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D/12/11

Bruxelles, 14/12/2012

CONSIGLIO EUROPEO- CONCLUSIONI
Bruxelles, 13-14/12/2012

Si allegano per le delegazioni le conclusioni del Consiglio europeo (13/14 dicembre 2012).

    Il Consiglio europeo ha approvato una tabella di marcia per il completamento dell'Unione economica e monetaria, basato su una maggiore integrazione e una solidarietà rafforzata. Tale processo sarà avviato con il completamento, il rafforzamento e l'attuazione della nuova governance economica rafforzata, nonché con l'adozione del meccanismo di vigilanza unico e delle nuove norme sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sulle garanzie dei depositi. A completamento sarà istituito un meccanismo di risoluzione unico. Il Consiglio europeo di giugno 2013 esaminerà ulteriormente una serie di altri importanti aspetti concernenti il coordinamento delle riforme nazionali, la dimensione sociale dell'UEM, la fattibilità e le modalità di contratti reciprocamente concordati per la competitività e la crescita e meccanismi di solidarietà e misure volte a promuovere l'approfondimento del mercato unico e a proteggerne l'integrità. In tutto il processo verranno assicurate la legittimità e la responsabilità democratiche.

    Il Consiglio europeo ha avviato i lavori sul semestre europeo 2013 in base all'analisi annuale della crescita della Commissione. Ha deciso di avviare i lavori sull'ulteriore sviluppo della politica di sicurezza e di difesa comune dell'UE e ritornerà sulla questione nel dicembre del 2013.

I. POLITICA ECONOMICA

Tabella di marcia per il completamento dell'UEM

  1. Alla luce delle sfide fondamentali che si trova ad affrontare, l'Unione economica e monetaria dev'essere rafforzata per assicurare il benessere economico e sociale, nonché la stabilità e una prosperità duratura. Le politiche economiche devono essere completamente finalizzate a promuovere una crescita economica forte, sostenibile e inclusiva, garantire la disciplina di bilancio, rafforzare la competitività e potenziare l'occupazione, in particolare quella giovanile, affinché l'Europa resti un'economia sociale di mercato altamente competitiva e preservi il modello sociale europeo.

  1. Il consolidamento dell'Unione economica e monetaria (UEM) presuppone non solo che ne sia completata l'architettura ma anche che siano perseguite politiche di bilancio differenziate, favorevoli alla crescita e solide. Nel pieno rispetto del patto di stabilità e crescita, le possibilità offerte dal quadro di bilancio esistente dell'UE per equilibrare la necessità di investimenti pubblici produttivi con gli obiettivi della disciplina di bilancio potranno essere sfruttate nel braccio preventivo del patto stesso.

  2. A seguito della relazione intermedia presentata nell'ottobre del 2012, il presidente del Consiglio europeo, in stretta collaborazione con i presidenti della Commissione, della Banca centrale europea e dell'Eurogruppo, ha elaborato una tabella di marcia specifica e circoscritta nel tempo per la realizzazione di un'autentica Unione economica e monetaria. Il Consiglio europeo prende atto del Piano (Blueprint) pubblicato dalla Commissione che contiene un'analisi esauriente delle questioni pertinenti coniugata alla valutazione degli aspetti giuridici. Prende atto altresì dei contributi apportati dal Parlamento europeo. Il Consiglio europeo indica le prossime fasi del processo di completamento dell'UEM, basato su una maggiore integrazione e una solidarietà rafforzata per gli Stati membri della zona euro.

  1. Il processo di completamento dell'UEM si baserà sul quadro istituzionale e giuridico dell'UE. Sarà aperto e trasparente nei confronti degli Stati membri che non usano la moneta unica. In tutto il processo sarà rispettata pienamente l'integrità del mercato unico, ivi compreso nelle varie proposte legislative che saranno presentate. È altresì importante garantire parità di condizioni tra gli Stati membri che partecipano e quelli che non partecipano al meccanismo di vigilanza unico.

  1. È immediatamente prioritario completare ed attuare il quadro per una governance economica più forte, comprendente tra l'altro il six-pack, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e il two-pack. A seguito dei decisivi progressi compiuti sugli elementi fondamentali del two-pack, il Consiglio europeo invita i colegislatori ad adottarlo celermente.

    1. È parimenti urgente compiere progressi verso un quadro finanziario maggiormente integrato, che contribuirà a ripristinare la normale erogazione di prestiti all'economia, migliorerà la competitività e contribuirà a introdurre i necessari aggiustamenti alle nostre economie.

    2. Il meccanismo di vigilanza unico segna un passo qualitativamente importante verso un quadro finanziario più integrato. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto in seno al Consiglio il 13 dicembre e invita i colegislatori a raggiungere celermente un accordo in modo da consentirne l'attuazione quanto prima possibile. Ribadisce altresì l'importanza delle nuove norme relative ai requisiti patrimoniali delle banche (CRR/CRD), che costituiscono una priorità assoluta ai fini dell'elaborazione di un corpus unico di norme, e chiede a tutte le parti di adoperarsi per un accordo al riguardo e una rapida adozione.

    1. Il Consiglio europeo esorta i colegislatori ad approvare, prima di giugno 2013, le proposte di direttive sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi; da parte sua il Consiglio dovrebbe raggiungere un accordo entro la fine di marzo 2013. Una volta adottate queste direttive dovranno essere recepite dagli Stati membri in via prioritaria.

    1. Il Consiglio europeo auspica che la Commissione dia rapido seguito alle proposte del gruppo di esperti ad alto livello sulla struttura del settore bancario dell'UE.

    1. È imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e Stati. A seguito della dichiarazione del vertice della zona euro di giugno 2012 e delle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre 2012, occorre convenire quanto prima possibile nel primo semestre del 2013 un quadro operativo, compresa la definizione delle attività preesistenti, cosicché, una volta istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico, il meccanismo europeo di stabilità potrà avere facoltà, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Ciò sarà fatto nel pieno rispetto del mercato unico.

    2. In un contesto in cui la vigilanza bancaria è trasferita effettivamente ad un meccanismo di vigilanza unico sarà necessario un meccanismo di risoluzione unico, dotato dei poteri atti ad assicurare che qualsiasi banca in uno Stato membro partecipante possa essere assoggettata a risoluzione mediante gli strumenti opportuni. Pertanto occorre accelerare i lavori concernenti le proposte di direttive sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi, in modo che possano essere adottate in linea con il punto 8. In tali questioni è importante assicurare un giusto equilibrio tra paesi d'origine e ospitanti. La Commissione presenterà, nel corso del 2013, una proposta relativa a un meccanismo di risoluzione unico per gli Stati membri partecipanti al meccanismo di vigilanza unico, proposta che sarà esaminata in via prioritaria dai colegislatori con l'intenzione di adottarla durante l'attuale mandato parlamentare. Questo meccanismo dovrà preservare la stabilità finanziaria ed assicurare un quadro efficace per risolvere gli inadempimenti degli istituti finanziari tutelando nel contempo i contribuenti in un contesto di crisi bancaria. Il meccanismo di risoluzione unico dovrebbe basarsi sui contributi dello stesso settore finanziario e comprendere adeguate ed efficaci misure di sostegno. Queste ultime non dovrebbero avere implicazioni di bilancio nel medio termine assicurando che gli aiuti pubblici siano recuperati attraverso prelievi ex post nel settore finanziario.

    1. Affinché l'UEM assicuri la crescita economica, la competitività in un contesto globale e l'occupazione nell'UE e, in particolare nella zona euro, occorrerà ulteriormente esaminare una serie di altri aspetti importanti relativi al coordinamento delle politiche economiche e agli indirizzi per le politiche economiche della zona euro, fra cui misure volte a promuovere l'approfondimento del mercato unico e a proteggerne l'integrità. A tal fine il presidente del Consiglio europeo, in stretta cooperazione con il presidente della Commissione e al termine di un processo di consultazione con gli Stati membri, presenterà al Consiglio europeo di giugno 2013 possibili misure e una tabella di marcia circoscritta nel tempo sui seguenti aspetti:

    1. coordinamento delle riforme nazionali: gli Stati membri partecipanti saranno invitati ad assicurare, in linea con l'articolo 11 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, che tutte le grandi riforme di politica economica da essi pianificate siano discusse ex ante e, ove opportuno, coordinate tra loro. Tale coordinamento coinvolgerà le istituzioni dell'UE come richiesto a tal fine dalla normativa dell'UE stessa. La Commissione ha annunciato che intende elaborare una proposta relativa a un quadro per il coordinamento ex ante delle grandi riforme di politica economica nell'ambito del semestre europeo;

    2. dimensione sociale dell'UEM, dialogo sociale compreso;

    1. fattibilità e modalità di contratti reciprocamente concordati per la competitività e la crescita; intese individuali di carattere contrattuale con le istituzioni dell'UE potrebbero potenziare titolarità ed efficacia. Tali intese dovrebbero essere differenziate in funzione della situazione specifica dei singoli Stati membri. Ciò coinvolgerebbe tutti gli Stati membri della zona euro, ma anche gli Stati membri non appartenenti alla zona euro potranno scegliere di concludere intese analoghe;

    2. meccanismi di solidarietà che possano intensificare gli sforzi compiuti dagli Stati membri che concludono tali intese contrattuali per la competitività e la crescita.

    1. Occorre migliorare ulteriormente la governance all'interno della zona euro muovendo dal trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e tenendo conto della dichiarazione del vertice della zona euro del 26 ottobre 2011. I capi di Stato o di governo della zona euro saranno invitati ad adottare, in occasione della riunione di marzo 2013, un regolamento interno per le loro riunioni, nel pieno rispetto dell'articolo 12, paragrafo 3, del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance.

    2. In tutto il processo l'obiettivo generale resta quello di assicurare la legittimità e la responsabilità democratiche al livello in cui sono prese e attuate le decisioni. Qualsiasi nuova misura verso il rafforzamento della governance economica dovrà essere accompagnata da ulteriori misure verso un livello più elevato di legittimità e responsabilità. A livello nazionale i passi verso un'ulteriore integrazione dei quadri di bilancio e di politica economica richiederebbero che gli Stati membri assicurino l'opportuno coinvolgimento dei propri parlamenti. L'ulteriore integrazione nella definizione delle politiche e la maggiore condivisione delle competenze devono essere accompagnate da un coinvolgimento commisurato del Parlamento europeo. Nuovi meccanismi che potenzino il livello di cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, in base all'articolo 13 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e al protocollo (n. 1) dei trattati, possono contribuire a questo processo. Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali definiranno di comune accordo l'organizzazione e la promozione di una conferenza dei loro rappresentanti per discutere questioni riguardanti l'UEM.

    Analisi annuale della crescita

    1. Il Consiglio europeo si compiace che la Commissione abbia presentato tempestivamente l'analisi annuale della crescita, da cui prende avvio il semestre europeo 2013. Conviene che gli sforzi a livello nazionale ed europeo devono continuare ad incentrarsi, nel 2013, sulle cinque priorità concordate nello scorso marzo, segnatamente:

    • portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita,

    • ripristinare la normale erogazione di prestiti all'economia,

    • promuovere la crescita e la competitività,

    • lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e

    • modernizzare la pubblica amministrazione.

    1. Il Consiglio esaminerà più approfonditamente il pacchetto "analisi annuale della crescita" in funzione della tabella di marcia presentata dalla presidenza entrante e sulla scorta delle raccomandazioni formulate nella relazione della presidenza sugli insegnamenti tratti dal semestre europeo 2012, nella prospettiva di presentare le proprie osservazioni al Consiglio europeo di marzo 2013. Il Consiglio europeo darà quindi il suo accordo agli orientamenti necessari per i programmi di stabilità e di convergenza e i programmi nazionali di riforma degli Stati membri, nonché per l'attuazione delle iniziative faro dell'UE. Si invita la Commissione a includere nella prossima analisi annuale della crescita una valutazione dell'efficienza dei mercati del lavoro e dei prodotti al fine di promuovere crescita e occupazione.

    2. Il completamento del mercato unico può contribuire grandemente alla crescita e all'occupazione e costituisce un elemento chiave della risposta dell'UE alla crisi finanziaria, economica e sociale. Il Consiglio europeo ha fatto il punto della situazione in ordine alle proposte prioritarie dell'Atto per il mercato unico I e ha accolto con favore l'accordo sul brevetto unitario raggiunto tra gli Stati membri partecipanti, nonché l'accordo sulla risoluzione alternativa delle controversie e sulla risoluzione delle controversie online dei consumatori. Chiede ai colegislatori di concludere con urgenza i fascicoli rimanenti dell'Atto per il mercato unico I. In particolare occorre accelerare i lavori concernenti le qualifiche professionali, gli appalti pubblici, il distacco dei lavoratori, la firma elettronica e l'identificazione elettronica. Quanto all'Atto per il mercato unico II, il Consiglio europeo chiede alla Commissione di presentare tutte le proposte principali entro la primavera del 2013. Invita il Consiglio e il Parlamento europeo a dare la massima priorità a queste proposte affinché siano adottate al più tardi entro la fine dell'attuale mandato parlamentare. È importante altresì intervenire con urgenza in linea con le comunicazioni della Commissione sull'attuazione della direttiva sui servizi e sulla governance per il mercato unico. Il Consiglio europeo seguirà da vicino i progressi compiuti in ordine a tutte le proposte per il mercato unico.

    1. Il Consiglio europeo chiede che si esamini rapidamente la comunicazione della Commissione "Legiferare con intelligenza" e attende con interesse la pubblicazione del primo quadro di valutazione delle PMI. Il Consiglio europeo accoglie con favore le proposte della Commissione volte a ridurre gli oneri normativi ed eliminare le normative non più utili nel quadro del suo approccio globale a "Legiferare con intelligenza". Attende con interesse progressi concreti e una relazione in merito nella riunione del marzo 2013.

    2. Nel rammentare la dichiarazione dei capi di Stato o di governo di gennaio 2012 e le conclusioni delle riunioni di marzo, giugno e ottobre, il Consiglio europeo accoglie con favore i progressi compiuti nel corso dell'anno verso un approccio globale dell'UE all'occupazione giovanile. Chiede al Consiglio di considerare senza indugio le proposte del pacchetto sull'occupazione giovanile, in particolare nella prospettiva di adottare la raccomandazione relativa alla Garanzia per i giovani all'inizio del 2013 tenendo conto nel contempo delle situazioni ed esigenze nazionali. Invita la Commissione a finalizzare rapidamente il quadro di qualità per i tirocini, a istituire l'Alleanza per gli apprendistati nonché a proporre il nuovo regolamento EURES. Il Consiglio, gli Stati membri e la Commissione dovranno garantire un rapido seguito alla comunicazione della Commissione "Ripensare l'istruzione".

    II. ALTRI PUNTI

    Politica di sicurezza e di difesa comune

    1. Il Consiglio europeo rammenta le conclusioni di dicembre 2008 e rileva che, in un mondo in evoluzione come quello di oggi, l'Unione europea è chiamata ad assumersi responsabilità crescenti nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali al fine di garantire la sicurezza dei propri cittadini e la promozione dei propri interessi.

    2. Al riguardo il Consiglio europeo mantiene l'impegno di rafforzare l'efficacia della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), quale contributo tangibile dell'UE alla gestione delle crisi a livello internazionale. L'UE svolge un ruolo importante nel suo vicinato e a livello globale. Il Consiglio europeo ricorda che le missioni e le operazioni PSDC sono un elemento essenziale dell'approccio globale dell'UE alle regioni in crisi, ad esempio i Balcani occidentali, il Corno d'Africa, il Medio Oriente, il Sahel, l'Afghanistan e il Caucaso meridionale e resta fermo nell'impegno di aumentarne l'efficacia e l'efficienza operative. Ricorda altresì che le missioni e le operazioni PSDC dovranno essere condotte in stretta cooperazione con gli altri soggetti internazionali competenti, quali le Nazioni Unite, la NATO, l'OSCE e l'Unione Africana, come pure i paesi partner, in funzione delle singole situazioni specifiche. Al riguardo è particolarmente importante rafforzare la cooperazione con i partner interessati nel vicinato europeo.

    1. Per conseguire risultati relativamente alle responsabilità in materia di sicurezza, il Consiglio europeo sottolinea che gli Stati membri dell'UE devono essere pronti a fornire capacità improntate al futuro, sia in ambito civile che nel settore della difesa. Fa presente che le attuali restrizioni finanziarie mettono in evidenza la necessità urgente di rafforzare la cooperazione europea per sviluppare le capacità militari e colmare le carenze critiche, tra cui quelle individuate nelle operazioni recenti. Sottolinea altresì i possibili benefici di tale cooperazione per l'occupazione, la crescita, l'innovazione e la competitività industriale nell'Unione europea.

    1. Il Consiglio europeo invita l'alto rappresentante, segnatamente attraverso il servizio europeo per l'azione esterna e l'Agenzia europea per la difesa, nonché la Commissione, ad elaborare - ognuno nella sfera di propria competenza e cooperando strettamente secondo necessità - ulteriori proposte e azioni di rafforzamento della PSDC e di miglioramento della disponibilità delle capacità civili e militari richieste, e a riferire su tali iniziative entro settembre 2013 in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013. Gli Stati membri saranno strettamente coinvolti in questo processo.

    2. A tal fine il Consiglio europeo mette in rilievo, tra gli altri, i seguenti aspetti:

    Aumentare l'efficacia, la visibilità e l'impatto della PSDC

    1. sviluppando ulteriormente l'approccio generale alla prevenzione dei conflitti, alla gestione delle crisi e alla stabilizzazione, anche sviluppando la capacità di far fronte alle sfide che si profilano in termini di sicurezza;

    2. rafforzando la capacità dell'UE di spiegare con rapidità ed efficacia le capacità e il personale civili e militari necessari nell'intera gamma di interventi di gestione delle crisi.

    Potenziare lo sviluppo delle capacità di difesa

    1. individuando le ridondanze e le carenze di capacità esistenti e stabilendo un ordine di priorità delle esigenze future per le capacità civili e militari europee;

    2. facilitando una cooperazione più sistematica e più a lungo termine nel settore della difesa europea, anche attraverso la "messa in comune e condivisione" delle capacità militari e, a tale riguardo, considerando sistematicamente la cooperazione dall'inizio nella pianificazione della difesa nazionale degli Stati membri;

    3. facilitando le sinergie tra iniziative bilaterali, sub-regionali, europee e multilaterali, comprese la "messa in comune e condivisione" dell'UE e la "smart defence" della NATO.

    Rafforzare l'industria europea della difesa

    1. sviluppando una base industriale e tecnologica di difesa europea più integrata, sostenibile, innovativa e competitiva;

    2. sviluppando maggiori sinergie tra le attività di ricerca e sviluppo civili e militari; promuovendo un mercato della difesa funzionante, in particolare attraverso un'attuazione efficace delle direttive sugli appalti pubblici e sui trasferimenti intra-UE, che sia aperto alle PMI e benefici dei contributi di queste ultime.

    1. Il Consiglio europeo passerà in rassegna, nel dicembre 2013, i progressi realizzati verso questi traguardi, valuterà la situazione e, sulla scorta delle raccomandazioni del suo presidente, fornirà orientamenti - anche stabilendo priorità e termini - al fine di assicurare l'efficacia degli sforzi dell'UE volti a far fronte alle responsabilità in materia di sicurezza dell'Europa.

    Strategie regionali

    1. Rammentando le conclusioni di giugno 2011, e fatta salva la valutazione del concetto di strategie macroregionali di cui alle conclusioni del Consiglio del 13 aprile 2011, il Consiglio europeo attende con interesse la presentazione, a cura della Commissione, di una nuova strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica entro il 2014. Chiede altresì la pronta attuazione della strategia riveduta dell'UE per la regione del Mar Baltico. Al fine di rafforzare la cooperazione con i paesi vicini, il Consiglio europeo esorta il Consiglio ad adottare ulteriori iniziative per avvalersi pienamente della dimensione settentrionale e dei relativi partenariati.

    Allargamento e processo di stabilizzazione e di associazione

    1. Il Consiglio europeo accoglie con favore e approva le conclusioni sull'allargamento e il processo di stabilizzazione e di associazione adottate dal Consiglio dell'11 dicembre.

    Siria

    1. Il Consiglio europeo esprime sgomento per il crescente deteriorarsi della situazione in Siria. Sottoscrive le conclusioni adottate dal Consiglio il 10 dicembre. Il Consiglio europeo si compiace altresì dei risultati della quarta riunione ministeriale del gruppo degli amici del popolo siriano, tenutasi a Marrakech il 12 dicembre 2012. Il Consiglio europeo incarica il Consiglio "Affari esteri" di lavorare su tutte le opzioni per sostenere ed aiutare l'opposizione e consentire un maggiore sostegno alla protezione della popolazione civile. Il Consiglio europeo ribadisce l'opinione che in Siria è necessaria una transizione politica verso un futuro senza il Presidente Assad e il suo regime illegittimo. Sosteniamo un futuro democratico e inclusivo che veda il pieno sostegno dei diritti umani e dei diritti delle minoranze. Il Consiglio europeo continuerà a seguire la situazione in Siria in via prioritaria.


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