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La Corte dei conti europea pubblica una relazione speciale sull’efficacia dello strumento relativo alle garanzie per le piccole e medie imprese

Court of Auditors - ECA/11/20   08/06/2011

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CORTE DEI CONTI EUROPEA COMUNICATO STAMPA

ECA/11/20

Lussemburgo, 8 giugno 2011

La Corte dei conti europea pubblica una relazione speciale sull’efficacia dello strumento relativo alle garanzie per le piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano il 99 % della totalità delle imprese e occupano 75 milioni di lavoratori nell’Unione europea. Secondo l’Osservatorio delle PMI europee, l’accesso al credito costituisce un problema per le PMI europee. Il settore pubblico può svolgere un ruolo fondamentale nel fornire sostegno alle PMI, segnatamente per quanto concerne la concessione di finanziamenti adeguati. Lo strumento relativo alle garanzie per le PMI (SMEG) è uno strumento finanziario, gestito dal Fondo europeo per gli investimenti per conto della Commissione europea, che fornisce garanzie o controgaranzie agli intermediari finanziari per i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie alle PMI al fine di incrementare l’offerta di finanziamenti.

La Corte dei conti europea (CCE) ha pubblicato i risultati di un audit sull’efficacia dello strumento relativo alle garanzie per le piccole e medie imprese, in particolare sulla progettazione e pianificazione di questo strumento, nonché sulla gestione delle operazioni e sul conseguimento degli obiettivi.

La CCE ha rilevato che gli obiettivi dell’attuale strumento SMEG sono più precisi di quelli dei programmi precedenti per quanto riguarda le realizzazioni attese. Il quadro relativo alla gestione delle operazioni correnti è considerato idoneo, ma non include norme riguardo all’attribuzione di punteggi in fase di valutazione né requisiti minimi per la selezione degli intermediari finanziari. Gli obblighi in materia di rendicontazione sono ritenuti soddisfacenti, anche se sono limitati al monitoraggio delle realizzazioni piuttosto che a quello dei risultati e degli impatti della misura. La CCE ha concluso che almeno un terzo dei prestiti è stato concesso a PMI che avrebbero potuto ottenere i necessari finanziamenti senza il sostegno pubblico, mentre solo il 12% è stato destinato a PMI che volevano investire in progetti innovativi. Inoltre, il valore aggiunto UE dello strumento non è stato palesemente dimostrato.

Sulla base di tali constatazioni, la CCE ha formulato una serie di raccomandazioni. In futuro la Commissione dovrebbe definire target quantificabili più specifici per facilitare il monitoraggio del conseguimento degli obiettivi dello strumento finanziario. Nel corso della vita dello strumento, i progressi compiuti in termini di raggiungimento di tali target dovrebbero essere misurati per consentire di adottare, laddove necessario, misure correttive. Inoltre, sarebbe opportuno creare un sistema di valutazione basato su punteggi che consenta di confrontare le domande presentate. Andrebbero adottate misure adeguate per accertarsi che i fondi UE siano assegnati efficacemente alle PMI che attuano progetti validi che altrimenti non riceverebbero finanziamenti.


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