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IP/01/913

Bruxelles, 2 luglio 2001

Servizi : la Commissione enuncia il diritto all'antenna parabolica nel mercato interno

La Commissione europea ha adottato una comunicazione in cui precisa che la possibilità per i cittadini di utilizzare un'antenna parabolica senza eccessivi ostacoli - ad esempio di tipo tecnico, amministrativo, urbanistico o fiscale - deriva dalla libera circolazione dei servizi e delle merci, quali libertà fondamentali del mercato interno. La Commissione intende così rispondere ad un numero considerevole di richieste di informazioni e di chiarimenti ricevute in merito nel corso degli ultimi mesi, formulate dai cittadini nonché dal Parlamento europeo. La presente comunicazione è la prima iniziativa che si iscrive nel quadro della nuova strategia per i servizi, varata nel gennaio 2001 (cfr. IP/01/31).

Il Commissario responsabile del mercato interno, Frits Bolkestein, ha dichiarato: "Il mercato interno e la libertà di circolazione comportano dei vantaggi per il consumatore europeo, come viene evidenziato dalla presente comunicazione. Le antenne paraboliche sono uno strumento sempre più popolare per ricevere tutta una serie di servizi via satellite: esse favoriscono l'interpenetrazione tra le nostre diverse culture eliminando le frontiere e familiarizzando i cittadini con le nuove tecnologie di telecomunicazione. La loro utilizzazione deve quindi essere priva di qualsiasi ostacolo ingiustificato".

Le antenne paraboliche sono al giorno d'oggi uno strumento sempre più diffuso e dalle prestazioni elevate al servizio dei cittadini per ricevere, con una spesa moderata, un insieme crescente di servizi diffusi via satellite, vale a dire i servizi di radiodiffusione televisiva e radiofonica nonché i servizi della società dell'informazione (ad esempio, tramite Internet).

Tenuto conto della natura transfrontaliera di tali servizi, la questione riveste un'importanza particolare per la Commissione sia sul piano dell'interpenetrazione economica e culturale che su quello della diffusione delle nuove tecnologie nel quadro del funzionamento del mercato interno, in particolare in vista delle enormi prospettive di espansione della ricezione via satellite in Europa.

Un'antenna parabolica è infatti l'anello finale di una catena economica che raggruppa tutto un insieme di servizi trasmessi via satellite e coinvolge numerosi operatori economici: si inizia con diversi fornitori di contenuti, per passare dalle società che mettono a disposizione i satelliti e gli installatori prima di arrivare all'utilizzatore finale. Gli ostacoli all'utilizzazione delle antenne si ripercuotono pertanto a diversi livelli economici.

La presente comunicazione intende sottolineare che gli utilizzatori finali e quindi i cittadini, quali destinatari di tali servizi aventi carattere transfrontaliero, possono far valere il diritto alla libera circolazione dei servizi e delle merci - principi fondamentali applicabili direttamente negli ordini giuridici nazionali. Inoltre, la possibilità di ricevere informazioni tramite un'antenna rientra nel campo d'applicazione della libertà fondamentale di espressione stabilita dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Diritto all'antenna

Le indicazioni contenute nella comunicazione consentiranno di eliminare e prevenire una serie di restrizioni presenti o potenziali in materia di utilizzazione delle antenne, evitando così nuove procedure di infrazione in materia. Affermando il diritto degli utenti all'antenna, la comunicazione evidenzia come i principi di libera circolazione del mercato interno comportano dei vantaggi concreti per i consumatori. Le autorità degli Stati membri, sia a livello statale che regionale, provinciale, comunale o altro, devono quindi assicurare la supremazia e il pieno rispetto di tali libertà del diritto comunitario.

La comunicazione fornisce in particolare una serie di chiarimenti e di indicazioni specifiche sulle diverse forme di restrizioni che sono state segnalate dai cittadini nonché con alcune interrogazioni scritte e petizioni del Parlamento europeo. Essa sottolinea così l'incompatibilità con, a seconda dei casi, la libera circolazione dei servizi e delle merci, delle restrizioni nazionali seguenti:

    Ostacoli tecnici

    Le prescrizioni relative alle caratteristiche delle antenne possono ostacolare non solamente la circolazione delle antenne considerate come delle merci ma anche la circolazione dei servizi che esse trasmettono;

    Ostacoli amministrativi

    Non è ammissibile esigere un'autorizzazione preliminare sistematica o imporre una procedura amministrativa complessa e onerosa per l'installazione di un'antenna;

    Ostacoli di ordine architettonico e urbanistico

    Le considerazioni di ordine architettonico e urbanistico, spesso invocate in materia, possono essere efficacemente rispettate adottando soluzioni che consentano, se necessario e se possibile, di ridurre al minimo l'impatto visivo ed estetico derivante dall'installazione di un'antenna parabolica, senza per questo mettere in dubbio il diritto di ogni persona alla ricezione a condizioni e costi ragionevoli; simili soluzioni possono essere: privilegiare l'installazione in determinati luoghi (all'interno anziché all'esterno di un edificio) o le modalità di installazione dell'antenna (un'antenna collettiva anziché una dozzina di singole antenne private);

    Ostacoli di ordine fiscale

    La Commissione ribadisce la sua opposizione nei confronti delle misure fiscali che colpiscono specificamente le antenne paraboliche, come aveva già avuto occasione di fare nel quadro delle procedure di infrazione per violazione dell'articolo 49 del trattato; essa rammenta a tale proposito, in conformità alla giurisprudenza della Corte di giustizia, il diritto dei cittadini di ricorrere dinanzi ad una Corte nazionale per il rimborso di una simile tassa, e questo nel rispetto delle condizioni di forma e di fondo previste da ogni legislazione nazionale. Inoltre, indipendentemente dal diritto ad un ricorso o al rimborso, una tassa riscossa violando una libertà fondamentale del diritto comunitario può impegnare la responsabilità di uno Stato;

    Ostacoli che hanno un impatto sulla libertà di scelta da parte degli utenti

    La scelta tra i diversi mezzi tecnologici di ricezione come anche la scelta tra i servizi che è possibile ricevere grazie ad un'antenna spettano unicamente alla persona interessata; non è pertanto ammissibile influenzare tali scelte, in particolare penalizzando o scoraggiando l'impiego delle antenne paraboliche o imponendo la ricezione di taluni servizi o canali disponibili via satellite.

La presente comunicazione riguarda unicamente le antenne paraboliche per la ricezione dei servizi. Le antenne sono sempre più diffuse grazie al loro costo moderato e alla tecnologia dalle prestazioni sempre più elevate. Secondo delle stime compiute verso la metà del 2000, nell'UE circa 30 milioni di famiglie(1) dispongono di sistemi di ricezione diretta dei servizi di radiodiffusione via satellite: vale a dire di antenne individuali che servono una sola abitazione (DTH : Direct To Home) o di antenne collettive utilizzate da diverse abitazioni (SMATV: Satellite Master Antenna Television). I servizi trasmessi tramite le antenne continuano ad aumentare.

Il testo della comunicazione è disponibile sul sito Europa :

http://ec.europa.eu/internal_market

(1)Cifre fornite da Astra. In particolare, le famiglie che dispongono di sistemi di ricezione diretta via satellite nell'UE sono 25,2 milioni alla metà del 1998, 27,7 milioni alla metà del 1999, 29,4 milioni alla metà del 2000 e potrebbero raggiungere i 52 milioni nel 2010. Altre statistiche, derivate da un'indagine compiuta dalla Crédome (Centre de Recherche Innovation/Médias du Groupe Publicis) per conto di Eutelsat evidenziano per il 1999 un numero complessivo di famiglie in ogni caso superiore ai 26 milioni.


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