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IP/00/918

Bruxelles, 08 agosto 2000

La Commissione emette un parere motivato indirizzato all'Italia in merito alla fissazione delle tariffe degli agenti doganali

La Commissione europea ha deciso d'indirizzare un parere motivato all'Italia per inottemperanza alle regole della concorrenza, in riferimento alle tariffe degli agenti doganali in contrasto con una sentenza della Corte di giustizia.

La questione risale al 1993, e benché il Governo italiano abbia recentemente manifestato la volontà di adeguare la legislazione, per consentire agli spedizionieri doganali di poter fissare liberamente le loro tariffe, la Commissione ha emesso un parere motivato per assicurare che il processo sia condotto a termine in modo soddisfacente.

Il 18 giugno 1998, la Corte di giustizia ha condannato l'Italia per inadempimento agli obblighi derivanti dagli articoli 10 e 81 del trattato, a causa di una legge che impone al Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali (CNSD) di stabilire le tariffe per le prestazioni professionali degli spedizionieri doganali.

La sentenza della Corte faceva seguito ad un procedimento avviato dalla Commissione e conclusosi con una decisione che constatava l'esistenza di un'infrazione e ordinava al CNSD di porvi fine. Tale decisione era stata confermata con sentenza del 30 marzo 2000 del Tribunale di primo grado, chiamato a pronunziarsi in merito al ricorso introdotto dal CNSD.

L'invio all'Italia del suddetto parere motivato è stato deciso sebbene sia attualmente all'esame al Parlamento italiano un disegno di legge che prevede l'abrogazione delle disposizioni legislative oggetto del procedimento e nonostante l'invio - in attesa della nuova legge - di una circolare del Ministero delle Finanze che informa i servizi e le associazioni professionali interessate che le suddette disposizioni sono decadute.

Pur apprezzando la volontà manifestata dalle autorità italiane di conformarsi alla sentenza della Corte, la Commissione ha il dovere di constatare che una circolare ministeriale non ha valore di legge.

La Commissione ritiene infatti che in un settore come quello considerato, caratterizzato da una vecchia tradizione di disciplina rigorosa dei prezzi, finché resti in vigore la vecchia legge sussista un'ambiguità giuridica, cosicché con ogni probabilità una parte dei membri della professione continueranno a sentirsi vincolati al rispetto delle tariffe fissate.

« La concorrenza dei prezzi si applica anche alle libere professioni, al pari delle imprese, affinché vi sia una scelta non solo tra i servizi prestati, ma anche sulla base dei costi di detti servizi », ha dichiarato Mario Monti, Commissario competente in materia di concorrenza, il quale ha iscritto tale questione tra le tematiche prioritarie.


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