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Cambiamento climatico: la Commissione vara il Programma europeo per il cambiamento climatico e definisce una strategia a doppio binario per la riduzione delle emissioni.

European Commission - IP/00/232   08/03/2000

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IP/00/232

Bruxelles, 8 marzo 2000

Cambiamento climatico: la Commissione vara il Programma europeo per il cambiamento climatico e definisce una strategia a doppio binario per la riduzione delle emissioni.

La Commissione europea vuole rilanciare l'impegno della Comunità per ridurre i gas a effetto serra che fanno aumentare la temperatura del pianeta. Varando in data odierna il Programma europeo per il cambiamento climatico, la Commissione individua una strategia a doppio binario per centrare l'obiettivo della riduzione delle emissioni cui l'Unione si è impegnata con il Protocollo di Kyoto del 1997. In primo luogo, un Libro verde sullo scambio dei diritti di emissione prevede l'istituzione di un sistema di scambio di emissioni all'interno dell'UE per il settore dell'energia e per i grandi impianti industriali. Il secondo pilastro della strategia della Commissione prevede invece misure finalizzate all'abbattimento delle emissioni provenienti da fonti specifiche.

Nel presentare i due documenti, la commissaria Margot Wallström, responsabile dell'Ambiente, ha affermato: "Sono molto soddisfatta dell'adozione contestuale dei due documenti, la Comunicazione e il Libro verde; infatti, per centrare gli obiettivi di Kyoto non dobbiamo concentrarci su questo o quel settore singolarmente considerato, né privilegiare questo o quello strumento, ma dobbiamo intervenire simultaneamente su tutta una serie di fonti di emissioni. Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare il Programma europeo per il cambiamento climatico. Insieme ad altre politiche e ad altre misure, lo scambio dei diritti di emissione costituirà parte integrante di questo programma e della strategia della Comunità per l'attuazione degli impegni di Kyoto".

I due documenti costituiscono un importante punto di partenza in vista della ratifica del Protocollo di Kyoto da parte dell'Unione dopo la Sesta conferenza delle parti (COP6) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che avrà luogo all'Aia nel prossimo novembre.

Il Programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP)

In data odierna la Commissione lancia il Programma europeo per il cambiamento climatico, che la commissaria Wallström aveva annunciato dinanzi al Parlamento europeo nell'ottobre 1999. La Comunicazione sulle politiche e le misure dell'Unione per ridurre le emissioni di gas a effetto serra individua i principali aspetti di questo programma. Viene istituito un processo di consultazione aperto ad una molteplicità di interessi diversi (esperti degli Stati membri, dell'industria e delle ONG ambientaliste, nonché dei vari servizi della Commissione) che individuerà i settori strategici per la riduzione delle emissioni.

Verrà istituito un certo numero di gruppi di lavoro tecnici con il compito di effettuare il lavoro preparatorio sulla base del quale la Commissione potrà elaborare precise proposte di intervento in aree quali l'energia, i trasporti, i gas industriali e lo scambio dei diritti di emissione. È stato fissato un calendario tassativo che fa obbligo ai gruppi di lavoro di presentare un rapporto definitivo entro 12 mesi. La Comunicazione contiene anche un elenco di politiche e misure comunitarie che potrebbero essere realizzate nell'ambito dell'ECCP, e che la Commissione discuterà con il Consiglio dei ministri.

Come aveva fatto in altre occasioni, anche in questa sede la Commissione sottolinea che per centrare l'obiettivo di Kyoto (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'8% negli anni 2008-2012 rispetto ai livelli del 1990) sarà necessario uno sforzo maggiore del previsto. I dati più recenti indicano che le emissioni di CO2, lungi dal diminuire, stanno aumentando e che, in assenza di nuovi provvedimenti, l'obiettivo di riduzione dell'8% non verrà raggiunto. Di qui l'esigenza di rendere più incisive le politiche e le misure già in atto onde ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia europea.

"Il quadro è tutt'altro che roseo. Dobbiamo mettere in campo nuove misure a livello comunitario se vogliamo rispettare gli impegni che abbiamo assunto a Kyoto. In pari tempo, gli Stati membri non devono credere che la Comunità possa fare tutto in loro vece. La maggior parte di essi non sta facendo il necessario per raggiungere i rispettivi obiettivi nazionali", ha ammonito Margot Wallström.

Lo scambio dei diritti di emissione

Uno dei pilastri della strategia comunitaria per il cambiamento climatico sarà un sistema per lo scambio, all'interno dell'UE, dei diritti di emissione di gas a effetto serra. Questo sistema è parte integrante del Programma europeo per il cambiamento climatico e la Commissione ha oggi adottato un Libro verde che chiarisce il funzionamento di questo meccanismo, promuovendolo a strumento potenziale per il controllo del cambiamento climatico nell'Unione europea. Il Libro verde sottolinea la dimensione comunitaria dello scambio o commercio dei diritti di emissione sotto il profilo, ad esempio, del mercato interno e della concorrenza, aspetto spesso trascurato se si considera la sua importanza all'interno della Comunità. È un meccanismo che assume particolare importanza nella prospettiva delle decisioni che saranno prese nei prossimi 12 mesi dagli Stati membri per realizzare le loro strategie nazionali, prima della ratifica del Protocollo di Kyoto.

Il Libro verde assolve un duplice ruolo: informativo e analitico; informativo, in quanto chiarisce il funzionamento di uno strumento la cui natura è stata spesso fraintesa; analitico, in quanto espone le ragioni che militano per l'impegno della Comunità a promuovere nuove misure in questo settore. Tuttavia, come è logico per un Libro verde, il documento esamina una serie di opzioni senza però pervenire a conclusioni definitive. Per facilitare l'esercizio di consultazione ora avviato vengono posti agli interessati una serie di quesiti. Le parti interessate sono invitate a reagire entro sei mesi, in modo che la Commissione possa raccogliere e studiare le opinioni di tutti gli interessati prima di procedere oltre.

Nel riconoscere il considerevole interesse che assume lo scambio dei diritti di emissione nel dibattito sul cambiamento climatico, la commissaria Wallström ha rilevato che:

"È logico che il Libro verde raccomandi prudenza nella fase di rodaggio del sistema dello scambio di emissioni; quest'ultimo, se avrà successo, potrà essere generalizzato. In questo campo noi siamo i pionieri e bisogna che questo sistema funzioni bene fin dall'inizio. Tuttavia, sono fermamente convinta che il sistema potrà funzionare se riusciremo a darci regole serie e controlli adeguati. In questo modo lo scambio di diritti di emissione garantirà riduzioni di emissioni là dove queste sono meno onerose e quindi tutti noi ne trarremo un beneficio economico. Non si tratta di abbandonare tutto alle forze del mercato, ma piuttosto di creare le strutture necessarie in cui possono funzionare incentivi capaci di abbassare il costo delle riduzioni".


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