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Il quadro di valutazione del mercato interno dimostra che si sono compiuti progressi, ma che rimangono alcuni ostacoli agli scambi

European Commission - IP/02/722   16/05/2002

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IP/02/722

Bruxelles, 16 maggio 2002

Il quadro di valutazione del mercato interno dimostra che si sono compiuti progressi, ma che rimangono alcuni ostacoli agli scambi

Da un esame dell'ultimo quadro di valutazione del mercato interno risulta che persistono significativi ritardi nell'attuazione a livello nazionale di molti atti di legislazione comunitaria approvati dai ministri degli Stati membri in sede di Consiglio e dal Parlamento europeo. Al momento attuale solo sette Stati membri (Svezia, Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio e Spagna) hanno conseguito l'obiettivo fissato dai vertici dell'Unione in occasione del Consiglio europeo di Stoccolma della primavera 2001, consistente in un divario nel recepimento della legislazione comunitaria pari od inferiore all'1,5%, il che equivale ad aver recepito nella legislazione nazionale almeno il 98,5% delle direttive pertinenti al mercato interno. Per conseguire tale obiettivo Regno Unito e Belgio hanno compiuto progressi particolarmente rilevanti nell'ultimo semestre mentre Francia, Grecia, Germania ed Irlanda sono i paesi più lontani dal raggiungerlo. La Commissione invita anche pressantemente gli Stati membri a dedicare una maggiore attenzione alla corretta prassi d'applicazione della normativa sul mercato interno per ridurre i problemi di natura pratica che incontrano imprese e cittadini desiderosi di usufruire dei diritti loro spettanti nell'ambito del mercato interno. Il quadro di valutazione pone in risalto gli ostacoli tecnici alla libera circolazione dei beni nel mercato interno. L'analisi sembra indicare che nei settori in cui tali ostacoli persistono (come ad esempio in quello dei prodotti per l'edilizia) i risultati economici globali vengono frenati. I risultati di un'indagine sui prezzi relativa ad articoli generici di drogheria e per il consumo domestico rilevano fortissime differenze di prezzo tra i paesi europei: per uno stesso prodotto i consumatori di alcuni Stati membri possono pagare più del doppio di quelli d'altri Stati membri.

Il commissario Frits Bolkestein, responsabile per il mercato interno, ha commentato: "È deludente che al momento solo sette Stati membri abbiano conseguito l'obiettivo fissato dal Consiglio europeo, consistente nel ridurre all'1,5% o meno i loro divari di recepimento. In conseguenza di ciò a Barcellona i vertici dell'Unione non hanno potuto far altro che prolungare fino alla primavera del 2003 il termine per il raggiungimento di tale obiettivo. Consentitemi di parlare senza mezzi termini: non vi possono essere scuse per il fatto di non aver rispettato i termini fissati dagli stessi Stati membri per l'attuazione di provvedimenti d'importanza cruciale. È tempo per gli Stati membri che non sono ancora in regola di adempiere i loro obblighi giuridici e politici. Il Consiglio di Barcellona ha inoltre fissato un obiettivo di "tolleranza zero" per le direttive in ritardo di due o più anni. Mancanze così lampanti d'iniziativa lasciano importanti vuoti nel tessuto del mercato interno, a detrimento di cittadini ed imprese."

Il mercato interno svolge una funzione d'importanza cruciale nel perseguimento dell'obiettivo dell'Unione di diventare l'economia più dinamica del mondo entro il 2010. Esso fornisce ai cittadini dell'Unione una scelta più ampia di beni e servizi di qualità nonché una maggiore libertà di viaggiare, lavorare, studiare e vivere in altri paesi dell'Unione. Esso consente un'allocazione più efficiente delle risorse ed incrementa le occasioni commerciali per le nostre imprese. Il mercato interno può però raggiungere il suo pieno potenziale soltanto se le direttive concordate vengono efficacemente attuate ed applicate dagli Stati membri.

Il quadro di valutazione del mercato interno tiene sotto pressione gli Stati membri presentandone le rispettive prestazioni per quanto riguarda il recepimento della suddetta legislazione. Questa impostazione si è dimostrata valida: il divario medio di recepimento dell'Unione ha registrato un continuo calo passando dal 6,3% del 1997 all'attuale 1,8%.

Attualmente sembra che un gruppo di testa di Stati membri abbia conseguito l'obiettivo dell'1,5% in diverse occasioni ed abbia preso provvedimenti i quali stanno ad indicare che continuerà a farlo in futuro. La sfida per gli altri Stati membri è quella di raggiungere il gruppo di testa. Francia e Germania in particolare sembrano però aver raggiunto un punto morto, dato che nessuno di questi due paesi ha realizzato progressi significativi negli ultimi sei-dodici mesi (la Francia accusa addirittura un regresso rispetto al novembre scorso).

Recepimento delle direttive sul mercato interno

Divario d'implementazione per Stato membro al 15 aprile 2002 (in percentuale)

FELDIRLLAPIBEUKNLFINDKS
3,12,72,42,42,32,12,11,71,51,51,51,30,90,70,7

Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 ha fatto della riforma economica mirante a dare impulso al mercato interno un obiettivo altamente prioritario, e questo messaggio è stato ribadito dai Consigli europei successivi. Ciò comporta la frequente approvazione di nuove direttive, il cui tempestivo recepimento nelle legislazioni nazionali richiede un impegno costante; ogni rallentamento può rapidamente portare uno Stato membro ad accusare un ritardo. Anche gli Stati membri che attualmente hanno conseguito l'obiettivo dell'1,5% dovranno dunque continuare ad impegnarsi intensivamente. Vari Stati membri hanno visto l'arretrato aumentare di una o più direttive nei mesi successivi alla pubblicazione del quadro di valutazione del novembre 2001.

Variazione nel numero di direttive in pendenza dal 15 ottobre 2001

FINLEFIRLINLDKDELSPABUK
+4+4+3+2+100-1-2-3-3-5-11-11-20

La tabella che segue costituisce l'elenco delle cose da fare per gli Stati membri mentre in preparazione del Consiglio europeo della primavera 2003. La prima riga indica il numero di direttive che gli Stati membri dovranno aver recepito nella legislazione nazionale per rispettare (o continuare a rispettare) l'obiettivo dell'1,5% stabilito dal Consiglio europeo. La seconda indica il numero di direttive che andranno recepite entro la primavera 2003 per soddisfare il nuovo obiettivo dello 0% relativo alle direttive con più di due anni di ritardo. Recepire nelle legislazioni nazionali queste direttive più vecchie risulterà probabilmente particolarmente difficile: se il ritardo è già superiore ad un anno non è plausibile attribuirlo semplicemente a lungaggini amministrative od a problemi relativi ai calendari parlamentari.

Carico di direttive da recepire nelle legislazioni nazionali entro la primavera 2003 per conseguire gli obiettivi fissati dal Consiglio

ELFIRLADLPUKBEINLFINSDK
Per l'obiettivo dell'1,5%818077747370695958585754525249
Per l'obiettivo dello 0%1318117151665101257122

Infrazioni

Il numero complessivo di procedimenti per infrazione relativi al recepimento nelle legislazioni nazionali delle norme pertinenti al mercato interno ed alla loro applicazione è aumentato del 2% nei mesi successivi alla pubblicazione del quadro di valutazione del novembre 2001 e supera attualmente i 1 500 casi. A Francia ed Italia fa tuttora capo quasi il 30% delle infrazioni complessive.

Casi pendenti d'infrazione per Stato membro

FIDIRLEBELUKANLPDKFINSL
20519313813813712912310880575340383732

La revisione 2002 della strategia per il mercato interno (si veda il comunicato stampa IP/02/541) ha fissato un nuovo obiettivo nell'intento di ridurre del 10% almeno entro la primavera del 2003 il numero dei procedimenti per infrazione connessi alla scorretta applicazione della normativa sul mercato interno. L'Irlanda (100 casi) e la Spagna (96 casi) presentano il numero più elevato d'infrazioni di questo tipo; idealmente questi casi andrebbero risolti in modo pragmatico.

Colmare le lacune della normativa

Il quadro di valutazione riferisce anche in merito ai progressi compiuti nell'attuare provvedimenti volti a migliorare il funzionamento del mercato interno. Soltanto il 50% degli interventi mirati contemplati dalla strategia del mercato interno tuttavia è stato realizzato in tempo. Entro la fine dell'anno occorrerà portare a termine 13 interventi, tra cui l'adozione delle proposte volte a modernizzare e semplificare la normativa dell'Unione nel campo degli appalti pubblici ed a porre in essere un brevetto comunitario, oltre che provvedimenti nel campo dei servizi finanziari, dell'energia, dei trasporti e della politica della concorrenza.

La piena integrazione dei mercati finanziari potrebbe aggiungere ogni anno 43 miliardi di € al PIL dell'Unione. Il piano d'azione relativo ai servizi finanziari ha fatto registrare apprezzabili progressi: sono stati portati a termine 27 interventi su 42.

Libera circolazione dei beni

Il Consiglio europeo di Barcellona ha chiesto alla Commissione di riferire nel quadro di valutazione in merito agli ostacoli tecnici agli scambi commerciali. In una prima risposta quattro brevi analisi relative a diversi settori industriali (apparecchiature terminali per telecomunicazioni, prodotti per l'edilizia, biciclette e birra) mettono in luce il persistere di alcuni importanti strozzature nonché i progressi compiuti.

Circa la metà degli scambi intracomunitari di beni è coperta da una legislazione armonizzata dell'Unione che agevola la libera circolazione dei beni stessi. Nell'ambito di questo "settore armonizzato" le apparecchiature terminali per telecomunicazioni (ad esempio telefoni mobili, modem, telecomandi) costituiscono uno dei casi coronati dal successo. D'importanza fondamentale ai fini di tale successo è stato il riconoscimento da parte d'imprenditori e politici dell'importanza che il settore avrebbe acquistato come pure della necessità di trovare soluzioni europee per eliminare i principali ostacoli commerciali. Questo settore deve ora far fronte ad una seria sfida per sostenere il costo dell'introduzione della norma UMTS di terza generazione. L'armonizzazione europea continuerà a sostenere il settore nel suo impegno di fornire vantaggi reali ai clienti.

L'armonizzazione europea si è invece finora dimostrata meno riuscita per quanto riguarda i prodotti per l'edilizia. Nonostante gli sforzi considerevoli dell'ultimo decennio sono disponibili poche norme armonizzate a livello europeo e gli scambi di tali prodotti risultano inferiori alla media. A questa situazione si aggiunge il fatto che continuano ad esistere complessi ostacoli tecnici connessi ai regolamenti edilizi nazionali. All'orizzonte si sta tuttavia manifestando una schiarita con l'entrata in vigore di nuove norme europee. Il quadro di valutazione continuerà a seguire i progressi compiuti in questo importante settore.

La regolamentazione tecnica non è stata armonizzata nel settore delle biciclette ed ostacoli nazionali di natura tecnica continuano a gravare gli scambi di costi superflui a carico delle imprese di piccole e medie dimensioni che dominano questo settore nell'Unione. Su iniziativa dell'industria ciclistica l'organismo europeo di normazione CEN sta attualmente elaborando una nuova norma europea per le biciclette. Una volta adottata dal CEN tale norma europea dovrebbe portare al ritiro di tutte le norme nazionali e ridurre in tal modo in misura significativa gli ostacoli tecnici agli scambi.

Dopo che nel corso degli ultimi 15 anni si è arrivati a risolvere diversi problemi, nel caso dell'industria europea della birra il principio del reciproco riconoscimento sembra attualmente funzionare bene. Ostacoli tecnici specifici non impediscono più la libera circolazione della birra la di là delle frontiere nazionali. Forti differenze nelle imposte e nelle accise provocano tuttavia gravi distorsioni degli scambi stessi, che intralciano il buon funzionamento del mercato interno.

Accisa e IVA in € per litro di birra

DELFELPINLBADKSUKIRLFIN
Accisa0,100,100,100,130,140,150,180,210,210,260,460,860,990,991,43
IVA0,020,020,020,030,030,030,040,040,040,050,120,220,170,210,31
TOTALE0,120,120,120,160,170,180,220,250,250,310,581,081,161,201,74

Prezzi dei prodotti di drogheria all'interno dell'Unione

Un'indagine su larga scala finanziata dalla Commissione ha riscontrato la persistenza di significative differenze di prezzo da un paese europeo all'altro per quanto riguarda i prodotti di drogheria e gli articoli generici destinati all'impiego domestico. Ad esempio il prezzo di una tavoletta di cioccolato Mars nel paese più costoso (Danimarca) risulta doppio che nel paese più economico (Belgio). Analogamente una bottiglia di Coca-Cola costa il doppio in Danimarca di quanto non faccia in Germania.

Differenze di prezzo per prodotti di marca da uno Stato membro all'altro (media = 100)

ProdottoPrezzo più elevatoPrezzo più bassoRapporto prezzo min/max
Acqua minerale EvianFinlandia 189Francia  444,3
Spaghetti BarillaSvezia 138Italia 592,3
Heinz Ketchup Italia 138Germania 662,1
Kellogg's cornflakesGrecia 152Regno Unito 712,1
Tavoletta MarsDanimarca  143Belgio 732,0
Coca-ColaDanimarca 139Germania 731,9
FantaSvezia 146Paesi Bassi 771,9
Schiuma da barba NiveaRegno Unito  142Francia 811,8
Dentifricio ColgateRegno Unito 126Portogallo/Spagna 761,7
Shampoo ElvitalIrlanda 126Spagna 761,7
NescaféItalia  133Grecia 771,7

Queste discrepanze di prezzo non possono essere spiegate da nessun fattore unico, ma una quota considerevole di esse sembrerebbe riconducibile alle differenze tra prodotti e paesi in termini di pressione concorrenziale oltre che a fattori culturali o climatici, preferenze locali e costi di trasporto.

La fortissima differenza di prezzo relativa a certi articoli sembra indicare che alcuni produttori sfruttano la segmentazione del mercato per praticare politiche di prezzo diverse nei vari mercati nazionali. È senz'altro concepibile un'ulteriore convergenza dei prezzi di considerevole portata. Alcuni fattori legati alla regolamentazione sembrano limitare la pressione al ribasso sui prezzi impedendo i tentativi dei dettaglianti di pubblicizzare, commercializzare e vendere oltre frontiera e/o di escogitare strategie su scala europea. Tra gli esempi di questo tipo di casi rientrano differenze nelle disposizioni legislative in tema di comunicazioni commerciali, urbanistica, tipi di prodotto di cui è consentita la vendita ed accordi di franchising. Tutto ciò può rendere più difficile per i dettaglianti far breccia su nuovi mercati e far concorrenza agli operatori già affermati.

Il testo completo dell'ultimo quadro di valutazione del mercato interno è disponibile sul sito Internet Europa:

http://ec.europa.eu/internal_market/en/update/score/index.htm


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