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I contributi finanziari d’emergenza per i lavoratori in esubero dovrebbero essere erogati più velocemente, afferma la Corte dei conti europea

Court of Auditors - ECA/13/19   25/06/2013

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CORTE DEI CONTI EUROPEA

COMUNICATO STAMPA

ECA/13/19

Lussemburgo, 25 giugno 2013

I contributi finanziari d’emergenza per i lavoratori in esubero dovrebbero essere erogati più velocemente, afferma la Corte dei conti europea

Il Fondo speciale per assistere i lavoratori posti in esubero per effetto della globalizzazione fornisce soltanto un limitato valore aggiunto UE e dovrebbe essere sostituito da un sistema più efficiente. Questo è quanto afferma la Corte dei conti europea, il guardiano delle finanze dell’UE, in una sua relazione appena pubblicata.

Tra il marzo 2007 e il dicembre 2012, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha versato oltre 600 milioni di euro a lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro in seguito ad esuberi/licenziamenti collettivi causati dai mutamenti intervenuti nella struttura del commercio mondiale. Dall’audit espletato dalla Corte, è emerso che alla maggior parte dei lavoratori ammissibili è stata offerta un’assistenza personalizzata e ben coordinata. Tuttavia, ciascuno dei casi esaminati dalla Corte includeva misure di sostegno al reddito che sarebbero state comunque finanziate dagli Stati membri. Il sostegno al reddito ha rappresentato il 33 % di tutte le spese rimborsate per l’insieme dei casi esaminati. Per di più, non esistevano dati che permettessero di misurare adeguatamente il grado di efficacia dei fondi nel reinserire professionalmente i lavoratori licenziati/in esubero.

Al fine di sostenere più rapidamente i lavoratori colpiti, la Corte raccomanda di considerare la possibilità di sostituire il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) con il regime, opportunamente adattato, del Fondo sociale europeo.

Gli elementi probatori raccolti nel corso dell’audit non ci hanno persuaso che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione rappresenti il miglior sistema per prestare questo tipo di sostegno così necessario”, ha affermato Ville Itälä, il Membro della Corte responsabile della relazione. “Sarebbe più efficace semplicemente modificare il Fondo sociale europeo perché possa affrontare questi problemi”.

Il FEG è stato creato per affrontare situazioni di emergenza puntuali e di durata limitata. Il sostegno include misure formative, aiuto alle attività professionali autonome, coaching e ricollocazione. Il Fondo cofinanzia dette misure ad un tasso del 50 % o del 65 %, mentre il saldo è corrisposto dallo Stato membro interessato.

Note agli editori:

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea sono pubblicate nel corso dell’anno e presentano i risultati di audit selezionati su specifici settori del bilancio UE o su temi relativi alla gestione.

In questa relazione speciale (RS n. 7/2013), intitolata “Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha fornito un valore aggiunto UE nel reinserimento dei lavoratori in esubero?”, la Corte ha valutato se il contributo fornito dal FEG per consentire ai lavoratori in esubero di rientrare prima possibile nel mercato del lavoro fosse efficace. La Corte ha inteso rispondere ai seguenti quesiti: tutti i lavoratori interessati hanno beneficiato di misure FEG personalizzate, e le misure attive per il mercato del lavoro cofinanziate dal FEG erano coordinate con altre misure simili (ossia le misure dell’FSE e degli Stati membri)? Il FEG è stato efficace per quanto concerne il reinserimento nel mercato del lavoro? La natura delle misure del FEG è in grado di fornire un valore aggiunto UE? La procedura di approvazione del FEG è stata attuata in modo tempestivo? Sono stati sottoposti ad audit in loco otto casi in quattro Stati membri (due ciascuno per Danimarca, Germania, Irlanda e Lituania) dove è stato utilizzato il FEG.

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito nel 2006 per mostrare la solidarietà dell’UE verso i lavoratori interessati da esuberi/licenziamenti collettivi. Il FEG dovrebbe favorire il reinserimento professionale di tali lavoratori, fornendo contributi finanziari per pacchetti di servizi personalizzati di durata limitata e coordinati. Tali pacchetti comprendono misure attive per il mercato del lavoro, come la formazione, l'aiuto alle attività professionali autonome, il coaching e la ricollocazione. Essi inoltre comprendono spesso il sostegno al reddito e altre indennità corrisposte ai lavoratori.

I lavoratori in esubero possono altresì beneficiare del Fondo sociale europeo (FSE), principalmente mediante programmi di formazione permanente. Tuttavia, mentre la finalità dell’FSE è risolvere gli squilibri strutturali a lungo termine, il FEG è stato ideato per affrontare situazioni di emergenza di durata limitata e puntuali.

La Corte ha constatato che a quasi tutti i lavoratori ammissibili al FEG sono state offerte misure personalizzate e ben coordinate, ma che ogni misura del FEG può essere ammissibile anche per l’FSE. Alcuni Stati membri hanno preferito utilizzare l’FSE. La Corte ha altresì rilevato che non sono stati fissati obiettivi di reinserimento quantitativi, e che i dati esistenti non sono adeguati per valutare l'efficacia delle misure in termini di reinserimento professionale dei lavoratori. Il FEG ha fornito un valore aggiunto UE quando è stato utilizzato per cofinanziare servizi per i lavoratori in esubero o indennità che non sono normalmente presenti nei sistemi di prestazioni di disoccupazione degli Stati membri.

La Corte raccomanda quanto segue:

a) gli Stati membri e la Commissione dovrebbero intraprendere le misure necessarie per garantire la disponibilità di dati aggiornati e attendibili, che consentano di monitorare il raggiungimento degli obiettivi e raffrontare i risultati delle varie misure;

b) il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero valutare la possibilità di limitare i finanziamenti UE alle misure atte a fornire un valore aggiunto UE, anziché finanziare regimi nazionali esistenti di sostegno al reddito dei lavoratori;

c) il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero considerare, quale alternativa all'attuale regime FEG, la possibilità di adattare il quadro dell’FSE e l’assegnazione dei finanziamenti di quest’ultimo al fine di sostenere più rapidamente i lavoratori interessati da esuberi/licenziamenti collettivi.

Persona da contattare:

Aidas Palubinskas

Addetto stampa della Corte dei conti europea

Ufficio: +352 4398 45410 Cellulare: +352 621 552224

press@eca.europa.eu www.eca.europa.eu Twitter: @EUAuditorsECA


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