
CORTE DEI CONTI EUROPEA COMUNICATO STAMPA
ECA/12/9
Lussemburgo, 27 marzo 2012
Relazione speciale: la CCE constata che spese sostenute dal FESR per gli strumenti finanziari non producono i benefici attesi per le PMI, in parte a causa di disposizioni normative inadeguate
La Corte dei conti europea (CCE) conclude nella relazione speciale n. 2/2012 che l'efficacia e l'efficienza delle spese eseguite dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per gli strumenti finanziari a favore delle piccole e medie imprese (PMI) sono compromesse dall’inadeguatezza del quadro normativo per i diversi tipi di strumenti finanziari utilizzati. Sono stati rilevati diffusi ritardi nel far pervenire i fondi alle PMI destinatarie e le azioni sostenute sono state inefficaci nell’attrarre investimenti privati. Le valutazioni del deficit di finanziamenti delle PMI, ove eseguite, presentano gravi carenze. In aggiunta, gli intermediari finanziari utilizzati hanno addebitato ad alcune PMI destinatarie costi di gestione ingiustificati.
Il controllo di gestione svolto dalla CCE mostra che il quadro normativo dei Fondi strutturali utilizzato per questo tipo di sostegno alle PMI mediante strumenti finanziari era originariamente concepito per l’erogazione di sovvenzioni, e pertanto inadatto a tener conto delle specificità degli strumenti di debito e di capitale utilizzati. Sono state riscontrate debolezze per quanto riguarda le disposizioni riguardanti l'effetto di leva e il reimpiego dei fondi, la giustificazione degli importi assegnati a misure di ingegneria finanziaria, le condizioni che giustificano il ricorso al trattamento preferenziale per il settore privato e le condizioni di ammissibilità per il capitale circolante.
La Corte formula una serie di raccomandazioni destinate alla Commissione volte a migliorare il quadro normativo per questi strumenti, nonché a contribuire alla loro efficacia ed efficienza. Tali raccomandazioni prevedono tra l’altro di:
far sì che le proposte degli Stati membri siano giustificate da valutazioni del deficit di finanziamenti di qualità sufficiente, di cui tener conto al momento di approvare le misure;
offrire un sistema di monitoraggio e valutazione affidabile e tecnicamente valido;
valutare la possibilità di fornire agli Stati membri strutture e strumenti semplificati e collaudati, in modo da velocizzare l’attuazione e ridurre i costi di gestione;
individuare e stabilire requisiti di leva minimi e criteri minimi per il reimpiego dei fondi.
La relazione speciale giunge alla conclusione che, se queste raccomandazioni non possono essere attuate nel quadro della politica di Coesione, è necessario individuare modalità più efficaci per fornire questo tipo di sostegno alle PMI.
Contesto: la CCE ha svolto un audit sull’efficacia e l’efficienza delle misure di ingegneria finanziaria cofinanziate dal FESR durante i periodi di programmazione 2000-2006 e 2007-2013, sulla base un campione di progetti nel Regno Unito, in Germania, Slovacchia, Ungheria, Portogallo, nonché di un esame dei sistemi di gestione, monitoraggio e informazione della Commissione e degli Stati membri.
Le PMI sono la spina dorsale dell'economia UE, generano posti di lavoro, innovazione e prosperità. Talvolta possono però trovarsi confrontate ad una carenza di risorse finanziarie (deficit di finanziamenti) non riuscendo ad avere accesso ai tipi di finanziamenti e agli importi necessari alla conduzione delle loro attività. L'UE promuove l'imprenditorialità attraverso le politiche per l'impresa e la politica di Coesione. Quest’ultima utilizza principalmente sovvenzioni e, in misura crescente, nel quadro del FESR, strumenti finanziari che forniscono fondi rimborsabili, che possono essere successivamente reimpiegati a favore di altre PMI.