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CONSIGLIO EUROPEO 10 E 11 DICEMBRE 2009 CONCLUSIONI

European Council - DOC/09/6   11/12/2009

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D/09/6

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COMMISSION DES COMMUNAUTÉS EUROPÉENNES

TEXTE IT

CONSEIL EUROPEEN – BRUXELLES
10 & 11 décembre 2009
CONCLUSIONS DE LA PRÉSIDENCE



CONSIGLIO EUROPEO

Bruxelles, 11 dicembre 2009

(OR. en)

EUCO 6/09

CO EUR 6

CONCL 4

NOTA DI TRASMISSIONE

del:

Segretariato generale del Consiglio

alle:

Delegazioni

Oggetto:

CONSIGLIO EUROPEO

10 E 11 DICEMBRE 2009

CONCLUSIONI

Si allega per le delegazioni le conclusioni del Consiglio europeo (10 e 11 dicembre 2009).

_____________

Il nuovo trattato di Lisbona consentirà all'Unione di concentrarsi appieno sulle sfide che si prospettano. Nei prossimi mesi proseguiranno i lavori volti ad assicurarne la piena attuazione, soprattutto per quanto riguarda l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna e l'adozione della normativa sulle iniziative dei cittadini. Nel rilevare che la situazione economica comincia a dare segni di stabilizzazione, il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza di elaborare strategie credibili e coordinate di uscita dalle politiche di stimolo su larga scala una volta che la ripresa sarà pienamente assicurata. Negli ultimi mesi l'UE ha compiuto buoni progressi nel rafforzare il suo quadro regolamentare, in particolare con l'accordo raggiunto dal Consiglio su una struttura radicalmente nuova per la vigilanza finanziaria in Europa. Date le importanti sfide strutturali cui l'UE è confrontata, è necessario valutare l'impatto della strategia di Lisbona ed elaborare una strategia nuova che risponda anche alle sfide nuove. Il Consiglio europeo ha adottato un nuovo programma pluriennale per il periodo 2010‑2014, il programma di Stoccolma, che permetterà di sviluppare ulteriormente uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Il Consiglio europeo ha proceduto ad uno scambio di opinioni sul contributo ottimale che l'UE può apportare a un esito positivo della Conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici . Ribadendo la posizione convenuta nell'ultima riunione di ottobre, ha dichiarato che l'UE e gli Stati membri sono pronti a contribuire con finanziamenti rapidi per un importo di almeno 2,4 miliardi di EUR l'anno per il periodo 2010-2012. Il Consiglio europeo ha adottato dichiarazioni su Iran e Afghanistan.

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La riunione del Consiglio europeo è stata preceduta da una presentazione di Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, seguita da uno scambio di opinioni.

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I. Questioni istituzionali

1. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'entrata in vigore del trattato di Lisbona in data 1º dicembre. Il trattato dota l'Unione di un quadro istituzionale stabile e duraturo e le consentirà di concentrarsi appieno sulle sfide che si prospettano.

2. Gli intensi lavori preparatori svolti durante la presidenza svedese, illustrati nella relazione della presidenza (EUCO 5/09), hanno permesso un'agevole entrata in vigore del trattato. Il 1º dicembre, Herman Van Rompuy ha assunto la carica di presidente del Consiglio europeo e Catherine Ashton quella di alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

3. Il Consiglio europeo invita l'alto rappresentante a presentare in tempi brevi, sulla base della relazione della presidenza adottata dal Consiglio europeo il 29 ottobre 2009, la proposta relativa all'organizzazione e al funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna affinché possa essere adottata, unitamente agli atti giuridici correlati, entro la fine dell'aprile 2010. Gli Stati membri continueranno a dare il loro apporto in materia.

4. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'avvio da parte della Commissione di una consultazione pubblica sull'iniziativa dei cittadini. Invita la Commissione a presentare al più presto una proposta legislativa in vista della sua adozione entro il primo semestre del 2010.

5. A seguito delle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2008 e del giugno 2009, il governo spagnolo ha sottoposto un progetto inteso a modificare i trattati in relazione alle misure transitorie riguardanti la composizione del Parlamento europeo. Il Consiglio europeo ha deciso di consultare il Parlamento europeo e la Commissione allo scopo di esaminare rapidamente il progetto.

II. Situazione economica, finanziaria e occupazionale

6. La crisi economica e finanziaria ha significato sfide ardue per l'economia mondiale ed ha avuto come risultato la tendenza depressionaria più grave mai verificatasi dagli anni trenta. Per affrontare questa situazione l'UE e gli Stati membri hanno applicato un'ampia gamma di misure straordinarie, tra cui il piano europeo di ripresa economica del dicembre 2008. Le misure di sostegno sono state essenziali per ripristinare la fiducia nei mercati finanziari e garantirne il corretto funzionamento, come pure per smorzare l'impatto della crisi su crescita e occupazione.

7. La situazione economica comincia a dare segni di stabilizzazione e la fiducia sta crescendo. Le previsioni indicano una debole ripresa nel 2010, con il ritorno a una crescita più sostenuta nel 2011. Restano tuttavia incertezze e fragilità e si prevede un ulteriore deterioramento della situazione occupazionale e sociale nel 2010. Le politiche a sostegno dell'economia dovrebbero pertanto restare valide ed essere abbandonate soltanto quando la ripresa sarà del tutto certa. Per dare fondamento alle aspettative e rafforzare la fiducia, il Consiglio europeo riconferma l'importanza di sviluppare e comunicare strategie credibili e coordinate di uscita dalle politiche di stimolo su larga scala.

Strategie di uscita

8. Il Consiglio europeo sottolinea che la strategia di uscita a livello di bilancio sarà attuata nell'ambito del patto di stabilità e crescita, che resta la pietra angolare del quadro di bilancio dell'UE. Le raccomandazioni formulate agli Stati nella procedura per i disavanzi eccessivi, in particolare quelle adottate dal Consiglio il 2 dicembre, sono uno strumento importante per ripristinare la solidità delle finanze pubbliche. In questo contesto il Consiglio europeo ribadisce le conclusioni del 20 ottobre sulla strategia di uscita a livello di bilancio e ricorda che la strategia comporterà un risanamento ben oltre il parametro di riferimento dello 0,5% del PIL annuo, combinato con riforme strutturali a fondamento di una sostenibilità di bilancio a lungo termine. Il risanamento finanziario dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011, o prima negli Stati membri in cui la congiuntura lo permette, nel presupposto che le previsioni della Commissione continuino ad indicare una ripresa in aumento e gradualmente più autonoma.

9. Occorre una base più ampia per le strategie di uscita, che tenga conto anche della necessità di allentare i regimi di sostegno finanziario. I lavori futuri devono essere guidati dai principi di revoca del sostegno al settore finanziario, quali illustrati dal Consiglio il 2 dicembre 2009. È essenziale sviluppare un approccio coordinato che tenga conto della stabilità finanziaria e della situazione dei singoli Stati membri e fornisca incentivi adeguati per gli istituti finanziari affinché cessino di dipendere dal sostegno pubblico.

10. Il Consiglio europeo sottolinea che la riduzione progressiva delle misure di sostegno pubblico dovrebbe essere adeguatamente coordinata tra gli Stati membri, così da evitare ricadute negative, che i tempi del ritiro dovrebbero prendere in considerazione un'ampia gamma di elementi, in linea con le conclusioni del Consiglio del 2 dicembre 2009, e che, in funzione della situazione dei singoli Stati membri, la riduzione progressiva del sostegno dovrebbe iniziare dalle garanzie statali.

11. Il Consiglio europeo incoraggia il Consiglio a proseguire i lavori sulle strategie di uscita e a riferirgli entro giugno 2010 sia in materia di bilancio che sul settore finanziario.

Mercati finanziari, inclusa la vigilanza

12. La crisi finanziaria ha dimostrato chiaramente le debolezze del quadro regolamentare e delle misure di vigilanza attualmente applicati agli istituti finanziari. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'azione rapida e determinata avviata dal Consiglio, che ha convenuto una struttura fondamentalmente nuova della vigilanza finanziaria in Europa. Questa nuova struttura sarà concepita per ripristinare la fiducia di consumatori e investitori nei mercati finanziari, offrire in futuro maggiore protezione da crisi dell'economia e bolle speculative nonché rafforzare la stabilità e adeguare la vigilanza alla realtà dell'integrazione del mercato.

13. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'orientamento generale raggiunto dal Consiglio su un pacchetto completo che delinea un nuovo quadro di vigilanza nell'Unione europea. Il nuovo Comitato europeo per il rischio sistemico offrirà all'Unione europea un sistema per il monitoraggio dei rischi macroprudenziali, la segnalazione di rischi e la formulazione di raccomandazioni di azioni di riparazione ove tali rischi siano importanti. Le tre nuove autorità di vigilanza del settore bancario, assicurativo e dei mercati e valori mobiliari svilupperanno standard tecnici comuni, avranno un ruolo di coordinamento forte all'interno dei collegi delle autorità di vigilanza, saranno in grado di agire efficacemente in caso di emergenze finanziarie e assicureranno l'applicazione coerente del diritto dell'UE, tra l'altro attraverso la mediazione vincolante. Il Consiglio europeo attende con interesse i negoziati con il Parlamento europeo in vista di una rapida adozione, cosicché il nuovo sistema possa diventare operativo nel corso del 2010.

14. L'adozione da parte del Consiglio di un orientamento generale in ordine alle modifiche della direttiva sui requisiti patrimoniali segna un ulteriore passo verso il rafforzamento della regolamentazione finanziaria alla luce della crisi finanziaria. Vengono potenziati i requisiti patrimoniali per talune attività bancarie ed introdotte regole chiare e vincolanti in materia di retribuzione, in linea con quelle approvate dai leader del G20. Le politiche retributive del settore finanziario devono promuovere una gestione corretta ed efficace del rischio e dovrebbero contribuire a prevenire crisi economiche future. Il Consiglio europeo confida ora che il Parlamento europeo raggiunga rapidamente un accordo definitivo. Il Consiglio europeo invita il settore finanziario a seguire immediatamente prassi rigorose in materia di compensi e al riguardo incoraggia gli Stati membri a valutare prontamente le opzioni a breve termine disponibili. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'intenzione della Commissione di controllare con attenzione l'attuazione di principi retributivi rigorosi. Il Consiglio europeo invita inoltre a compiere ulteriori progressi nel contrasto alla prociclicità nel settore bancario e chiede alla Commissione di presentare nel 2010 ulteriori proposte che tengano conto dei lavori in corso nel Comitato di Basilea.

15. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di rinnovare il contratto economico e sociale tra gli istituti finanziari e la società cui offrono i servizi e di garantire che i cittadini beneficino nella congiuntura favorevole e siano protetti dai rischi. Il Consiglio europeo incoraggia l'FMI a prendere in considerazione l'intera gamma di opzioni inclusi le tasse assicurative, i fondi di risoluzione, gli accordi sul "contingent capital" e un prelievo sulle operazioni finanziarie a livello mondiale nel suo riesame.

In linea con le conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2009, invita il Consiglio e la Commissione a individuare i principi chiave che le nuove disposizioni a livello mondiale dovranno rispettare.

16. Il Consiglio europeo sottolinea inoltre la necessità di accelerare i lavori sul progetto di direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi, che dovrebbe trattare anche la questione di politiche retributive appropriate. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare nel 2010 proposte legislative volte a migliorare la stabilità e la trasparenza dei mercati dei derivati.

Una nuova strategia UE 2020

17. L'UE è confrontata a sfide strutturali importanti: per questo dieci anni fa è stata varata la strategia di Lisbona, che si è dimostrata utile per stabilire il quadro di un rafforzamento della competitività europea e dell'incoraggiamento delle riforme strutturali. È giunto ora il momento di valutare l'impatto della strategia di Lisbona e, soprattutto, di guardare al futuro. Considerati gli effetti economici e sociali della crisi e le sfide poste dall'invecchiamento demografico, da sempre maggiori disuguaglianze e dai cambiamenti climatici, è necessario, oggi più che mai, un approccio nuovo. Per migliorare ulteriormente la competitività e aumentare le potenzialità di crescita sostenibile dell'UE occorre riorientare le politiche a riforme a lungo termine nel quadro di una nuova strategia, ambiziosa e rinnovata.

18. Sulla base dei lavori già svolti si dovrebbe approfittare del tempo che ci separa dal Consiglio europeo di primavera per definire gli elementi di tale strategia UE 2020 e per esaminare le possibilità di coniugare finanze pubbliche sostenibili con la salvaguardia degli investimenti e del benessere sociale, di realizzare mercati del lavoro inclusivi ed efficienti, di rafforzare ulteriormente il mercato interno e di sfruttare pienamente i vantaggi reciproci degli scambi esterni e dell'apertura. Fra gli altri temi importanti da esaminare si annoverano i benefici offerti da un'economia più verde, il miglioramento del clima imprenditoriale, in particolare per le PMI e la base industriale, e il potenziamento della base di conoscenza nelle nostre economie, ricerca e innovazione comprese. In questo contesto ci si dovrebbe adoperare per assicurare la coesione economica, sociale e territoriale e le pari opportunità.

19. Il Consiglio europeo invita nel contempo ad una riflessione nuova sulla metodologia da seguire: è necessaria una struttura di governance più trasparente ed efficiente, orientata al conseguimento di risultati tangibili. In questo contesto sono essenziali il monitoraggio e la valutazione delle misure politiche. Occorre inoltre un'ulteriore riflessione su come migliorare il coordinamento delle politiche economiche e sul modo ottimale con cui valersi delle raccomandazioni per paese, su come rinsaldare il legame fra misure nazionali e misure dell'UE e rafforzare la titolarità nazionale attraverso un coinvolgimento più attivo delle parti sociali e delle autorità regionali e locali.

20. Il Consiglio europeo prende atto della consultazione sulla futura strategia avviata dalla Commissione e attende con interesse che una proposta ambiziosa sia esaminata il più presto possibile nel 2010, in vista di una discussione esauriente in sede di Consiglio europeo, incluso nella riunione della primavera 2010.

Strategia per lo sviluppo sostenibile

21. Lo sviluppo sostenibile resta un obiettivo fondamentale dell'Unione europea in base al trattato di Lisbona. Come rilevato nella relazione della presidenza sul riesame 2009 della strategia dell'Unione per lo sviluppo sostenibile (16818/09), la strategia continuerà ad offrire una visione a lungo termine e a costituire il quadro politico globale per tutte le politiche e strategie dell'Unione.

22. Varie tendenze non sostenibili richiedono un'azione urgente. Occorrono sforzi supplementari considerevoli in tema di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, riduzione dell'elevato consumo energetico nel settore dei trasporti e inversione dell'attuale perdita di biodiversità e di risorse naturali. Il passaggio ad un'economia sicura e sostenibile a basse emissioni di carbonio e a basso uso di fattori produttivi richiederà maggiore attenzione nel futuro. Le azioni prioritarie dovrebbero essere indicate con maggiore chiarezza nei riesami futuri. La governance, compresi i meccanismi di attuazione, monitoraggio e verifica, dovrebbe essere rafforzata, per esempio attraverso collegamenti più chiari con la futura strategia UE 2020 e altre strategie trasversali.

23. Il Consiglio europeo plaude all'intenzione della Commissione d'istituire, nelle linee esposte nella comunicazione del 17 ottobre 2008, un forum per l'"Europa ultraperiferica" aperto ai tutti gli Stati membri e le regioni ultraperiferiche. Il forum si riunirà per la sessione inaugurale a Bruxelles il 27 e 28 maggio 2010 e, successivamente, a cadenza biennale.

24. Il Consiglio europeo rammenta l'obiettivo di effettuare un riesame generale del bilancio comprendente tutti gli aspetti relativi alle spese e alle risorse dell'UE. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare una relazione per fornire orientamenti sulle priorità nel corso del 2010. Il Consiglio europeo auspica che la Commissione presenti la proposta relativa al prossimo quadro finanziario pluriennale al più tardi entro luglio 2011.

III. Programma di Stoccolma - Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini

25. Il Consiglio europeo ribadisce la sua determinazione a proseguire lo sviluppo di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio e a tutela dei cittadini dell'UE e di coloro che vivono in tale spazio. Cinque anni dopo il programma dell'Aia, è tempo che l'Unione riesamini la sua politica per affrontare in maniera efficace le nuove sfide, sfruttando appieno le opportunità offerte dal trattato di Lisbona. A tal fine il Consiglio europeo ha adottato un nuovo programma pluriennale per il periodo 2010-2014, il programma di Stoccolma.

26. Il Consiglio europeo ritiene che la priorità dei prossimi anni consista nel concentrarsi sugli interessi e le esigenze dei cittadini e di coloro nei confronti dei quali l'UE ha una responsabilità. La sfida da affrontare sarà quella di garantire, a un tempo, il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e dell'integrità e la sicurezza in Europa. È estremamente importante che le misure di contrasto e i provvedimenti a tutela dei diritti delle persone, dello stato di diritto e delle norme sulla protezione internazionale siano coerenti e si rafforzino reciprocamente. Il programma di Stoccolma si articola attorno alle priorità illustrate qui di seguito.

27. Promuovere la cittadinanza e i diritti fondamentali: la cittadinanza europea deve diventare una realtà tangibile. Lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia deve anzitutto porsi come uno spazio unico in cui siano protetti i diritti fondamentali. L'allargamento dello spazio Schengen deve proseguire. Il rispetto della persona umana e della sua dignità e degli altri diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo costituisce un valore essenziale. Sono da preservare, ad esempio, il reale godimento di queste libertà e la sfera privata del cittadino oltre le frontiere nazionali, specie attraverso la protezione dei dati personali. Occorre tenere conto delle particolari esigenze delle persone vulnerabili e garantire il pieno esercizio dei diritti specifici dei cittadini europei e non, in caso, anche al di fuori dell'Unione.

28. Un'Europa del diritto e della giustizia: per superare l'attuale frammentazione bisogna spingersi oltre nella realizzazione di uno spazio europeo di giustizia. Ciò significa, anzitutto, istituire meccanismi che agevolino l'accesso alla giustizia in modo che chiunque possa far valere i propri diritti ovunque nell'Unione. Sarebbe poi necessario intensificare la cooperazione tra i professionisti del settore, migliorandone inoltre la formazione, e dotarsi dei mezzi per eliminare gli ostacoli al riconoscimento delle decisioni giuridiche in altri Stati membri.

29. Un'Europa della sicurezza: occorre sviluppare una strategia di sicurezza interna che migliori la sicurezza nell'Unione e protegga in tal modo la vita e l'incolumità dei cittadini europei e che affronti la criminalità organizzata, il terrorismo e altre minacce. Questa strategia dovrebbe mirare a rafforzare la cooperazione in materia di applicazione della legge, gestione delle frontiere, protezione civile, gestione delle catastrofi, nonché la cooperazione giudiziaria in materia penale per rendere più sicura l'Europa. L'Unione europea deve inoltre fondare i suoi lavori sulla solidarietà tra Stati membri e avvalersi appieno dell'articolo 222 del trattato FUE.

30. Accesso all'Europa in un mondo globalizzato : occorre che l'accesso all'Europa sia più efficiente per tutti coloro che devono accedere al territorio dell'UE per un interesse legittimo. L'Unione e i suoi Stati membri devono nel contempo garantire la sicurezza dei propri cittadini. Le politiche sulla gestione integrata delle frontiere e in materia di visti dovrebbero essere concepite in funzione di questi obiettivi.

31.

Un'Europa all'insegna della responsabilità, della solidarietà e del partenariato in materia di migrazione e di asilo: uno degli obiettivi politici chiave dell'Unione europea è lo sviluppo di una politica migratoria europea lungimirante e articolata, fondata sulla solidarietà e la responsabilità. Occorre passare all'effettiva attuazione degli strumenti giuridici pertinenti e servirsi appieno delle agenzie e degli uffici competenti del settore. Il fenomeno migratorio, se efficacemente gestito, può essere benefico per tutte le parti interessate. Il patto europeo sull'immigrazione e l'asilo è una base chiara su cui impostare i futuri sviluppi in materia. L'Europa dovrà dotarsi di una politica flessibile che risponda alle priorità e ai bisogni degli Stati membri e permetta ai migranti di mettere pienamente a frutto il loro potenziale. Resta l'obiettivo d'istituire un sistema comune d'asilo nel 2012 e le persone bisognose di protezione devono avere un accesso garantito a procedure di asilo giuridicamente sicure ed efficaci. Inoltre, perché l'UE possa sempre contare su sistemi credibili e sostenibili in materia d'immigrazione e di asilo, occorre prevenire, controllare e contrastare la migrazione clandestina, dato che la pressione esercitata dai flussi migratori clandestini sull'UE, e in particolare sugli Stati membri alle frontiere esterne, tra cui quelle meridionali, sta aumentando, come detto nelle conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2009.

32. Ruolo dell'Europa in un mondo globalizzato - La dimensione esterna: dall'importanza della dimensione esterna della politica dell'UE nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia si evince che è necessario integrare maggiormente queste politiche nell'ambito delle politiche generali dell'Unione europea. La dimensione esterna è essenziale per poter affrontare le sfide chiave con cui ci confrontiamo e offrire ai cittadini dell'UE maggiori opportunità di lavoro e di relazioni d'affari con il resto del mondo. La dimensione esterna della libertà, sicurezza e giustizia è essenziale per la realizzazione efficace degli obiettivi del programma e dovrebbe essere oggetto di particolare considerazione in tutti gli altri aspetti della politica estera dell'UE ed essere pienamente coerente con questi.

33. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare un piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma, che dovrà essere adottato entro giugno 2010, e una revisione intermedia prima di giugno 2012.

IV. Conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici

34. La conferenza di Copenaghen offre alla comunità internazionale un'opportunità storica di agire di concerto per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici. Il Consiglio europeo si richiama alla posizione negoziale da esso adottata il 30 ottobre 2009. Tutte le parti devono impegnarsi pienamente affinché a Copenaghen si giunga a un accordo globale, completo, ambizioso e politicamente vincolante, che includa l'insieme dei capitoli del piano d'azione di Bali e muova dagli elementi essenziali del protocollo di Kyoto. Uno dei requisiti preliminari per l'accordo di Copenaghen consiste nel ricorso a norme internazionali concertate e trasparenti per la misurazione, la notifica e la verifica, in modo da assicurare la trasparenza e il rispetto degli impegni, delle azioni e del sostegno. In questo contesto l'Unione europea sosterrà le iniziative volte a rafforzare la governance internazionale in materia ambientale. L'accordo dovrebbe sfociare nella messa a punto di uno strumento giuridicamente vincolante, preferibilmente entro sei mesi dalla conferenza di Copenaghen, per il periodo che decorre dal 1º gennaio 2013.

35. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione in tale contesto gli impegni di riduzione delle emissioni assunti di recente da alcuni paesi. Il nostro obiettivo comune deve consistere nel contenere il riscaldamento globale al di sotto del limite, scientificamente fondato, dei 2 gradi centigradi. Alcune parti non hanno ancora presentato offerte corrispondenti a tale obiettivo. Il Consiglio europeo esorta i paesi sviluppati ad attivarsi in tal senso senza ulteriori indugi e i paesi in via di sviluppo, specie quelli più avanzati, ad impegnarsi per un intervento di mitigazione appropriato.

36. L'Unione europea è impegnata in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Nel quadro di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012, l'UE ribadisce l'offerta condizionale di passare a una riduzione del 30% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, a condizione che altri paesi sviluppati si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e i paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente in funzione delle loro responsabilità e capacità rispettive.

37. L'accordo di Copenaghen dovrebbe comportare disposizioni che prevedano l'avvio di un'azione immediata sin dal 2010. Il Consiglio europeo riconosce che ciò richiede l'intensificazione del sostegno finanziario. Un sostegno pubblico internazionale rapido dovrebbe implicare un sostegno specifico e distinto per gli interventi di adattamento, mitigazione, comprese le attività forestali e la creazione di capacità, con particolare attenzione ai paesi vulnerabili e a quelli meno avanzati. L'UE invita i paesi sviluppati ad annunciare i loro contributi a tale sostegno, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di ottobre. L'UE confida che si raggiungerà un importo complessivo di 7 miliardi di EUR all'anno. L'UE e gli Stati membri sono pronti a contribuire con finanziamenti rapidi per un importo di 2,4 miliardi di EUR all'anno per il periodo 2010-2012.

38. Il Consiglio europeo riconosce altresì che occorre aumentare considerevolmente i flussi finanziari pubblici e privati a orizzonte 2020 e ribadisce le sue conclusioni dell'ottobre 2009. In questo contesto, conferma l'impegno a fornire la sua parte del sostegno pubblico internazionale.

V. Allargamento

39. Il Consiglio europeo avalla le conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2009 su allargamento/processo di stabilizzazione e di associazione.

VI. Relazioni esterne

Sviluppo

40. Il Consiglio europeo riconosce l'impatto persistente della crisi economica sui soggetti più poveri, ribadisce gli impegni assunti in materia di aiuto pubblico allo sviluppo e riesaminerà la questione nella riunione del giugno 2010, prima del vertice ONU.

Partenariato orientale e Unione per il Mediterraneo

41. Il Consiglio europeo si rallegra del fatto che sia stato dato avvio all'attuazione del partenariato orientale, varato al Vertice di Praga del 7 maggio 2009, e plaude a tutte le recenti misure e iniziative volte a rafforzare e intensificare le relazioni fra l'UE e i partner. Il Consiglio europeo rileva l'impegno dell'Unione europea a proseguire l'attuazione del partenariato orientale e a promuovere nei paesi partner le riforme politiche e socioeconomiche che favoriscano l'avvicinamento all'Unione europea.

42. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza del partenariato rafforzato fra l'UE e i paesi partner del Mediterraneo e si compiace del processo di consolidamento delle relazioni e delle iniziative mirate a potenziare ulteriormente la cooperazione e il dialogo e istituire le strutture dell'Unione per il Mediterraneo.

Iran

43. Il Consiglio europeo adotta l'acclusa dichiarazione sull'Iran.

Afghanistan

44. Il Consiglio europeo adotta l'acclusa dichiarazione sull'Afghanistan.

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ALLEGATO I

DICHIARAZIONE SULL'IRAN

Il Consiglio europeo sottolinea che dal 2004 l'Unione europea si adopera per trovare una soluzione diplomatica alla questione del programma nucleare dell'Iran. Il Consiglio europeo esprime la sua profonda preoccupazione per il fatto che finora l'Iran non ha fatto nulla per ristabilire la fiducia della comunità internazionale nel carattere esclusivamente pacifico del programma nucleare iraniano. Il fatto che l'Iran abbia costruito un impianto di arricchimento clandestino nei pressi di Qom, in violazione dei suoi obblighi e la dichiarazione secondo cui intende costruire nuovi impianti hanno ulteriormente aggravato le preoccupazioni del Consiglio europeo.

Il Consiglio europeo esorta nuovamente l'Iran a osservare pienamente e senza ulteriore indugio i propri obblighi derivanti dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell'AIEA, segnatamente l'osservanza dei requisiti stabiliti dalla risoluzione del Consiglio dei Governatori dell'AIEA del 27 novembre 2009.

Il Consiglio europeo deplora che l'Iran non abbia concordato con l'AIEA un accordo sulla fornitura di combustibile nucleare per il reattore di ricerca di Teheran, che contribuirebbe a creare un clima di fiducia soddisfacendo nel contempo il fabbisogno iraniano di radioisotopi per uso medico.

Il Consiglio europeo prende atto con grande preoccupazione del fatto che l'Iran non ha accolto le reiterate offerte di Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e dell'Alto Rappresentante dell'UE Javier Solana di discutere ulteriormente il suo programma nucleare e altre questioni di interesse reciproco. Mantiene tuttavia l'impegno di adoperarsi per trovare una soluzione diplomatica alla questione del programma nucleare dell'Iran. L'offerta negoziale resta sul tavolo.

L'Unione europea continuerà a esaminare tutti gli aspetti della questione nucleare iraniana e deciderà presto le ulteriori misure nel quadro del duplice approccio. Al riguardo l'Unione europea rimane disposta a dialogare con l'Iran per raggiungere una soluzione negoziata della questione, qualora l'Iran adottasse decisioni concrete in tal senso. Tuttavia, la persistente inosservanza degli obblighi internazionali da parte dell'Iran e l'apparente mancanza di interesse dell'Iran a proseguire i negoziati richiedono una risposta chiara, anche mediante misure appropriate. Coerentemente con il duplice approccio, l'Unione europea sosterrà l'azione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite se l'Iran continua a non cooperare con la comunità internazionale sul suo programma nucleare. L'Unione europea è pronta ad adottare le misure necessarie per accompagnare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in questo processo. Il Consiglio europeo chiede ai Ministri degli affari esteri dell'UE di prendere in considerazione l'opzione di nuove iniziative in tal senso nel prossimo Consiglio "Affari esteri".

Il Consiglio europeo ribadisce la sua profonda preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani in Iran. L'Unione europea continuerà a sollevare le sue preoccupazioni presso il governo iraniano e a ricordare all'Iran i suoi obblighi internazionali, anche in virtù del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. Il Consiglio europeo esprime ancora una volta la sua crescente preoccupazione anche per la situazione dei membri del personale delle missioni dell'Unione europea e dei cittadini europei in Iran recentemente sottoposti a processo e continua a sollecitarne la liberazione immediata e senza condizioni. Qualsiasi azione contro uno Stato membro dell'UE sarà considerata un'azione contro l'intera UE.

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ALLEGATO II

dichiarazione sull'Afghanistan

Il Consiglio europeo ribadisce il forte impegno dell'UE per promuovere la stabilità e lo sviluppo in Afghanistan e Pakistan.

In questo contesto, il Consiglio sottolinea la disponibilità dell'UE ad appoggiare il Presidente Hamid Karzai nell'attuazione dei suoi impegni, enumerati nei cinque settori chiave del suo discorso inaugurale: sicurezza, governance e lotta alla corruzione, sviluppo economico, compresa l'agricoltura, pace e riconciliazione, cooperazione regionale. Ciò richiede il coordinamento stretto e strategico degli sforzi internazionali, sotto la guida dell'UNAMA.

Il Consiglio europeo ricorda che l'UE ha preso iniziative risolute per rafforzare e conseguire un approccio più coerente e concertato dell'azione dell'Unione in Afghanistan e Pakistan, tramite il suo piano d'azione per la regione.

Il Consiglio europeo si compiace per la recente dichiarazione del Presidente Obama su un maggiore coinvolgimento e impegno degli Stati Uniti in Afghanistan e Pakistan. Questo annuncio interviene in un periodo di rinnovata attenzione e coinvolgimento da parte della comunità internazionale nel suo insieme. L'Unione europea è pronta a cooperare da vicino con l'Afghanistan, gli Stati Uniti, i partner regionali e altri nella comunità internazionale per raccogliere le sfide che si pongono in Afghanistan.

Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di mantenere un approccio globale alle sfide che si presentano in Afghanistan, sulla base di una combinazione di strumenti politici, civili/di sviluppo e militari, con la finalità di consentire al governo afghano di assumere gradualmente, a livello nazionale e subnazionale, la piena responsabilità della sicurezza, della stabilizzazione e dello sviluppo socioeconomico del paese e di conseguire risultati tangibili. In tale contesto il Consiglio europeo sottolinea in particolare la necessità di un rafforzamento delle capacità in Afghanistan. L'Unione europea e gli Stati membri erogano già attualmente circa 1 miliardo di EUR all'anno per varie attività civili, politiche e di sviluppo in questo paese, oltre agli ampi contributi degli Stati membri dell'UE a favore della sicurezza mediante l'ISAF. Il Consiglio europeo conferma l'impegno dell'UE per il settore della polizia e della giustizia afghano, tra l'altro tramite la missione di polizia dell'UE in Afghanistan.

Una conferenza internazionale si terrà a Londra il 28 gennaio 2010. Il Consiglio europeo si attende in tale occasione chiari impegni da parte del governo afghano nei seguenti settori: governance, soprattutto a livello subnazionale, misure contro la corruzione, lotta contro gli stupefacenti, reinserimento e sviluppo socioeconomico nonché instaurazione di solide relazioni con i suoi vicini e la regione. Quale contropartita ci attendiamo un sostegno politico rinnovato da parte della comunità internazionale a favore della sicurezza, della governance e dello sviluppo economico, anche rafforzando la struttura di coordinamento internazionale. Tale conferenza costituirà pertanto un passo in avanti verso il passaggio di responsabilità alle autorità afghane.

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ALLEGATO III

ELENCO DEI DOCUMENTI PRESENTATI AL CONSIGLIO EUROPEO

  • Relazione della presidenza al Consiglio europeo sullo stato dei lavori - Attuazione del trattato di Lisbona (doc. EUCO 5/09)

  • Riesame 2009 della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile - Relazione della presidenza (doc. 16818/09)

- Dichiarazione ministeriale: Dieci anni di PESD - Sfide ed opportunità (doc. 15649/09 + COR 1 + COR 2)

- Conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2009 su allargamento/processo di stabilizzazione e di associazione (doc. 17169/1/09 REV 1)

- Conclusioni adottate dal Consiglio il 2 dicembre 2009 sulle strategie di uscita (doc. 17066/09)

- Lettera del presidente del Consiglio ECOFIN sui progressi compiuti in materia di vigilanza finanziaria (doc. 17398/09)

- Programma di Stoccolma - Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini

(doc. 17024/09)

- Conclusioni adottate dal Consiglio il 16 novembre 2009 sulla politica marittima integrata

(doc. 15175/1/09 REV 1)

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