INTRODUZIONE
Il Consiglio europeo ha accolto con soddisfazione l'esito del referendum
danese e la prospettiva di una rapida conclusione delle procedure di
ratifica del trattato di Maastricht in tutti gli Stati membri. Esso
intende che questo importante passo segni la fine di un prolungato
periodo di incertezza in merito alla linea di condotta della Comunità e
sia l'occasione per l'Unione di raccogliere con rinnovato vigore e
determinazione le numerose sfide cui deve far fronte all'interno e
all'esterno, sfruttando appieno le possibilità offerte dal nuovo
trattato. I principi enunciati dai Consigli europei di Birmingham e di
Edimburgo, per quanto riguarda democrazia, sussidiarietà e apertura,
orienteranno l'attuazione del nuovo trattato nella prospettiva di
ravvicinare la Comunità ai suoi cittadini.
Il Consiglio europeo di Copenaghen ha rivolto particolare attenzione, da
un lato, ad un'azione intesa ad affrontare i problemi economici e sociali
della Comunità e segnatamente il livello di disoccupazione
inaccettabilmente elevato e, dall'altro, ai numerosi problemi connessi
con la pace e la sicurezza in Europa. Esso riconosce che la Comunità,
solo dimostrando che è di valido aiuto nel contribuire alla sicurezza e
al benessere di tutti i cittadini, potrà contare su un costante appoggio
del pubblico nell'edificazione dell'Europa.
I membri del Consiglio europeo hanno proceduto a uno scambio di opinioni
con il Presidente del Parlamento europeo. La discussione si è svolta
nell'ottica dell'accresciuto ruolo politico e legislativo che il
Parlamento europeo avrà in virtù del trattato di Maastricht. Il Consiglio
europeo ha sottolineato quanto sia importante sfruttare al meglio queste
disposizioni, pur rispettando appieno l'equilibrio istituzionale
stabilito nel trattato di Maastricht. Nello stesso tempo ha posto in
rilievo la necessità che i parlamenti nazionali siano più strettamente
coinvolti nelle attività della Comunità. Si è compiaciuto dei crescenti
contatti tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo.
1. Crescita, competitività e disoccupazione
Il Consiglio europeo è profondamente preoccupato per l'attuale
situazione della disoccupazione e per i gravi pericoli insiti in uno
sviluppo in cui un sempre maggior numero di persone nella Comunità
tende a restare permanentemente assente dal mercato del lavoro. Il
Consiglio europeo si è reso garante del fermo proposito della Comunità
e dei suoi Stati membri di ristabilire la fiducia attuando una chiara
strategia, a breve e a medio-lungo termine, per ritornare a una
crescita sostenibile, rafforzare la competitività dell'industria
europea e ridurre la disoccupazione.
Misure a breve termine
Il Consiglio europeo ha convenuto che si debba continuare ad accordare
la massima priorità ad un'azione economica concertata, fondata sui
principi enunciati nel "Piano d'azione degli Stati membri e della
Comunità per promuovere la crescita e combattere la disoccupazione",
stabilito dal Consiglio europeo di Edimburgo. Ha accolto con
soddisfazione il pacchetto iniziale di misure nazionali e comunitarie
adottate dal Consiglio "Economia e Finanze" nella sessione del 19
aprile 1993 ed ha rilevato con soddisfazione che da allora alcuni
Stati membri hanno attuato nuove e ulteriori misure prefiggendosi lo
stesso obiettivo.
E' decisivo promuovere gli investimenti.
Il Consiglio europeo ha convenuto che a livello nazionale gli Stati
membri debbano considerare particolarmente importante questo obiettivo
nella programmazione dei loro bilanci nazionali per il 1994. Il
tempestivo avvio di investimenti pubblici, in particolare nel settore
delle infrastrutture, della protezione dell'ambiente e del
rinnovamento urbano, nonché la promozione degli investimenti privati
(con speciale attenzione alle piccole e medie imprese e all'edilizia
abitativa), sono di particolare importanza nell'attuale fase della
congiuntura economica in Europa. Tuttavia una minore imposizione
fiscale sul lavoro migliorerebbe la competitività dell'industria in
Europa. In proposito si dovrebbero esaminare le misure fiscali per
ridurre il consumo delle limitate risorse energetiche.
Sebbene ulteriori azioni nazionali dipendano dai margini di manovra di
ciascuno Stato membro, si dovrebbe tenere pienamente conto
dell'effetto moltiplicatore del mercato interno, che sostiene la
politica nazionale diretta alla ripresa economica, e degli effetti
positivi sui bilanci nazionali derivanti da una maggiore crescita.
A livello comunitario, il Consiglio europeo ha invitato la BEI, in
cooperazione con la Commissione, ad aumentare di 3 miliardi di ecu lo
strumento temporaneo di 5 miliardi di ecu convenuto a Edimburgo e a
prorogarne la durata oltre il 1994 ; 2 miliardi di ecu sarebbero
destinati alle reti transeuropee ed 1 miliardo di ecu dovrebbe essere
impiegato per potenziare la competitività delle piccole e medie
imprese europee. Il Consiglio (ECO/FIN) è invitato ad esaminare in che
modo la quota disponibile per le piccole e medie imprese possa fruire
di abbuoni di interessi fino a un massimo di 3 punti percentuali per
un prestito di cinque anni. L'abbuono di interessi sarebbe agganciato
alla creazione di posti di lavoro (analogamente agli attuali
prestiti CECA) e sarebbe finanziato nei limiti delle prospettive
finanziarie esistenti. Il Consiglio europeo riesaminerà l'importo
dello strumento destinato alle piccole e medie imprese nella prossima
sessione di dicembre, tenendo conto del suo impiego.
Il Consiglio europeo ha rilevato quanto sia importante una rapida
esecuzione del programma di politica strutturale della Comunità per il
periodo 1994-1999. L'esecuzione di questo programma di 160 miliardi di
ecu (in termini reali pari al triplo del piano Marshall) è
fondamentale per la coesione, la crescita e la creazione di posti di
lavoro, non soltanto nelle regioni meno favorite della Comunità ma
nell'intera Comunità. Il Consiglio europeo ha pertanto invitato le
Istituzioni a procedere alla formale adozione dei regolamenti relativi
ai Fondi strutturali prima della fine di luglio 1993. Ha osservato che
il Presidente del Parlamento europeo è d'accordo su questo obiettivo.
I testi giuridici e l'applicazione pratica dovrebbero rispettare
appieno l'accordo raggiunto a Edimburgo sul pacchetto DELORS II.
Inoltre, anche per accelerare il programma dei progetti di
investimenti previsti dai Fondi strutturali, il Consiglio europeo ha
convenuto che il Consiglio (ECO/FIN) esamini una proposta della
Commissione che consenta agli Stati membri di attingere ad uno
"strumento compensativo" a tassi di interesse di mercato, per un
massimo di 5 miliardi di ecu, disponibile fino alla fine del 1995. Il
rimborso di questo prestito comunitario sarebbe finanziato con
stanziamenti dei Fondi strutturali negli anni successivi. Simili
disposizioni potrebbero valere per il Fondo di coesione.
Il Consiglio europeo ha rilevato quanto sia importante - per
promuovere la crescita economica e industriale, la coesione e
l'efficace funzionamento del mercato interno e per incentivare
l'industria europea al pieno uso delle moderne tecnologie
dell'informazione - sfruttare appieno le nuove disposizioni del
trattato di Maastricht relative alla promozione di reti transeuropee
della migliore qualità possibile. Il Consiglio europeo ha invitato la
Commissione e il Consiglio a completare per l'inizio del 1994 i piani
delle reti in tutti i pertinenti settori (trasporti, telecomunicazioni
ed energia), pur accogliendo con soddisfazione i progressi compiuti
per quanto riguarda i treni ad alta velocità, le strade, i trasporti
per vie navigabili interne e i trasporti combinati. Ha invitato
inoltre il Consiglio ad esaminare senza indugio le proposte della
Commissione sulle reti telematiche. Il Consiglio esaminerà, anche su
proposta della Commissione, la connessione tra gli Stati membri
periferici e le regioni centrali della Comunità.
La maggiore durata e l'importo più elevato dello strumento temporaneo
di Edimburgo attualmente convenuti permetteranno un importante
ulteriore contributo a tali reti. I progettti transeuropei che la
Comunità ha approvato mediante una "dichiarazione di interesse
comunitario" saranno favoriti nel quadro di tale strumento e altri
strumenti finanziari comunitari.
Misure a medio e a lungo termine volte a promuovere la competitività e
l'occupazione
Il Consiglio europeo ha convenuto che la politica macroeconomica debba
essere corredata di misure strutturali in ciascuno Stato membro,
adeguate alle particolari caratteristiche di quest'ultimo, per
ottenere una significativa riduzione del livello inaccettabilmante
elevato di disoccupazione, in particolare tra i giovani, i disoccupati
di lunga durata e gli emarginati.
Il Consiglio europeo ha ascoltato un'analisi del Presidente della
Commissione sulla competitività dell'economia europea e ne ha
approvato pienamente la diagnosi.
Il Consiglio europeo ha accolto con soddisfazione la presentazione da
parte del Presidente Delors di un piano europeo a medio termine per la
ripresa economica "Entrare nel ventunesimo secolo", allegato alle
presenti conclusioni (cfr. allegato I). Il Consiglio europeo ha
invitato la Commissione a presentare, per la riunione di dicembre
1993, un libro bianco su una strategia a medio termine per la
crescita, la competitività e l'occupazione. Gli Stati membri
presenteranno alla Commissione anteriormente al 1° settembre 1993
proposte su elementi specifici da includere eventualmente in detta
iniziativa. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a
predisporre il libro bianco in tempo utile per essere esaminato nei
lavori preparatori che saranno svolti dal Consiglio "Economia e
Finanze" per quanto riguarda gli orientamenti generali della politica
economica della Comunità e dei suoi Stati membri. La Commissione
consulterà le parti sociali.
Il Consiglio europeo ha ricordato che, ai sensi del trattato
sull'Unione europea, deve esaminare tali orientamenti. Ha invitato il
Consiglio "Economia e Finanze" a presentare, per la riunione del
Consiglio europeo di dicembre a Bruxelles, su proposta della
Commissione, un progetto di orientamenti sulla base degli obiettivi
suindicati in merito agli aspetti a breve e a medio termine, al fine
di promuovere una crescita sostenibile e non inflazionistica,
rispettosa dell'ambiente.
Politica monetaria e dei tassi di cambio
La politica monetaria e la stabilità dei tassi di cambio sono fattori
chiave delle componenti a breve e a medio termine di una strategia
volta a rilanciare la crescita e a ridurre la disoccupazione. Il
Consiglio europeo ha riconosciuto la primaria importanza di creare le
condizioni economiche e di bilancio per ottenere un rapido calo dei
tassi d'interesse in Europa, riducendo in tal modo il divario
esistente tra i tassi d'interesse in Europa e i tassi d'interesse
negli altri principali paesi industrializzati. Le iniziative in questa
direzione saranno essenziali per la ripresa economica e al fine di
promuovere gli investimenti in Europa.
Il Consiglio europeo ha esaminato i recenti sviluppi della situazione
dei tassi di cambio. Esso ha ritenuto che gli orientamenti concordati
nella riunione informale dei Ministri dell'economia e delle finanze a
Kolding concernente il Sistema monetario europeo vadano nella buona
direzione.Il Consiglio europeo ha rammentato che la politica dei tassi
di cambio di tutti gli Stati membri è oggetto di comune interesse. Ha
rilevato il ruolo essenziale che l'Istituto monetario europeo (IME)
dovrà svolgere in questo campo. Ha invitato la Commissione a
presentare proposte su tutte le misure d'applicazione necessarie per
la seconda fase dell'Unione economica e monetaria, in modo che possano
essere adottate quanto prima dal Consiglio dopo l'entrata in vigore
del trattato e anteriormente al 1° gennaio 1994.
Aspetti internazionali
L'effetto dell'azione della Comunità e dei suoi Stati membri sarà
rafforzato mediante un coordinamento della politica a livello
internazionale. In proposito il Consiglio europeo si è rallegrato per
l'esito della riunione congiunta che i Ministri dell'economia e delle
finanze della Comunità e dell'EFTA hanno tenuto in aprile e ha
invitato il Consiglio "Economia e Finanze" a continuare a mantenere
stretti contatti con i paesi dell'EFTA in questo campo. Per quanto
concerne l'economia a livello mondiale, il Consiglio europeo si
attende che nel vertice del G7 a Tokyo si riesca a concordare una base
comune per una concreta azione diretta a promuovere la crescita
economica a livello mondiale.
2. Il mercato unico e le politiche comuni
In un momento in cui destano sempre maggiore preoccupazione i problemi
della promozione di una crescita economica e dello stimolo
dell'occupazione, l'esistenza di un ampio mercato unico di 350 milioni
di persone costituisce una fondamentale risorsa per la Comunità.
Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente le recenti decisioni
del Consiglio "Mercato interno" e gli ha raccomandato di adottare
rapidamente le ultime misure in sospeso, particolarmente importanti
per il corretto funzionamento del mercato unico.
Per quanto riguarda i trasporti, il Consiglio europeo ha preso atto
con soddisfazione che il recente accordo sul regime fiscale dei
trasporti su strada permette ormai che la piena liberalizzazione delle
attività dei vettori stradali all'interno della Comunità si affianchi
alla già esistente liberalizzazione dei trasporti aerei e marittimi.
Dal 1° gennaio 1993 il mercato unico è una realtà giuridica ; è
essenziale che diventi anche una realtà pratica il cui funzionamento
senza intoppi migliori la competitività dell'economia europea e
consenta i massimi vantaggi economici e sociali per i cittadini. A tal
fine il Consiglio europeo si è rivolto a tutti gli interessati, in
particolare alla Commissione e alle autorità competenti degli Stati
membri, affinchè lavorino congiuntamente per far sì che il mercato
unico venga gestito efficacemente con il minimo di burocrazia.
Il Consiglio europeo ha rilevato che il mercato unico non può essere
realizzato senza la piena attuazione della libera circolazione delle
persone, alla stregua di quella delle merci, dei servizi e dei
capitali, conformemente all'articolo 8A del trattato. Ciò richiede
misure segnatamente per quanto riguarda la cooperazione volta a
combattere la criminalità e il traffico di stupefacenti e a garantire
un efficace controllo delle frontiere esterne.
Il Consiglio europeo ha invitato i Ministri responsabili a dedicarsi
con grande alacrità ai lavori relativi a dette misure. Per quanto
riguarda l'ultimo problema in sospeso della convenzione sulle
frontiere esterne, il Consiglio europeo ha preso atto con
soddisfazione che gli Stati membri interessati si sono dichiarati
pronti a ogni sforzo per giungere quanto prima a una soluzione
reciprocamente accettabile.
3. GATT
Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente la relazione della
Commissione sui progressi compiuti a tutt'oggi in sede di Uruguay
Round. Ha sottolineato l'esigenza per la Comunità di continuare a
svolgere un ruolo attivo nel perseguimento di ulteriori progressi,
preservando l'identità europea nel corso dei negoziati.
Il Consiglio europeo ha rilevato che è essenziale rilanciare quanto
prima, su tutti gli aspetti, compresa l'agricoltura, le trattative
multilaterali a Ginevra, al fine di concludere entro la fine dell'anno
un accordo globale, durevole edequilibrato. E' questa una impellente
necessità per creare un nuovo sistema commerciale mondiale, basato su
regole, nel quale siano escluse azioni unilaterali. Un ciclo concluso
su tale base promuoverà una durevole espansione del commercio
internazionale, che è la chiave per la promozione della crescita
economica e per la creazione di posti di lavoro in Europa e nel mondo.
Una rapida identificazione dei principali elementi della componente
"ampio accesso al mercato" e un reale progresso nel settore dei
servizi e della proprietà intellettuale, con i contributi di tutti i
partner del GATT, servirebbero a mantenere lo slancio e a spianare la
via ad una tempestiva conclusione del pacchetto finale.
4. Allargamento
Il Consiglio europeo ha preso atto dei progressi compiuti nei
negoziati relativi all'adesione di Austria, Finlandia, Svezia e
Norvegia. Ha osservato che le difficoltà iniziali apparse nella fase
di avvio dei negoziati sono ora superate e che questi ultimi stanno
procedendo speditamente. Ha rammentato che i negoziati saranno
condotti, nella misura del possibile, in parallelo, pur trattando ogni
candidato secondo le sue caratteristiche specifiche.
Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione, il Consiglio e i
paesi candidati ad adoperarsi affinché i negoziati procedano in
maniera celere e costruttiva. Il Consiglio europeo è determinato a
veder trasformato in realtà anteriormente al 1° gennaio 1995
l'obiettivo del primo allargamento dell'Unione europea, in conformità
degli orientamenti stabiliti nei Consigli di Lisbona e di Edimburgo.
5. Relazioni con Malta e Cipro
Il Consiglio europeo ritiene che i suoi orientamenti in materia di
allargamento nei confronti dei paesi dell'EFTA non debbano
pregiudicare la situazione di altri paesi che hanno chiesto di entrare
nell'Unione. L'Unione esaminerà ciascuna di queste candidature secondo
le sue caratteristiche.
Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di
presentare tra breve il proprio parere su Malta e su Cipro. Detti
pareri saranno esaminati celermente dal Consiglio tenendo conto della
particolare situazione di ciascuno di questi due paesi.
6. Relazioni con la Turchia
Per quanto concerne la Turchia, il Consiglio europeo ha chiesto al
Consiglio di garantire che sia data ora effettiva attuazione agli
orientamenti stabiliti dal Consiglio europeo di Lisbona in materia di
intensificazione della cooperazione e dello sviluppo delle relazioni
con la Turchia, in linea con le prospettive contenute nell'accordo di
associazione del 1964, e nel protocollo del 1970 per quanto riguarda
l'istituzione dell'Unione doganale.
7. Relazioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale
A.I paesi associati
i) Il Consiglio europeo ha tenuto un ampio dibattito sulle relazioni
tra la Comunità e i paesi dell'Europa centrale e orientale con i
quali la Comunità ha concluso o intende concludere accordi europei
("paesi associati"), in base alla comunicazione della Commissione
elaborata su invito del Consiglio europeo di Edimburgo.
ii) Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente gli sforzi coraggiosi
intrapresi dai paesi associati per modernizzare le loro economie,
indebolite da 40 anni di pianificazione statale, e per garantire una
rapida transizione all'economia di mercato. La Comunità e i suoi
Stati membri si impegnano ad offrire il loro sostegno a questi
processi di riforma. La pace e la sicurezza in Europa dipendono dal
successo di tali sforzi.
iii) Il Consiglio europeo ha dato l'accordo, in data odierna, affinché i
paesi associati dell'Europa centrale e orientale che lo desiderano
diventino membri dell'Unione europea. L'adesione avrà luogo non
appena un paese associato sarà in grado di assumere gli obblighi
connessi adempiendo le condizioni economiche e politiche richieste.
L'appartenenza all'Unione richiede che il paese candidato abbia
raggiunto una stabilità istituzionale che garantisca la democrazia,
il principio di legalità, i diritti umani, il rispetto e la
protezione delle minoranze, l'esistenza di una economia di mercato
funzionante nonché la capacità di rispondere alle pressioni
concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione.
Presuppone anche la capacità dei paesi candidati di assumersi gli
obblighi di tale appartenenza, inclusa l'adesione agli obiettivi di
un'Unione politica, economica e monetaria.
La capacità dell'Unione di assorbire nuovi membri, mantenendo nello
stesso tempo inalterato il ritmo dell'integrazione europea, riveste
parimenti grande importanza, nell'interesse generale dell'Unione e
dei paesi candidati.
Il Consiglio europeo continuerà a seguire da vicino i progressi
compiuti in ciascuno dei paesi associati per l'adempimento delle
condizioni di adesione all'Unione e ne trarrà le dovute conclusioni.
iv) Il Consiglio europeo ha convenuto che la futura cooperazione con i
paesi associati sia orientata all'obiettivo dell'adesione all'Unione
ora stabilito. In questo contesto il Consiglio europeo ha approvato
quanto segue :
- la Comunità propone che i paesi associati instaurino una relazione
strutturata con le istituzioni dell'Unione nel quadro di un dialogo
multilaterale potenziato ed esteso e di una concertazione su
problemi di comune interesse. Le disposizioni, che figurano
nell'allegato II delle presenti conclusioni, includono dialogo e
concertazione su un'ampia gamma di argomenti e in varie sedi. Ove
opportuno, oltre alle normali riunioni tra il Presidente del
Consiglio europeo e il Presidente della Commissione con le
controparti dei paesi associati, si potranno tenere riunioni
congiunte di tutti i Capi di Stato e di Governo al fine di discutere
questioni specifiche prestabilite.
- Il Consiglio europeo, riconoscendo l'importanza cruciale degli
scambi commerciali nella transizione ad un'economia di mercato, ha
convenuto che si accelerino gli sforzi della Comunità per l'apertura
dei suoi mercati. Esso si attende che questo passo in avanti sia
accompagnato da un ulteriore sviluppo degli scambi di detti paesi
tra loro e con i loro tradizionali partner commerciali. Approva le
concessioni commerciali decise dal Consiglio "Affari generali" nella
sessione dell'8 giugno. Invita il Consiglio ad adottare, su proposta
della Commissione, i necessari testi giuridici prima delle vacanze
estive.
- La Comunità continuerà a dedicare una notevole parte delle risorse
di bilancio previste per le azioni esterne ai paesi dell'Europa
centrale ed orientale, in particolare attraverso il programma PHARE.
La Comunità utilizzerà totalmente anche le possibilità previste ai
sensi dello strumento di prestito temporaneo della BEI per
finanziare progetti della rete transeuropea che coinvolgono i paesi
dell'Europa centrale ed orientale. Ove opportuno, parte delle
risorse del programma PHARE potranno essere utilizzate per apportare
importanti miglioramenti infrastrutturali, in conformità degli
accordi intervenuti nel Consiglio "Affari generali" dell'8 giugno.
- Il Consiglio europeo, accogliendo favorevolmente la possibilità
offerta ai paesi associati di partecipare a programmi comunitari nel
quadro degli accordi europei, ha invitato la Commissione a
presentare entro la fine dell'anno proposte intese ad aprire
ulteriori programmi a tali paesi, assumendo come punto di partenza i
programmi già aperti alla partecipazione dei paesi dell'EFTA.
- Il Consiglio europeo ha rilevato l'importanza del ravvicinamento
delle leggi dei paesi associati a quelle applicabili nella Comunità,
in primo luogo per quanto concerne la distorsione di concorrenza e,
inoltre - nella prospettiva dell'adesione - la protezione dei
lavoratori, dell'ambiente e dei consumatori. Esso ha convenuto che
ai funzionari dei paesi associati venga offerto un periodo di
formazione concernente la legislazione e le prassi comunitarie e ha
deciso la creazione di una task force, composta da rappresentanti
degli Stati membri e della Commissione, la quale si dedichi al
coordinamento e alla direzione di questo lavoro.
- Le modalità particolareggiate per quanto concerne le materie sopra
menzionate figurano nell'allegato II.
B.Altri paesi dell'Europa centrale e orientale
Il Consiglio europeo ha discusso in merito alla situazione economica
dell'Albania. Esso ha accolto favorevolmente le conclusioni del
Consiglio "Economia e Finanze" del 7 giugno e il riconoscimento da
parte della Comunità della necessità di dare un sostegno adeguato -
attraverso garanzie, prestiti o entrambe le formule - all'Albania. Il
Consiglio europeo ha altresì rilevato l'importanza di utilizzare
appieno le disposizioni relative al dialogo politico contenute
nell'attuale accordo con l'Albania.
Per rafforzare gli scambi e i rapporti commerciali tra i tre Stati
baltici e la Comunità, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione
a presentare proposte volte a sviluppare gli accordi commerciali
esistenti con gli Stati baltici in accordi di libero scambio. La
Comunità continua a perseguire l'obiettivo di concludere accordi
europei con gli Stati baltici non appena saranno soddisfatte le
necessarie condizioni.
8. Patto sulla stabilità in Europa
Il Consiglio europeo ha discusso la proposta francese di un'iniziativa
dell'Unione europea per un patto sulla stabilità in Europa. Scopo
dell'iniziativa è assicurare la concreta applicazione dei principi
sottoscritti dai paesi europei per quanto riguarda il rispetto delle
frontiere e i diritti delle minoranze. Il Consiglio europeo ha
riconosciuto che i recenti avvenimenti susseguitisi in Europa hanno
dimostrato che un'azione in questo campo è opportuna e appropriata. Ha
accolto favorevolmente l'idea di utilizzare lo strumento "Azione
comune" conformemente alle procedure previste nel quadro della
politica estera e di sicurezza comune.
Il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio "Affari generali" a
esaminare la proposta e a riferire in merito nella riunione del
dicembre 1993 nella prospettiva della convocazione di una conferenza
preparatoria sul patto.
9. Russia
Il Consiglio europeo si compiace delle nuove iniziative intraprese dal
Presidente Eltsin nel settore delle riforme politiche in Russia. Si
augura che tali sforzi siano coronati dal successo e possano
contribuire a consolidare l'impulso verso l'instaurazione della
democrazia e dell'economia di mercato.
Il Consiglio europeo si è rallegrato dei progressi di recente
realizzati nell'ambito dei negoziati per un accordo di partenariato e
di cooperazione con la Russia. Ha espresso l'auspicio che siffatto
accordo sia concluso quanto prima nel contesto della creazione, tra la
Comunità e la Russia, di un rapporto contrattuale che rifletta il
ruolo politico ed economico che la Russia svolge sulla scena
internazionale e nel cui ambito le consultazioni, anche al massimo
livello, costituiscano un aspetto regolare del rapporto stesso.
Il Consiglio europeo si prefigge di portare avanti la stretta
cooperazione con la Russia in campo politico e di contribuire
congiuntamente alla soluzione delle crisi internazionali. Ciò viene
considerato un contributo fondamentale alla pace e alla stabilità in
Europa e nel mondo. Il Consiglio europeo ha convenuto di proporre di
tenere riunioni regolari, sotto l'egida della Comunità, tra il suo
Presidente, il Presidente della Commissione e il Presidente russo.
Il Consiglio europeo si dichiara disposto a continuare ed accrescere
il suo sostegno al processo di riforma in Russia. Il prossimo vertice
del G7 è considerato una opportuna occasione per aumentare i
sostanziali sforzi già compiuti per sostenere le misure di riforma
attualmente in corso in Russia e in altri paesi dell'ex Unione
Sovietica. Il Consiglio europeo ha valutato attentamente la
preparazione delle discussioni del vertice del G7 in merito all'aiuto
alla Russia. La Comunità e i suoi Stati membri attribuiscono
particolare importanza a che a Tokyo si compiano progressi sui
problemi relativi alla sicurezza nucleare (centrali elettriche,
residui nucleari e smantellamento delle armi nucleari). In tale
contesto esso ha accolto con favore le sostanziali iniziative assunte
a seguito degli orientamenti fissati dal Consiglio europeo di Lisbona,
compreso l'accordo recentemente raggiunto dal Consiglio "Economia e
Finanze" sui prestiti EURATOM diretti al miglioramento della sicurezza
delle centrali nucleari delle repubbliche dell'ex Unione Sovietica e
dei paesi dell'Europa orientale e centrale.
Il Consiglio europeo ha inoltre sottolineato l'importanza di
trasformare la "Carta dell'energia" in realtà concreta.
Il Consiglio europeo si fa garante del sostegno della Comunità ad
ulteriori iniziative concrete intese a promuovere l'efficacia
dell'aiuto alla Russia e a concreti progetti diretti ad accelerare il
processo di privatizzazione, in particolare mediante una adeguata
formazione di imprenditori russi nel contesto di un'assistenza
tecnica. Il Consiglio europeo ha sottolineato che l'efficacia degli
sforzi nel campo degli aiuti dipende dall'esistenza in Russia di
politiche economiche orientate verso la stabilità.
10. Ucraina
Il Consiglio europeo manifesta vivo interesse per un'intensificazione
della cooperazione con l'Ucraina. Sostanziali progressi
nell'adempimento da parte dell'Ucraina dei suoi impegni, nel quadro
del protocollo di Lisbona, per la ratifica di Start 1 e l'accessione
al TNP come Stato privo di armi nucleari sono essenziali per la piena
integrazione dell'Ucraina nella comunità internazionale e
promuoveranno lo sviluppo delle sue relazioni con la Comunità e i suoi
Stati membri.
11. Ex Iugoslavia
Il Consiglio europeo ha adottato la dichiarazione sulla Bosnia
Erzegovina riportata nell'allegato III.
12. Relazioni con i paesi del Maghreb
Il Consiglio europeo ha riaffermato la sua determinazione a che le
relazioni con i paesi del Maghreb assumano l'importanza e l'intensità
corrispondenti agli stretti legami che la geografia e la storia hanno
creato. Questo risultato dovrebbe essere ottenuto nel quadro di un più
stretto partenariato tra l'Unione e i singoli paesi del Maghreb.
Il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio ad approvare
sollecitamente i progetti di direttive attualmente allo studio per un
accordo di partenariato con il Marocco.
Si è compiaciuto dell'intenzione della Commissione di presentare a
breve scadenza progetti di direttive per la negoziazione di un analogo
accordo con la Tunisia.
13. Conclusioni adottate dai Ministri degli affari esteri
Il Consiglio europeo ha preso atto delle conclusioni adottate dai
Ministri degli affari esteri sui temi esposti nell'allegato IV.
14. Politica estera e di sicurezza comune - Lavori
preparatori sulla sicurezza
Il Consiglio europeo ha preso atto dei lavori preparatori già svolti
dai Ministri degli Affari esteri sulla sicurezza, in relazione al
mandato ricevuto dal Consiglio europeo di Edimburgo, e li ha invitati
a proseguire i lavori per definire i necessari elementi di base per
una politica dell'Unione entro la data di entrata in vigore del
trattato.
15. Una Comunità vicina ai suoi cittadini
Il Consiglio europeo ha invitato tutte le Istituzioni a far sì che i
principi di sussidiarietà e apertura siano solidamente ancorati in
tutte le sfere dell'attività comunitaria e vengano pienamente
rispettati nell'attività quotidiana delle Istituzioni.
Per quanto riguarda il principio della sussidiarietà il Consiglio
europeo ha preso atto con soddisfazione che la Commissione presenta
ormai proposte soltanto quando ritiene che esse rispettino i criteri
della sussidiarietà e, in generale, giudica positiva la fondamentale
riduzione, rispetto agli anni precedenti, della mole di legislazione
comunitaria prevista nel programma legislativo della Commissione per
il 1993. Sono altresì molto promettenti il fatto che la Commissione
proceda a più ampie consultazioni prima di presentare nuove importanti
proposte e, in particolare, l'uso sistematico di "green papers"
attinenti a nuove attività di rilievo, nonché un'analisi su
costi/benefici delle nuove proposte. Il Consiglio europeo confida che
la Commissione possa portare a termine prima del Consiglio europeo di
dicembre la revisione, dal punto di vista del principio della
sussidiarietà, della legislazione esistente e proposta.
Il Consiglio europeo ha notato con soddisfazione che il Consiglio e la
Commissione stanno applicando, come parte integrante del processo
decisionale, i principi, gli orientamenti e le procedure in materia di
sussidiarietà decisi ad Edimburgo. Si augura che il Parlamento europeo
possa presto unirsi a tale sforzo.
Quanto all'apertura il Consiglio europeo ha preso atto dei primi passi
compiuti a seguito delle conclusioni del Consiglio europeo di
Edimburgo per quanto riguarda l'apertura al pubblico di taluni
dibattiti del Consiglio, la semplificazione e la codificazione della
legislazione comunitaria e l'informazione in generale. Ha confermato
il proprio impegno a persistere nella creazione di una Comunità più
aperta e trasparente.
Per quanto concerne l'accesso all'informazione, ha invitato il
Consiglio e la Commissione a proseguire i loro lavori, basandosi sul
principio che i cittadini abbiano il massimo accesso possibile
all'informazione. L'obiettivo sarebbe quello di rendere operanti tutte
le necessarie disposizioni per la fine del 1993.
Il Consiglio europeo ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio
a risolvere gli ultimi problemi in sospeso per quanto riguarda
l'istituzione del Mediatore in tempo per l'entrata in vigore del
trattatto di Maastricht.
16. Frodi ai danni della Comunità
Il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza di proseguire la
lotta contro frodi e irregolarità connesse con il bilancio
comunitario, sia per le somme implicate sia per promuovere la fiducia
nella costruzione dell'Europa. Ha rilevato l'importanza di una piena
attuazione delle disposizioni del trattato di Maastricht, le quali
prevedono che, per combattere le frodi che ledono gli interessi
finanziari della Comunità, gli Stati membri adottino le stesse misure
che adottano per combattere le frodi che ledono i loro interessi
finanziari. Attende una relazione su ulteriori sviluppi della
strategia antifrode della Commissione, con le relative proposte. Ha
invitato la Commissione a presentare tali proposte al più tardi nel
marzo del 1994.
17. Razzismo e xenofobia
Il Consiglio europeo condanna energicamente i recenti attacchi contro
immigrati e profughi negli Stati membri ed esprime la sua profonda
solidarietà con le vittime innocenti di tali aggressioni.
Il Consiglio europeo ribadisce la sua ferma determinazione a
combattere, con tutti i mezzi disponibili, l'intolleranza e il
razzismo in tutte le loro forme. Sottolinea che tale intolleranza e
razzismo sono inaccettabili nelle nostre società odierne.
Il Consiglio europeo conferma il suo impegno a proteggere qualsiasi
persona, compresi gli immigrati e i profughi, da violazioni dei
diritti e delle libertà fondamentali incorporati nelle costituzioni e
legislazioni degli Stati membri, nella convenzione europea sui diritti
dell'uomo e in altre convenzioni internazionali, compresa la
convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione di qualsiasi forma
di discriminazione razziale.
Il Consiglio europeo ricorda le sue precedenti dichiarazioni su
razzismo e xenofobia e decide di intensificare gli sforzi per
individuarne ed estirparne le cause. Si rende garante che gli Stati
membri faranno quanto è in loro potere per proteggere immigrati,
profughi e altre persone dalle espressioni e manifestazioni di
razzismo ed intolleranza.
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ALLEGATO I
ENTRARE NEL VENTUNESIMO SECOLO
ORIENTAMENTI PER IL RINNOVAMENTO ECONOMICO DELL'EUROPA
1. Continuare a far rotta verso l'Unione Economica e Monetaria
Una moneta unica
- consolida il mercato interno e permette una concorrenza leale e
proficua ;
- accresce l'interesse per gli investimenti all'interno e all'esterno
della Comunità e, in linea generale, stimola il risparmio necessario
a finanziare i grandi progetti di infrastrutture ;
- permette di influire positivamente sul sistema monetario
internazionale apportando maggior stabilità e riducendo le
speculazioni che generano instabilità ed incertezza.
A tal fine, è opportuno :
- ritrovare il cammino della convergenza che consente di aumentare il
tasso di crescita e di creare posti di lavori nell'insieme della
Comunità : è un gioco a somma positiva ;
- inquadrare le politiche nazionali e le strategie imprenditoriali in
una prospettiva credibile, chiara e comprensibile e, a tale scopo,
mettere a frutto il mercato interno ;
- riconciliare la costruzione europea con le aspirazioni dei
cittadini, mostrando i vantaggi che possono derivare dallo sviluppo
della Comunità, estendendo questi vantaggi ad altri paesi europei e,
in particolare, a quelli dell'Europa centrale ed orientale che
offrono un vasto potenziale di crescita a beneficio di tutti.
2. Una Comunità aperta e solidale nel mondo
- La Comunità deve continuare ad operare a favore di una rapida
conclusione dell'Uruguay Round, di un accordo equilibrato, vertente
su tutti i problemi ancora irrisolti.
- Tale accordo deve condurre alla creazione di un'organizzazione
mondiale del commercio adeguata all'universalizzazione dei mercati e
delle strategie imprenditoriali.
- Questa organizzazione deve ispirarsi, senza eccezione alcuna, allo
spirito e alle pratiche del multilateralismo. Essa deve orientare la
sua azione in funzione degli altri parametri dell'economia mondiale
: evoluzione delle monete, tendenze dei flussi finanziari,
ripartizione equa degli oneri derivanti dalla politica ambientale,
progresso sociale aperto a tutti, secondo un processo graduale e
compatibile con il progresso economico.
3. Maggiore cooperazione in materia di ricerca e di sviluppo
- Prefiggersi l'obiettivo del 3% del Prodotto Nazionale Lordo per le
risorse destinate alla ricerca-sviluppo e all'innovazione (a fronte
del 2% attuale) ;
- Concentrare le azioni comunitarie su ciò che può offrire un valore
aggiunto alle politiche degli Stati membri e delle imprese ;
- Creare, a livello europeo, grazie alle azioni comunitarie, sedi di
cooperazione tra le imprese, per attuare le innovazioni e adeguare
il processo di produzione.
4. Una rete efficiente di infrastrutture di trasporti e di
telecomunicazioni
- Permettere la circolazione più rapida e meno costosa di persone,
beni e servizi significa accrescere la competitività dell'economia
europea ;
- Le reti offriranno un contributo inestimabile all'assetto del
territorio e alla coesione economica e sociale ;
- Prefiggersi un termine di dieci anni per stimolare le industrie
europee (trasporti, edilizia, lavori pubblici, ...) impegnate nella
ideazione e realizzazione di queste infrastrutture : un obiettivo di
30 miliardi di ecu all'anno costituisce un minimo realistico (per
l'insieme dei finanziamenti).
5. Uno spazio comune dell'informazione : è l'avvio della rivoluzione
tecnologica
- Verso un'economia decentrata, assistita da una manodopera formata
adeguatamente e una moltitudine di piccole e medie imprese che
collaborano reciprocamente ;
- A tal fine, creare in Europa le "infrastrutture europee
dell'informazione", vere e proprie arterie dell'economia di domani,
in grado di stimolare le nostre imprese dell'informazione
(telecomunicazioni, informatica, fibre ottiche, ...) con la
prospettiva di un'offerta importante e scaglionata su diversi anni.
Occorre inizialmente un investimento pari a 5 miliardi di ecu, per
passare poi ad un programma annuale di 5-8 miliardi di ecu
all'anno ;
- Istituire cicli europei di formazione per queste nuove professioni e
incentivare il lavoro a distanza (nell'industria dell'informazione
stessa, per l'istruzione, la medicina, i servizi sociali,
l'ambiente, la gestione dei complessi urbani ..., senza dimenticare
la lotta contro i grandi flagelli della nostra epoca : le malattie,
la tossicodipendenza, la criminalità).
6. Un adeguamento profondo dei sistemi d'istruzione
- Imparare ad apprendere nell'arco di tutta la vita ; abbinare sapere
e perizia ;
- Sviluppare in ciascuno le capacità di autonomia e di innovazione ;
- Sancire un diritto alla formazione permanente (ogni giovane
riceverebbe un "buono di formazione" che gli consentirebbe di
accedere a cicli di studio o di perfezionamento delle sue
conoscenze).
7. Verso un nuovo modello di sviluppo
- La considerazione dell'ambiente permetterà di creare numerosi posti
di lavoro ;
- La tassazione delle risorse naturali rare permetterà di alleggerire
gli oneri fiscali gravanti sul lavoro, donde maggior competitività
per l'economia europea ;
- I nuovi aumenti di produttività devono essere destinati ad un
miglioramento della qualità della vita e alla creazione di nuovi
posti di lavoro ; si tratta della concezione dinamica della
divisione del lavoro, aumentando l'offerta di lavoro per sopperire a
nuove esigenze di ordine qualitativo, le quali offrono uno spazio
considerevole e ancora poco esplorato, se non addirittura poco
conosciuto.
8. Politiche più attive per il mercato del lavoro
- Priorità all'offerta di un lavoro o di un'attività, o addirittura di
una formazione utile ad ogni persona che si affaccia sul mondo del
lavoro ;
- Non dilazionare i mutamenti tecnologici o economici, ma anzi
prevenirli e affrontarli tempestivamente ;
- Accrescere la qualità e l'importanza dei servizi o agenzie di
collocamento affinché prestino un aiuto efficace ad ogni persona
priva di lavoro (passaggio delle spese per la Comunità dallo 0,1 %
allo 0,5 % del PIL).
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ALLEGATO II
COOPERAZIONE CON I PAESI ASSOCIATI
FINALIZZATA ALL'ADESIONE
i) SISTEMA DI RAPPORTI STRUTTURATI CON LE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA
Nella prospettiva dell'adesione e della sua preparazione, oltre alla
struttura bilaterale degli accordi europei di associazione, sarà
istituito, con i paesi dell'Europa centrale e orientale legati alla
Comunità da accordi europei di associazione, un quadro multilaterale
per un'intensificazione del dialogo e una concertazione su temi di
interesse comune.
In quest'ambito si terranno riunioni fra, da un lato, il Consiglio
dell'Unione e, dall'altro, tutti i paesi PECO associati su questioni
di interesse comune, decise in precedenza e rientranti nelle sfere di
competenza dell'Unione, ossia :
- settori comunitari, segnatamente di dimensione transeuropea, in
particolare energia, ambiente, trasporti, scienza e tecnologia,
ecc. ;
- politica estera e di sicurezza comune ;
- affari interni e giudiziari.
Queste riunioni avranno carattere consultivo e non decisionale. Se ne
emergessero conclusioni richiedenti un'attuazione operativa,
quest'ultima avverrà nel quadro istituzionale appropriato (procedura
comunitaria normale o Consiglio d'associazione con ciascuno degli
Stati associati).
Tali riunioni saranno preparate sul piano interno secondo le consuete
procedure, in particolare in vista della definizione della posizione
da adottare in funzione delle materie trattate. Esse saranno altresì
oggetto di contatti preparatori con i PECO.
Oltre all'applicazione della struttura generale di dialogo sopra
indicata, per il dialogo concernente questioni di politica estera e di
sicurezza si prenderanno le seguenti disposizioni :
- organizzazione di una riunione della Troika a livello dei Ministri
degli affari esteri e di una riunione a livello dei direttori
politici, durante ogni Presidenza ;
- organizzazione di riunioni di informazione a livello di Segretariato
dopo ogni Consiglio "Affari generali" e ogni riunione dei direttori
politici ;
- organizzazione di una riunione della Troika a livello di gruppo di
lavoro sotto ogni Presidenza, per i gruppi pertinenti.
Inoltre, prima di importanti riunioni dell'Assemblea generale delle
Nazioni Unite e della CSCE, si procederà a regolari consultazioni
della Troika con i paesi associati.
ii) MIGLIORARE L'ACCESSO AL MERCATO
a) Si aboliscono, alla fine del secondo anno dall'entrata in vigore
dell'accordo (anziché alla fine del quarto anno), i dazi doganali
sulle importazioni nella Comunità di prodotti industriali di base
sensibili, originari dei paesi associati (allegato IIb degli
accordi intermedi).
b) Si aboliscono, alla fine del terzo anno (anziché alla fine del
quinto), i dazi doganali sulle importazioni dei prodotti
industriali contemplati dal consolidamento dell'SPG (allegato III
degli accordi intermedi).
c) Si aumentano del 30 % (Polonia, Repubbliche Ceca e Slovacca,
Bulgaria e Romania) o del 25 % (Ungheria), all'anno a partire dalla
seconda metà del secondo anno dall'entrata in vigore dell'accordo
(anziché del 20 % per Polonia, Cecoslovacchia, Bulgaria e Romania e
del 15 % per l'Ungheria) i valori dei contingenti e dei massimali
di cui al citato allegato III (consolidamento dell'SPG).
d) Si riducono del 60 %, sei mesi prima della data prevista negli
accordi, i prelievi/dazi all'interno dei contingenti per i prodotti
agricoli. L'aumento del 10 % dei contingenti, previsto a partire
dal terzo anno, si applicherà sei mesi prima del previsto.
e) L'esenzione dai dazi doganali a partire dall'inizio del 1994 per i
prodotti oggetto di operazioni di perfezionamento passivo e
contemplati dal regolamento 636/82 è estesa conformemente a detto
regolamento opportunamente modificato a tale scopo.
f) Si riducono i dazi doganali sulle importazioni nella Comunità di
prodotti tessili in modo da giungere alla loro eliminazione al
termine di un periodo di cinque anni (anziché di sei anni) a
partire dall'entrata in vigore dell'accordo.
g) Si aboliscono, entro la fine del quarto anno (anziché del quinto
anno) dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi doganali sulle
importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti siderurgici
CECA originari dei paesi associati, nel rispetto di specifiche
decisioni relative al commercio dei prodotti siderurgici.
h) Il Consiglio invita la Commissione ad effettuare uno studio sulla
fattibilità e l'impatto di un cumulo delle norme di origine sui
prodotti provenienti dai paesi associati dell'Europa centrale e
orientale e dell'EFTA e, alla luce dei risultati di tale studio, a
sottoporgli le proposte ritenute opportune.
iii) RENDERE PIU' EFFICACE L'ASSISTENZA
a) La Comunità sosterrà lo sviluppo delle reti di infrastrutture
nell'Europa centrale e orientale, come deciso nella riunione di
Edimburgo. La BEI, la BERS e le altre istituzioni finanziarie
internazionali svolgeranno un ruolo di primo piano in questo
processo.
b) La Comunità offrirà assistenza tecnica mediante il programma PHARE
per preparare e agevolare importanti miglioramenti delle
infrastrutture nei paesi dell'Europa centrale e orientale.
Nell'ambito dei limiti di bilancio esistenti e senza distorcere il
carattere essenziale del programma PHARE, la Comunità è inoltre
disposta, in risposta alle richieste dei partner dell'Europa
centrale e orientale, a coprire, utilizzando i fondi supplementari
limitati del programma PHARE, spese d'investimento risultanti da
queste attività di assistenza tecnica, in casi particolari ove sia
stabilito che tali fondi supplementari sono fondamentali e
costituiscono una componente indispensabile di progetti
- finanziati congiuntamente dalla BEI e/o da istituzioni finanziarie
internazionali e dai paesi beneficiari,
- che non possono essere finanziati da privati,
- che sono di interesse per la Comunità in particolare come stabilito
nei testi comunitari pertinenti.
c) Questi fondi supplementari non superano il 15 % degli impegni
totali annui del programma PHARE.
d) La Commissione riesaminerà caso per caso l'utilizzo delle risorse
del programma PHARE per il sostegno dello sviluppo delle
infrastrutture nell'Europa centrale e orientale. Essa terrà conto
della situazione finanziaria del paese beneficiario basandosi sulle
analisi disponibili ; le istituzioni finanziarie che erogano
prestiti per i progetti svolgeranno i rispettivi accertamenti nel
modo consueto. Per ciascun caso, la Commissione si accerterà
dell'esistenza di un adeguato contributo locale al finanziamento
del progetto, in modo da garantire che il governo beneficiario si
senta impegnato per il progetto stesso.
La Commissione eviterà ogni indebita concentrazione delle risorse
PHARE disponibili a tal fine su singoli paesi destinatari, evitando
al tempo stesso che venga destinata allo stesso obiettivo una
proporzione ingiustificatamente ampia dei programmi nazionali.
Le proposte saranno presentate al comitato di gestione PHARE
secondo le normali procedure.
iv) PORTARE AVANTI L'INTEGRAZIONE ECONOMICA
In materia di ravvicinamento delle legislazioni, i paesi dell'Europa
centrale e orientale si sono impegnati, con gli accordi europei, ad
attuare, nei tre anni successivi all'entrata in vigore di detti
accordi, norme parallele a quelle contenute nel trattato di Roma e a
vietare le pratiche restrittive, l'abuso delle posizioni dominanti e
gli aiuti pubblici che falsano o minacciano di falsare la concorrenza.
Inoltre, è particolarmente importante che, in vista dell'adesione,
siano compiuti progressi in altri settori contemplati negli accordi
europei, segnatamente quelli relativi alla protezione dei lavoratori,
dell'ambiente e dei consumatori.
Anche la formazione di personale direttivo dei paesi associati, in
materia di legislazione e procedura comunitarie, contribuirà alla
preparazione dell'adesione.
La Commissione e le amministrazioni competenti degli Stati membri
saranno mobilitate per accelerare il ravvicinamento delle
legislazioni, compresa l'assistenza tecnica per la formazione di
personale direttivo. Per coordinare e dirigere i lavori sarà istituita
una "task force" composta da rappresentanti degli Stati membri e della
Commissione.
La Commissione analizzerà quali programmi comunitari possano essere
aperti alla partecipazione dell'Europa centrale e orientale e
presenterà al Consiglio proposte in materia entro la fine del 1993.
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ALLEGATO III
DICHIARAZIONE SULLA BOSNIA ERZEGOVINA
Il Consiglio europeo ha esaminato la situazione estremamente grave
nell'ex Iugoslavia e gli ultimi negoziati tra le parti del conflitto in
Bosnia Erzegovina, sulla base di una relazione di Lord Owen ai Ministri.
Il Consiglio europeo esprime la sua piena fiducia nei Copresidenti del
Comitato direttivo della Conferenza internazionale sull'ex Iugoslavia e
li incoraggia a proseguire i loro sforzi per promuovere una soluzione
equa e durevole, accettabile per le tre popolazioni che costituiscono la
Bosnia Erzegovina. Esso non accetterà una soluzione territoriale imposta
da Serbi e Croati a detrimento dei musulmani bosniaci.
Il Consiglio europeo ribadisce il convincimento che una soluzione
negoziata debba basarsi sui principi della Conferenza di Londra, ripresi
nel piano di pace Vance/Owen, in particolare indipendenza, sovranità e
integrità territoriale della Bosnia Erzegovina, protezione dei diritti
dell'uomo e delle minoranze, inaccettabilità dell'acquisizione di
territori mediante la forza, vitale necessità che l'aiuto umanitario sia
fornito e pervenga a coloro che sono nel bisogno, repressione dei crimini
di guerra e delle violazioni del diritto umanitario internazionale.
Il Consiglio europeo appoggia l'appello del governo della Bosnia
Erzegovina per un immediato cessate il fuoco. Riafferma la necessità di
un più ampio sostegno internazionale per l'aiuto umanitario e per
garantire un passaggio sicuro dei convogli.
Una rapida attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite sulle zone protette è un indispensabile contributo per il
conseguimento di tali obiettivi. Il Consiglio europeo ha deciso di
rispondere positivamente alla richiesta di uomini e fondi presentata dal
Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ha esortato gli Stati membri a
soddisfare tale richiesta nell'ambito delle loro possibilità.
Contemporaneamente invita gli altri membri della comunità internazionale
ad agire nello stesso senso.
Le sanzioni saranno mantenute e rafforzate fintantoché non siano
soddisfatte le condizioni stabilite dalle Nazioni Unite e dalla Comunità
europea per la loro revoca. La Comunità e i suoi Stati membri forniranno
ulteriori risorse per una loro rigorosa applicazione.
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ALLEGATO IV
I Ministri degli affari esteri, riuniti in occasione del Consiglio
europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, hanno adottato le seguenti
conclusioni :
AFRICA
L'Europa è il principale partner dell'Africa dal punto di vista politico,
economico e per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo. Il
Consiglio europeo sottolinea quanto sia importante portare avanti una
cooperazione basata sulla solidarietà.
Nel 1993 la Comunità e gli Stati membri hanno intrapreso alcune
iniziative miranti ad una più profonda e più ampia cooperazione con
l'Africa. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di un'ulteriore
espansione della cooperazione per quanto riguarda la democratizzazione,
lo sviluppo pacifico e l'assistenza allo sviluppo.
La Comunità e gli Stati membri si sono impegnati a sostenere il processo
di democratizzazione che acquista sempre maggiore intensità in Africa,
compreso il sostegno a buoni metodi di governo, ad una sana gestione
dell'economia nonché al rispetto dei diritti dell'uomo. Il Consiglio
europeo rammenta la risoluzione adottata dal Consiglio "Sviluppo" il
28 novembre 1991 in materia di diritti dell'uomo, democrazia e sviluppo.
La Comunità e gli Stati membri si sono impegnati attivamente a sostenere
il processo elettorale in alcuni paesi africani. Essi porteranno avanti
le iniziative volte a coordinare tale assistenza al fine di garantire, a
tutti i paesi africani in fase di transizione verso la democrazia, il
necessario sostegno e la necessaria attenzione.
L'esito positivo del referendum sull'indipendenza dell'Eritrea dopo
trent'anni di guerra civile ha fatto nascere la speranza che i conflitti
in Africa possano essere risolti in modo pacifico.
Il Consiglio europeo si rallegra del crescente impegno esplicato dai
paesi africani al fine di risolvere le crisi e i conflitti armati, come
si è recentemente constatato in alcuni casi. Il Consiglio auspica inoltre
che i Capi di Stato dell'OUA, nel prossimo vertice del Cairo, trattino
l'importante questione della prevenzione e della composizione dei
conflitti. Nel corso della visita del Segretario Generale dell'OUA a
Copenaghen nel mese di giugno è stato instaurato un utile contatto con
tale organizzazione.
La Comunità e gli Stati membri hanno ulteriormente rafforzato la
cooperazione allo sviluppo con l'Africa. La convenzione di Lomé
costituisce un elemento importante di tale cooperazione. Sempre maggiori
sono l'efficacia e la rapidità delle realizzazioni nel quadro del Fondo
europeo di sviluppo, a vantaggio di tutte le parti.
I Ministri dello sviluppo hanno concordato un'iniziativa speciale di
ripresa per l'Africa. Per lo meno 100 milioni di ecu saranno
immediatamente assegnati a programmi di rapida ripresa in paesi
subsahariani selezionati. Il Consiglio dei Ministri sta esaminando un
ulteriore programma speciale di ripresa per i paesi in via di sviluppo.
Sudafrica
Il Consiglio europeo si rallegra dei recenti considerevoli progressi
realizzati nell'ambito del processo negoziale in Sudafrica. Il Consiglio
spera che le parti pervengano quanto prima ad un accordo che avvii
decisamente il Sudafrica verso la democrazia.
La costituzione di un Consiglio esecutivo transitorio rappresenterà un
ulteriore passo sulla via della normalizzazione e del rafforzamento delle
relazioni politiche ed economiche tra la Comunità e i suoi Stati membri e
il Sudafrica.
Il Consiglio europeo ribadisce il suo impegno a contribuire allo sviluppo
economico e sociale del nuovo Sudafrica. La ricostruzione ed una crescita
economica sostenibile saranno possibili solo in un contesto democratico e
non violento. Pertanto la Comunità e gli Stati membri sono pronti a
fornire un sostegno alle prime elezioni libere previste per
l'aprile 1994, compresi osservatori elettorali, nonché a potenziare
l'assistenza al processo di democratizzazione e gli sforzi intesi a
contenere la violenza.
Sudan
Il Consiglio europeo esprime la sua preoccupazione per la perdurante
guerra civile in Sudan, tra il Governo di Khartoum e le fazioni SPLA
nella parte meridionale del paese. Circa 500.000 persone sono già state
uccise e molte di più sono state costrette a sfollare. I colloqui di
Abuja tra le parti hanno compiuto scarsi progressi verso una soluzione.
Si è anche gravemente preoccupati per la situazione dei diritti dell'uomo
in Sudan, in particolare per la repressione dei civili al nord da parte
del Governo, le uccisioni, gli arresti e le torture da parte delle forze
governative nelle zone di guerra e per le uccisioni, gli arresti e le
esecuzioni perpetrati dalle forze ribelli. Esorta il Governo del Sudan a
non appoggiare attività contrarie ad una relazione costruttiva con la
Comunità e i suoi Stati membri.
Il Consiglio europeo si compiace dell'accresciuta attenzione che la
comunità internazionale sta rivolgendo alla catastrofe dal punto di vista
umanitario che ha luogo in tale paese. Una missione della Troika dei
Ministri dello sviluppo visita attualmente il Sudan con l'obiettivo di
mettere in rilievo le preoccupazioni della Comunità e degli Stati membri
per la sua crisi sotto il profilo umanitario e l'urgente necessità che
tutte le parti si adoperino per una soluzione dei problemi. Alla luce
della relazione della missione, la Comunità e gli Stati membri
esamineranno quale sia il miglior modo di contribuire ulteriormente ad
alleviare la difficile situazione del popolo sudanese, compreso il
ripristino del rispetto dei diritti dell'uomo.
Somalia
Il Consiglio europeo si compiace dei considerevoli sforzi delle Nazioni
Unite per contribuire al ripristino della pace e della sicurezza, alla
riconciliazione e a una soluzione politica in Somalia e per prevenire
un'altra tragedia umana. A tale scopo il disarmo delle fazioni e il
ripristino della legge e dell'ordine costituiscono obiettivi di rilievo.
I Capi di Stato e di Governo condannano l'attacco perpetrato ai danni di
soldati pakistani delle Nazioni Unite, che ha comportato la morte di
23 soldati ed il ferimento di un numero molto maggiore di essi. Le
persone responsabili devono essere deferite all'autorità giudiziaria.
Esso deplora inoltre tutte le vittime civili ed estende la propria
solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti da questi tragici
eventi. Il Consiglio europeo invita tutte le parti a conformarsi
pienamente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza.
Angola
Il Consiglio europeo deplora vivamente la sospensione dei negoziati tra
il governo dell'Angola e l'UNITA, come pure i continui sforzi di
quest'ultima d'impadronirsi di ulteriore territorio mediante azioni
militari. Il Consiglio europeo esprime il suo pieno appoggio per la
risoluzione 834 del Consiglio di sicurezza, del 1° giugno 1993, che
condanna energicamente le azioni dell'UNITA e invita ambe le parti a
riprendere quanto prima i negoziati e a ripristinare il cessate il fuoco.
Il Consiglio europeo riafferma che, per risolvere l'attuale crisi, si
deve trovare una soluzione pacifica basata sulla riconciliazione
nazionale e sui principi di un accordo di pace. Il Consiglio europeo è
estremamente preoccupato per la situazione umanitaria in Angola. Esso
invita l'UNITA ad accettare il piano di aiuto umanitario delle Nazioni
Unite. La Comunità e i suoi Stati membri si impegnano a rispondere
all'appello all'assistenza lanciato dall'ONU, a seguito della Conferenza
dei paesi donatori del 3 giugno.
Mozambico
Il Consiglio europeo deplora i gravi ritardi intervenuti nel processo di
pace in Mozambico. Se la continuazione del cessate il fuoco è
incoraggiante, è estremamente deludente il fatto che non si siano
compiuti grandi progressi nell'attuazione dell'accordo di pace. Il
Consiglio europeo invita il Governo del Mozambico e la RENAMO a tener
fede agli impegni assunti all'atto della firma dell'accordo di pace.
Inoltre la Comunità e i suoi Stati membri ribadiscono il proprio impegno
a contribuire alla ripresa e allo sviluppo economico e sociale del
Mozambico.
Liberia
Il Consiglio europeo deplora le insensate uccisioni di civili che hanno
avuto luogo di recente in Liberia. Tali uccisioni sottolineano l'urgente
necessità di una soluzione politica della crisi. La Comunità e i suoi
Stati membri riaffermano la propria convinzione che l'accordo di
Yamoussoukro IV sia il miglior quadro possibile per tale composizione
pacifica del conflitto liberiano, e rivolgono un appello a tutte le parti
affinché appoggino gli sforzi che i rappresentanti speciali dell'ONU e
dell'OUA stanno compiendo per una soluzione pacifica della guerra civile.
Malawi
Il Consiglio europeo si compiace del modo pacifico ed efficiente in cui
si è svolto il referendum del 14 giugno nel Malawi, nonché del
sostanziale miglioramento delle condizioni per le ultime fasi della
campagna elettorale. La Comunità e i suoi Stati membri sono persuasi che
i risultati rispecchino le convinzioni del popolo del Malawi. In queste
nuove circostanze essi invitano i leader politici del Malawi ad
adoperarsi, insieme, per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, la
promozione della democrazia e la soluzione dei problemi di governo in
sospeso, aprendo cosi' la via al ripristino di una piena cooperazione
economica.
Zaire
ll Consiglio europeo ribadisce il suo appoggio per il processo di
riconciliazione nazionale ed esprime la sua preoccupazione per il
deterioramento della situazione nello Zaire, caratterizzato da un arresto
del processo di democratizzazione e da ripetute violazioni dei diritti
dell'uomo, in particolare con l'arresto e la detenzione di persone per
delitti d'opinione.
Il Consiglio europeo denuncia altresì ogni incitamento all'odio etnico,
che si riflette in alcune regioni del paese in violenza politica ed
eccessi, causando massicci spostamenti di popolazioni. Il Consiglio
europeo ribadisce il suo appoggio al Presidente dell'Alto Consiglio della
Repubblica e lo invita a proseguire i suoi sforzi.
Nigeria
Il Consiglio europeo ha preso nota con grande preoccupazione dei recenti
sviluppi in Nigeria, che potrebbero rimettere in discussione la
transizione ad un potere civile dopo il buon esito delle elezioni
presidenziali del 12 giugno. Il Consiglio europeo si augura che il
passaggio al potere civile possa continuare, in modo che una piena
democrazia possa essere introdotta senza indugio nella più grande nazione
africana.
Medio Oriente
Il Consiglio europeo si rallegra per la ripresa dei colloqui bilaterali
intesi ad una composizione equa, duratura e globale del conflitto arabo-
israeliano e della questione palestinese. Esorta tutte le parti
interessate a basarsi sui risultati già conseguiti e a perseverare in
negoziati di sostanziale portata in uno spirito di buona volontà e di
compromesso.
Il Consiglio europeo invita ancora una volta tutte le parti ad astenersi
da azioni che potrebbero minare il processo di pace. Resta convinto che
le misure volte a stimolare la fiducia, suggerite dalla Comunità e dai
suoi Stati membri, e i considerevoli progressi sul terreno, ivi compresa
la situazione dei diritti dell'uomo, siano utili per portare il processo
di pace a una conclusione positiva.
In conformità delle loro ben note posizioni di principio, la Comunità e i
suoi Stati membri continueranno a svolgere un ruolo attivo, costruttivo
ed equilibrato nel processo di pace in Medio Oriente, sia per quanto
riguarda gli aspetti bilaterali che multilaterali. Lodano gli
innumerevoli sforzi dei copatrocinatori intesi a far progredire il
processo di pace e sono pronti a partecipare a strumenti internazionali a
sostegno di una composizione pacifica.
America centrale
Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti
nell'America centrale ai fini della pace, del dialogo, della
riconciliazione e del consolidamento della democrazia e dell'integrazione
regionale.
In questo contesto il Consiglio europeo si compiace dei progressi
compiuti nell'attuazione degli accordi di pace del Salvador e invita
tutti i firmatari ad adempiere a tutti i loro restanti impegni, comprese
le raccomandazioni della commissione ad hoc e della commissione Truth,
per il completamento del processo di pace e il conseguimento della
riconciliazione nazionale.
Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per il risultato pacifico e
costituzionale della recente crisi in Guatemala ed auspica che la nomina
di un nuovo Presidente costituzionale contribuisca al rafforzamento delle
istituzioni democratiche, al pieno rispetto dei diritti dell'uomo e delle
libertà fondamentali e alla ripresa dei negoziati di pace.
Il Consiglio europeo si compiace altresì per la firma, a San Salvador,
dell'accordo di cooperazione tra la Comunità europea ed i paesi
dell'Istmo dell'America centrale, che contribuirà ad intensificare ed
ulteriormente accrescere la loro mutua cooperazione.
Cambogia
Il Consiglio europeo si rallegra per lo svolgimento delle elezioni in
Cambogia, grazie all'appoggio delle Nazioni Unite, che hanno dimostrato
l'aspirazione del popolo cambogiano alla pace e alla democrazia.
Prende atto della decisione dell'Assemblea costituente che conferma il
Principe Norodom Sihanouk alla testa dello Stato della Cambogia. Esprime
l'auspicio che il processo di pace possa concludersi nelle migliori
condizioni con l'adozione entro tre mesi di una costituzione e la
prossima formazione di un governo che permetta di avviare la
riconciliazione nazionale.
* * *