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CORTE DEI CONTI EUROPEA COMUNICATO STAMPA

ECA/12/41

Lussemburgo, 30 ottobre 2012

L’assistenza al Kosovo nel campo dello Stato di diritto
non è stata sufficientemente efficace

Il Kosovo è il maggiore beneficiario (pro capite) degli aiuti finanziari dell'UE a livello mondiale ed è sede di EULEX, la più grande missione civile di gestione delle crisi mai avviata dall’Unione europea.

La Corte dei conti europea ha sottoposto ad audit l’assistenza dell’UE al Kosovo nel campo dello Stato di diritto, riscontrando che detta assistenza non è stata sufficientemente efficace. Sebbene l’UE abbia contribuito allo sviluppo delle capacità, in particolare nel settore delle dogane, l’assistenza alla polizia ed al sistema giudiziario ha avuto solo un modesto successo. I livelli di criminalità organizzata e di corruzione in Kosovo restano elevati. Il sistema giudiziario continua a risentire di ingerenze politiche, inefficienza, mancanza di trasparenza e mancato rispetto di leggi e sentenze. La limitata capacità di protezione offerta dalle autorità del Kosovo ai testimoni chiave, nonché le difficoltà incontrate nel trasferire i testimoni all'estero, costituiscono lacune gravi. Nel Kosovo settentrionale non vi è stato quasi nessun progresso nell’instaurazione dello Stato di diritto.

Le autorità del Kosovo attribuiscono insufficiente priorità allo Stato di diritto”, ha affermato Gijs de Vries, il Membro della Corte responsabile della relazione, “ed il sostegno dell’UE dovrebbe essere maggiormente efficace”.

Diversamente dal resto dei Balcani occidentali, nel caso del Kosovo l’incentivo costituito dalla potenziale adesione all’UE rischia di essere vanificato dall’assenza di una posizione comune dell’UE sulla sua indipendenza.

La Commissione europea ed il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) hanno accettato le conclusioni e le raccomandazioni della Corte.

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Note agli editori:

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea sono pubblicate nel corso dell’anno e presentano i risultati di audit selezionati su specifici settori del bilancio UE o su temi relativi alla gestione.

La presente relazione speciale ha inteso appurare se l’assistenza dell’UE al Kosovo in materia di Stato di diritto sia efficace. La Corte ha valutato se l’assistenza stia conseguendo i risultati attesi e quale ne sia stato l’impatto sui progressi complessivi in vari settori dello Stato di diritto (polizia, giustizia, dogane, lotta alla corruzione). La Corte ha altresì esaminato la gestione dell’assistenza, in particolare per ciò che concerne il coordinamento e la gestione di EULEX. Il campione di audit era costituito da 17 interventi dell’UE in Kosovo.

Nel corso del periodo 1999-2007, il Kosovo ha ricevuto dai donatori aiuti per 3,5  miliardi di euro, due terzi dei quali provenivano dalla Commissione europea e dagli Stati membri dell’UE. Tra il 2007 e il 2011, l’assistenza nel campo dello Stato di diritto prestata dall’UE tramite l’IPA ed EULEX è ammontata in totale a circa 0,7 miliardi di euro.

La modesta efficacia dell'assistenza dell'UE può essere spiegata dalle circostanze specifiche del Kosovo, incluso il fatto che, quando è stata dichiarata l’indipendenza, la situazione di partenza non era favorevole all’instaurazione di uno Stato di diritto. Dall’audit è però emerso che, nonostante i miglioramenti introdotti durante il periodo sottoposto ad audit, una migliore gestione da parte del SEAE e della Commissione in molti settori importanti avrebbe potuto rendere più efficace l'assistenza dell'UE.

Ad esempio, gli Stati membri dell’UE hanno distaccato presso EULEX personale non dotato delle necessarie competenze, in numero non sufficiente e per periodi troppo brevi . La cooperazione tra Europol ed EULEX è soggetta a restrizioni di natura giuridica.

I meccanismi di coordinamento dell’UE, inclusi quelli con la comunità internazionale, devono essere ulteriormente migliorati. Le istituzioni UE hanno compiuto notevoli sforzi per coordinarsi con gli USA, il maggior donatore bilaterale in Kosovo. Ciononostante, rimane difficile conseguire un pieno coordinamento con gli USA.

Gli interventi dell’UE hanno avuto modesti risultati nella lotta alla corruzione, che resta fonte di seria preoccupazione. I tre organismi anti-corruzione del Kosovo dispongono di poteri limitati e hanno responsabilità che si sovrappongono. Analogamente, la supervisione degli appalti è complessa; vi sono inoltre più di 150 amministrazioni aggiudicatrici in Kosovo. Sebbene questa complessità e frammentazione accrescano il rischio di corruzione, l’UE non ha affrontato la questione a livello politico.

La Corte raccomanda, tra l’altro, che il SEAE e la Commissione facciano un miglior uso del dialogo sulle politiche e della condizionalità. La possibilità della liberalizzazione dei visti può costituire un incentivo per il miglioramento dello Stato di diritto in Kosovo anche se, poiché l’UE ha stabilito 95 requisiti per la liberalizzazione dei visti, l’effetto incentivante rischia di essere vanificato. Il dialogo sulle politiche dovrebbe essere incentrato sui requisiti prioritari. La Corte raccomanda che il sostegno dell’UE al Kosovo sia collegato a precisi parametri di riferimento e tenga conto degli obiettivi di sicurezza interna dell’Unione europea.

Contatto:

Aidas Palubinskas

Addetto stampa Corte dei conti europea

Telefono ufficio: +352 4398 45410 Cellulare: +352 621 552224

press@eca.europa.eu www.eca.europa.eu Twitter: @EUAuditorsECA


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