite norme UE chiare per la valutazione e autorizzazione degli OGM e degli alimenti GM, ma con responsabilità condivise tra Stati membri e Comunità. Il regolamento prevede una procedura unica (one door - one key) per la valutazione scientifica e l'autorizzazione degli OGM e degli alimenti e mangimi GM consistente in un procedimento UE centralizzato, chiaro e trasparente secondo cui un operatore può presentare una sola richiesta. Il regolamento prevede che gli OGM che possono essere usati come alimenti o mangimi debbano essere autorizzati per entrambi gli usi, o non esserlo affatto.

La valutazione scientifica del rischio sarà condotta dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Il suo parere sarà reso disponibile al pubblico, che avrà la possibilità di presentare le proprie osservazioni. In base al parere dell'Autorità, la Commissione redigerà una proposta di concessione o di rifiuto dell'autorizzazione. La proposta, come già avviene, sarà approvata alla maggioranza qualificata degli Stati membri riuniti in un comitato di regolamentazione.

I prodotti autorizzati saranno inseriti in un registro pubblico di alimenti e mangimi GM. L'autorizzazione sarà concessa per un periodo di 10 anni, se del caso vincolata a un piano di monitoraggio successivo all'immissione sul mercato. Le autorizzazioni sono rinnovabili per ulteriori periodi di 10 anni.

Sarà abbandonata la procedura semplificata per l'immissione sul mercato di alimenti GM considerati sostanzialmente equivalenti ad alimenti già esistenti.

I prodotti GM attuali continueranno a poter essere immessi sul mercato, ma gli operatori interessati dovranno mettere a disposizione della Commissione dei metodi di individuazione entro sei mesi dall'entrata in vigore delle nuove norme. Il regolamento fa anche del Centro comune di ricerca della Commissione il nuovo Laboratorio comunitario di riferimento che avrà il compito principale di validare i metodi di individuazione. Il Centro continuerà a lavorare con la “Rete europea dei laboratori per gli OGM”.

Anche i prodotti GM esistenti saranno inseriti nel registro pubblico, e anch'essi sono soggetti al limite di tempo di 10 anni a partire dal giorno in cui il prodotto è stato immesso sul mercato per la prima volta.

Coesistenza

Il Parlamento europeo ha introdotto in seconda lettura, nel progetto di regolamento sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, misure volte a garantire che la produzione biologica e tradizionale possa coesistere con quella GM. In questo contesto, gli Stati membri potranno adottare le opportune misure per evitare la presenza non desiderata di OGM in altri prodotti. La Commissione presenterà una raccomandazione agli Stati membri per fornire un quadro in cui mettere in pratica queste disposizioni.

Le prossime tappe

La normativa entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Gli operatori dovranno conformarsi alle nuove disposizioni sull'etichettatura entro 6 mesi dalla data di pubblicazione.


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