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CORTE DEI CONTI EUROPEA

COMUNICATO STAMPA

ECA/13/44

Lussemburgo, 11 dicembre 2013

"Il sostegno finanziario diretto dell'UE all'Autorità palestinese deve essere rivisto" affermano gli auditor dell'UE

Una relazione pubblicata oggi dalla Corte dei conti europea mette in discussione la sostenibilità del sostegno finanziario diretto (SFD) PEGASE dell'Unione europea destinato all'Autorità palestinese.

Sebbene la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) siano riusciti ad attuare il sostegno all'Autorità palestinese in circostanze difficili, vi sono una serie di aspetti dell'attuale approccio che sempre più necessitano di essere rivisti" ha affermato Hans Gustaf Wessberg, il Membro della Corte responsabile della relazione. “Anche se sono stati raggiunti alcuni importanti risultati, vi è la necessità di apportare revisioni rilevanti come, ad esempio, incoraggiare l'AP ad intraprendere una serie di riforme, in particolare per quel che riguarda la sua funzione pubblica. Occorre inoltre trovare un modo per convincere Israele ad adottare le misure necessarie volte a garantire l'efficacia dell'SFD PEGASE".

Dal 1994, l'Unione europea ha fornito assistenza per oltre 5,6 miliardi di euro al popolo palestinese a sostegno dell'obiettivo generale di favorire una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Dal 2008, il programma di maggior rilievo nel Territorio palestinese occupato (TPO) è costituito dall'SFD PEGASE, che ha erogato finanziamenti per circa 1 miliardo di euro dal 2008 al 2012. Gli auditor della Corte hanno esaminato se la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) abbiano gestito bene tale programma nel periodo in questione. L'SFD PEGASE si propone di aiutare l'AP a far fronte ai propri obblighi nei confronti dei dipendenti pubblici, dei pensionati e delle famiglie più vulnerabili, a mantenere i servizi pubblici essenziali e a migliorare la situazione delle finanze pubbliche.

Dall'audit è emerso che numerosi aspetti legati alla programmazione dei finanziamenti necessitano di essere rafforzati, che vi è la possibilità di ottenere risparmi facendo maggiormente ricorso alle gare d'appalto e che è necessario semplificare il complesso sistema di gestione vigente.

Il programma ha contribuito in maniera significativa a coprire la massa salariale dell'AP. Tuttavia, a fronte di un aumento del numero di beneficiari e di una diminuzione dei finanziamenti da parte degli altri donatori tramite l'SFD PEGASE, l'AP ha registrato nel 2012 gravi ritardi nel pagamento dei salari che sono stati all'origine di disordini tra la popolazione palestinese.

L'SFD PEGASE ha contribuito al funzionamento dei servizi pubblici essenziali, ma a Gaza, a causa della situazione politica, un numero considerevole di pubblici dipendenti veniva pagato senza recarsi al lavoro e senza fornire un servizio pubblico. La Commissione e il SEAE non hanno affrontato in maniera sufficiente tale problema.

Infine, nonostante i rilevanti finanziamenti tramite l'SFD PEGASE, l'AP ha registrato nel 2012 un grave disavanzo di bilancio che ha anche minacciato di incidere negativamente sulle riforme della gestione delle finanze pubbliche (GFP). In ultima istanza, le minacce alla sostenibilità finanziaria dell'AP possono essere ricondotte in misura considerevole ai molteplici ostacoli frapposti dal governo d'Israele allo sviluppo economico del TPO che minano anche l'efficacia dell'SFD PEGASE.

La relazione formula una serie di raccomandazioni di cui la Commissione e il SEAE dovrebbero tener conto al momento di effettuare la necessaria revisione dell'SFD PEGASE.

Note agli editori:

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea sono pubblicate nel corso dell’anno e presentano i risultati di audit selezionati su specifici settori del bilancio UE o su temi relativi alla gestione.

Nella relazione speciale n. 14/2013, intitolata "Il sostegno finanziario diretto dell'Unione europea all'Autorità palestinese", la Corte ha esaminato in che misura il SEAE e la Commissione abbiano gestito bene il sostegno finanziario diretto (SFD) PEGASE destinato all'Autorità palestinese. L'audit è stato incentrato sulla concezione e sulle modalità di esecuzione dell'SFD PEGASE, nonché sui risultati dello stesso e sulla loro sostenibilità.

La conclusione dell'audit è che la Commissione e il SEAE sono riusciti a fornire un sostegno finanziario diretto all'Autorità palestinese in circostanze difficili, ma che una serie di aspetti dell'attuale approccio richiedono sempre più di essere rivisti. Anche se si sono conseguiti alcuni risultati importanti, la loro sostenibilità è dubbia in assenza di una revisione di fondo dell'approccio corrente. Nell'ambito di tale revisione, anche l'AP deve essere incoraggiata ad intraprendere una serie di riforme, in particolare per quel che riguarda la sua funzione pubblica. Al tempo stesso, occorre trovare un modo per convincere Israele ad adottare le misure necessarie volte a garantire l'efficacia dell'SFD PEGASE.

Sulla base del proprio lavoro di audit, la Corte raccomanda quanto segue:

  • il SEAE e la Commissione dovrebbero rafforzare la programmazione del futuro SFD PEGASE in particolare: collegandola più strettamente al nuovo piano d'azione UE-AP; pianificando gli stanziamenti su una base pluriennale; definendo indicatori di performance, in particolare nei settori della sanità, dell'istruzione e della GFP, per valutare e dimostrare meglio i risultati ottenuti;

  • la Commissione dovrebbe ridurre i costi di amministrazione dell'SFD PEGASE nel modo che segue: usando ogni qualvolta possibile le gare d'appalto per i contratti relativi alla gestione e al controllo dell'SFD PEGASE; semplificando il sistema di gestione dell'SFD PEGASE dando alla rappresentanza UE in Palestina la responsabilità di amministrare la banca dati PEGASE e recuperando alcuni dei controlli attualmente esternalizzati;

  • il SEAE e la Commissione dovrebbero applicare dei criteri di condizionalità al futuro SFD PEGASE, collegandolo specificamente ai progressi concreti compiuti dall'AP per quel che riguarda le riforme del pubblico impiego e della gestione delle finanze pubbliche;

  • il SEAE e la Commissione dovrebbero pervenire ad un accordo con l'AP per porre termine al finanziamento da parte dell'SFD PEGASE degli stipendi dei pubblici dipendenti e delle pensioni a Gaza e per trasferirlo alla Cisgiordania;

  • il SEAE e la Commissione, congiuntamente alla comunità più ampia dei donatori, dovrebbero riesaminare con Israele, nel quadro di una più ampia cooperazione UE-Israele, quali provvedimenti debba assumere Israele per rendere più efficace l'SFD PEGASE.

Persona da contattare:

Aidas Palubinskas

Addetto stampa della Corte dei conti europea

Ufficio: +352 4398 45410 Cellulare: +352 621 552224

press@eca.europa.eu www.eca.europa.eu Twitter: @EUAuditorsECA


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