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ip/00/423

Bruxelles, 3 maggio 2000

Maggiori garanzie per la salute pubblica: la Commissione presenta una proposta intesa ad eliminare dalla catena alimentare determinati materiali a rischio di contaminazione da BSE

Nel rinnovato sforzo di stabilire norme armonizzate volte a garantire l'eliminazione dalla catena alimentare, umana e animale, dei tessuti che rischiano di essere infetti da BSE, oggi la Commissione europea ha approvato una proposta di decisione che disciplina l'uso di materiale specifico a rischio di contaminazione da BSE. La proposta fa obbligo a tutti gli Stati membri di eliminare determinati materiali a rischio, specificati in un lungo elenco nel caso del Regno Unito e del Portogallo e in uno più breve per gli altri Stati membri. L'eliminazione del materiale specifico a rischio costituisce senz'altro il provvedimento che più di ogni altro può contribuire a ridurre i rischi della BSE per la salute pubblica, limitando la possibilità che l'uomo contragga la nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob. Questa nuova strategia tiene conto delle raccomandazioni che ci vengono costantemente dagli ambienti scientifici, intensificatesi in questi ultimi mesi, di eliminare dalla catena alimentare umana e animale i tessuti ad alto rischio. Inoltre, il primo caso in assoluto di BSE diagnosticato nel marzo scorso su una mucca nata in Danimarca fa sorgere seri dubbi quanto alla classificazione di paese indenne da BSE di cui godono molti paesi nei quali non sono stati segnalati casi di BSE. L'attuale proposta sostituisce le precedenti proposte di decisione sulle quali gli Stati membri non erano fino ad oggi d'accordo. In assenza di disposizioni comunitarie per l'eliminazione del materiale a rischio, otto Stati membri hanno istituito norme nazionali (Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito). L'UE ha già adottato un programma generalizzato di test per la BSE destinato a garantire un elevato livello di protezione.

"Se vogliamo offrire ai nostri cittadini le migliori garanzie dobbiamo distruggere i materiali a rischio che comportano un grado di infettività del 95%", ha dichiarato David Byrne, Commissario per la sanità e la protezione dei consumatori. "Dovremmo trarre insegnamento dal recente rilevamento di un caso di BSE in Danimarca. È da tempo che si sarebbe dovuto adottare un regime europeo per l'eliminazione del materiale specifico a rischio. Quest'iniziativa è della massima importanza per la protezione della salute pubblica".

Misure da applicare nell'Unione

Tutti gli Stati membri avranno l'obbligo di eliminare il cranio (cervello e occhi compresi), le tonsille e il midollo spinale dei bovini, ovini e caprini di età superiore a 12 mesi, nonché la milza di tutti gli ovini e i caprini, a prescindere dalla loro età al momento della macellazione. Nei paesi ad alto rischio, quali il Regno Unito e il Portogallo, occorrerà escludere dalla catena alimentare l'intera testa (tranne la lingua) e inoltre il timo, la milza, gli intestini e il midollo spinale dei bovini di età superiore a 6 mesi. Inoltre in Portogallo e nel Regno Unito dovrà essere rimossa anche la colonna vertebrale dei bovini: in Portogallo tale obbligo riguarda i bovini di età superiore a 6 mesi, nel Regno Unito quelli di età superiore a 30 mesi.

Tecniche di macellazione

Facendo propria una raccomandazione pervenuta nell'aprile 2000 dagli ambienti scientifici, la proposta vieta anche il ricorso a tecniche di macellazione che comportino un rischio di contaminazione del sangue degli animali macellati attraverso l'immissione nella circolazione sanguigna di tessuto cerebrale infetto da BSE.

La proposta sarà esaminata dai rappresentanti degli Stati membri in sede di comitato veterinario permanente il 10 maggio prossimo. Se approvata dagli Stati membri, la proposta sarà adottata formalmente dalla Commissione ed entrerà in vigore il 1° luglio 2000. La decisione potrà essere riesaminata per tener conto di nuove conoscenze scientifiche. Le disposizioni della decisione saranno abrogate non appena entrerà in vigore il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla prevenzione e alla lotta contro determinate encefalopatie trasmissibili.


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