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CONSIGLIO EUROPEO 23/24 GIUGNO 2011 CONCLUSIONI

European Council - DOC/11/4   24/06/2011

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D/11/4

COMMISSION EUROPÉENNE

SECRETARIAT GENERAL

Bruxelles, le 24 juin 2011

TEXTE IT

CONSEIL EUROPEEN – BRUXELLES

23 & 24 juin 2011

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Si allegano per le delegazioni le conclusioni del Consiglio europeo (23 e 24 giugno 2011).

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Il Consiglio europeo si è compiaciuto del prossimo completamento dell'attuazione del pacchetto globale di misure approvato nel marzo scorso al fine di riportare l'Europa sul percorso di una crescita sostenibile e tesa a creare occupazione, nonché al fine di rafforzare la governance economica. Ha accolto con particolare favore l'accordo raggiunto sul futuro MES e sul FESF modificato, nonché i sostanziali progressi compiuti in merito alle proposte legislative sulla governance economica. Ha concluso il primo semestre europeo valutando collettivamente i programmi degli Stati membri in base alla valutazione della Commissione e approvando le raccomandazioni specifiche per paese che dovranno essere prese in considerazione nelle prossime decisioni nazionali sul bilancio e sulle riforme strutturali. In questo contesto ha rilevato che gli Stati membri partecipanti al Patto euro plus si sono impegnati a rafforzare l'ambizione e la precisione dei rispettivi impegni nel prossimo esercizio. Il Consiglio europeo ha valutato la situazione degli Stati membri interessati da un programma di aggiustamento. Per quanto riguarda la Grecia, i capi di Stato o di governo della zona euro hanno convenuto la via da seguire e hanno invitato i loro ministri delle finanze a portare a termine i lavori per poter prendere le decisioni necessarie entro l'inizio di luglio.

Dopo un dibattito approfondito il Consiglio europeo ha definito orientamenti per l'elaborazione della politica di migrazione dell'UE, in ordine a gestione dello spazio Schengen, controllo delle frontiere esterne, sviluppo di partenariati con i paesi del vicinato meridionale e completamento del sistema europeo comune di asilo entro il 2012.

Il Consiglio europeo ha convenuto che i negoziati di adesione con la Croazia debbano concludersi entro giugno 2011, confermando così il forte impegno in termini di prospettiva di allargamento dei Balcani occidentali.

Il Consiglio europeo ha discusso degli sviluppi nei paesi del vicinato meridionale e ha adottato al riguardo una dichiarazione separata.

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    I. POLITICA ECONOMICA

1. Questo Consiglio europeo segna la conclusione del primo semestre europeo ed è l'occasione per una valutazione collettiva dell'UE delle misure nazionali previste dagli Stati membri. Sulla base di questa prima esperienza, il Consiglio europeo ritiene che il semestre europeo possa diventare un metodo di governance efficace per sostenere in modo integrato, trasparente e tempestivo la definizione delle politiche nazionali e dell'UE. La presentazione contemporanea dei programmi di stabilità e di convergenza e dei programmi nazionali di riforma permette all'UE di valutare allo stesso tempo le strategie nazionali di bilancio e di crescita, e di prendere in considerazione eventuali rischi, squilibri o compromessi.

2. In base alla valutazione della Commissione, il Consiglio europeo ha discusso le politiche e le misure presentate dagli Stati membri. Queste costituiscono un valido punto di partenza per sostenere la ripresa dell'Europa, affrontare le sfide di bilancio e promuovere riforme più ambiziose a livello nazionale. Il Consiglio europeo constata che tutti gli Stati membri sono fortemente determinati a compiere tutto quanto necessario per attuare pienamente il patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri hanno compiuto notevoli progressi nel definire l'azione per conseguire gli obiettivi principali della strategia Europa 2020 in ordine a occupazione e crescita sostenibile. La realizzazione di alcuni è sulla buona strada, per altri obiettivi (concernenti occupazione, efficienza energetica, R&S, povertà e istruzione terziaria) occorrono invece sforzi supplementari. In via prioritaria occorre inoltre assicurare un ambiente macroeconomico sano, ripristinare la sostenibilità dei conti pubblici, correggere gli squilibri macroeconomici e rafforzare il settore finanziario.

3. Il Consiglio europeo avalla le raccomandazioni specifiche per paese approvate dal Consiglio e invita tutti gli Stati membri a integrarle nelle decisioni nazionali sul bilancio e le riforme strutturali e ad ovviare alle carenze rilevate da tale esercizio.

4. Gli sforzi nazionali devono essere sostenuti da azioni a livello dell'Unione europea, in particolare al fine di liberare tutto il potenziale europeo in termini di crescita economica e di creazione di posti di lavoro. In questo contesto occorre accelerare i lavori per concretizzare le iniziative faro della strategia Europa 2020 e all'Atto per il mercato unico, concentrandosi sulle priorità individuate dal Consiglio il 30 maggio 2011. In particolare è necessario ridurre ulteriormente l'onere normativo che grava sulle piccole e medie imprese e, se del caso, esentare le microimprese da alcune normative future o quantomeno assoggettarle a un regime agevolato. In tale contesto, il Consiglio europeo si compiace dell'impegno della Commissione di valutare l'impatto delle future normative sulle microimprese e di esaminare attentamente l'acquis al fine di individuare gli obblighi attualmente in vigore da cui le microimprese potrebbero essere esonerate. Ha convenuto di ritornare su questi temi nella riunione del dicembre 2011. La Commissione è inoltre invitata a stilare una tabella di marcia per il completamento del mercato unico digitale entro il 2015, nonché a riferire nell'ottobre 2011 in merito a tali settori capaci di favorire la crescita, al fine di realizzare progressi in tempo per il Consiglio europeo della primavera 2012.

5. La maggior parte degli Stati membri partecipanti al Patto euro plus ha presentato impegni che comportano in totale oltre 100 misure distinte.1 Tali impegni costituiscono un primo passo avanti incoraggiante verso il raggiungimento degli obiettivi del Patto e devono essere ora attuati a livello nazionale. I capi di Stato o di governo ritorneranno su alcuni elementi del Patto nel dicembre 2011, prima dell'avvio del prossimo semestre europeo.

6. Nella definizione dei prossimi impegni gli Stati membri partecipanti dovranno prevedere:

    - una portata più vasta: gli impegni dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla realizzazione prioritaria delle riforme atte a favorire la crescita in modo da promuovere la competitività, ad esempio nelle imprese erogatrici di servizi di rete e nel settore dei servizi, e più attenzione dovrebbe essere dedicata al rafforzamento della stabilità finanziaria;

    - un approccio più concreto: gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per rendere i futuri impegni quanto più specifici e misurabili possibile, precisando come e quando gli impegni saranno soddisfatti per poter misurare i progressi nel tempo e agevolare l'analisi comparativa con gli altri Stati membri nonché con i partner strategici dell'Europa;

    - un maggiore grado di ambizione: gli Stati membri dovrebbero annunciare dove sono stati avviati i progetti di riforme a lungo termine in risposta al Patto e tenere conto delle migliori pratiche;

    - un coordinamento pragmatico delle politiche fiscali: la Commissione e i ministri delle finanze degli Stati membri partecipanti sono invitati a riferire, entro dicembre 2011, sui progressi compiuti nelle discussioni strutturate riguardanti le politiche fiscali, per garantire in particolare lo scambio di migliori pratiche, la prevenzione di pratiche dannose e le proposte volte a contrastare la frode e l'evasione fiscale. In linea con il Patto, la Commissione ha presentato una proposta relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

7. Il Consiglio europeo di marzo 2012 valuterà, in base all'analisi annuale della crescita effettuata dalla Commissione, i progressi degli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese formulate dal Consiglio e dei rispettivi impegni in forza del Patto.

8. La conclusione del ciclo di Doha per lo sviluppo rilancerebbe in modo sostanziale la crescita economica e promuoverebbe la competitività. Il Consiglio europeo ribadisce l'impegno dell'UE a portare avanti il processo di liberalizzazione e creazione di regole per gli scambi al fine di rafforzare il sistema multilaterale; ribadisce altresì la propria disponibilità a esplorare tutte le opzioni negoziali per portare a conclusione il ciclo di Doha, anche per quanto riguarda le priorità dei paesi meno sviluppati conformemente al mandato di Doha.

9. Il pacchetto globale approvato dal Consiglio europeo nel marzo scorso è stato quasi interamente attuato. È stato raggiunto l'accordo in ordine al trattato sul meccanismo europeo di stabilità e alla modifica del FESF. Occorre che gli Stati membri prendano tutte le misure necessarie per la ratifica del trattato MES entro la fine del 2012 e per la rapida entrata in vigore del FESF modificato. Sono stati realizzati sostanziali progressi nelle attività legislative sul pacchetto per il rafforzamento della governance economica, la cui adozione in prima lettura è ormai raggiungibile. Sono in corso prove di stress nel settore bancario. È di importanza cruciale che esse siano del tutto credibili e trasparenti, che siano effettuate nel pieno rispetto della metodologia e degli orientamenti dell'Autorità bancaria europea e che tutti i partecipanti assicurino risultati della massima qualità. Occorre adottare tempestivamente tutte le misure necessarie, nel pieno rispetto degli standard internazionali, per ovviare alle eventuali vulnerabilità del settore bancario messe in luce dalle prove.

10. Il Consiglio europeo si compiace dei progressi compiuti dall'Irlanda nell'attuazione del suo programma di riforma, che è ben avviato. Si compiace inoltre del forte impegno del neoeletto governo portoghese ad attuare pienamente il suo programma di riforme. Sulla scorta di un consenso pluripartito riguardo alla necessità di una riforma, la rigida attuazione di tali programmi garantirà la sostenibilità del debito e sosterrà il ritorno dell'Irlanda e del Portogallo sui mercati finanziari.

11. I capi di Stato o di governo della zona euro ribadiscono il loro impegno a compiere ogni passo necessario per garantire la stabilità finanziaria dell'intera zona euro.

12. La ripresa nella zona euro è a buon punto e ha imboccato un percorso sostenibile di solida crescita. L'euro si basa su fondamentali saldi e siamo profondamente soddisfatti dei risultati conseguiti dall'introduzione dell'euro in termini di stabilità dei prezzi.

13. Per quanto riguarda la Grecia, il Consiglio europeo riconosce i notevoli progressi compiuti nell'ultimo anno, in particolare in materia di risanamento del bilancio. Accoglie con favore il forte impegno costante del governo greco ad attuare il programma di aggiustamento.

14. Il Consiglio europeo invita le autorità nazionali a continuare ad attuare con decisione i necessari sforzi di aggiustamento per immettere il paese su un percorso sostenibile. È urgente che nei prossimi giorni sia messo a punto un pacchetto globale di riforme concordato con la Commissione, in collegamento con la BCE e l'FMI, e che il Parlamento greco adotti leggi fondamentali in materia di strategia di bilancio e privatizzazione. A seguito della richiesta del governo greco annunciata dal Primo ministro greco, ciò costituirà la base per fissare i parametri principali di un nuovo programma sostenuto congiuntamente dai suoi partner della zona euro e dall'FMI in linea con le attuali pratiche e, nel contempo, per consentire l'erogazione in tempo utile per rispondere al fabbisogno di finanziamento della Grecia in luglio.

15. I capi di Stato o di governo della zona euro concordano che i finanziamenti supplementari necessari proverranno da fonti sia ufficiali sia private. Approvano l'impostazione decisa dall'Eurogruppo il 20 giugno in ordine all'intenzione di coinvolgere, a titolo volontario, il settore privato sotto forma di roll over informali e volontari del debito greco esistente in scadenza, per una riduzione sostanziale del finanziamento annuale necessario nell'ambito del programma, evitando nel contempo un'insolvenza selettiva.

16. I capi di Stato o di governo invitano i ministri delle finanze a portare a termine i lavori su tutti gli elementi in sospeso per poter prendere le decisioni necessarie entro l'inizio di luglio.

17. Il Consiglio europeo invita tutti i partiti politici della Grecia a sostenere i principali obiettivi del programma e le misure politiche chiave per garantirne una rigorosa e celere attuazione. Considerata la durata, l'ampiezza e la natura delle riforme necessarie in Grecia, l'unità nazionale è un requisito essenziale per il successo.

18. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di rafforzare le sinergie tra il programma di prestiti e i fondi dell'UE. Sostiene tutti gli sforzi tesi ad aumentare la capacità della Grecia di assorbire i fondi dell'UE per stimolare la crescita e l'occupazione. Tale risultato può essere conseguito riorientandoli verso il miglioramento della competitività e la creazione di posti di lavoro. Inoltre, il Consiglio europeo accoglie con favore e sostiene l'elaborazione da parte della Commissione, insieme agli Stati membri, di un programma globale di assistenza tecnica alla Grecia.

19. I capi di Stato o di governo sono consapevoli degli sforzi che le misure di aggiustamento comportano per i cittadini greci e sono convinti che questi sacrifici siano indispensabili per la ripresa economica e che contribuiranno alla stabilità e al benessere futuri del paese.

II. MIGRAZIONE

20. Come stabilito dal trattato, la libera circolazione delle persone è uno dei maggiori e più tangibili successi dell'integrazione europea nonché una libertà fondamentale. L'orientamento politico e la cooperazione nello spazio Schengen devono essere potenziati ulteriormente, rafforzando la fiducia reciproca tra gli Stati membri che hanno pari responsabilità nel garantire che tutte le regole Schengen siano applicate efficacemente in conformità delle norme comuni concordate e dei principi e delle norme fondamentali. Le frontiere esterne dell'Europa devono essere gestite in modo efficace e coerente, in base a responsabilità comune, solidarietà e maggiore cooperazione pratica.

21. In linea con le conclusioni del Consiglio del 9 e 10 giugno 2011, l'applicazione delle regole comuni, in particolare mediante il sistema di valutazione di Schengen, deve essere migliorata e approfondita ulteriormente per essere in grado di dare risposte efficaci alle sfide future. A tal fine, è necessario un sistema di monitoraggio e di valutazione efficace e affidabile. Il futuro sistema di valutazione di Schengen provvederà al rafforzamento, all'adeguamento e all'estensione dei criteri in base all'acquis dell'UE. La valutazione dovrebbe essere effettuata a livello di UE e coinvolgere esperti degli Stati membri, della Commissione e delle agenzie competenti. La Commissione è invitata a riferire periodicamente sui risultati delle valutazioni e, ove necessario, a proporre misure per colmare le lacune individuate.

22. Dovrebbe essere introdotto un meccanismo per far fronte a situazioni eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale della cooperazione Schengen, senza compromettere il principio della libera circolazione delle persone. Il meccanismo dovrebbe comprendere una serie di misure da applicare in maniera progressiva, diversificata e coordinata per poter assistere uno Stato membro confrontato a una forte pressione alle frontiere esterne. Tali misure potrebbero includere visite d'ispezione e sostegno tecnico e finanziario nonché assistenza, coordinamento e intervento di Frontex.

In ultima analisi, nel quadro di tale meccanismo, si potrebbe introdurre una clausola di salvaguardia per autorizzare la reintroduzione eccezionale dei controlli alle frontiere interne in una situazione realmente critica, in cui uno Stato membro non sia più in grado di adempiere i propri obblighi nell'ambito delle regole Schengen. Tale misura sarebbe adottata sulla base di criteri obiettivi specificati e di una valutazione comune, avrebbe portata e durata rigorosamente limitate e terrebbe conto della necessità di essere in grado di reagire in casi di urgenza. Essa non comprometterà i diritti delle persone cui è riconosciuta la libertà di movimento a norma dei trattati.

Si invita la Commissione a presentare una proposta relativa a siffatto meccanismo a settembre.

23. Il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne rientrano nella responsabilità degli Stati membri che, nell'esercitare tale funzione, agiscono anche nell'interesse comune di tutti gli Stati membri. Affinché le frontiere esterne dell'Europa siano gestite efficacemente e siano applicate ovunque le stesse norme, occorre che tutti i pertinenti strumenti siano utilizzati in modo ottimale e siano adattati, ove necessario. Il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere sarà ulteriormente sviluppato in via prioritaria per diventare operativo entro il 2013 e permettere alle autorità degli Stati membri preposte alla sorveglianza delle frontiere di condividere le informazioni operative e migliorare la cooperazione.

24. Questi sforzi saranno inoltre intensificati grazie all'accelerazione dei lavori in materia di "frontiere intelligenti", al fine di garantire che per rispondere alle sfide dei controlli di frontiera ci si avvalga delle nuove tecnologie. In particolare, dovrebbe essere introdotto un sistema ingressi/uscite e un programma per viaggiatori registrati. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sull'agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell'informazione su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

25. Occorre monitorare costantemente il funzionamento di Frontex e delle altre agenzie per garantire che continuino ad aiutare efficacemente gli Stati membri nella gestione delle frontiere esterne, nella lotta contro l'immigrazione illegale e nella gestione dei profughi. Frontex coopererà con i paesi terzi interessati. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sulla revisione del regolamento Frontex, che aumenterà l'efficacia delle capacità operative di tale agenzia. In linea con il programma di Stoccolma sarà ulteriormente sviluppato il quadro di cooperazione tra le guardie di frontiera nazionali, in particolare promuovendo la formazione comune e la condivisione di capacità e standard. La Commissione è invitata a presentare ulteriori idee al riguardo, in stretta cooperazione con Frontex, entro la fine dell'anno.

26. Rilevando la difficile situazione cui fanno fronte alcuni Stati membri, il Consiglio europeo ribadisce la necessità di una reale e concreta solidarietà nei confronti degli Stati membri maggiormente interessati dai flussi migratori. L'UE e gli Stati membri continueranno a fornire il sostegno operativo e finanziario necessario a seconda della situazione, sulla base delle misure concordate dal Consiglio l'11 aprile 2011. Saranno forniti i fondi e le risorse tecniche e umane necessari per proseguire e, se del caso, intensificare le attività a sostegno degli Stati membri interessati. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'estensione del progetto pilota su base volontaria per i beneficiari di protezione internazionale a Malta. Attende con interesse la comunicazione della Commissione sulla solidarietà all'interno dell'UE nel corso dell'anno.

27. Per gestire la mobilità in condizioni di sicurezza è necessaria una politica coerente e strategica. L'obiettivo deve essere quello di affrontare le cause della migrazione a livello strutturale. A tal fine, saranno sviluppati partenariati con i paesi del vicinato meridionale e orientale nel quadro della politica europea di vicinato.

28. In una prima fase, come proposto nella recente comunicazione della Commissione, sarà istituito con i paesi in questione un ampio dialogo strutturato in materia di migrazione, mobilità e sicurezza, da cui possano trarre vantaggi tangibili sia i paesi stessi sia l'Unione europea. Il dialogo dovrebbe essere avviato d'urgenza con i paesi partner che desiderano e sono in grado di confrontarsi in modo costruttivo sui suddetti temi. I partenariati per la mobilità saranno differenziati in funzione dei meriti individuali dei paesi partner, concordati con ciascuno di essi singolarmente, subordinati agli sforzi e ai passi avanti compiuti in tutti i settori (migrazione, riammissione, mobilità e sicurezza) e contempleranno un efficace meccanismo di verifica. Occorre studiare come aumentare la parte di finanziamenti destinata a questi settori, nell'ambito delle dotazioni esistenti.

29. Si invita la Commissione a presentare la sua valutazione dell'approccio globale in materia di migrazione, che ponga le basi per un quadro programmatico più coerente, sistematico e strategico per le nostre relazioni con tutti i paesi terzi interessati e comprenda proposte concrete per lo sviluppo dei partenariati chiave dell'Unione, dando priorità all'intero vicinato dell'Unione.

30. I recenti sviluppi hanno messo a dura prova la politica europea di asilo. Sono necessarie procedure sicure ed efficaci in materia di asilo per coloro che hanno bisogno di protezione. Ciò richiede a sua volta che sia pienamente applicato l'acquis dell'UE in questo settore. È essenziale che il sistema europeo comune di asilo (CEAS) sia ultimato entro il 2012, sulla base di standard elevati di protezione combinati a procedure eque ed efficaci in grado di prevenire gli abusi e consentire un rapido esame delle domande di asilo al fine di garantire la sostenibilità del sistema. La recente presentazione da parte della Commissione di proposte di modifica della direttiva sulle procedure d'asilo e della direttiva sulle condizioni di accoglienza dovrebbe fornire una nuova base per l'avvio di negoziati su due importanti elementi del CEAS. Le modifiche non dovrebbero avere come risultato quello di incoraggiare la presentazione di domande infondate o di aumentare i costi complessivi per gli Stati membri. Per conseguire gli obiettivi chiave summenzionati, i negoziati dovrebbero essere portati avanti con impegno sulla base di un approccio globale equilibrato che tenga conto di tutte le proposte esistenti.

III. CROAZIA

31. Il Consiglio europeo loda la Croazia per gli sforzi intensi grazie ai quali i negoziati di adesione sono giunti alla fase conclusiva. L'esame dei rimanenti capitoli di negoziato in corso a livello di Consiglio si svolge nel pieno rispetto di una rigorosa condizionalità e in linea con il quadro di negoziazione. Alla luce dei progressi compiuti e della positiva valutazione della Commissione, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio ad adottare tutte le misure necessarie per concludere i negoziati di adesione con la Croazia entro il giugno 2011 sulla base dei progetti di posizioni comuni presentati di recente dalla Commissione, in vista della firma del trattato di adesione entro la fine dell'anno. La Croazia dovrebbe proseguire gli sforzi di riforma con lo stesso vigore in particolare riguardo al potere giudiziario e ai diritti fondamentali, così da poter assumere pienamente dalla data dell'adesione gli obblighi di membro. Il monitoraggio di tali sforzi di riforma, fino all'adesione, rassicurerà la Croazia e gli attuali Stati membri nella misura necessaria. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può adottare tutte le misure appropriate.

32. Questi sviluppi imprimono un nuovo impulso alla prospettiva europea dei Balcani occidentali, purché tali paesi continuino sulla via delle riforme. Il Consiglio europeo ritornerà su questo tema nella riunione del dicembre 2011. In tale contesto, si compiace dell'arresto di Ratko Mladic e del suo deferimento al Tribunale dell'Aia, un evento positivo per la giustizia internazionale e per la prospettiva di adesione all'UE della Serbia.

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ALTRI PUNTI

Il Consiglio europeo:

ha nominato Mario Draghi presidente della Banca centrale europea per il periodo dal 1º novembre 2011 al 31 ottobre 2019;

ha adottato una dichiarazione sul vicinato meridionale (allegato); ha approvato il nuovo approccio in materia di relazioni con i paesi limitrofi dell'Unione europea, illustrato nelle conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2011 e ha sottolineato l'importanza del vertice sul partenariato orientale in programma il 29 e 30 settembre 2011 a Varsavia;

ha approvato la strategia dell'UE per la regione del Danubio e ha chiesto a tutti i soggetti interessati di attuarla senza indugio, come indicato nelle conclusioni del Consiglio del 13 aprile 2011; gli Stati membri sono invitati a proseguire i lavori, in cooperazione con la Commissione, sulle eventuali future strategie macroregionali, in particolare per la regione adriatica e ionica;

rilevandone la grande importanza, ha approvato la relazione della presidenza sull'inclusione dei Rom e ha chiesto la rapida attuazione delle conclusioni del Consiglio del 19 maggio 2011 sul quadro UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, in particolare per quanto riguarda la preparazione, l'aggiornamento o l'elaborazione, entro la fine del 2011, di strategie nazionali degli Stati membri d'inclusione dei Rom o insiemi integrati di misure di intervento nell'ambito delle loro politiche più generali di inclusione sociale, per il miglioramento della situazione dei Rom;

ha accolto con favore la relazione annuale sugli obiettivi in materia di aiuti allo sviluppo dell'UE, rilevando che sebbene l'UE resti di gran lunga il principale donatore a livello mondiale nel 2010, l'obiettivo collettivo intermedio per il 2010 non è stato raggiunto; ha ribadito il suo l'impegno a conseguire gli obiettivi in materia di aiuto allo sviluppo entro il 2015 come stabilito nelle conclusioni del giugno 2005.

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ALLEGATO

DICHIARAZIONE SUL VICINATO MERIDIONALE

1. Il Consiglio europeo conferma i principi e gli obiettivi definiti nella dichiarazione e nelle conclusioni sul vicinato meridionale, adottate rispettivamente l'11 marzo e il 25 marzo 2011. Accoglie con favore la comunicazione congiunta dell'alto rappresentante e della Commissione europea intitolata "Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento", resa il 25 maggio 2011. Approva pienamente le conclusioni del Consiglio sulla politica europea di vicinato, adottate il 20 giugno 2011, e invita a compiere rapidi progressi nell'attuazione di misure concrete in linea con i principi e gli obiettivi concordati dal Consiglio.

2. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'appoggio del G8 alle trasformazioni democratiche del vicinato meridionale dell'Europa. Sottolinea ancora una volta l'importanza dell'Unione per il Mediterraneo e l'importanza di lanciare rapidamente progetti concreti e significativi nel quadro dell'Unione stessa.

3. Il Consiglio europeo si compiace dei provvedimenti attualmente in fase di adozione verso una trasformazione democratica nella regione, specialmente in Egitto e in Tunisia. Plaude all'annuncio degli elementi principali della nuova costituzione del Marocco, si compiace del rinnovato impegno a favore delle riforme politiche - compresa una revisione della costituzione - in Giordania e prende atto con soddisfazione della revoca dello stato di emergenza e della prevista riforma costituzionale in Algeria. Sottolinea quanto siano necessari l'inclusività e il dialogo nel processo di riforma e seguirà attentamente l'attuazione delle riforme stesse.

4. Il Consiglio europeo conferma il suo pieno appoggio alle risoluzioni 1970 e 1973 sulla Libia del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e agli sforzi che gli Stati membri dell'UE stanno compiendo per attuarle. Approva pienamente le conclusioni del Consiglio sulla Libia adottate il 20 giugno 2011 ed esorta nuovamente Gheddafi ad abbandonare immediatamente il potere. La trasformazione democratica della Libia resta un interesse primario dell'Unione europea. Il Consiglio europeo sottolinea il ruolo fondamentale svolto dal Consiglio nazionale transitorio (CNT) in tale processo come rappresentante delle aspirazioni del popolo libico.

5. Il Consiglio europeo condanna con assoluta fermezza la repressione in corso e gli atti di violenza inaccettabili e barbarici che il regime siriano continua a compiere contro i propri cittadini. Prende atto con seria preoccupazione delle segnalazioni di attività militari siriane nei pressi della frontiera turca a Khirbet al-Jouz e ribadisce i precedenti inviti a dare prova della massima moderazione. Scegliendo la strada della repressione anziché rispettare le promesse di ampie riforme, il regime sta mettendo in questione la propria legittimità. I responsabili di reati e di atti di violenza contro la popolazione civile saranno chiamati a rispondere del loro operato. Nell'approvare le conclusioni sulla Siria, adottate dal Consiglio il 20 giugno 2011, il Consiglio europeo accoglie con favore l'adozione di nuove sanzioni. Offre altresì appoggio incondizionato agli sforzi diplomatici intesi a far sì che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite possa assumere le proprie responsabilità e dare adeguata risposta alla situazione in Siria.

6. Il Consiglio europeo resta preoccupato per la situazione nello Yemen e sollecita tutte le parti a interrompere le violenze, rispettare i diritti dell'uomo e osservare un cessate il fuoco permanente, e accoglie con favore l'impegno del vicepresidente in tal senso. Ribadisce l'urgenza di una transizione politica ordinata ed inclusiva in linea con l'iniziativa del Consiglio di cooperazione del Golfo. Il Consiglio europeo è preoccupato del contesto in cui hanno luogo i processi e le condanne di membri dell'opposizione in Bahrain. Incoraggia il Bahrain a garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

7. Il Consiglio europeo prende atto che la situazione a Gaza rimane preoccupante. L'assistenza umanitaria fornita alla popolazione di Gaza dovrebbe essere conforme al quadro e alle decisioni pertinenti delle Nazioni Unite e dovrebbe essere tale da non mettere in pericolo vite umane.

8. I mutamenti radicali in tutto il mondo arabo evidenziano la necessità di compiere progressi nel processo di pace in Medio Oriente, superando l'attuale situazione di stallo nel rispetto degli accordi ed obblighi precedenti. Il Consiglio europeo invita tutte le parti ad avviare urgentemente i negoziati. Soltanto la ripresa di negoziati diretti potrebbe offrire un'opportunità realistica di migliorare la situazione sul campo e di giungere così a una soluzione durevole e globale. Nel sottolineare il ruolo centrale del Quartetto, il Consiglio europeo elogia gli sforzi compiuti al riguardo dagli Stati membri dell'UE e dall'alto rappresentante e accoglie con favore le recenti proposte del presidente Obama, in linea con le precedenti posizioni dell'UE. Appoggia pienamente l'appello dell'alto rappresentante al Quartetto affinché crei con urgenza una prospettiva credibile per il rilancio del processo di pace. Il Consiglio europeo invita tutte le parti ad astenersi da azioni unilaterali che sono in contrasto con una soluzione globale. Sostiene altresì l'iniziativa di convocare una conferenza a Parigi per fornire sostegno economico alla costruzione dello Stato palestinese nel quadro di un processo di pace rilanciato. Il Consiglio europeo esprime seria preoccupazione per la sorte di Gilad Shalit, che Hamas tiene prigioniero contravvenendo al diritto internazionale umanitario universale. Nel quinto anniversario della sua cattura, il Consiglio europeo chiede l'immediato rilascio di Gilad Shalit.

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1 :

Cfr. EUCO 24/11.


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