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IP/01/1604

Bruxelles, 19 novembre 2001

Il quadro di valutazione del mercato interno indica qualche progresso in fatto di recepimento, ma anche numerose infrazioni

Per la prima volta, la percentuale media delle direttive del mercato interno non ancora recepite dalla legislazione nazionale (ossia il deficit di implementazione) è sceso al 2,0% nell'UE, secondo l'ultimo quadro di valutazione del mercato interno. Cinque Stati membri (Finlandia, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Spagna) hanno raggiunto l'obiettivo fissato dal Consiglio europeo di un deficit inferiore all'1,5%. La Finlandia è in testa, mentre Francia e Grecia sono insieme in ultima posizione. Questa tendenza positiva è però accompagnata da un numero elevato di procedure di infrazione delle norme sul mercato interno, circa 1.500. Francia, Italia e Germania insieme rappresentano quasi il 40% dei casi, mentre Irlanda, Belgio e Grecia hanno un numero sproporzionato di infrazioni relativamente alle dimensioni. Il quadro di valutazione presenta inoltre i risultati di un'indagine su scala europea presso 4000 imprese sulla qualità dell'ambiente normativo. L'indagine dimostra che molte aziende ritengono che le norme nazionali e comunitarie siano troppo complicate e onerose. Si stima che almeno 50 miliardi di Euro potrebbero essere risparmiati con regolamenti di qualità migliore. Per quanto riguarda l'attuazione della strategia del mercato interno, il 37% delle azioni previste entro la fine del 2001 per migliorare il funzionamento del mercato interno non saranno realizzate in tempo, secondo il quadro di valutazione.

Il Commissario del mercato interno Frits Bolkestein ha dichiarato: "Il metodo di indicare per nome i ritardatari, applicato dal quadro di valutazione della Commissione, sta cominciando a dare frutto, e molti Stati membri stanno cercando di fare il possibile per migliorare l'implementazione delle direttive del mercato interno. Tuttavia, si nota con disappunto che Francia, Germania, Regno Unito, Austria e Grecia non stanno ancora facendo sforzi sufficienti per soddisfare l'obiettivo fissato dal Consiglio europeo di un deficit d'implementazione medio nell'UE inferiore all'1,5% entro il vertice di Barcellona del marzo 2002. L'alto numero di procedure d'infrazione in materia di mercato interno costituisce un'altra importante fonte di preoccupazione. Questa situazione tende a pregiudicare la fiducia dei cittadini e delle imprese nel mercato interno. Invito pertanto gli Stati membri a risolvere per tempo i casi pendenti e ad evitare protratte procedure giudiziarie."

Il mercato interno svolge un ruolo fondamentale per il conseguimento dell'obiettivo dell'UE di diventare l'economia più dinamica del mondo entro il 2010. Esso permette ai cittadini dell'UE di avere una maggiore scelta di beni e servizi di qualità, nonchè maggiore libertà di viaggiare, lavorare, studiare e abitare in altri paesi dell'UE. Esso offre maggiori opportunità commerciali alle nostre aziende. Ma il mercato interno può realizzare il proprio potenziale soltanto se le direttive approvate vengono effettivamente applicate dagli Stati membri.

Il quadro di valutazione del mercato interno tiene gli Stati membri sotto pressione, indicandone i progressi relativi in materia di recepimento della legislazione. Questo metodo ha funzionato bene: il deficit medio nell'UE è sceso con andamento costante dal 6,3% nel 1997 al 2,0% attuale.

Soltanto il 63% delle azioni previste dalla strategia del mercato interno entro la fine del 2001 dovrebbe essere ultimato in tempo. Questo risultato è migliore di quello del 2000, ma rimane fonte di disappunto. Numerose proposte d'importanza cruciale considerate di elevata priorità dal Consiglio europeo di Lisbona, fra cui il brevetto comunitario, la riforma della normativa UE in materia di appalti pubblici aperti e competitivi, l'applicazione dell'IVA ai prodotti digitali e l'ulteriore liberalizzazione dei mercati del gas e dell'energia elettrica sono bloccate o avanzano troppo lentamente. È stata intrapresa una serie di passi importanti verso la creazione di un mercato europeo integrato dei servizi finanziari entro il 2005, e sono stati realizzati progressi in materia di riciclaggio di denaro sporco, fondi di investimento (UCITS), moneta elettronica, vendita a distanza di servizi finanziari e pagamenti transfrontalieri.

Indice del mercato interno

Il quadro di valutazione comprende un primo indice del mercato interno per verificare i progressi sulla base di 20 variabili, fra cui dispersione dei prezzi, scambi intra-UE, prezzi dei servizi di erogazione, intensità energetica e inquinamento. Prendendo il 1996 come uguale a 100, l'indice del mercato interno per il 2000 si colloca a 105,1. Mentre lo sviluppo dell'indice deve essere considerato su un periodo più lungo, una serie di variabili hanno esercitato una pressione verso il basso fra il 1996 e il 2000. L'indice sarebbe stato più alto se non fosse per l'aumento delle tariffe postali, elevate emissioni di gas serra e inefficienze del sistema bancario dell'Unione. Sul lato positivo, la diminuzione degli aiuti di Stato e una riduzione dei costi delle telecomunicazioni hanno influito positivamente sull'indice.

Recepimento delle direttive del mercato interno

Deficit di implementazione degli Stati membri al 15 ottobre 2001 (percentuale)

ELFAUKDPIRLBLIENLSDKFIN
3.03.02.92.82.62.52.42.32.11.71.31.30.90.80.7

Molti Stati membri hanno realizzato buoni progressi negli ultimi sei mesi. La Finlandia e la Grecia, in particolare, hanno nettamente diminuito il deficit rispetto all'ultimo quadro di valutazione del maggio 2001. Ciononostante, la Grecia rimane in ultima posizione (unitamente alla Francia) perché tali paesi presentavano ritardi particolarmente elevati. I paesi nordici sono in gara per le prime posizioni. Lussemburgo e Svezia sono gli unici Stati membri la cui posizione si sia deteriorata, benché il deficit della Svezia rimanga al di sotto dell' 1%.

Miglioramento percentuale dal 30 aprile 2001

SLBDPAFUKIRLEDKINLELFIN
-80-14779141527283435353850

Il processo d'implementazione ha carattere continuo, ed un numero elevato di nuove direttive, o di emendamenti di direttive esistenti, dovrà essere recepito entro la primavera del 2002 la scadenza del Consiglio europeo. Gli Stati membri devono infatti comunicare alla Commissione entro il 15 marzo 2002 un totale di 822 provvedimenti nazionali di recepimento per arrivare al deficit zero. La tabella in basso illustra il numero di direttive del mercato interno che ogni Stato membro dovrebbe recepire per arrivare ad una deficit zero o dell'1,5% entro tale scadenza.

A

ELFUKBDPIRLLINLDKESFIN
Deficit zero717066666363635951504440393938
Deficit 1.5% 484743434040403628272117161615

Il mercato interno continua ad essere seriamente frammentato in quanto il 10% della legislazione non è ancora stato recepito in tutti gli Stati membri, per cui il mercato interno sta ancora operando soltanto al 90% del suo potenziale. Dato che Germania, Francia e Regno Unito grandi Stati membri - sono fra gli Stati che presentano i maggiori ritardi, la situazione di insicurezza del diritto a cui si trovano di fronte le imprese e i cittadini europei, come le mancate opportunità che ne derivano, sono piuttosto significative.

Infrazioni

Il numero attuale di procedure per infrazioni alle norme sul mercato interno è di circa 1,500 casi. Francia, Italia e Germania sono responsabili di quasi il 40% dei casi. Ogni infrazione del diritto comunitario è di troppo, ma il punteggio del Regno Unito, ad esempio, dimostra che è perfettamente possibile che un grande Stato membro riesca a tenere basso il numero delle procedure. D'altra parte, alcuni degli Stati membri più piccoli presentano un numero sproporzionato di infrazioni. Irlanda, Belgio e Grecia sono oggetto di un numero doppio di procedure rispetto ai Paesi Bassi. A sua volta, ciascuno dei tre è responsabile di un numero maggiore di casi degli Stati membri nordici messi insieme.

Procedure d'infrazione aperte per Stato membro

FIDEBELIRLAUKNLPDKSLFIN
2241921501321281251227876595440353527

Il quadro di valutazione dimostra inoltre che soltanto circa un terzo dei casi viene risolto rapidamente. La maggior parte dei casi richiedono più di due anni. Quando le infrazioni arrivano alla Corte di giustizia, può passare molto tempo prima che vi sia una soluzione. Ma anche quando la Corte si pronuncia a favore della Commissione, come succede in 9 casi su 10, talvolta gli Stati membri continuano a temporeggiare, per cui la Commissione deve riaprire le procedure. Il Belgio è lo Stato membro che si è reso più spesso responsabile della mancata esecuzione delle sentenze della Corte.

Normalizzazione

Rimangono problemi seri per quanto riguarda le norme europee, particolarmente per i prodotti da costruzione e nel settore dei macchinari. Nel settore dei prodotti da costruzione, ad esempio, meno del 10% delle norme necessarie per consentire il funzionamento del mercato interno sono state approvate. Nel settore dei macchinari, appena la metà delle norme richieste sono state approvate. Non è soltanto la mancanza di norme in settori industriali fondamentali, ma anche il tempo eccessivo che occorre prima della loro adozione, ad essere responsabile di incertezza e fonte di frammentazione del mercato interno. Il tempo medio per l'approvazione di una norma armonizzata si avvicina adesso a 8 anni.

La normalizzazione e l'omologazione dei prodotti sono d'importanza vitale per il funzionamento del mercato interno. Senza un numero elevato di norme, il mercato interno dei prodotti continuerà a causare difficoltà alle aziende dell'UE, obbligandole ad effettuare importanti investimenti in materia di disegno e produzione prima di poter immettere i prodotti sul mercato.

Indagine sulla qualità dell'ambiente normativo nell'UE

I risultati di un'importante indagine indipendente presso 4000 aziende di tutti gli Stati membri, indagine intrapresa dalla Commissione per valutare il modo in cui le aziende europee valutano la qualità dell'ambiente normativo, sono compresi nell'ultima edizione del quadro di valutazione del mercato interno. I risultati principali sono:

  • un gran numero di imprese sono insoddisfatte della qualità dell'ambiente normativo

  • molte imprese non hanno ancora avvertito alcun impatto delle iniziative di semplificazione della legislazione, particolarmente in Francia, Germania e Danimarca

  • almeno 50 miliardi di Euro potrebbero essere risparmiati con legislazione di qualità migliore

  • la Finlandia è considerata lo Stato membro con cui è più facile avere rapporti commerciali; Il Regno Unito e l'Italia i più difficili.

I risultati dell'indagine sottolineano l'urgente necessità di una strategia radicale e coerente per la creazione di un miglior quadro normativo per le imprese di tutta l'Unione. Il Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001 (che esaminerà il piano d'azione della Commissione sul miglioramento della normativa e le proposte degli esperti degli Stati membri) costituisce un'opportunità unica per mettere a punto un approccio chiaro e rinnovato al modo migliore di concepire e applicare la normativa.

Per maggiori informazioni sull'indagine sulle imprese, v. MEMO/01/376.

Il testo integrale dell'ultimo quadro di valutazione del mercato interno è disponibile sul sito Internet Europa:

http://ec.europa.eu/internal_market (cercare sotto "quadro di valutazione del mercato unico").


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