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La Commissione infligge ammende a otto imprese per avere partecipato a un cartello sui tondi per cemento armato in Italia

European Commission - IP/02/1908   17/12/2002

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IP/02/1908

Bruxelles, 17 dicembre 2002

La Commissione infligge ammende a otto imprese per avere partecipato a un cartello sui tondi per cemento armato in Italia

La Commissione europea ha inflitto oggi a otto imprese italiane un'ammenda dall'importo totale di più di 85 milioni di euro per avere organizzato tra il 1989 e il 2000 un cartello nel mercato dei tondi per cemento armato, un prodotto utilizzato nella costruzione degli edifici.

Al termine di un'indagine approfondita che ha comportato l'effettuazione di ispezioni nel 2000, la Commissione europea ha stabilito che otto imprese, con l'aiuto dell'associazione di categoria italiana Federacciai, hanno partecipato a un'intesa volta a fissare i prezzi dei tondi per cemento armato in barre o rotoli in Italia.

Il prodotto in questione consiste in barre tonde di acciaio nervate usate nell'edilizia per rafforzare i pilastri ed altre strutture in cemento armato.

Tra le imprese che hanno partecipato al cartello vi sono Alfa Acciai SpA, Feralpi Siderurgica SpA, Ferriere Nord SpA, IRO Industrie Riunite Odolesi SpA, Riva Acciaio SpA e Siderpotenza SpA, quest'ultima è controllata da Lucchini SpA. Altre due imprese, Leali SpA ed Acciaierie e Ferriere Leali Luigi SpA, vengono considerate insieme poiché costituivano un'unica impresa prima della scissione avvenuta nel 1998 e Acciaierie ora in liquidazione. Lo stesso dicasi per Valsabbia Investimenti SpA e Ferriera Valsabbia SpA che sono il risultato di una scissione avvenuta all'inizio del 2000.

Queste imprese producevano nel 1989 circa il 30% dei tondi per cemento armato fabbricati in Italia. Nel 2000 tale percentuale è salita a più dell'80% dopo che il numero delle imprese presenti sul mercato è sceso da circa 40 a meno di una dozzina.

La Commissione di norma non effettua indagini sui cartelli nazionali ma il prodotto in questione rientra nel campo di applicazione del trattato della Comunità economica del carbone e dell'acciaio (CECA) e pertanto la Commissione ne ha la competenza esclusiva.

Il trattato CECA è scaduto il 23 luglio 2002 ma la Commissione ha il diritto di adottare una decisione poiché i fatti sono precedenti a tale data. (1)

L'indagine della Commissione ha dimostrato che per un periodo di 10 anni e mezzo tra il 1989 e il 2000 uno degli aspetti dell'intesa consisteva nel fissare il supplemento di prezzo da aggiungere al prezzo di base per ogni prodotto. I tondi per cemento armato possono avere una ventina di diametri diversi che vanno dai cinque ai 40 millimetri.

Da aprile-maggio 1992 al 2000 l'intesa ha anche riguardato la fissazione del prezzo di base. A ciò si è anche aggiunta, fino al settembre 1995, la fissazione dei termini dei pagamenti.

Infine, tra il 1995 e il 2000 un'ultima parte dell'intesa ha riguardato la limitazione e/o il controllo della produzione e/o delle vendite.

Non tutte le imprese hanno partecipato a tutte le infrazioni citate o per tutto il periodo. Ferriere Nord, ad esempio, vi ha partecipato a partire dal 1993.

I comportamenti attribuiti alle imprese interessate e all'associazione Federacciai costituiscono violazioni molto gravi dell'articolo 65, paragrafo 1 del trattato CECA.

Conformemente alla giurisprudenza Eurofer la Commissione tuttavia non ha inflitto un'ammenda a Federacciai. L'articolo 65, paragrafo 5 del trattato CECA, infatti, non prevede che si possano infliggere ammende ad un'associazione di categoria.

La Commissione ha inflitto le seguenti ammende (in milioni di euro):

  • Riva Acciaio SpA: 26.90

  • Lucchini SpA e Siderpotenza SpA: 16.14

  • Feralpi Siderurgica SpA: 10.25

  • Valsabbia Investimenti SpA e Ferriera Valsabbia SpA: 10.25

  • Alfa Acciai SpA: 7.175

  • Leali SpA e Acciaierie e Ferriere Leali Luigi SpA in liquidazione: 7.175

  • IRO industrie Riunite Odolesi SpA: 3.58

  • Ferriere Nord SpA: 3.57

Calcolo delle ammende

Per calcolare le ammende, la Commissione tiene conto della gravità dell'infrazione, della sua durata e dell'esistenza di eventuali circostanze aggravanti o attenuanti. Tiene anche conto della parte di mercato detenuta dalle imprese interessate e della loro dimensione globale per garantire che l'ammenda abbia un effetto deterrente.

A prescindere dal carattere molto grave dell'infrazione, la Commissione ha tenuto conto delle caratteristiche specifiche del caso che riguarda un mercato nazionale sottoposto nel periodo in questione al regime particolare del trattato CECA e nel quale le imprese destinatarie hanno rappresentato, nella prima parte dell'infrazione, una parte limitata del mercato in questione.

Le ammende inflitte a Riva e a Lucchini riflettono la loro dimensione globale di gran lunga superiore a quella delle altre imprese.

Nel quantificare l'ammenda da infliggere a Ferriere Nord si è tenuto conto di più elementi: se da un lato l'infrazione commessa ha avuto una durata più breve, dall'altro però il fatto che l'impresa fosse già stata oggetto di una decisione nell'agosto del 1989 per avere partecipato ad un'intesa nel mercato della rete saldata ha costituito una circostanza aggravante. Infine, Ferriere che è stata la sola a comunicare alla Commissione informazioni che le hanno permesso di comprendere meglio il funzionamento dell'intesa, ha beneficiato di una riduzione del 20% conformemente alle disposizioni della comunicazione del 1996 sulla non imposizione o riduzione delle ammende.

Le imprese hanno tre mesi di tempo per pagare l'ammenda.

(1)"Comunicazione della Commissione relativa ad alcuni aspetti del trattamento di casi in materia di concorrenza a seguito della scadenza del trattato CECA" pubblicata nella Gazzetta ufficiale C 152 del 26.6.2002. Il punto 31 di tale comunicazione recita: "Se la Commissione, nell'applicare il diritto di concorrenza comunitario alle intese, individua una violazione in un settore rientrante nel campo di applicazione del trattato CECA, il diritto sostanziale applicabile sarà, indipendentemente dal momento in cui tale applicazione ha luogo, quello in vigore nel momento in cui si sono verificati i fatti che hanno costituito la violazione. In ogni caso, per quanto riguarda la procedura, dopo la scadenza del trattato CECA, si applicherà il diritto CE".


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