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CORTE DEI CONTI EUROPEA

ECA/12/44
Lussemburgo, 6 novembre 2012

Relazione annuale sull’esercizio 2011
Domande più frequenti (FAQ)

  • La Corte dei conti europea (CCE) ha certificato i conti relativi al 2011?

La CCE ha certificato i conti del 2011 come completi ed esatti, rilevando tuttavia troppi errori nei pagamenti sottostanti. La CCE conclude che i conti 2011 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la situazione finanziaria dell’UE e i risultati dell’esercizio. La Corte ha però nuovamente riscontrato un livello di errore inaccettabile nei pagamenti alla base dei conti, a fronte del quale ha formulato un giudizio negativo sulla spesa.

  • Che cosa rappresenta il tasso di errore stimato al 3,9%?

Il tasso del 3,9 % rappresenta l’impatto finanziario degli errori sulla spesa a carico del bilancio UE, dove tale impatto può essere quantificato. La CCE si serve delle verifiche di audit per individuare errori nei pagamenti. Gli errori derivano dall’inosservanza, da parte dei beneficiari, delle norme che disciplinano la spesa. Non sempre l’impatto degli errori può essere quantificato. Il tasso di errore stimato riflette l’impatto finanziario degli errori quantificabili. Per l’insieme della spesa di bilancio 2011 dell’UE tale tasso è pari al 3,9%.

  • Come sono i risultati del 2011 rispetto al 2010?

I risultati di audit concernenti il 2011 sono molto simili a quelli riguardanti il 2010. Il tasso di errore stimato per l’insieme dei pagamenti UE è aumentato dal 3,7 % del 2010 al 3,9 % nel 2011. Non trattandosi di una differenza statisticamente significativa, la situazione appare pressoché invariata.

  • Che cosa rappresenta la frequenza degli errori?

La frequenza degli errori indica la percentuale di operazioni relative alle entrate o ai pagamenti che contengono uno o più errori. L’impatto finanziario di alcuni errori può essere quantificato, mentre in altri casi ciò non è possibile. La frequenza dell’errore è sempre maggiore del tasso di errore stimato in quanto solo gli errori quantificabili sono inclusi nel calcolo del tasso di errore, e molti hanno solo un impatto finanziario ridotto. Ad esempio, la CCE rileva molti casi di agricoltori che dichiarano una superficie agricola ammissibile superiore a quella reale, ma solo per piccole percentuali delle singole domande.

  • Come si verificano gli errori?

Gi errori si verificano quando i beneficiari non rispettano le norme nel richiedere un finanziamento UE. Per essere ammissibili a un finanziamento UE, i beneficiari devono attenersi alla specifica normativa UE e, in alcuni casi, nazionale. Gi errori si verificano quando tali norme vengono infrante, ad esempio quando gli agricoltori non rispettano gli impegni ambientali assunti, i promotori dei progetti non osservano le norme in materia di appalti pubblici e i centri di ricerca chiedono il rimborso di costi non connessi ai progetti finanziati dall’UE. La relazione annuale sull’esercizio 2011 riporta molti esempi di errori riscontrati nel corso delle verifiche di audit.

  • Gli errori sono sinonimo di frode?

Solo una percentuale molto ridotta di errori è riconducibile a una frode. La frode è un atto d’inganno deliberato volto a ottenere un vantaggio. Ogni anno la CCE scopre un piccolo numero di frodi presunte, le quali vengono segnalate all’OLAF (l’Ufficio europeo per la lotta antifrode) che indaga e dà seguito a ciascun caso secondo necessità.

  • Qual è il ruolo degli Stati membri nella gestione dei fondi UE?

Gli Stati membri svolgono un ruolo fondamentale nella gestione e nel controllo dell’80% dei fondi UE. Se la la responsabilità globale dell’esecuzione del bilancio UE incombe alla Commissione, la spesa concernente l’agricoltura e la coesione è gestita in maniera concorrente con gli Stati membri. Il restante 20 % del bilancio è gestito direttamente dalla Commissione. Gli Stati membri e la Commissione sono tenuti a porre in essere sistemi efficaci di gestione e di controllo (che permettano anche la rilevazione e la correzione degli errori). La relazione annuale sull’esercizio 2011 contiene molti esempi di debolezze riscontrate dalla Corte nei sistemi di gestione e di controllo, a livello degli Stati membri e della Commissione.

  • La relazione annuale sull’esercizio 2011 identifica gli Stati membri meno efficienti?

Non viene operato alcun confronto fra gli Stati membri. La CCE formula il suo giudizio di audit sull’esecuzione del bilancio UE, articolato per settori di attività e non per linee nazionali. I risultati dettagliati dell’audit della Corte consentono di porre a confronto i diversi settori di spesa, ma non gli Stati membri. La relazione annuale contiene tuttavia valutazioni della qualità dei sistemi nell’ambito dei settori di spesa di campioni di Stati membri.

Relazione annuale 2011 – CARTELLA STAMPA in 22 lingue dell’UE www.eca.europa.eu


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