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COMMISSION EUROPÉENNE

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CONSEIL EUROPEEN – BRUXELLES
17 juin 2010
CONCLUSIONS DE LA PRÉSIDENCE

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L'UE ha affrontato la crisi finanziaria mondiale guidata da una determinazione comune e ha fatto il necessario per salvaguardare la stabilità dell'Unione economica e monetaria. In particolare, in maggio è stato raggiunto un accordo su un pacchetto di sostegno alla Grecia e un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria e un fondo di stabilità finanziaria, messo a punto in giugno. Abbiamo gettato le fondamenta per una governance economica molto più forte. Restiamo determinati ad adottare tutte le misure necessarie per riportare le nostre economie sui binari della crescita sostenibile e creatrice di posti di lavoro.

A tal fine, nella riunione odierna:

  • adottiamo "Europa 2020", la nostra nuova strategia per l'occupazione e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Si tratta di un quadro coerente volto a permettere all'Unione di mobilitare tutti i suoi strumenti e le sue politiche e agli Stati membri di intraprendere una più incisiva azione coordinata. Essa promuoverà la realizzazione di riforme strutturali. L'accento va ora posto sull'attuazione e noi guideremo e seguiremo questo processo. Nei prossimi mesi valuteremo più approfonditamente in che modo sia possibile mobilitare specifiche politiche per sbloccare il potenziale di crescita dell'UE, a partire dalle politiche di innovazione ed energetiche;

  • ribadiamo la nostra comune determinazione ad assicurare la sostenibilità dei bilanci, anche accelerando i piani di risanamento dei conti pubblici, ove giustificato;

  • confermiamo l'impegno di assicurare la stabilità finanziaria ovviando alle lacune nella regolamentazione e nella vigilanza dei mercati finanziari, sia a livello dell'UE sia in sede di G20. Conveniamo di compiere rapidi passi avanti riguardo alle principali misure legislative affinché i nuovi organi di vigilanza possano essere operativi all'inizio del prossimo anno e di definire una posizione ambiziosa che l'UE difenderà in occasione del vertice di Toronto;

  • siamo pienamente d'accordo sulla urgente necessità di rafforzare il coordinamento delle nostre politiche economiche. Conveniamo sui primi orientamenti riguardanti il patto di stabilità e crescita e la sorveglianza di bilancio nonché la più ampia sorveglianza macroeconomica. Attendiamo con interesse la relazione finale che la task force presenterà in ottobre.

I. NUOVA STRATEGIA EUROPEA PER L'OCCUPAZIONE E LA CRESCITA

Messa a punto e attuazione della strategia Europa 2020

1. Il Consiglio europeo ha messo a punto, in data odierna, la nuova strategia dell'Unione europea per l'occupazione e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La strategia aiuterà l'Europa a riprendersi dalla crisi e a uscirne rafforzata, a livello sia interno sia internazionale, incentivando la competitività, la produttività, il potenziale di crescita, la coesione sociale e la convergenza economica. La nuova strategia risponde alla sfida di riorientare le politiche per passare da misure di gestione della crisi all'introduzione di riforme a medio-lungo termine volte a promuovere la crescita e l'occupazione e ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, tra l'altro attraverso la riforma dei sistemi pensionistici.

2. Gli Stati membri sono determinati ad assicurare la sostenibilità dei bilanci e a conseguire gli obiettivi di bilancio senza indugio e continueranno ad adottare ritmi diversi nel risanamento dei conti pubblici tenendo conto dei rischi di bilancio e di altro genere. Vari Stati membri hanno di recente rafforzato il risanamento dei conti pubblici, conferendogli carattere prioritario. Tutti gli Stati membri sono pronti, se necessario, a prendere misure aggiuntive per accelerare il risanamento di bilancio. La priorità dovrebbe essere data a strategie di risanamento dei conti pubblici favorevoli alla crescita e imperniate soprattutto sul contenimento della spesa. Il miglioramento del potenziale di crescita dovrebbe essere considerato fondamentale per agevolare il risanamento dei conti pubblici a lungo termine.

3. Il Consiglio europeo conferma i cinque obiettivi principali dell'UE (cfr. allegato I) che costituiranno obiettivi comuni che guideranno l'azione degli Stati membri e dell'Unione volta a promuovere l'occupazione, migliorare le condizioni per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo, raggiungere i nostri obiettivi in materia di cambiamenti climatici ed energia, migliorare i livelli d'istruzione e promuovere l'inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà. Approva la quantificazione degli indicatori in materia di istruzione e inclusione sociale/povertà concordati dal Consiglio. Dà il suo avallo politico agli orientamenti integrati per le politiche economiche e occupazionali, che saranno adottati formalmente in seguito al parere del Parlamento europeo su queste ultime. Gli orientamenti continueranno ad essere la base per eventuali raccomandazioni specifiche per paese che il Consiglio volesse rivolgere agli Stati membri. Dette raccomandazioni saranno pienamente in linea con le pertinenti disposizioni del trattato e norme dell'UE e non altereranno le competenze degli Stati membri, ad esempio in settori quali l'istruzione.

4. Gli Stati membri devono ora agire per attuare tali priorità strategiche al loro livello. Dovrebbero, in stretto dialogo con la Commissione, mettere a punto rapidamente i rispettivi obiettivi nazionali, ferme restando le posizioni di partenza relative e le circostanze nazionali e conformemente alle procedure decisionali nazionali. Dovrebbero inoltre individuare le principali strozzature che ostacolano la crescita e indicare, nei rispettivi programmi nazionali di riforma, in che modo intendono ovviarvi. I progressi verso il conseguimento degli obiettivi principali saranno regolarmente riesaminati.

5. Tutte le politiche comuni, incluse la politica agricola comune e la politica di coesione, dovranno sostenere la strategia. Un settore agricolo sostenibile, produttivo e competitivo apporterà un importante contributo alla nuova strategia, tenendo conto del potenziale in termini di crescita e di occupazione delle zone rurali e assicurando nel contempo una concorrenza equa. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale e di sviluppare le infrastrutture al fine di contribuire al successo della nuova strategia. Ci si dovrebbe avvalere pienamente della dimensione esterna della strategia, segnatamente tramite la strategia commerciale che la Commissione presenterà entro la fine dell'anno. Gli sforzi dovrebbero mirare ad affrontare le principali strozzature che ostacolano la crescita a livello di UE, comprese quelle connesse al funzionamento del mercato interno e alle infrastrutture, e la necessità di una politica energetica comune e di una nuova ambiziosa politica industriale.

6. In particolare, è necessario che il mercato unico europeo entri in una nuova fase attraverso una serie esaustiva di iniziative. Il Consiglio europeo accoglie con favore la relazione presentata da Mario Monti su una nuova strategia per il mercato unico e l'intenzione della Commissione di portarla avanti presentando proposte concrete. Il Consiglio europeo tornerà sulla questione nel dicembre 2010.

7. In seguito alla presentazione da parte della Commissione della prima iniziativa faro relativa a "Un'agenda europea del digitale", il Consiglio europeo approva l'istituzione di un programma d'azione ambizioso basato su proposte concrete e invita tutte le istituzioni ad adoperarsi per la sua piena attuazione, inclusa la creazione di un mercato unico del digitale pienamente funzionante entro il 2015. La Commissione è invitata a riferire sui progressi realizzati entro la fine del 2011.

8. Il Consiglio europeo attende con interesse la presentazione delle altre iniziative faro prima della fine dell'anno.

Rafforzare la governance economica

9. La crisi ha fatto emergere chiare lacune nella nostra governance economica, in particolare per quanto riguarda la sorveglianza di bilancio e la più ampia sorveglianza macroeconomica. Rafforzare il coordinamento delle politiche economiche costituisce pertanto una priorità fondamentale e urgente.

10. Il Consiglio europeo accoglie con favore la relazione sullo stato dei lavori del presidente della task force sulla governance economica e conviene su una prima serie di orientamenti.

11. Deve essere data piena attuazione alle regole vigenti in materia di disciplina di bilancio. Per quanto riguarda il loro rafforzamento, il Consiglio europeo conviene sui seguenti orientamenti:

  • rafforzare il braccio sia preventivo che correttivo del patto di stabilità e crescita, con sanzioni collegate al percorso di risanamento verso l'obiettivo a medio termine che saranno riesaminati al fine di disporre di un sistema coerente e progressivo che assicuri condizioni di parità negli Stati membri. Si terrà debitamente conto della situazione particolare degli Stati membri appartenenti alla zona euro e saranno pienamente rispettati gli obblighi rispettivi degli Stati membri ai sensi dei trattati;

  • attribuire, nella sorveglianza di bilancio, importanza di gran lunga maggiore ai livelli e all'andamento dell'indebitamento e alla sostenibilità globale, come previsto inizialmente dal patto di stabilità e crescita;

  • a partire dal 2011, nel contesto del "semestre europeo", presentare in primavera alla Commissione programmi di stabilità e di convergenza per i prossimi anni, tenendo conto delle procedure di bilancio nazionali;

  • assicurare che tutti gli Stati membri dispongano di regole di bilancio nazionali e quadri di bilancio a medio termine in linea con il patto di stabilità e crescita; i loro effetti dovrebbero essere valutati dalla Commissione e dal Consiglio;

  • assicurare la qualità dei dati statistici, essenziale per una sana politica di bilancio e la sorveglianza di bilancio; gli istituti di statistica dovrebbero essere pienamente indipendenti nella fornitura dei dati.

12. Per quanto riguarda la sorveglianza macroeconomica conviene sui seguenti orientamenti:

  • sviluppare un quadro di controllo per valutare meglio gli squilibri e gli sviluppi in materia di competitività e per consentire un'individuazione tempestiva di tendenze insostenibili o pericolose;

  • sviluppare un quadro efficace di sorveglianza, che rispecchi la particolare situazione degli Stati membri della zona euro.

13. Il Consiglio europeo invita la task force e la Commissione a sviluppare ulteriormente e a rendere operativi tali orientamenti con rapidità. Attende con interesse la relazione finale della task force, che copra l'intera portata del suo mandato, per la riunione dell'ottobre 2010.

Regolamentazione dei servizi finanziari

14. Occorre completare con urgenza le riforme necessarie per ripristinare la solidità e la stabilità del sistema finanziario europeo e garantire la resilienza e la trasparenza del settore bancario. È essenziale compiere progressi nei prossimi mesi. Il Consiglio europeo conviene che i risultati degli stress test svolti attualmente dalle autorità di vigilanza bancaria saranno resi noti al più tardi nella seconda metà di luglio. La comunicazione della Commissione del 2 giugno 2010 "Regolamentare i servizi finanziari per garantire una crescita sostenibile" contiene un elenco esaustivo di iniziative da intraprendere e completare prima della fine del 2011. L'UE deve dar prova della sua determinazione a rendere il sistema finanziario più sicuro, solido, trasparente e responsabile.

15. In particolare il Consiglio europeo:

  • chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare celermente le proposte legislative sulla vigilanza finanziaria affinché il comitato europeo per il rischio sistemico e le tre autorità europee di vigilanza possano essere operativi all'inizio del 2011;

  • chiede di giungere ad un accordo sulla proposta legislativa relativa a gestori di fondi di investimento alternativi prima dell'estate e di esaminare in tempi brevi la proposta della Commissione relativa al miglioramento della vigilanza dell'UE sulle agenzie di rating del credito;

  • attende con interesse le proposte annunciate dalla Commissione sui mercati dei derivati e in particolare misure appropriate in materia di vendite allo scoperto (comprese le vendite allo scoperto nude) e di credit default swaps.

16. Il Consiglio europeo conviene sulla necessità che gli Stati membri introducano sistemi di prelievi e tasse a carico degli istituti finanziari per assicurare un'equa ripartizione degli oneri e stabilire incentivi volti a contenere il rischio sistemico1. Tali prelievi o tasse dovrebbero essere parte di un quadro di risoluzione credibile. Occorre proseguire con urgenza i lavori sulle loro caratteristiche principali e valutare con attenzione le questioni relative a condizioni di parità e agli impatti cumulativi delle varie misure regolamentari. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a portare avanti i lavori e a riferire in proposito nell'ottobre 2010.

II. VERTICE G20 DI TORONTO

17. La risposta dell'Unione alla crisi deve continuare ad essere coordinata a livello globale per assicurare la coerenza delle misure sul piano internazionale. Le iniziative attualmente adottate dall'Unione per rilanciare la competitività, risanare i conti pubblici e riformare il settore finanziario le consentiranno di prendere posizione con forza a favore di azioni analoghe a livello internazionale al prossimo vertice G20. L'UE dovrebbe guidare gli sforzi volti a stabilire un approccio globale all'introduzione di un sistema di prelievi e tasse a carico degli istituti finanziari nella prospettiva di mantenere una parità di condizioni su scala mondiale e difenderà con vigore questa posizione di fronte ai suoi partner del G20. In tale contesto si dovrebbe esplorare e sviluppare ulteriormente l'opportunità di introdurre un prelievo sulle operazioni finanziarie a livello mondiale.

18. In previsione del vertice di Toronto il Consiglio europeo conferma gli orientamenti convenuti dal Consiglio e rispecchiati nel mandato elaborato per la riunione ministeriale di Busan. Dati i notevoli rischi che un'uscita tardiva da incentivi di bilancio straordinari comporterebbe per la sostenibilità dei conti pubblici, il G20 dovrebbe convenire una strategia di uscita coordinata e differenziata per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche. Tutte le maggiori economie devono fare la loro parte per realizzare l'obiettivo convenuto di una crescita forte, sostenibile e equilibrata. Il G20 deve ribadire il suo impegno a procedere ad una riforma del sistema finanziario e progredire rapidamente in modo coerente e coordinato sull'intera gamma di azioni convenute a Pittsburgh, per rafforzare la resilienza e la trasparenza del sistema finanziario dell'UE, anche mediante capitali supplementari di migliore qualità e nuove riserve di liquidità. Nell'ambito dell'FMI le quote dovrebbero essere riviste nel quadro di un più ampio pacchetto di questioni relative alla governance del Fondo, che contempli tutti gli elementi concordati a Pittsburgh e a Istanbul, ed essere messe a punto come insieme unico ed esaustivo entro novembre 2010.

III. OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO

19. L'imminente riunione plenaria ad alto livello delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) rappresenta un'opportunità unica per rafforzare gli impegni collettivi e i partenariati con i paesi in via di sviluppo per eliminare la povertà, la fame e le ineguaglianze a livello mondiale. Le conclusioni adottate dal Consiglio il 14 giugno conferiscono all'Unione europea una posizione forte per la riunione.

20. L'Unione europea mantiene la sua determinazione ad appoggiare il conseguimento degli OSM a livello mondiale entro il 2015. Ciò è possibile a condizione che tutti i partner diano prova di un fermo impegno politico, attuino i cambiamenti strategici necessari e adottino misure concrete. L'Unione europea chiede alla riunione plenaria ad alto livello di concordare azioni concrete intese a rafforzare la titolarità dei paesi in via di sviluppo, concentrare gli sforzi, migliorare l'impatto delle politiche, mobilitare finanziamenti maggiori e prevedibili a favore dello sviluppo, incluse fonti di finanziamento innovative, e utilizzare più efficacemente le risorse per lo sviluppo. Il Consiglio europeo riafferma l'impegno a conseguire gli obiettivi in materia di aiuto allo sviluppo entro il 2015 come stabilito nelle sue conclusioni di giugno 2005. Il Consiglio europeo conviene di ritornare su questo punto annualmente sulla scorta di una relazione del Consiglio.

IV. CAMBIAMENTI CLIMATICI

21. Il Consiglio europeo prende atto della comunicazione della Commissione che analizza le ipotesi di intervento per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra superiore al 20% e valuta il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. In linea con le conclusioni del Consiglio dell'11 giugno la Commissione effettuerà altre analisi, ivi compreso sulle conseguenze per ogni Stato membro, ed il Consiglio esaminerà ulteriormente le questioni sollevate nella comunicazione. Come indicato nella relazione del Consiglio ECOFIN, l'UE ed i suoi Stati membri hanno fatto passi avanti nell'attuazione dei loro impegni circa un finanziamento rapido per il 2010 e riferiranno in modo coordinato alla conferenza di Cancun in merito ai progressi compiuti. Il Consiglio europeo ritornerà sulla questione dei cambiamenti climatici in autunno, prima della conferenza di Cancun.

V. ALTRE QUESTIONI

22. Il Consiglio europeo esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal gruppo di riflessione. La relazione del gruppo intitolata "Progetto Europa 2030 - Sfide e opportunità" fornirà un contributo utile per i futuri lavori dell'Unione europea.

23. Il Consiglio europeo accoglie con favore i progressi compiuti nell'attuazione del patto europeo sull’immigrazione e l'asilo e sottoscrive le conclusioni del Consiglio del 3 e 4 giugno.

24. Il Consiglio europeo si compiace del parere della Commissione sulla domanda di adesione all'UE presentata dall'Islanda e della raccomandazione di avviare i negoziati di adesione. Avendo considerato la domanda sulla scorta di tale parere e delle sue conclusioni del dicembre 2006 sul consenso rinnovato in materia di allargamento, rileva che l'Islanda soddisfa i criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e decide di avviare i negoziati di adesione.

25. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ad adottare un quadro generale di negoziazione e rammenta che i negoziati saranno finalizzati all'adozione integrale da parte dell'Islanda dell'acquis dell'UE e a garantire la piena attuazione e applicazione dello stesso, tenendo conto degli obblighi esistenti quali quelli indicati dall'autorità di vigilanza EFTA nell'ambito dell'accordo SEE, nonché di altri punti di debolezza evidenziati nel parere della Commissione, compreso il settore dei servizi finanziari. Il Consiglio europeo si compiace dell'impegno dell'Islanda di affrontare tali questioni e si dichiara fiducioso del fatto che l'Islanda proseguirà attivamente gli sforzi per risolvere tutte le questioni in sospeso. Il Consiglio europeo conferma che i negoziati si baseranno sui meriti propri dell'Islanda e che il loro andamento dipenderà dai progressi compiuti da tale paese nel soddisfare i requisiti contenuti nel quadro di negoziazione, che tratterà tra l'altro i requisiti summenzionati.

26. Il Consiglio europeo si congratula con l'Estonia per la convergenza raggiunta, basata su politiche economiche e finanziarie sane, e si compiace del fatto che questo paese abbia soddisfatto tutti i criteri di convergenza stabiliti nel trattato. Accoglie con favore la proposta della Commissione che l'Estonia adotti l'euro il 1° gennaio 2011.

27. Il Consiglio europeo adotta una dichiarazione sull'Iran (allegato II)

28. Nel confermare le precedenti conclusioni del dicembre 2008 e giugno 2009 ed in seguito alla decisione del dicembre 2009 di esaminare disposizioni transitorie riguardo all'aggiunta di 18 seggi nel Parlamento europeo fino al termine della legislatura 2009-2014, il Consiglio europeo adotta una decisione (doc. EUCO 11/10) volta ad applicare la procedura necessaria per l'adozione di tali disposizioni.

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ALLEGATO I

NUOVA STRATEGIA EUROPEA PER L'OCCUPAZIONE E LA CRESCITA

OBIETTIVI PRINCIPALI DELL'UE

- Mirare a portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, anche mediante una maggiore partecipazione dei giovani, dei lavoratori più anziani e di quelli poco qualificati e una migliore integrazione degli immigrati legali.

- Migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare allo scopo di portare al 3% del PIL i livelli d'investimento pubblico e privato combinati in tale settore; la Commissione elaborerà un indicatore che rifletta l'intensità di R&S e d'innovazione.

- Ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990; portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabili nel consumo finale di energia e puntare a un miglioramento del 20% dell'efficienza energetica; l'UE si è impegnata a prendere la decisione di passare entro il 2020 a una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 come offerta condizionale, nel quadro di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012, a condizione che altri paesi sviluppati si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e i paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente in funzione delle loro responsabilità e capacità rispettive.

- Migliorare i livelli d'istruzione, in particolare mirando a ridurre i tassi di dispersione scolastica al di sotto del 10% e aumentando la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente almeno al 40%.1

- Promuovere l'inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà, mirando a liberare almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione2.

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ALLEGATO II

DICHIARAZIONE SULL'IRAN

1. Il Consiglio europeo sottolinea le sue crescenti preoccupazioni riguardo al programma nucleare dell'Iran e si compiace dell'adozione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della risoluzione 1929 che introduce nuove misure restrittive contro l'Iran.

2. Il Consiglio europeo si rallegra dei recenti sforzi del Brasile e della Turchia volti ad assicurare progressi in relazione all'accordo relativo al reattore di ricerca di Teheran proposto dall'AIEA all'Iran nell'ottobre 2009. Un accordo soddisfacente con l'Iran sul reattore di ricerca di Teheran potrebbe servire quale misura atta a creare un clima di fiducia. Tuttavia, il Consiglio europeo sottolinea che non affronterebbe il nocciolo della questione nucleare iraniana. Il Consiglio europeo esorta l'Iran ad avviare negoziati sul suo programma nucleare.

3. Il Consiglio europeo ribadisce i diritti e le responsabilità dell'Iran in virtù del TNP. Il Consiglio europeo deplora profondamente che l'Iran non abbia colto le molteplici opportunità offertegli di dissipare le preoccupazioni della comunità internazionale circa la natura del programma nucleare iraniano. La decisione dell'Iran di produrre uranio arricchito al 20 per cento, contraria ai suoi obblighi internazionali in virtù delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei Governatori dell'AIEA, ha accresciuto ulteriormente tali preoccupazioni. A tale riguardo, il Consiglio europeo prende atto dell'ultima relazione dell'AIEA del 31 maggio.

4. Date tali premesse, nuove misure restrittive sono diventate inevitabili. Il Consiglio europeo, rammentando la sua dichiarazione dell'11 dicembre 2009 e sulla scorta dei lavori intrapresi successivamente dal Consiglio "Affari esteri", invita quest'ultimo ad adottare nella sua prossima sessione misure che attuino quelle contenute nella risoluzione 1929 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, insieme alle misure di accompagnamento, nell'obiettivo di contribuire alla risoluzione negoziale di tutte le rimanenti preoccupazioni riguardo allo sviluppo da parte dell'Iran di tecnologie sensibili a sostegno dei suoi programmi nucleare e missilistico. Tali misure dovrebbero essere incentrate sul settore commerciale, in particolare sui beni a duplice uso ed altre restrizioni alle assicurazioni sulle transazioni commerciali, sul settore finanziario, compreso il congelamento di attivi di ulteriori banche iraniane e restrizioni su attività bancarie e assicurative, sul settore dei trasporti iraniano, in particolare la Islamic Republic of Iran Shipping Line (IRISL) e le sue filiali e il settore dei trasporti aerei di merci, sui settori chiave dell'industria del gas naturale e del petrolio, con il divieto di nuovi investimenti, di assistenza tecnica e di trasferimento di tecnologie, attrezzature e servizi connessi a tali settori, in particolare in relazione alla raffinazione, liquefazione e tecnologia GNL, nonché su nuovi divieti di visto e congelamenti di beni in particolare nei confronti del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC).

5. Il Consiglio europeo ribadisce ancora una volta l'impegno dell'Unione europea ad operare a favore di una soluzione diplomatica della questione del programma nucleare iraniano. Il Consiglio europeo invita l'Iran a dar prova della sua volontà di costruire la fiducia della comunità internazionale e raccogliere l'invito a riprendere i negoziati e conferma la validità delle proposte rivolte all'Iran nel giugno 2008.

6. Occorre un negoziato serio sul programma nucleare iraniano ed altre questioni di comune interesse. Il Consiglio europeo sottolinea che l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza è pronto a riprendere i colloqui a questo proposito.

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1 :

La Repubblica ceca si riserva il diritto di non introdurre tali misure.

1 :

Il Consiglio europeo sottolinea la competenza degli Stati membri a definire e attuare obiettivi quantitativi nel settore dell'istruzione.

2 :

La popolazione è definita in base al numero di persone che sono a rischio di povertà e di esclusione in conformità di tre indicatori (rischio di povertà, deprivazione materiale, nucleo familiare privo di occupazione) lasciando gli Stati membri liberi di fissare i propri obiettivi nazionali in base agli indicatori più appropriati, tenuto conto delle priorità e circostanze nazionali.


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