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Bruxelles, 26 gennaio 2000

Adeguare le istituzioni per attuare con successo l'allargamento: il parere della Commissione sulla riforma istituzionale dell'Unione europea

Romano Prodi, presidente della Commissione europea, e Michel Barnier, Commissario tra le cui competenze rientra la conferenza intergovernativa, hanno presentato oggi il parere della Commissione sulla prossima revisione dei trattati. Il documento approvato questa mattina completa il contributo adottato dalla Commissione il 10 novembre scorso per il Consiglio europeo di Helsinki. La Commissione si pronuncia a favore di una profonda riforma non soltanto delle istituzioni dell'Unione europea per quanto riguarda la loro composizione, ma anche del processo decisionale, allo scopo di accrescerne l'efficacia. L'Unione europea deve prepararsi ad accogliere numerosi nuovi Stati membri: premessa indispensabile per l'allargamento è la riforma istituzionale.

Il Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999 ha deciso di avviare i negoziati di adesione con sei nuovi paesi candidati e di confermare la prospettiva di adesione della Turchia. L'Unione si prepara dunque al massimo allargamento della sua storia. A norma dell'articolo 48 del trattato sull'Unione europea, prima di ogni riforma istituzionale è necessario il parere della Commissione. Il documento comprende due parti, una sul funzionamento delle istituzioni europee nell'Unione allargata e l'altra sull'efficacia delle procedure decisionali, e presenta proposte per nuovi articoli del trattato, così da apportare un contributo concreto ai lavori della conferenza intergovernativa. Corredano il documento alcuni allegati.

Ruolo, funzionamento e composizione delle istituzioni e degli organi dell'Unione europea

Secondo il mandato di revisione dei trattati deciso al Consiglio europeo di Helsinki, la conferenza intergovernativa si prefigge non di modificare il ruolo o le competenze delle istituzioni ma di adeguarne il funzionamento alle esigenze dell'Europa allargata.

La Commissione propone di tenere fermo a 700 il numero massimo di deputati europei, una parte dei quali verrebbero eletti su liste comuni a tutta l'Europa. Per la composizione della Commissione il parere presenta due opzioni: nella prima, per preservare il funzionamento collegiale della Commissione, si raccomanda di stabilizzare a 20 il numero dei Commissari qualunque sia in futuro il numero degli Stati membri, con un sistema di rotazione da prevedere nel trattato, fondandolo sul principio della parità tra gli Stati membri. Nella seconda opzione, la Commissione comprenderebbe un cittadino di ciascuno degli Stati membri, il che presuppone considerevoli adeguamenti della sua organizzazione e del suo funzionamento.

In ogni evenienza, sarà opportuno conferire carattere formale, nel trattato, all'impegno assunto da ogni Commissario di presentare al presidente le sue dimissioni se questi glielo chieda.

La Commissione propone di completare il sistema giurisdizionale dell'Unione, al duplice scopo di migliorare il funzionamento della Corte europea di giustizia e di dare una dimensione giurisdizionale alla lotta contro le frodi a danno del bilancio comunitario. Prima dell'allargamento è necessario riformare anche le altre istituzioni e organi dell'Unione europea: si dovrebbe limitare il numero dei membri della Corte dei conti; il Comitato economico e sociale, il cui numero di membri va stabilizzato, dovrebbe divenire maggiormente rappresentativo della società civile europea; infine, si dovrebbe stabilizzare anche la composizione del Comitato delle Regioni.

Un processo decisionale efficace

Per preservare l'efficacia del processo decisionale dopo l'allargamento, è essenziale perseguire l'unanimità solo se lo giustifichino motivi seri e duraturi. In linea generale, il voto a maggioranza qualificata deve sostituire l'obbligo dell'unanimità. Nel parere sono indicate cinque categorie di disposizioni che richiedono l'accordo unanime degli Stati membri: le decisioni che impongono ratifiche nazionali; le disposizioni relative al funzionamento e all'equilibrio delle istituzioni europee; le decisioni in materia d'imposizione fiscale o di sicurezza sociale non correlate al buon funzionamento del mercato interno; la conclusione di accordi internazionali riguardanti materie sulle quali il Consiglio delibera ancora all'unanimità; le deroghe alle norme comuni del trattato.

Inoltre, il parere propone di rendere più semplici, più efficaci e più coerenti le procedure decisionali dell'Unione. La Commissione presenta quattro proposte: per le decisioni legislative, rafforzare il nesso tra la procedura di codecisione e il voto a maggioranza qualificata; ampliare il campo della politica commerciale comune a tutti i servizi, agli investimenti e ai diritti di proprietà intellettuale; potenziare le competenze del Parlamento europeo nel settore del commercio; sopprimere la procedura di cooperazione.

Per quanto riguarda il sistema di votazione presso il Consiglio, pur insistendo sui vantaggi di una riponderazione dei voti, la Commissione raccomanda di adottare un sistema chiaro e democratico di doppia maggioranza semplice, secondo il quale si avrebbe una decisione a maggioranza qualificata quando questa sia stata approvata alla maggioranza semplice del numero degli Stati e alla maggioranza semplice della popolazione totale dell'Unione allargata.

Secondo la Commissione, l'Unione deve non soltanto mantenere il suo attuale livello d'integrazione ma dotarsi anche di maggiori mezzi per approfondire tale integrazione. Poiché l'Unione allargata sarà meno omogenea, si dovrà dunque, senza indebolire la costruzione comunitaria, consentire ad alcuni Stati membri, che costituiscano almeno un terzo degli Stati dell'Unione, di cooperare tra loro per spingersi oltre il livello d'integrazione raggiunto oggi. Ecco perché la Commissione raccomanda di rivedere le attuali disposizioni del trattato sulle cooperazioni rafforzate e di estenderle, a determinate condizioni da stabilire, alla politica estera e di sicurezza comune dell'Unione.

Articoli del trattato e allegati

Nel suo parere la Commissione propone, per determinati temi, progetti di articoli del trattato, così da dare espressione concreta alle modifiche da essa raccomandate. A giudizio della Commissione, la conferenza intergovernativa di revisione dei trattati dovrebbe condurre i propri lavori con la massima operatività. Nei prossimi mesi la Commissione presenterà altri contributi, per esempio sulla riorganizzazione dei trattati. La Commissione rammenta l'incarico da essa affidato all'Istituto universitario europeo di Firenze di effettuare uno studio sulla riorganizzazione dei trattati. La conferenza sarà informata delle conclusioni di tale studio. Successivamente, il Consiglio europeo dovrà pronunciarsi sull'inclusione nel nuovo trattato di alcuni temi, riguardanti in particolare lo sviluppo della politica europea di sicurezza e di difesa e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione.

Infine, il parere comprende tre allegati: nel primo figura l'elenco residuo delle decisioni che, per motivi seri e duraturi, richiedono l'accordo unanime di tutti gli Stati membri; nel secondo sono elencate le disposizioni che si potrebbero prendere ormai a maggioranza qualificata; nell'ultimo allegato si descrive la modalità secondo la quale, in base a un'estrapolazione del sistema attuale, i nuovi Stati membri sarebbero rappresentati nelle istituzioni dell'Unione.


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