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   INTRODUZIONE

   Il Consiglio europeo ha accolto con soddisfazione l'esito del  referendum
   danese  e  la prospettiva di una rapida conclusione  delle  procedure  di
   ratifica  del  trattato  di Maastricht in tutti gli  Stati  membri.  Esso
   intende  che  questo  importante passo segni la  fine  di  un  prolungato
   periodo  di incertezza in merito alla linea di condotta della Comunità  e
   sia  l'occasione  per  l'Unione di raccogliere  con  rinnovato  vigore  e
   determinazione  le  numerose  sfide cui deve  far  fronte  all'interno  e
   all'esterno,   sfruttando  appieno  le  possibilità  offerte  dal   nuovo
   trattato.  I principi enunciati dai Consigli europei di Birmingham  e  di
   Edimburgo,  per  quanto riguarda democrazia,  sussidiarietà  e  apertura,
   orienteranno  l'attuazione  del  nuovo  trattato  nella  prospettiva   di
   ravvicinare la Comunità ai suoi cittadini.

   Il Consiglio europeo di Copenaghen ha rivolto particolare attenzione,  da
   un lato, ad un'azione intesa ad affrontare i problemi economici e sociali
   della   Comunità   e   segnatamente   il   livello   di    disoccupazione
   inaccettabilmente  elevato e, dall'altro, ai numerosi  problemi  connessi
   con  la  pace e la sicurezza in Europa. Esso riconosce che  la  Comunità,
   solo  dimostrando che è di valido aiuto nel contribuire alla sicurezza  e
   al benessere di tutti i cittadini, potrà contare su un costante  appoggio
   del pubblico nell'edificazione dell'Europa.

   I membri del Consiglio europeo hanno proceduto a uno scambio di  opinioni
   con  il  Presidente del Parlamento europeo. La discussione  si  è  svolta
   nell'ottica   dell'accresciuto  ruolo  politico  e  legislativo  che   il
   Parlamento europeo avrà in virtù del trattato di Maastricht. Il Consiglio
   europeo ha sottolineato quanto sia importante sfruttare al meglio  queste
   disposizioni,   pur   rispettando  appieno   l'equilibrio   istituzionale
   stabilito  nel  trattato di Maastricht. Nello stesso tempo  ha  posto  in
   rilievo  la necessità che i parlamenti nazionali siano  più  strettamente
   coinvolti  nelle attività della Comunità. Si è compiaciuto dei  crescenti
   contatti tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo.

   1. Crescita, competitività e disoccupazione

      Il  Consiglio  europeo  è  profondamente  preoccupato  per   l'attuale
      situazione  della disoccupazione e per i gravi pericoli insiti in  uno
      sviluppo  in  cui un sempre maggior numero di persone  nella  Comunità
      tende  a  restare permanentemente assente dal mercato del  lavoro.  Il
      Consiglio europeo si è reso garante del fermo proposito della Comunità
      e dei suoi Stati membri di ristabilire la fiducia attuando una  chiara
      strategia,  a  breve  e a medio-lungo termine,  per  ritornare  a  una
      crescita  sostenibile,  rafforzare  la  competitività   dell'industria
      europea e ridurre la disoccupazione.

      Misure a breve termine

      Il Consiglio europeo ha convenuto che si debba continuare ad accordare
      la  massima  priorità ad un'azione economica concertata,  fondata  sui
      principi  enunciati  nel "Piano d'azione degli Stati  membri  e  della
      Comunità  per promuovere la crescita e combattere la  disoccupazione",

      stabilito   dal  Consiglio  europeo  di  Edimburgo.  Ha  accolto   con
      soddisfazione il pacchetto iniziale di misure nazionali e  comunitarie
      adottate  dal  Consiglio "Economia e Finanze" nella  sessione  del  19
      aprile  1993  ed ha rilevato con soddisfazione che  da  allora  alcuni
      Stati  membri hanno attuato nuove e ulteriori misure prefiggendosi  lo
      stesso obiettivo.

      E' decisivo promuovere gli investimenti.

      Il  Consiglio europeo ha convenuto che a livello nazionale  gli  Stati
      membri debbano considerare particolarmente importante questo obiettivo
      nella  programmazione  dei  loro bilanci nazionali  per  il  1994.  Il
      tempestivo avvio di investimenti pubblici, in particolare nel  settore
      delle   infrastrutture,   della   protezione   dell'ambiente   e   del
      rinnovamento  urbano, nonché la promozione degli investimenti  privati
      (con  speciale attenzione alle piccole e medie imprese e  all'edilizia
      abitativa),  sono  di particolare importanza nell'attuale  fase  della
      congiuntura  economica  in  Europa. Tuttavia  una  minore  imposizione
      fiscale  sul lavoro migliorerebbe la competitività  dell'industria  in
      Europa.  In  proposito si dovrebbero esaminare le misure  fiscali  per
      ridurre il consumo delle limitate risorse energetiche.

      Sebbene ulteriori azioni nazionali dipendano dai margini di manovra di
      ciascuno   Stato   membro,  si  dovrebbe   tenere   pienamente   conto
      dell'effetto  moltiplicatore  del  mercato interno,  che  sostiene  la
      politica  nazionale  diretta alla ripresa economica, e  degli  effetti
      positivi sui bilanci nazionali derivanti da una maggiore crescita.

      A  livello  comunitario, il Consiglio europeo ha invitato la  BEI,  in
      cooperazione con la Commissione, ad aumentare di 3 miliardi di ecu  lo
      strumento  temporaneo di 5 miliardi di ecu convenuto a Edimburgo  e  a
      prorogarne  la  durata  oltre il 1994 ; 2 miliardi  di  ecu  sarebbero
      destinati alle reti transeuropee ed 1 miliardo di ecu dovrebbe  essere
      impiegato  per  potenziare  la competitività  delle  piccole  e  medie
      imprese europee. Il Consiglio (ECO/FIN) è invitato ad esaminare in che
      modo la quota disponibile per le piccole e medie imprese possa  fruire
      di  abbuoni di interessi fino a un massimo di 3 punti percentuali  per
      un prestito di cinque anni. L'abbuono di interessi sarebbe  agganciato
      alla   creazione  di  posti  di  lavoro  (analogamente  agli   attuali
      prestiti CECA)  e  sarebbe  finanziato nei  limiti  delle  prospettive
      finanziarie  esistenti.  Il Consiglio  europeo  riesaminerà  l'importo
      dello strumento destinato alle piccole e medie imprese nella  prossima
      sessione di dicembre, tenendo conto del suo impiego.

      Il  Consiglio  europeo ha rilevato quanto sia  importante  una  rapida
      esecuzione del programma di politica strutturale della Comunità per il
      periodo 1994-1999. L'esecuzione di questo programma di 160 miliardi di
      ecu   (in  termini  reali  pari  al  triplo  del  piano  Marshall)   è
      fondamentale  per la coesione, la crescita e la creazione di posti  di
      lavoro,  non  soltanto nelle regioni meno favorite della  Comunità  ma
      nell'intera  Comunità.  Il Consiglio europeo ha pertanto  invitato  le
      Istituzioni a procedere alla formale adozione dei regolamenti relativi
      ai Fondi strutturali prima della fine di luglio 1993. Ha osservato che
      il Presidente del Parlamento europeo è d'accordo su questo  obiettivo.
      I  testi  giuridici  e l'applicazione  pratica  dovrebbero  rispettare
      appieno l'accordo raggiunto a Edimburgo sul pacchetto DELORS II.

      Inoltre,   anche   per  accelerare  il  programma  dei   progetti   di
      investimenti  previsti dai Fondi strutturali, il Consiglio europeo  ha
      convenuto  che  il  Consiglio (ECO/FIN)  esamini  una  proposta  della
      Commissione  che  consenta  agli  Stati membri  di  attingere  ad  uno
      "strumento  compensativo"  a  tassi di interesse di  mercato,  per  un
      massimo di 5 miliardi di ecu, disponibile fino alla fine del 1995.  Il
      rimborso  di  questo  prestito  comunitario  sarebbe  finanziato   con
      stanziamenti  dei  Fondi  strutturali negli  anni  successivi.  Simili
      disposizioni potrebbero valere per il Fondo di coesione.

      Il   Consiglio  europeo  ha  rilevato  quanto  sia  importante   - per
      promuovere  la  crescita  economica  e  industriale,  la  coesione   e
      l'efficace  funzionamento  del  mercato  interno  e  per   incentivare
      l'industria   europea   al   pieno  uso   delle   moderne   tecnologie
      dell'informazione - sfruttare   appieno  le  nuove  disposizioni   del
      trattato  di Maastricht relative alla promozione di reti  transeuropee
      della migliore qualità possibile. Il Consiglio europeo ha invitato  la
      Commissione e il Consiglio a completare per l'inizio del 1994 i  piani
      delle reti in tutti i pertinenti settori (trasporti, telecomunicazioni
      ed  energia), pur accogliendo con soddisfazione i  progressi  compiuti
      per  quanto riguarda i treni ad alta velocità, le strade, i  trasporti
      per  vie  navigabili  interne e i  trasporti  combinati.  Ha  invitato
      inoltre  il  Consiglio ad esaminare senza indugio  le  proposte  della
      Commissione  sulle reti telematiche. Il Consiglio esaminerà, anche  su
      proposta  della  Commissione,  la connessione  tra  gli  Stati  membri
      periferici e le regioni centrali della Comunità.

      La maggiore durata e l'importo più elevato dello strumento  temporaneo
      di   Edimburgo  attualmente  convenuti  permetteranno  un   importante
      ulteriore  contributo  a tali reti. I progettti  transeuropei  che  la
      Comunità  ha  approvato  mediante  una  "dichiarazione  di   interesse
      comunitario"  saranno  favoriti nel quadro di tale strumento  e  altri
      strumenti finanziari comunitari.

      Misure a medio e a lungo termine volte a promuovere la competitività e
      l'occupazione

      Il Consiglio europeo ha convenuto che la politica macroeconomica debba
      essere  corredata  di  misure strutturali in  ciascuno  Stato  membro,
      adeguate   alle  particolari  caratteristiche  di  quest'ultimo,   per
      ottenere  una  significativa riduzione del  livello  inaccettabilmante
      elevato di disoccupazione, in particolare tra i giovani, i disoccupati
      di lunga durata e gli emarginati.

      Il  Consiglio  europeo ha ascoltato un'analisi  del  Presidente  della
      Commissione   sulla  competitività  dell'economia  europea  e  ne   ha
      approvato pienamente la diagnosi.

      Il Consiglio europeo ha accolto con soddisfazione la presentazione  da
      parte del Presidente Delors di un piano europeo a medio termine per la
      ripresa  economica  "Entrare nel  ventunesimo secolo",  allegato  alle
      presenti  conclusioni  (cfr.  allegato I).  Il  Consiglio  europeo  ha
      invitato  la  Commissione a presentare, per la  riunione  di  dicembre
      1993,  un  libro  bianco  su una strategia  a  medio  termine  per  la
      crescita,   la  competitività  e  l'occupazione.  Gli   Stati   membri

      presenteranno  alla  Commissione  anteriormente  al  1° settembre 1993
      proposte  su  elementi specifici da includere eventualmente  in  detta
      iniziativa.  Il  Consiglio  europeo  ha  invitato  la  Commissione   a
      predisporre  il libro bianco in tempo utile per essere  esaminato  nei
      lavori  preparatori  che  saranno svolti  dal  Consiglio  "Economia  e
      Finanze" per quanto riguarda gli orientamenti generali della  politica
      economica  della  Comunità  e dei suoi Stati  membri.  La  Commissione
      consulterà le parti sociali.

      Il  Consiglio  europeo  ha  ricordato  che,  ai  sensi  del   trattato
      sull'Unione europea, deve esaminare tali orientamenti. Ha invitato  il
      Consiglio  "Economia  e  Finanze" a presentare, per  la  riunione  del
      Consiglio   europeo  di  dicembre  a  Bruxelles,  su  proposta   della
      Commissione,  un progetto di orientamenti sulla base  degli  obiettivi
      suindicati  in merito agli aspetti a breve e a medio termine, al  fine
      di   promuovere  una  crescita  sostenibile  e  non   inflazionistica,
      rispettosa dell'ambiente.

      Politica monetaria e dei tassi di cambio

      La politica monetaria e la stabilità dei tassi di cambio sono  fattori
      chiave  delle  componenti a breve e a medio termine di  una  strategia
      volta  a  rilanciare  la crescita e a ridurre  la  disoccupazione.  Il
      Consiglio europeo ha riconosciuto la primaria importanza di creare  le
      condizioni  economiche e di bilancio per ottenere un rapido  calo  dei
      tassi  d'interesse  in  Europa,  riducendo  in  tal  modo  il  divario
      esistente  tra  i tassi d'interesse in Europa e  i  tassi  d'interesse
      negli altri principali paesi industrializzati. Le iniziative in questa
      direzione  saranno  essenziali per la ripresa economica e al  fine  di
      promuovere gli investimenti in Europa.

      Il Consiglio europeo ha esaminato i recenti sviluppi della  situazione
      dei tassi di cambio. Esso ha ritenuto che gli orientamenti  concordati
      nella riunione informale dei Ministri dell'economia e delle finanze  a
      Kolding  concernente il Sistema monetario europeo vadano  nella  buona
      direzione.Il Consiglio europeo ha rammentato che la politica dei tassi
      di cambio di tutti gli Stati membri è oggetto di comune interesse.  Ha
      rilevato  il ruolo essenziale che l'Istituto monetario  europeo  (IME)
      dovrà  svolgere  in  questo  campo.  Ha  invitato  la  Commissione   a
      presentare  proposte su tutte le misure d'applicazione necessarie  per
      la seconda fase dell'Unione economica e monetaria, in modo che possano
      essere  adottate quanto prima dal Consiglio dopo l'entrata  in  vigore
      del trattato e anteriormente al 1° gennaio 1994.

      Aspetti internazionali

      L'effetto  dell'azione  della Comunità e dei suoi  Stati  membri  sarà
      rafforzato   mediante  un  coordinamento  della  politica  a   livello
      internazionale. In proposito il Consiglio europeo si è rallegrato  per
      l'esito della riunione congiunta che i Ministri dell'economia e  delle
      finanze  della  Comunità  e  dell'EFTA hanno tenuto  in  aprile  e  ha
      invitato  il Consiglio "Economia e Finanze" a continuare  a  mantenere
      stretti  contatti  con i paesi dell'EFTA in questo campo.  Per  quanto
      concerne  l'economia  a  livello mondiale,  il  Consiglio  europeo  si
      attende che nel vertice del G7 a Tokyo si riesca a concordare una base
      comune  per  una  concreta azione diretta  a  promuovere  la  crescita
      economica a livello mondiale.

   2. Il mercato unico e le politiche comuni

      In un momento in cui destano sempre maggiore preoccupazione i problemi
      della   promozione   di  una  crescita  economica  e   dello   stimolo
      dell'occupazione, l'esistenza di un ampio mercato unico di 350 milioni
      di persone costituisce una fondamentale risorsa per la Comunità.

      Il  Consiglio europeo ha accolto favorevolmente le  recenti  decisioni
      del  Consiglio  "Mercato interno" e gli ha  raccomandato  di  adottare
      rapidamente  le ultime misure in sospeso,  particolarmente  importanti
      per il corretto funzionamento del mercato unico.

      Per  quanto riguarda i trasporti, il Consiglio europeo ha  preso  atto
      con  soddisfazione  che  il recente accordo  sul  regime  fiscale  dei
      trasporti su strada permette ormai che la piena liberalizzazione delle
      attività dei vettori stradali all'interno della Comunità si  affianchi
      alla già esistente liberalizzazione dei trasporti aerei e marittimi.

      Dal  1°  gennaio  1993 il mercato unico è  una  realtà  giuridica ;  è
      essenziale  che diventi anche una realtà pratica il cui  funzionamento
      senza  intoppi  migliori  la  competitività  dell'economia  europea  e
      consenta i massimi vantaggi economici e sociali per i cittadini. A tal
      fine  il  Consiglio europeo si è rivolto a tutti gli  interessati,  in
      particolare  alla Commissione e alle autorità competenti  degli  Stati
      membri,  affinchè  lavorino congiuntamente per far sì che  il  mercato
      unico venga gestito efficacemente con il minimo di burocrazia.

      Il  Consiglio europeo ha rilevato che il mercato unico non può  essere
      realizzato  senza la piena attuazione della libera circolazione  delle
      persone,  alla  stregua  di  quella delle merci,  dei  servizi  e  dei
      capitali,  conformemente  all'articolo 8A del trattato.  Ciò  richiede
      misure  segnatamente  per  quanto riguarda  la  cooperazione  volta  a
      combattere la criminalità e il traffico di stupefacenti e a  garantire
      un efficace controllo delle frontiere esterne.

      Il  Consiglio europeo ha invitato i Ministri responsabili a  dedicarsi
      con  grande  alacrità ai lavori relativi a dette  misure.  Per  quanto
      riguarda   l'ultimo  problema  in  sospeso  della  convenzione   sulle
      frontiere   esterne,   il  Consiglio  europeo  ha   preso   atto   con
      soddisfazione  che  gli Stati membri interessati  si  sono  dichiarati
      pronti  a  ogni  sforzo  per giungere quanto  prima  a  una  soluzione
      reciprocamente accettabile.

   3. GATT

      Il  Consiglio  europeo ha accolto favorevolmente  la  relazione  della
      Commissione  sui  progressi compiuti a tutt'oggi in  sede  di  Uruguay
      Round.  Ha  sottolineato l'esigenza per la Comunità  di  continuare  a
      svolgere  un  ruolo attivo nel perseguimento di  ulteriori  progressi,
      preservando l'identità europea nel corso dei negoziati.

      Il  Consiglio europeo ha rilevato che è essenziale  rilanciare  quanto
      prima,  su  tutti gli aspetti, compresa l'agricoltura,  le  trattative
      multilaterali a Ginevra, al fine di concludere entro la fine dell'anno
      un  accordo globale, durevole edequilibrato. E' questa una  impellente

      necessità per creare un nuovo sistema commerciale mondiale, basato  su
      regole, nel quale siano escluse azioni unilaterali. Un ciclo  concluso
      su  tale  base  promuoverà  una  durevole  espansione  del   commercio
      internazionale,  che  è  la chiave per la  promozione  della  crescita
      economica e per la creazione di posti di lavoro in Europa e nel mondo.

      Una  rapida identificazione dei principali elementi  della  componente
      "ampio  accesso  al  mercato" e un reale  progresso  nel  settore  dei
      servizi  e della proprietà intellettuale, con i contributi di tutti  i
      partner del GATT, servirebbero a mantenere lo slancio e a spianare  la
      via ad una tempestiva conclusione del pacchetto finale.

   4. Allargamento

      Il  Consiglio  europeo  ha  preso  atto  dei  progressi  compiuti  nei
      negoziati  relativi  all'adesione  di  Austria,  Finlandia,  Svezia  e
      Norvegia.  Ha osservato che le difficoltà iniziali apparse nella  fase
      di  avvio dei negoziati sono ora superate e che questi  ultimi  stanno
      procedendo  speditamente.  Ha  rammentato  che  i  negoziati   saranno
      condotti, nella misura del possibile, in parallelo, pur trattando ogni
      candidato secondo le sue caratteristiche specifiche.

      Il  Consiglio  europeo ha invitato la Commissione, il  Consiglio  e  i
      paesi  candidati  ad  adoperarsi affinché  i  negoziati  procedano  in
      maniera  celere  e costruttiva. Il Consiglio europeo è  determinato  a
      veder   trasformato  in  realtà  anteriormente  al  1°  gennaio   1995
      l'obiettivo del primo allargamento dell'Unione europea, in  conformità
      degli orientamenti stabiliti nei Consigli di Lisbona e di Edimburgo.

   5. Relazioni con Malta e Cipro

      Il  Consiglio  europeo ritiene che i suoi orientamenti in  materia  di
      allargamento   nei   confronti  dei  paesi   dell'EFTA   non   debbano
      pregiudicare la situazione di altri paesi che hanno chiesto di entrare
      nell'Unione. L'Unione esaminerà ciascuna di queste candidature secondo
      le sue caratteristiche.

      Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione  di
      presentare  tra  breve il proprio parere su Malta e  su  Cipro.  Detti
      pareri saranno esaminati celermente dal Consiglio tenendo conto  della
      particolare situazione di ciascuno di questi due paesi.

   6. Relazioni con la Turchia

      Per  quanto  concerne la Turchia, il Consiglio europeo ha  chiesto  al
      Consiglio  di  garantire che sia data ora  effettiva  attuazione  agli
      orientamenti stabiliti dal Consiglio europeo di Lisbona in materia  di
      intensificazione  della cooperazione e dello sviluppo delle  relazioni
      con la Turchia, in linea con le prospettive contenute nell'accordo  di
      associazione  del 1964, e nel protocollo del 1970 per quanto  riguarda
      l'istituzione dell'Unione doganale.

   7. Relazioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale

      A.I paesi associati

    i)  Il  Consiglio europeo ha tenuto un ampio dibattito  sulle  relazioni
        tra  la  Comunità e i paesi dell'Europa centrale e orientale  con  i

        quali  la Comunità ha concluso o intende concludere accordi  europei
        ("paesi  associati"), in base alla comunicazione  della  Commissione
        elaborata su invito del Consiglio europeo di Edimburgo.

    ii) Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente gli sforzi coraggiosi
        intrapresi  dai paesi associati per modernizzare le  loro  economie,
        indebolite da 40 anni di pianificazione statale, e per garantire una
        rapida  transizione  all'economia di mercato. La Comunità e  i  suoi
        Stati  membri  si  impegnano ad offrire il loro  sostegno  a  questi
        processi di riforma. La pace e la sicurezza in Europa dipendono  dal
        successo di tali sforzi.

   iii) Il Consiglio europeo ha dato l'accordo, in data odierna, affinché  i
        paesi  associati dell'Europa centrale e orientale che lo  desiderano
        diventino  membri  dell'Unione europea. L'adesione  avrà  luogo  non
        appena  un  paese associato sarà in grado di assumere  gli  obblighi
        connessi adempiendo le condizioni economiche e politiche richieste.

        L'appartenenza  all'Unione  richiede che il  paese  candidato  abbia
        raggiunto una stabilità istituzionale che garantisca la  democrazia,
        il  principio  di  legalità,  i diritti  umani,  il  rispetto  e  la
        protezione  delle minoranze, l'esistenza di una economia di  mercato
        funzionante   nonché  la  capacità  di  rispondere  alle   pressioni
        concorrenziali  e  alle forze di  mercato  all'interno  dell'Unione.
        Presuppone  anche la capacità dei paesi candidati di  assumersi  gli
        obblighi di tale appartenenza, inclusa l'adesione agli obiettivi  di
        un'Unione politica, economica e monetaria.

        La capacità dell'Unione di assorbire nuovi membri, mantenendo  nello
        stesso tempo inalterato il ritmo dell'integrazione europea,  riveste
        parimenti  grande importanza, nell'interesse generale dell'Unione  e
        dei paesi candidati.

        Il  Consiglio  europeo continuerà a seguire da  vicino  i  progressi
        compiuti  in  ciascuno dei paesi associati per  l'adempimento  delle
        condizioni di adesione all'Unione e ne trarrà le dovute conclusioni.

   iv)  Il  Consiglio europeo ha convenuto che la futura cooperazione con  i
        paesi associati sia orientata all'obiettivo dell'adesione all'Unione
        ora stabilito. In questo contesto il Consiglio europeo ha  approvato
        quanto segue :

      - la  Comunità propone che i paesi associati instaurino una  relazione
        strutturata con le istituzioni dell'Unione nel quadro di un  dialogo
        multilaterale  potenziato  ed  esteso  e  di  una  concertazione  su
        problemi   di  comune  interesse.  Le  disposizioni,  che   figurano
        nell'allegato II  delle  presenti conclusioni, includono  dialogo  e
        concertazione  su un'ampia gamma di argomenti e in varie  sedi.  Ove
        opportuno,  oltre  alle  normali  riunioni  tra  il  Presidente  del
        Consiglio   europeo  e  il  Presidente  della  Commissione  con   le
        controparti  dei  paesi  associati,  si  potranno  tenere   riunioni
        congiunte di tutti i Capi di Stato e di Governo al fine di discutere
        questioni specifiche prestabilite.

      - Il  Consiglio  europeo,  riconoscendo  l'importanza  cruciale  degli
        scambi  commerciali nella transizione ad un'economia di mercato,  ha
        convenuto che si accelerino gli sforzi della Comunità per l'apertura
        dei  suoi  mercati. Esso si attende che questo passo in  avanti  sia
        accompagnato  da un ulteriore sviluppo degli scambi di  detti  paesi
        tra  loro e con i loro tradizionali partner commerciali. Approva  le
        concessioni commerciali decise dal Consiglio "Affari generali" nella
        sessione dell'8 giugno. Invita il Consiglio ad adottare, su proposta
        della  Commissione, i necessari testi giuridici prima delle  vacanze
        estive.

      - La  Comunità continuerà a dedicare una notevole parte delle  risorse
        di  bilancio  previste per le azioni esterne  ai  paesi  dell'Europa
        centrale ed orientale, in particolare attraverso il programma PHARE.
        La  Comunità utilizzerà totalmente anche le possibilità previste  ai
        sensi   dello  strumento  di  prestito  temporaneo  della  BEI   per
        finanziare progetti della rete transeuropea che coinvolgono i  paesi
        dell'Europa  centrale  ed  orientale.  Ove  opportuno,  parte  delle
        risorse del programma PHARE potranno essere utilizzate per apportare
        importanti  miglioramenti  infrastrutturali,  in  conformità   degli
        accordi intervenuti nel Consiglio "Affari generali" dell'8 giugno.

      - Il  Consiglio  europeo, accogliendo  favorevolmente  la  possibilità
        offerta ai paesi associati di partecipare a programmi comunitari nel
        quadro   degli  accordi  europei,  ha  invitato  la  Commissione   a
        presentare  entro  la  fine  dell'anno  proposte  intese  ad  aprire
        ulteriori programmi a tali paesi, assumendo come punto di partenza i
        programmi già aperti alla partecipazione dei paesi dell'EFTA.

      - Il  Consiglio  europeo ha rilevato l'importanza  del  ravvicinamento
        delle leggi dei paesi associati a quelle applicabili nella Comunità,
        in primo luogo per quanto concerne la distorsione di concorrenza  e,
        inoltre  -  nella  prospettiva dell'adesione  -  la  protezione  dei
        lavoratori,  dell'ambiente e dei consumatori. Esso ha convenuto  che
        ai  funzionari  dei  paesi associati venga  offerto  un  periodo  di
        formazione concernente la legislazione e le prassi comunitarie e  ha
        deciso  la creazione di una task force, composta  da  rappresentanti
        degli  Stati  membri  e della Commissione, la quale  si  dedichi  al
        coordinamento e alla direzione di questo lavoro.

      - Le  modalità particolareggiate per quanto concerne le materie  sopra
        menzionate figurano nell'allegato II.

      B.Altri paesi dell'Europa centrale e orientale

      Il  Consiglio europeo ha discusso in merito alla situazione  economica
      dell'Albania.  Esso  ha  accolto  favorevolmente  le  conclusioni  del
      Consiglio  "Economia  e Finanze" del 7 giugno e il  riconoscimento  da
      parte  della Comunità della necessità di dare un  sostegno  adeguato -
      attraverso garanzie, prestiti o entrambe le formule - all'Albania.  Il
      Consiglio  europeo  ha  altresì rilevato  l'importanza  di  utilizzare
      appieno  le  disposizioni  relative  al  dialogo  politico   contenute
      nell'attuale accordo con l'Albania.

      Per  rafforzare  gli scambi e i rapporti commerciali tra i  tre  Stati
      baltici e la Comunità, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione
      a  presentare  proposte  volte a sviluppare  gli  accordi  commerciali
      esistenti  con  gli  Stati baltici in accordi di  libero  scambio.  La
      Comunità  continua  a  perseguire l'obiettivo  di  concludere  accordi
      europei  con  gli  Stati baltici non  appena  saranno  soddisfatte  le
      necessarie condizioni.

   8. Patto sulla stabilità in Europa

      Il Consiglio europeo ha discusso la proposta francese di un'iniziativa
      dell'Unione  europea  per un patto sulla stabilità  in  Europa.  Scopo
      dell'iniziativa  è  assicurare la concreta applicazione  dei  principi
      sottoscritti  dai paesi europei per quanto riguarda il rispetto  delle
      frontiere  e  i  diritti  delle minoranze.  Il  Consiglio  europeo  ha
      riconosciuto  che i recenti avvenimenti susseguitisi in  Europa  hanno
      dimostrato che un'azione in questo campo è opportuna e appropriata. Ha
      accolto  favorevolmente  l'idea  di utilizzare  lo  strumento  "Azione
      comune"  conformemente  alle  procedure  previste  nel  quadro   della
      politica estera e di sicurezza comune.

      Il  Consiglio  europeo ha invitato il Consiglio  "Affari  generali"  a
      esaminare  la  proposta  e a riferire in  merito  nella  riunione  del
      dicembre  1993 nella prospettiva della convocazione di una  conferenza
      preparatoria sul patto.

   9. Russia

      Il Consiglio europeo si compiace delle nuove iniziative intraprese dal
      Presidente  Eltsin nel settore delle riforme politiche in  Russia.  Si
      augura  che  tali  sforzi  siano  coronati  dal  successo  e   possano
      contribuire  a  consolidare  l'impulso  verso  l'instaurazione   della
      democrazia e dell'economia di mercato.

      Il  Consiglio  europeo  si  è  rallegrato  dei  progressi  di  recente
      realizzati nell'ambito dei negoziati per un accordo di partenariato  e
      di  cooperazione  con la Russia. Ha espresso l'auspicio  che  siffatto
      accordo sia concluso quanto prima nel contesto della creazione, tra la
      Comunità  e  la Russia, di un rapporto contrattuale  che  rifletta  il
      ruolo  politico  ed  economico  che  la  Russia  svolge  sulla   scena
      internazionale  e  nel cui ambito le consultazioni, anche  al  massimo
      livello, costituiscano un aspetto regolare del rapporto stesso.

      Il  Consiglio  europeo  si  prefigge  di  portare  avanti  la  stretta
      cooperazione  con  la  Russia  in  campo  politico  e  di  contribuire
      congiuntamente  alla soluzione delle crisi internazionali.  Ciò  viene
      considerato  un contributo fondamentale alla pace e alla stabilità  in
      Europa  e nel mondo. Il Consiglio europeo ha convenuto di proporre  di
      tenere  riunioni  regolari, sotto l'egida della Comunità, tra  il  suo
      Presidente, il Presidente della Commissione e il Presidente russo.

      Il  Consiglio europeo si dichiara disposto a continuare ed  accrescere
      il suo sostegno al processo di riforma in Russia. Il prossimo  vertice
      del  G7  è  considerato  una  opportuna  occasione  per  aumentare   i
      sostanziali  sforzi  già compiuti per sostenere le misure  di  riforma
      attualmente  in  corso  in  Russia e in  altri  paesi  dell'ex  Unione

      Sovietica.   Il   Consiglio  europeo  ha  valutato   attentamente   la
      preparazione delle discussioni del vertice del G7 in merito  all'aiuto
      alla  Russia.  La  Comunità  e  i  suoi  Stati  membri   attribuiscono
      particolare  importanza  a  che  a Tokyo  si  compiano  progressi  sui
      problemi  relativi  alla  sicurezza  nucleare  (centrali   elettriche,
      residui  nucleari  e  smantellamento delle  armi  nucleari).  In  tale
      contesto esso ha accolto con favore le sostanziali iniziative  assunte
      a seguito degli orientamenti fissati dal Consiglio europeo di Lisbona,
      compreso  l'accordo recentemente raggiunto dal Consiglio  "Economia  e
      Finanze" sui prestiti EURATOM diretti al miglioramento della sicurezza
      delle  centrali nucleari delle repubbliche dell'ex Unione Sovietica  e
      dei paesi dell'Europa orientale e centrale.

      Il   Consiglio  europeo  ha  inoltre  sottolineato   l'importanza   di
      trasformare la "Carta dell'energia" in realtà concreta.

      Il  Consiglio  europeo si fa garante del sostegno  della  Comunità  ad
      ulteriori   iniziative  concrete  intese  a   promuovere   l'efficacia
      dell'aiuto alla Russia e a concreti progetti diretti ad accelerare  il
      processo  di  privatizzazione, in particolare  mediante  una  adeguata
      formazione  di  imprenditori  russi  nel  contesto  di   un'assistenza
      tecnica.  Il Consiglio europeo ha sottolineato che  l'efficacia  degli
      sforzi  nel  campo  degli aiuti dipende dall'esistenza  in  Russia  di
      politiche economiche orientate verso la stabilità.

   10.  Ucraina

      Il Consiglio europeo manifesta vivo interesse per  un'intensificazione
      della    cooperazione    con    l'Ucraina.    Sostanziali    progressi
      nell'adempimento  da parte dell'Ucraina dei suoi impegni,  nel  quadro
      del  protocollo di Lisbona, per la ratifica di Start 1 e  l'accessione
      al TNP come Stato privo di armi nucleari sono essenziali per la  piena
      integrazione    dell'Ucraina   nella   comunità    internazionale    e
      promuoveranno lo sviluppo delle sue relazioni con la Comunità e i suoi
      Stati membri.

   11.  Ex Iugoslavia

      Il  Consiglio  europeo  ha  adottato  la  dichiarazione  sulla  Bosnia
      Erzegovina riportata nell'allegato III.

   12.  Relazioni con i paesi del Maghreb

      Il  Consiglio  europeo ha riaffermato la sua determinazione a  che  le
      relazioni con i paesi del Maghreb assumano l'importanza e  l'intensità
      corrispondenti agli stretti legami che la geografia e la storia  hanno
      creato. Questo risultato dovrebbe essere ottenuto nel quadro di un più
      stretto partenariato tra l'Unione e i singoli paesi del Maghreb.

      Il   Consiglio   europeo  ha  invitato  il  Consiglio   ad   approvare
      sollecitamente i progetti di direttive attualmente allo studio per  un
      accordo di partenariato con il Marocco.

      Si  è  compiaciuto dell'intenzione della Commissione di  presentare  a
      breve scadenza progetti di direttive per la negoziazione di un analogo
      accordo con la Tunisia.

   13.  Conclusioni adottate dai Ministri degli affari esteri

      Il  Consiglio  europeo ha preso atto delle  conclusioni  adottate  dai
      Ministri degli affari esteri sui temi esposti nell'allegato IV.

   14.  Politica estera e di sicurezza comune - Lavori
        preparatori sulla sicurezza

      Il  Consiglio europeo ha preso atto dei lavori preparatori già  svolti
      dai  Ministri  degli Affari esteri sulla sicurezza,  in  relazione  al
      mandato ricevuto dal Consiglio europeo di Edimburgo, e li ha  invitati
      a  proseguire i lavori per definire i necessari elementi di  base  per
      una  politica  dell'Unione  entro la data di  entrata  in  vigore  del
      trattato.

   15.  Una Comunità vicina ai suoi cittadini

      Il  Consiglio europeo ha invitato tutte le Istituzioni a far sì che  i
      principi  di  sussidiarietà e apertura siano solidamente  ancorati  in
      tutte   le  sfere  dell'attività  comunitaria  e  vengano   pienamente
      rispettati nell'attività quotidiana delle Istituzioni.

      Per  quanto  riguarda il principio della  sussidiarietà  il  Consiglio
      europeo  ha preso atto con soddisfazione che la  Commissione  presenta
      ormai  proposte soltanto quando ritiene che esse rispettino i  criteri
      della  sussidiarietà e, in generale, giudica positiva la  fondamentale
      riduzione,  rispetto agli anni precedenti, della mole di  legislazione
      comunitaria  prevista nel programma legislativo della Commissione  per
      il  1993. Sono altresì molto promettenti il fatto che  la  Commissione
      proceda a più ampie consultazioni prima di presentare nuove importanti
      proposte  e,  in  particolare, l'uso  sistematico  di  "green  papers"
      attinenti   a  nuove  attività  di  rilievo,  nonché   un'analisi   su
      costi/benefici delle nuove proposte. Il Consiglio europeo confida  che
      la Commissione possa portare a termine prima del Consiglio europeo  di
      dicembre  la  revisione,  dal  punto  di  vista  del  principio  della
      sussidiarietà, della legislazione esistente e proposta.

      Il Consiglio europeo ha notato con soddisfazione che il Consiglio e la
      Commissione  stanno  applicando, come parte  integrante  del  processo
      decisionale, i principi, gli orientamenti e le procedure in materia di
      sussidiarietà decisi ad Edimburgo. Si augura che il Parlamento europeo
      possa presto unirsi a tale sforzo.

      Quanto all'apertura il Consiglio europeo ha preso atto dei primi passi
      compiuti  a  seguito  delle  conclusioni  del  Consiglio  europeo   di
      Edimburgo  per  quanto  riguarda  l'apertura  al  pubblico  di  taluni
      dibattiti  del Consiglio, la semplificazione e la codificazione  della
      legislazione  comunitaria e l'informazione in generale. Ha  confermato
      il  proprio impegno a persistere nella creazione di una  Comunità  più
      aperta e trasparente.

      Per  quanto  concerne  l'accesso  all'informazione,  ha  invitato   il
      Consiglio  e la Commissione a proseguire i loro lavori, basandosi  sul
      principio  che  i  cittadini  abbiano  il  massimo  accesso  possibile
      all'informazione. L'obiettivo sarebbe quello di rendere operanti tutte
      le necessarie disposizioni per la fine del 1993.

      Il Consiglio europeo ha invitato il Parlamento europeo e il  Consiglio
      a  risolvere  gli  ultimi  problemi in  sospeso  per  quanto  riguarda
      l'istituzione  del  Mediatore  in tempo per l'entrata  in  vigore  del
      trattatto di Maastricht.

   16.  Frodi ai danni della Comunità

      Il  Consiglio  europeo ha sottolineato l'importanza di  proseguire  la
      lotta   contro   frodi  e  irregolarità  connesse  con   il   bilancio
      comunitario, sia per le somme implicate sia per promuovere la  fiducia
      nella  costruzione dell'Europa. Ha rilevato l'importanza di una  piena
      attuazione  delle  disposizioni del trattato di Maastricht,  le  quali
      prevedono  che,  per  combattere le frodi  che  ledono  gli  interessi
      finanziari della Comunità, gli Stati membri adottino le stesse  misure
      che  adottano  per  combattere le frodi che ledono  i  loro  interessi
      finanziari.   Attende  una  relazione  su  ulteriori  sviluppi   della
      strategia  antifrode della Commissione, con le relative  proposte.  Ha
      invitato  la Commissione a presentare tali proposte al più  tardi  nel
      marzo del 1994.

   17.  Razzismo e xenofobia

      Il Consiglio europeo condanna energicamente i recenti attacchi  contro
      immigrati  e  profughi negli Stati membri ed esprime la  sua  profonda
      solidarietà con le vittime innocenti di tali aggressioni.

      Il   Consiglio  europeo  ribadisce  la  sua  ferma  determinazione   a
      combattere,  con  tutti  i  mezzi  disponibili,  l'intolleranza  e  il
      razzismo  in tutte le loro forme. Sottolinea che tale  intolleranza  e
      razzismo sono inaccettabili nelle nostre società odierne.

      Il  Consiglio europeo conferma il suo impegno a  proteggere  qualsiasi
      persona,  compresi  gli  immigrati e i  profughi,  da  violazioni  dei
      diritti e delle libertà fondamentali incorporati nelle costituzioni  e
      legislazioni degli Stati membri, nella convenzione europea sui diritti
      dell'uomo   e  in  altre  convenzioni  internazionali,   compresa   la
      convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione di qualsiasi  forma
      di discriminazione razziale.

      Il  Consiglio  europeo  ricorda le  sue  precedenti  dichiarazioni  su
      razzismo  e  xenofobia  e  decide  di  intensificare  gli  sforzi  per
      individuarne  ed estirparne le cause. Si rende garante che  gli  Stati
      membri  faranno  quanto  è in loro potere  per  proteggere  immigrati,
      profughi  e  altre  persone  dalle  espressioni  e  manifestazioni  di
      razzismo ed intolleranza.

                                   --------
   

   ALLEGATO I

                        ENTRARE NEL VENTUNESIMO SECOLO
            ORIENTAMENTI PER IL RINNOVAMENTO ECONOMICO DELL'EUROPA

   1. Continuare a far rotta verso l'Unione Economica e Monetaria

      Una moneta unica

      - consolida  il  mercato interno e permette una  concorrenza  leale  e
        proficua ;

      - accresce l'interesse per gli investimenti all'interno e  all'esterno
        della Comunità e, in linea generale, stimola il risparmio necessario
        a finanziare i grandi progetti di infrastrutture ;

      - permette   di   influire   positivamente   sul   sistema   monetario
        internazionale   apportando   maggior  stabilità  e   riducendo   le
        speculazioni che generano instabilità ed incertezza.

      A tal fine, è opportuno :

      - ritrovare il cammino della convergenza che consente di aumentare  il
        tasso  di  crescita e di creare posti di lavori  nell'insieme  della
        Comunità : è un gioco a somma positiva ;

      - inquadrare le politiche nazionali e le strategie imprenditoriali  in
        una  prospettiva credibile, chiara e comprensibile e, a tale  scopo,
        mettere a frutto il mercato interno ;

      - riconciliare   la  costruzione  europea  con  le   aspirazioni   dei
        cittadini, mostrando i vantaggi che possono derivare dallo  sviluppo
        della Comunità, estendendo questi vantaggi ad altri paesi europei e,
        in  particolare,  a  quelli dell'Europa centrale  ed  orientale  che
        offrono un vasto potenziale di crescita a beneficio di tutti.

   2. Una Comunità aperta e solidale nel mondo

      - La  Comunità  deve  continuare ad operare a  favore  di  una  rapida
        conclusione dell'Uruguay Round, di un accordo equilibrato,  vertente
        su tutti i problemi ancora irrisolti.

      - Tale  accordo  deve  condurre alla  creazione  di  un'organizzazione
        mondiale del commercio adeguata all'universalizzazione dei mercati e
        delle strategie imprenditoriali.

      - Questa  organizzazione deve ispirarsi, senza eccezione alcuna,  allo
        spirito e alle pratiche del multilateralismo. Essa deve orientare la
        sua azione in funzione degli altri parametri dell'economia  mondiale
        :   evoluzione  delle  monete,  tendenze  dei   flussi   finanziari,
        ripartizione  equa degli oneri derivanti dalla politica  ambientale,
        progresso  sociale  aperto a tutti, secondo un processo  graduale  e
        compatibile con il progresso economico.

   3. Maggiore cooperazione in materia di ricerca e di sviluppo

      - Prefiggersi  l'obiettivo del 3% del Prodotto Nazionale Lordo per  le
        risorse destinate alla ricerca-sviluppo e all'innovazione (a  fronte
        del 2% attuale) ;

      - Concentrare  le azioni comunitarie su ciò che può offrire un  valore
        aggiunto alle politiche degli Stati membri e delle imprese ;

      - Creare,  a livello europeo, grazie alle azioni comunitarie, sedi  di
        cooperazione  tra le imprese, per attuare le innovazioni e  adeguare
        il processo di produzione.

   4. Una   rete   efficiente   di  infrastrutture   di   trasporti   e   di
      telecomunicazioni

      - Permettere  la  circolazione più rapida e meno costosa  di  persone,
        beni  e servizi significa accrescere la competitività  dell'economia
        europea ;

      - Le  reti  offriranno  un  contributo  inestimabile  all'assetto  del
        territorio e alla coesione economica e sociale ;

      - Prefiggersi  un  termine di dieci anni per  stimolare  le  industrie
        europee (trasporti, edilizia, lavori pubblici, ...) impegnate  nella
        ideazione e realizzazione di queste infrastrutture : un obiettivo di
        30 miliardi  di ecu all'anno costituisce un minimo  realistico  (per
        l'insieme dei finanziamenti).

   5. Uno  spazio  comune dell'informazione : è  l'avvio  della  rivoluzione
      tecnologica

      - Verso  un'economia decentrata, assistita da una  manodopera  formata
        adeguatamente  e  una  moltitudine di piccole e  medie  imprese  che
        collaborano reciprocamente ;

      - A   tal   fine,  creare  in  Europa   le   "infrastrutture   europee
        dell'informazione", vere e proprie arterie dell'economia di  domani,
        in   grado   di  stimolare  le  nostre   imprese   dell'informazione
        (telecomunicazioni,   informatica,  fibre  ottiche,  ...)   con   la
        prospettiva di un'offerta importante e scaglionata su diversi  anni.
        Occorre  inizialmente un investimento pari a 5 miliardi di ecu,  per
        passare  poi  ad  un  programma  annuale  di  5-8 miliardi  di   ecu
        all'anno ;

      - Istituire cicli europei di formazione per queste nuove professioni e
        incentivare  il lavoro a distanza (nell'industria  dell'informazione
        stessa,   per   l'istruzione,  la  medicina,  i   servizi   sociali,
        l'ambiente, la gestione dei complessi urbani ..., senza  dimenticare
        la lotta contro i grandi flagelli della nostra epoca : le  malattie,
        la tossicodipendenza, la criminalità).

   6. Un adeguamento profondo dei sistemi d'istruzione

      - Imparare ad apprendere nell'arco di tutta la vita ; abbinare  sapere
        e perizia ;

      - Sviluppare in ciascuno le capacità di autonomia e di innovazione ;

      - Sancire   un  diritto  alla  formazione  permanente  (ogni   giovane
        riceverebbe  un  "buono  di formazione"  che  gli  consentirebbe  di
        accedere   a  cicli  di  studio  o  di  perfezionamento  delle   sue
        conoscenze).

   7. Verso un nuovo modello di sviluppo

      - La considerazione dell'ambiente permetterà di creare numerosi  posti
        di lavoro ;

      - La tassazione delle risorse naturali rare permetterà di  alleggerire
        gli  oneri fiscali gravanti sul lavoro, donde maggior  competitività
        per l'economia europea ;

      - I  nuovi  aumenti  di produttività devono  essere  destinati  ad  un
        miglioramento  della  qualità della vita e alla creazione  di  nuovi
        posti  di  lavoro ;  si  tratta  della  concezione  dinamica   della
        divisione del lavoro, aumentando l'offerta di lavoro per sopperire a
        nuove  esigenze di ordine qualitativo, le quali offrono  uno  spazio
        considerevole  e  ancora  poco esplorato, se  non  addirittura  poco
        conosciuto.

   8. Politiche più attive per il mercato del lavoro

      - Priorità all'offerta di un lavoro o di un'attività, o addirittura di
        una  formazione utile ad ogni persona che si affaccia sul mondo  del
        lavoro ;

      - Non  dilazionare  i  mutamenti  tecnologici  o  economici,  ma  anzi
        prevenirli e affrontarli tempestivamente ;

      - Accrescere  la  qualità  e l'importanza dei  servizi  o  agenzie  di
        collocamento  affinché  prestino un aiuto efficace ad  ogni  persona
        priva  di lavoro (passaggio delle spese per la Comunità dallo  0,1 %
        allo 0,5 % del PIL).

                                   --------

   ALLEGATO II

                      COOPERAZIONE CON I PAESI ASSOCIATI
                           FINALIZZATA ALL'ADESIONE

   i) SISTEMA DI RAPPORTI STRUTTURATI CON LE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA

      Nella  prospettiva dell'adesione e della sua preparazione, oltre  alla
      struttura  bilaterale  degli  accordi europei  di  associazione,  sarà
      istituito,  con i paesi dell'Europa centrale e orientale  legati  alla
      Comunità  da accordi europei di associazione, un quadro  multilaterale
      per  un'intensificazione  del dialogo e una concertazione su  temi  di
      interesse comune.

      In  quest'ambito  si terranno riunioni fra, da un lato,  il  Consiglio
      dell'Unione  e, dall'altro, tutti i paesi PECO associati su  questioni
      di interesse comune, decise in precedenza e rientranti nelle sfere  di
      competenza dell'Unione, ossia :

      - settori  comunitari,  segnatamente di  dimensione  transeuropea,  in
        particolare  energia,  ambiente, trasporti, scienza  e  tecnologia, 
        ecc. ;

      - politica estera e di sicurezza comune ;

      - affari interni e giudiziari.

      Queste riunioni avranno carattere consultivo e non decisionale. Se  ne
      emergessero    conclusioni   richiedenti   un'attuazione    operativa,
      quest'ultima  avverrà nel quadro istituzionale appropriato  (procedura
      comunitaria  normale  o Consiglio d'associazione  con  ciascuno  degli
      Stati associati).

      Tali riunioni saranno preparate sul piano interno secondo le  consuete
      procedure,  in particolare in vista della definizione della  posizione
      da  adottare in funzione delle materie trattate. Esse saranno  altresì
      oggetto di contatti preparatori con i PECO.

      Oltre  all'applicazione  della  struttura generale  di  dialogo  sopra
      indicata, per il dialogo concernente questioni di politica estera e di
      sicurezza si prenderanno le seguenti disposizioni :

      - organizzazione  di una riunione della Troika a livello dei  Ministri
        degli  affari  esteri  e di una riunione  a  livello  dei  direttori
        politici, durante ogni Presidenza ;

      - organizzazione di riunioni di informazione a livello di Segretariato
        dopo ogni Consiglio "Affari generali" e ogni riunione dei  direttori
        politici ;

      - organizzazione  di una riunione della Troika a livello di gruppo  di
        lavoro sotto ogni Presidenza, per i gruppi pertinenti.

      Inoltre,  prima di importanti riunioni dell'Assemblea  generale  delle
      Nazioni  Unite  e della CSCE, si procederà  a  regolari  consultazioni
      della Troika con i paesi associati.

   ii)  MIGLIORARE L'ACCESSO AL MERCATO

      a) Si  aboliscono, alla fine del secondo anno dall'entrata  in  vigore
         dell'accordo  (anziché alla fine del quarto anno), i dazi  doganali
         sulle  importazioni nella Comunità di prodotti industriali di  base
         sensibili,  originari  dei  paesi  associati  (allegato IIb   degli
         accordi intermedi).

      b) Si  aboliscono,  alla fine del terzo anno (anziché  alla  fine  del
         quinto),   i   dazi  doganali  sulle  importazioni   dei   prodotti
         industriali  contemplati dal consolidamento dell'SPG  (allegato III
         degli accordi intermedi).

      c) Si  aumentano  del  30 % (Polonia,  Repubbliche  Ceca  e  Slovacca,
         Bulgaria e Romania) o del 25 % (Ungheria), all'anno a partire dalla
         seconda  metà del secondo anno dall'entrata in vigore  dell'accordo
         (anziché del 20 % per Polonia, Cecoslovacchia, Bulgaria e Romania e
         del  15 % per l'Ungheria) i valori dei contingenti e dei  massimali
         di cui al citato allegato III (consolidamento dell'SPG).

      d) Si  riducono  del 60 %, sei mesi prima della  data  prevista  negli
         accordi, i prelievi/dazi all'interno dei contingenti per i prodotti
         agricoli.  L'aumento del 10 % dei contingenti, previsto  a  partire
         dal terzo anno, si applicherà sei mesi prima del previsto.

      e) L'esenzione dai dazi doganali a partire dall'inizio del 1994 per  i
         prodotti  oggetto  di  operazioni  di  perfezionamento  passivo   e
         contemplati  dal regolamento 636/82 è estesa conformemente a  detto
         regolamento opportunamente modificato a tale scopo.

      f) Si  riducono i dazi doganali sulle importazioni nella  Comunità  di
         prodotti  tessili in  modo da giungere alla  loro  eliminazione  al
         termine  di  un  periodo di cinque anni (anziché  di  sei  anni)  a
         partire dall'entrata in vigore dell'accordo.

      g) Si  aboliscono, entro la fine del quarto anno (anziché  del  quinto
         anno)  dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi  doganali  sulle
         importazioni  applicabili  nella Comunità ai  prodotti  siderurgici
         CECA  originari  dei paesi associati, nel  rispetto  di  specifiche
         decisioni relative al commercio dei prodotti siderurgici.

      h) Il  Consiglio invita la Commissione ad effettuare uno studio  sulla
         fattibilità  e  l'impatto di un cumulo delle norme di  origine  sui
         prodotti  provenienti  dai paesi associati dell'Europa  centrale  e
         orientale e dell'EFTA e, alla luce dei risultati di tale studio,  a
         sottoporgli le proposte ritenute opportune.

   iii) RENDERE PIU' EFFICACE L'ASSISTENZA

      a) La  Comunità  sosterrà  lo sviluppo delle  reti  di  infrastrutture
         nell'Europa  centrale  e orientale, come deciso nella  riunione  di
         Edimburgo.  La  BEI,  la BERS e le  altre  istituzioni  finanziarie
         internazionali  svolgeranno  un  ruolo di  primo  piano  in  questo
         processo.

      b) La Comunità offrirà assistenza tecnica mediante il programma  PHARE
         per   preparare   e  agevolare   importanti   miglioramenti   delle
         infrastrutture   nei  paesi  dell'Europa  centrale   e   orientale.
         Nell'ambito dei limiti di bilancio esistenti e senza distorcere  il
         carattere  essenziale  del programma PHARE, la Comunità  è  inoltre
         disposta,  in  risposta  alle  richieste  dei  partner  dell'Europa
         centrale e orientale, a coprire, utilizzando i fondi  supplementari
         limitati  del programma PHARE, spese d'investimento  risultanti  da
         queste attività di assistenza tecnica, in casi particolari ove  sia
         stabilito   che  tali  fondi  supplementari  sono  fondamentali   e
         costituiscono una componente indispensabile di progetti

      - finanziati  congiuntamente dalla BEI e/o da istituzioni  finanziarie
        internazionali e dai paesi beneficiari,

      - che non possono essere finanziati da privati,

      - che sono di interesse per la Comunità in particolare come  stabilito
        nei testi comunitari pertinenti.

      c) Questi  fondi  supplementari  non superano  il 15 %  degli  impegni
         totali annui del programma PHARE.

      d) La  Commissione riesaminerà caso per caso l'utilizzo delle  risorse
         del   programma  PHARE  per  il  sostegno  dello   sviluppo   delle
         infrastrutture  nell'Europa centrale e orientale. Essa terrà  conto
         della situazione finanziaria del paese beneficiario basandosi sulle
         analisi  disponibili ;  le  istituzioni  finanziarie  che   erogano
         prestiti  per i progetti svolgeranno i rispettivi accertamenti  nel
         modo  consueto.  Per  ciascun caso,  la  Commissione  si  accerterà
         dell'esistenza  di un adeguato contributo locale  al  finanziamento
         del  progetto, in modo da garantire che il governo beneficiario  si
         senta impegnato per il progetto stesso.

         La  Commissione eviterà ogni indebita concentrazione delle  risorse
         PHARE disponibili a tal fine su singoli paesi destinatari, evitando
         al  tempo  stesso  che venga destinata allo  stesso  obiettivo  una
         proporzione ingiustificatamente ampia dei programmi nazionali.

         Le  proposte  saranno  presentate al  comitato  di  gestione  PHARE
         secondo le normali procedure.

   iv)  PORTARE AVANTI L'INTEGRAZIONE ECONOMICA

      In  materia di ravvicinamento delle legislazioni, i paesi  dell'Europa
      centrale  e  orientale si sono impegnati, con gli accordi europei,  ad
      attuare,  nei  tre anni  successivi all'entrata  in  vigore  di  detti
      accordi,  norme parallele a quelle contenute nel trattato di Roma e  a
      vietare  le pratiche restrittive, l'abuso delle posizioni dominanti  e
      gli aiuti pubblici che falsano o minacciano di falsare la concorrenza.
      Inoltre,  è  particolarmente importante che, in  vista  dell'adesione,
      siano  compiuti progressi in altri settori contemplati  negli  accordi
      europei, segnatamente quelli relativi alla protezione dei  lavoratori,
      dell'ambiente e dei consumatori.

      Anche  la  formazione di personale direttivo dei paesi  associati,  in
      materia  di  legislazione e procedura  comunitarie,  contribuirà  alla
      preparazione dell'adesione.

      La  Commissione  e le amministrazioni competenti  degli  Stati  membri
      saranno   mobilitate   per   accelerare   il   ravvicinamento    delle
      legislazioni,  compresa  l'assistenza  tecnica per  la  formazione  di
      personale direttivo. Per coordinare e dirigere i lavori sarà istituita
      una "task force" composta da rappresentanti degli Stati membri e della
      Commissione.

      La  Commissione analizzerà quali programmi comunitari  possano  essere
      aperti   alla  partecipazione  dell'Europa  centrale  e  orientale   e
      presenterà al Consiglio proposte in materia entro la fine del 1993.

                                   --------

   ALLEGATO III

                     DICHIARAZIONE SULLA BOSNIA ERZEGOVINA

   Il  Consiglio  europeo  ha esaminato  la  situazione  estremamente  grave
   nell'ex  Iugoslavia e gli ultimi negoziati tra le parti del conflitto  in
   Bosnia Erzegovina, sulla base di una relazione di Lord Owen ai Ministri.

   Il  Consiglio europeo esprime la sua piena fiducia nei  Copresidenti  del
   Comitato  direttivo della Conferenza internazionale sull'ex Iugoslavia  e
   li  incoraggia  a proseguire i loro sforzi per promuovere  una  soluzione
   equa e durevole, accettabile per le tre popolazioni che costituiscono  la
   Bosnia Erzegovina. Esso non accetterà una soluzione territoriale  imposta
   da Serbi e Croati a detrimento dei musulmani bosniaci.

   Il  Consiglio  europeo  ribadisce  il  convincimento  che  una  soluzione
   negoziata debba basarsi sui principi della Conferenza di Londra,  ripresi
   nel  piano di pace Vance/Owen, in particolare  indipendenza, sovranità  e
   integrità  territoriale della Bosnia Erzegovina, protezione  dei  diritti
   dell'uomo   e  delle  minoranze,  inaccettabilità  dell'acquisizione   di
   territori mediante la forza, vitale necessità che l'aiuto umanitario  sia
   fornito e pervenga a coloro che sono nel bisogno, repressione dei crimini
   di guerra e delle violazioni del diritto umanitario internazionale.

   Il  Consiglio  europeo  appoggia  l'appello  del  governo  della   Bosnia
   Erzegovina  per un immediato cessate il fuoco. Riafferma la necessità  di
   un  più  ampio  sostegno  internazionale per  l'aiuto  umanitario  e  per
   garantire un passaggio sicuro dei convogli.

   Una rapida attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza  delle
   Nazioni  Unite sulle zone protette è un indispensabile contributo per  il
   conseguimento  di  tali  obiettivi. Il Consiglio  europeo  ha  deciso  di
   rispondere positivamente alla richiesta di uomini e fondi presentata  dal
   Segretario  Generale delle Nazioni Unite. Ha esortato gli Stati membri  a
   soddisfare   tale   richiesta   nell'ambito   delle   loro   possibilità.
   Contemporaneamente invita gli altri membri della comunità  internazionale
   ad agire nello stesso senso.

   Le  sanzioni  saranno  mantenute  e  rafforzate  fintantoché  non   siano
   soddisfatte le condizioni stabilite dalle Nazioni Unite e dalla  Comunità
   europea per la loro revoca. La Comunità e i suoi Stati membri  forniranno
   ulteriori risorse per una loro rigorosa applicazione.

                                   ---------

   ALLEGATO IV

   I  Ministri  degli  affari esteri, riuniti  in  occasione  del  Consiglio
   europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, hanno adottato le seguenti
   conclusioni :

   AFRICA

   L'Europa è il principale partner dell'Africa dal punto di vista politico,
   economico  e  per  quanto  riguarda la  cooperazione  allo  sviluppo.  Il
   Consiglio  europeo  sottolinea quanto sia importante portare  avanti  una
   cooperazione basata sulla solidarietà.

   Nel  1993  la  Comunità  e  gli  Stati  membri  hanno  intrapreso  alcune
   iniziative  miranti  ad  una più profonda e più  ampia  cooperazione  con
   l'Africa.  Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza  di  un'ulteriore
   espansione  della cooperazione per quanto riguarda la  democratizzazione,
   lo sviluppo pacifico e l'assistenza allo sviluppo.

   La Comunità e gli Stati membri si sono impegnati a sostenere il  processo
   di  democratizzazione che acquista sempre maggiore intensità  in  Africa,
   compreso  il  sostegno a buoni metodi di governo, ad  una  sana  gestione
   dell'economia  nonché  al rispetto dei diritti  dell'uomo.  Il  Consiglio
   europeo  rammenta  la risoluzione adottata dal  Consiglio  "Sviluppo"  il
   28 novembre 1991 in materia di diritti dell'uomo, democrazia e sviluppo.

   La Comunità e gli Stati membri si sono impegnati attivamente a  sostenere
   il  processo elettorale in alcuni paesi africani. Essi porteranno  avanti
   le iniziative volte a coordinare tale assistenza al fine di garantire,  a
   tutti  i  paesi africani in fase di transizione verso la  democrazia,  il
   necessario sostegno e la necessaria attenzione.

   L'esito  positivo  del  referendum  sull'indipendenza  dell'Eritrea  dopo
   trent'anni di guerra civile ha fatto nascere la speranza che i  conflitti
   in Africa possano essere risolti in modo pacifico.

   Il  Consiglio  europeo si rallegra del crescente  impegno  esplicato  dai
   paesi  africani al fine di risolvere le crisi e i conflitti armati,  come
   si è recentemente constatato in alcuni casi. Il Consiglio auspica inoltre
   che  i Capi di Stato dell'OUA, nel prossimo vertice del  Cairo,  trattino
   l'importante  questione  della  prevenzione  e  della  composizione   dei
   conflitti.  Nel  corso della visita del Segretario  Generale  dell'OUA  a
   Copenaghen  nel mese di giugno è stato instaurato un utile  contatto  con
   tale organizzazione.

   La  Comunità  e  gli  Stati  membri  hanno  ulteriormente  rafforzato  la
   cooperazione   allo  sviluppo  con  l'Africa.  La  convenzione  di   Lomé
   costituisce un elemento importante di tale cooperazione. Sempre  maggiori
   sono  l'efficacia e la rapidità delle realizzazioni nel quadro del  Fondo
   europeo di sviluppo, a vantaggio di tutte le parti.

   I  Ministri  dello sviluppo hanno concordato  un'iniziativa  speciale  di
   ripresa   per   l'Africa.  Per  lo  meno  100 milioni  di   ecu   saranno
   immediatamente   assegnati  a  programmi  di  rapida  ripresa  in   paesi
   subsahariani  selezionati.  Il Consiglio dei Ministri sta  esaminando  un
   ulteriore programma speciale di ripresa per i paesi in via di sviluppo.

   Sudafrica

   Il  Consiglio  europeo si rallegra dei  recenti  considerevoli  progressi
   realizzati nell'ambito del processo negoziale in Sudafrica. Il  Consiglio
   spera  che  le  parti pervengano quanto prima ad  un  accordo  che  avvii
   decisamente il Sudafrica verso la democrazia.

   La  costituzione di un Consiglio esecutivo transitorio  rappresenterà  un
   ulteriore passo sulla via della normalizzazione e del rafforzamento delle
   relazioni politiche ed economiche tra la Comunità e i suoi Stati membri e
   il Sudafrica.

   Il Consiglio europeo ribadisce il suo impegno a contribuire allo sviluppo
   economico e sociale del nuovo Sudafrica. La ricostruzione ed una crescita
   economica sostenibile saranno possibili solo in un contesto democratico e
   non  violento.  Pertanto  la Comunità e gli Stati membri  sono  pronti  a
   fornire   un   sostegno   alle  prime  elezioni   libere   previste   per
   l'aprile 1994,  compresi  osservatori  elettorali,  nonché  a  potenziare
   l'assistenza  al  processo  di democratizzazione e gli  sforzi  intesi  a
   contenere la violenza.

   Sudan

   Il  Consiglio  europeo esprime la sua preoccupazione  per  la  perdurante
   guerra  civile  in Sudan, tra il Governo di Khartoum e  le  fazioni  SPLA
   nella  parte meridionale del paese. Circa 500.000 persone sono già  state
   uccise  e  molte di più sono state costrette a  sfollare.  I colloqui  di
   Abuja  tra le parti hanno compiuto scarsi progressi verso una  soluzione.
   Si è anche gravemente preoccupati per la situazione dei diritti dell'uomo
   in  Sudan, in particolare per la repressione dei civili al nord da  parte
   del Governo, le uccisioni, gli arresti e le torture da parte delle  forze
   governative  nelle  zone di guerra e per le uccisioni, gli arresti  e  le
   esecuzioni perpetrati dalle forze ribelli. Esorta il Governo del Sudan  a
   non  appoggiare  attività contrarie ad una relazione costruttiva  con  la
   Comunità e i suoi Stati membri.

   Il  Consiglio  europeo  si compiace dell'accresciuta  attenzione  che  la
   comunità internazionale sta rivolgendo alla catastrofe dal punto di vista
   umanitario  che  ha luogo in tale paese. Una missione  della  Troika  dei
   Ministri  dello sviluppo visita attualmente il Sudan con  l'obiettivo  di
   mettere in rilievo le preoccupazioni della Comunità e degli Stati  membri
   per  la sua crisi sotto il profilo umanitario e l'urgente  necessità  che
   tutte  le  parti si adoperino per una soluzione dei problemi.  Alla  luce
   della   relazione  della  missione,  la  Comunità  e  gli  Stati   membri
   esamineranno  quale sia il miglior modo di contribuire  ulteriormente  ad
   alleviare  la  difficile  situazione del  popolo  sudanese,  compreso  il
   ripristino del rispetto dei diritti dell'uomo.

   Somalia

   Il  Consiglio europeo si compiace dei considerevoli sforzi delle  Nazioni
   Unite  per contribuire al ripristino della pace e della  sicurezza,  alla
   riconciliazione  e  a una soluzione politica in Somalia e  per  prevenire
   un'altra  tragedia  umana.  A tale scopo il disarmo delle  fazioni  e  il
   ripristino della legge e dell'ordine costituiscono obiettivi di  rilievo.

   I Capi di Stato e di Governo condannano l'attacco perpetrato ai danni  di
   soldati  pakistani  delle Nazioni Unite, che ha comportato  la  morte  di
   23 soldati  ed  il  ferimento di un numero molto  maggiore  di  essi.  Le
   persone  responsabili  devono essere deferite  all'autorità  giudiziaria.
   Esso  deplora  inoltre  tutte le vittime civili  ed  estende  la  propria
   solidarietà  a  tutti  coloro che sono stati colpiti  da  questi  tragici
   eventi.  Il  Consiglio  europeo  invita  tutte  le  parti  a  conformarsi
   pienamente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

   Angola

   Il  Consiglio europeo deplora vivamente la sospensione dei negoziati  tra
   il  governo  dell'Angola  e  l'UNITA, come  pure  i  continui  sforzi  di
   quest'ultima  d'impadronirsi  di  ulteriore  territorio  mediante  azioni
   militari.  Il  Consiglio  europeo esprime il suo pieno  appoggio  per  la
   risoluzione  834  del  Consiglio di sicurezza, del 1°  giugno  1993,  che
   condanna  energicamente  le azioni dell'UNITA e invita ambe  le  parti  a
   riprendere quanto prima i negoziati e a ripristinare il cessate il fuoco.
   Il  Consiglio  europeo riafferma che, per risolvere l'attuale  crisi,  si
   deve   trovare  una  soluzione  pacifica  basata  sulla   riconciliazione
   nazionale  e sui principi di un accordo di pace. Il Consiglio  europeo  è
   estremamente  preoccupato  per la situazione umanitaria in  Angola.  Esso
   invita  l'UNITA ad accettare il piano di aiuto umanitario  delle  Nazioni
   Unite.  La  Comunità  e i suoi Stati membri  si  impegnano  a  rispondere
   all'appello all'assistenza lanciato dall'ONU, a seguito della  Conferenza
   dei paesi donatori del 3 giugno.

   Mozambico

   Il Consiglio europeo deplora i gravi ritardi intervenuti nel processo  di
   pace   in  Mozambico.  Se  la  continuazione  del  cessate  il  fuoco   è
   incoraggiante,  è  estremamente  deludente  il fatto  che  non  si  siano
   compiuti  grandi  progressi  nell'attuazione  dell'accordo  di  pace.  Il
   Consiglio  europeo  invita il Governo del Mozambico e la RENAMO  a  tener
   fede  agli  impegni assunti all'atto della firma  dell'accordo  di  pace.
   Inoltre la Comunità e i suoi Stati membri ribadiscono il proprio  impegno
   a  contribuire  alla  ripresa e allo sviluppo  economico  e  sociale  del
   Mozambico.

   Liberia

   Il  Consiglio europeo deplora le insensate uccisioni di civili che  hanno
   avuto luogo di recente in Liberia. Tali uccisioni sottolineano  l'urgente
   necessità  di  una soluzione politica della crisi. La Comunità e  i  suoi
   Stati  membri  riaffermano  la  propria  convinzione  che  l'accordo   di
   Yamoussoukro  IV  sia il miglior quadro possibile per  tale  composizione
   pacifica del conflitto liberiano, e rivolgono un appello a tutte le parti
   affinché  appoggino gli sforzi che i rappresentanti speciali  dell'ONU  e
   dell'OUA stanno compiendo per una soluzione pacifica della guerra civile.

   Malawi

   Il  Consiglio europeo si compiace del modo pacifico ed efficiente in  cui
   si  è  svolto  il  referendum  del  14  giugno  nel  Malawi,  nonché  del
   sostanziale  miglioramento  delle  condizioni per le  ultime  fasi  della
   campagna elettorale. La Comunità e i suoi Stati membri sono persuasi  che
   i  risultati rispecchino le convinzioni del popolo del Malawi. In  queste

   nuove  circostanze  essi  invitano  i  leader  politici  del  Malawi   ad
   adoperarsi,  insieme,  per  la salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo,  la
   promozione  della  democrazia e la soluzione dei problemi di  governo  in
   sospeso,  aprendo  cosi' la via al ripristino di una  piena  cooperazione
   economica.

   Zaire

   ll  Consiglio  europeo  ribadisce  il suo appoggio  per  il  processo  di
   riconciliazione  nazionale  ed  esprime  la  sua  preoccupazione  per  il
   deterioramento della situazione nello Zaire, caratterizzato da un arresto
   del  processo di democratizzazione e da ripetute violazioni  dei  diritti
   dell'uomo,  in particolare con l'arresto e la detenzione di  persone  per
   delitti d'opinione.

   Il  Consiglio europeo denuncia altresì ogni incitamento all'odio  etnico,
   che  si  riflette  in alcune regioni del paese in  violenza  politica  ed
   eccessi,  causando  massicci  spostamenti di  popolazioni.  Il  Consiglio
   europeo ribadisce il suo appoggio al Presidente dell'Alto Consiglio della
   Repubblica e lo invita a proseguire i suoi sforzi.

   Nigeria

   Il Consiglio europeo ha preso nota con grande preoccupazione dei  recenti
   sviluppi   in  Nigeria,  che  potrebbero  rimettere  in  discussione   la
   transizione  ad  un  potere  civile dopo il  buon  esito  delle  elezioni
   presidenziali  del  12  giugno. Il Consiglio europeo  si  augura  che  il
   passaggio  al  potere  civile possa continuare, in  modo  che  una  piena
   democrazia possa essere introdotta senza indugio nella più grande nazione
   africana.

   Medio Oriente

   Il  Consiglio europeo si rallegra per la ripresa dei colloqui  bilaterali
   intesi ad una composizione equa, duratura e globale del conflitto  arabo-
   israeliano   e  della  questione  palestinese.  Esorta  tutte  le   parti
   interessate  a  basarsi sui risultati già conseguiti e a  perseverare  in
   negoziati  di  sostanziale portata in uno spirito di buona volontà  e  di
   compromesso.

   Il Consiglio europeo invita ancora una volta tutte le parti ad  astenersi
   da  azioni che potrebbero minare il processo di pace. Resta convinto  che
   le  misure volte a stimolare la fiducia, suggerite dalla Comunità  e  dai
   suoi Stati membri, e i considerevoli progressi sul terreno, ivi  compresa
   la situazione dei diritti dell'uomo, siano utili per portare il  processo
   di pace a una conclusione positiva.

   In conformità delle loro ben note posizioni di principio, la Comunità e i
   suoi  Stati membri continueranno a svolgere un ruolo attivo,  costruttivo
   ed  equilibrato  nel processo di pace in Medio Oriente,  sia  per  quanto
   riguarda   gli   aspetti  bilaterali  che   multilaterali.   Lodano   gli
   innumerevoli  sforzi  dei  copatrocinatori intesi  a  far  progredire  il
   processo di pace e sono pronti a partecipare a strumenti internazionali a
   sostegno di una composizione pacifica.

   America centrale

   Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti
   nell'America   centrale   ai  fini  della  pace,   del   dialogo,   della
   riconciliazione e del consolidamento della democrazia e dell'integrazione
   regionale.

   In  questo  contesto  il  Consiglio europeo  si  compiace  dei  progressi
   compiuti  nell'attuazione  degli accordi di pace del  Salvador  e  invita
   tutti i firmatari ad adempiere a tutti i loro restanti impegni,  comprese
   le  raccomandazioni della commissione ad hoc e della  commissione  Truth,
   per  il  completamento  del processo di pace  e  il  conseguimento  della
   riconciliazione nazionale.

   Il  Consiglio europeo esprime soddisfazione per il risultato  pacifico  e
   costituzionale della recente crisi in Guatemala ed auspica che la  nomina
   di un nuovo Presidente costituzionale contribuisca al rafforzamento delle
   istituzioni democratiche, al pieno rispetto dei diritti dell'uomo e delle
   libertà fondamentali e alla ripresa dei negoziati di pace.

   Il  Consiglio europeo si compiace altresì per la firma, a  San  Salvador,
   dell'accordo  di  cooperazione  tra  la  Comunità  europea  ed  i   paesi
   dell'Istmo  dell'America  centrale, che contribuirà ad  intensificare  ed
   ulteriormente accrescere la loro mutua cooperazione.

   Cambogia

   Il  Consiglio  europeo si rallegra per lo svolgimento delle  elezioni  in
   Cambogia,  grazie all'appoggio delle Nazioni Unite, che hanno  dimostrato
   l'aspirazione del popolo cambogiano alla pace e alla democrazia.

   Prende  atto della decisione dell'Assemblea costituente che  conferma  il
   Principe Norodom Sihanouk alla testa dello Stato della Cambogia.  Esprime
   l'auspicio  che  il  processo di pace possa  concludersi  nelle  migliori
   condizioni  con  l'adozione  entro  tre mesi di  una  costituzione  e  la
   prossima   formazione   di  un  governo  che  permetta  di   avviare   la
   riconciliazione nazionale.

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