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CONSEIL EUROPEEN – BRUXELLES
22 & 23 mars 2005
CONCLUSIONS DE LA PRÉSIDENCE

European Council - DOC/05/1   23/03/2005

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DOC/05/1






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CONSEIL EUROPEEN – BRUXELLES
22 & 23 mars 2005
CONCLUSIONS DE LA PRÉSIDENCE


[Graphic in PDF & Word format]
CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

Bruxelles, 23 marzo 2005


7619/05




CONCL 1


NOTA DI TRASMISSIONE

della:
presidenza
alle:
delegazioni
Oggetto:
CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES
22-23 MARZO 2005
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA




Si allegano per le delegazioni le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles (22-23 marzo 2005).



________________





1. La riunione è stata preceduta da una relazione del presidente del Parlamento europeo, sig. Josep Borrell, cui ha fatto seguito uno scambio di opinioni. In tale occasione il presidente della Commissione ha presentato gli obiettivi strategici della sua istituzione per il periodo 2005-2009. I capi di Stato o di governo ne hanno preso atto e si sono compiaciuti della profonda consonanza di vedute tra il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione circa le priorità dell'Unione, segnatamente per quanto concerne l'attività legislativa dei prossimi anni.

2. Il Consiglio europeo ha discusso i seguenti punti:

I. Patto di stabilità e crescita

II. Revisione intermedia della strategia di Lisbona

III. Sviluppo sostenibile

IV. Cambiamenti climatici

V. ITER

VI. Preparazione del vertice delle Nazioni Unite del settembre 2005

VII. Libano

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I. PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA

3. Il Consiglio europeo approva la relazione del Consiglio ECOFIN del 20 marzo 2005 (vedasi allegato II) intitolato "Migliorare l'attuazione del patto di stabilità e crescita" e ne approva i risultati e le proposte. La relazione aggiorna e completa il patto di stabilità e crescita che consiste nella risoluzione del Consiglio europeo di Amsterdam e nei regolamenti n. 1466/97 e n. 1467/97 del Consiglio. Si invita la Commissione a presentare rapidamente proposte volte a modificare i regolamenti del Consiglio.

II. RILANCIARE LA STRATEGIA DI LISBONA: UN PARTENARIATO PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE

  1. UNA STRATEGIA ATTUALE

4. Cinque anni dopo il varo della strategia di Lisbona il bilancio è modesto. Accanto a innegabili progressi ci sono lacune e ritardi evidenti. Di fronte alle sfide da affrontare, il prezzo che si paga per i ritardi o il mancato completamento delle riforme è alto, come dimostra il divario esistente tra il potenziale di crescita dell'Europa e quello dei suoi partner economici. Urge pertanto agire.

5. A tal fine, è indispensabile rilanciare senza indugi la strategia di Lisbona e procedere a un riorientamento delle priorità verso la crescita e l'occupazione. L'Europa deve infatti rinnovare le basi della sua competitività, aumentare il suo potenziale di crescita e la sua produttività e rafforzare la coesione sociale, puntando principalmente sulla conoscenza, l'innovazione e la valorizzazione del capitale umano.

6. Per raggiungere tali obiettivi, l'Unione deve mobilitare maggiormente tutti i mezzi nazionali e comunitari appropriati - compresa la politica di coesione - nelle tre dimensioni economica, sociale e ambientale della strategia per utilizzarne meglio le sinergie in un contesto generale di sviluppo sostenibile. A fianco dei governi, tutti gli altri attori interessati - parlamenti, autorità regionali e locali, parti sociali, società civile - devono far propria la strategia e partecipare attivamente alla realizzazione dei suoi obiettivi.

7. Parallelamente, le prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 dovranno dotare l'Unione dei mezzi adeguati per portare a compimento le politiche dell'Unione in generale e, segnatamente, le politiche che concorrono alla realizzazione delle priorità di Lisbona. Condizioni macroeconomiche solide sono essenziali per sostenere gli sforzi a favore della crescita e dell'occupazione. Le modifiche al patto di stabilità e crescita vi contribuiranno, permettendo nel contempo agli Stati membri di svolgere pienamente il loro ruolo nel rilancio di una crescita a lungo termine.

8. Il Consiglio europeo si compiace della comunicazione della Commissione "Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione - Il rilancio della strategia di Lisbona" presentata in occasione della revisione intermedia. Esprime apprezzamento per gli importanti contributi apportati in tale contesto dal Parlamento europeo, dal Comitato delle regioni, dal Comitato economico e sociale europeo e dalle parti sociali. Alla luce di tali proposte, il Consiglio europeo invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a rilanciare fin d'ora la strategia sulla base degli elementi imperniati sulla crescita e l'occupazione riportati in appresso.

9. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione l'impegno assunto dalle parti sociali in occasione del vertice tripartito del 22 marzo e invita le parti sociali a presentare un programma di lavoro comune per la crescita e l'occupazione nell'ambito delle rispettive competenze.

Incoraggia peraltro il Comitato economico e sociale europeo a istituire con i comitati economici e sociali degli Stati membri ed altre organizzazioni partner una rete interattiva di iniziative della società civile destinata a promuovere l'attuazione della strategia.

  1. GLI ASSI FONDAMENTALI DEL RILANCIO


Conoscenza e innovazione - motori di una crescita sostenibile

10. Lo spazio europeo della conoscenza deve consentire alle imprese di creare nuovi fattori di competitività, ai consumatori di beneficiare di nuovi beni e servizi e ai lavoratori di acquisire nuove competenze. In tale prospettiva è importante sviluppare la ricerca, l'istruzione e l'innovazione in tutte le forme che consentano di convertire la conoscenza in valore aggiunto e creare nuovi e migliori posti di lavoro. Inoltre, negli anni futuri si dovrà incoraggiare un autentico dialogo tra le parti interessate, pubbliche e private, della società della conoscenza.

11. Nel settore dell'R&S, l'obiettivo generale di un livello di investimenti pari al 3% è mantenuto, con una ripartizione adeguata tra investimenti privati e pubblici. Dovranno essere definiti livelli specifici intermedi sul piano nazionale. Questo obiettivo sarà conseguito tra l'altro attraverso incentivi fiscali agli investimenti privati, un migliore effetto moltiplicatore degli investimenti pubblici e la modernizzazione della gestione degli istituti di ricerca e delle università.

12. Il settimo programma quadro di ricerca e sviluppo darà nuovo impulso ad uno spazio europeo della ricerca a vantaggio di tutti gli Stati membri rafforzando la collaborazione europea, mobilitando gli investimenti privati in settori decisivi per la competitività e contribuendo a superare il divario tecnologico. Questo programma deve fungere da leva sui bilanci di ricerca nazionali. L'attrattiva dell'Europa per i ricercatori deve essere rafforzata attraverso un miglioramento effettivo delle loro condizioni di mobilità e di esercizio della professione. In questo contesto sarebbe importante istituire un Consiglio europeo della ricerca destinato a sostenere la ricerca di punta e la ricerca di base. I lavori sul programma spaziale europeo consentiranno di sfruttare le capacità di innovazione e il potenziale importante in questo settore.

13. Gli Stati membri dovranno sviluppare la politica di innovazione in funzione delle loro specificità perseguendo, tra l'altro, i seguenti obiettivi: creazione di meccanismi di sostegno alle PMI innovative, comprese le imprese ad alta tecnologia in fase di avviamento, promozione della ricerca congiunta tra imprese e università, miglioramento dell'accesso al capitale di rischio, riorientamento degli appalti pubblici verso prodotti e servizi innovativi, sviluppo di partenariati per l'innovazione e di poli di innovazione a livello regionale e locale.

14. Il nuovo programma comunitario per la competitività e l'innovazione darà, da parte sua, forte impulso all'innovazione in tutta l'Unione europea, prevedendo un nuovo dispositivo di finanziamento per le PMI innovative ad alto potenziale di crescita, razionalizzando e rafforzando la rete di sostegno tecnico all'innovazione nelle imprese e sostenendo lo sviluppo di poli regionali e di reti europee per l'innovazione.

15. Il Consiglio europeo prende atto che la Commissione intende presentare una proposta sulla creazione di un istituto tecnologico europeo.

16. L'Europa ha bisogno di un tessuto industriale solido su tutto il suo territorio. L'indispensabile proseguimento di una politica industriale attiva passa per il rafforzamento dei vantaggi competitivi della base industriale assicurando la complementarità dell'azione a livello nazionale, transnazionale ed europeo. Tale obiettivo sarà tra l'altro perseguito attraverso iniziative tecnologiche fondate su partenariati pubblico-privato e mediante l'organizzazione di piattaforme tecnologiche volte a definire agende di ricerca a lungo termine. La Commissione riferirà entro giugno sui lavori preparatori da essa intrapresi in materia.

17. La Banca europea per gli investimenti dovrà estendere lo strumento di finanziamento strutturato a progetti di R&S e studiare con la Commissione nuovi mezzi per utilizzare i fondi comunitari come leve per i prestiti BEI.

18. È indispensabile sviluppare una società dell'informazione pienamente inclusiva, basata sull'uso generalizzato delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei servizi pubblici, nelle PMI e nelle famiglie. A tal fine l'iniziativa i2010 porrà l'accento sulla ricerca e l'innovazione nel settore delle TIC, sullo sviluppo dell'industria dei contenuti, la sicurezza delle reti e dell'informazione, e la convergenza e l'interoperabilità volte a creare uno spazio di informazione senza frontiere.

19. Il Consiglio europeo ricorda il contributo positivo della politica ambientale alla crescita e all'occupazione, nonché alla qualità della vita, in particolare tramite lo sviluppo di ecoinnovazioni e tecnologie ambientali che, insieme alla gestione sostenibile delle risorse naturali, creino nuove possibilità di accesso al mercato e nuovi posti di lavoro. Esso sottolinea l'importanza dell'impiego efficiente dell'energia quale fattore di competitività e di sviluppo sostenibile e accoglie favorevolmente l'intenzione della Commissione di elaborare nel 2005 un'iniziativa europea sull'efficienza energetica e un Libro verde. Dovranno inoltre essere fortemente incoraggiate le ecoinnovazioni e le tecnologie ambientali, segnatamente nei settori dell'energia e dei trasporti, rivolgendo particolare attenzione alle PMI e alla promozione delle tecnologie ambientali negli appalti pubblici. Oltre al suo sviluppo sul mercato interno, questo settore presenta un notevole potenziale di esportazione. Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a dare urgente attuazione al piano d'azione per le tecnologie ambientali anche attraverso azioni concrete a scadenze concordate con gli operatori economici. Esso ribadisce l'importanza dell'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010, in particolare integrando tale esigenza in altre politiche, tenuto conto dell'interesse che la biodiversità riveste per taluni settori economici.

Uno spazio attraente per investire e lavorare

20. Per incoraggiare gli investimenti e creare un contesto attraente per le imprese e i lavoratori, l'Unione europea deve completare il mercato interno e dotarsi di un quadro normativo più favorevole alle imprese che, da parte loro, devono sviluppare la responsabilità sociale. Sono inoltre necessarie infrastrutture efficienti, che affrontino tra l'altro il problema dei collegamenti mancanti, servizi di interesse generale di qualità e a prezzi abbordabili e un contesto sano basato su un consumo e una produzione sostenibili e una qualità della vita elevata.

21. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a compiere ogni sforzo per rispettare gli impegni assunti a Barcellona nel marzo 2002, ivi compreso in materia di recepimento delle direttive.

22. Nel contesto del completamento del mercato interno, il Consiglio europeo ha individuato i seguenti settori prioritari.

Al fine di promuovere la crescita e l'occupazione e di rafforzare la competitività il mercato interno dei servizi deve essere pienamente operativo, preservando al tempo stesso il modello sociale europeo. Alla luce del dibattito in corso, che mostra che la stesura attuale della proposta di direttiva non risponde pienamente alle esigenze, il Consiglio europeo chiede che nel quadro del processo legislativo sia intrapreso ogni sforzo per raggiungere un ampio consenso che risponda a tutti questi obiettivi.

Il Consiglio europeo osserva che servizi d'interesse economico generale efficaci svolgono un ruolo importante in un'economia efficiente e dinamica.

Qualsiasi accordo su REACH deve conciliare la protezione dell’ambiente e della salute pubblica con la necessità di promuovere la competitività dell'industria europea, accordando nel contempo un'attenzione particolare alle PMI e alla loro capacità innovativa.

23. Oltre al perseguimento di una politica di concorrenza attiva, il Consiglio europeo invita gli Stati membri a proseguire sulla via della riduzione del livello generale degli aiuti di Stato considerando nel contempo le eventuali carenze dei mercati. Tale movimento deve essere accompagnato da una ridistribuzione degli aiuti a favore di taluni obiettivi orizzontali quali la ricerca e l'innovazione nonché la valorizzazione del capitale umano. La riforma degli aiuti regionali dovrebbe inoltre favorire un livello elevato di investimenti e permettere una riduzione delle disparità conformemente agli obiettivi di Lisbona.

24. Il Consiglio europeo rammenta l'importanza che attribuisce al miglioramento del quadro normativo e incoraggia a proseguire energicamente i lavori come previsto, tra l'altro mediante l'iniziativa delle sei Presidenze e il programma operativo del Consiglio per il 2005, in vista di una valutazione globale in occasione di un prossimo Consiglio europeo. Prende atto della comunicazione presentata dalla Commissione e insiste sulla necessità di agire con risolutezza in questo senso sia a livello europeo che a livello nazionale. Il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio a esaminare una metodologia comune per la misurazione dei costi amministrativi prefiggendosi l'obiettivo di pervenire ad un accordo entro la fine del 2005. Tale accordo dovrebbe avvalersi dei risultati dei progetti pilota della Commissione, attesi nel corso del 2005; invita la Commissione a sviluppare il sistema di valutazione dell'impatto come previsto nella sua comunicazione, ad operare di concerto con il Consiglio al fine di assicurare progressi più rapidi nel quadro della semplificazione e infine a prendere iniziative volte ad incoraggiare la partecipazione di tutti gli attori direttamente interessati a tale processo. Sottolinea infine che le iniziative prese nel contesto del miglioramento del quadro normativo non dovranno trasformarsi esse stesse in ostacoli amministrativi.

25. Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo fondamentale per la crescita e l'occupazione e partecipano allo sviluppo del tessuto industriale. Gli Stati membri sono invitati di conseguenza a proseguire la loro politica in questo settore tramite l'alleggerimento degli oneri amministrativi, la creazione di sportelli unici nonché l'accesso ai crediti , ai microcrediti, agli altri modi di finanziamento e servizi di accompagnamento. Anche l'accesso delle PMI ai programmi comunitari riveste una grande importanza. Inoltre la Commissione e gli Stati membri sono invitati a sfruttare al meglio le reti di sostegno alle PMI: a questo proposito occorre individuare rapidamente con le parti sociali a livello nazionale e regionale nonché, per quanto possibile, con le camere di commercio le misure necessarie di razionalizzazione e di cooperazione.

26. Il Consiglio incoraggia il Fondo europeo per gli investimenti a diversificare le sue attività in particolare a favore del finanziamento delle PMI innovative tramite le reti degli investitori individuali (business angels) e i trasferimenti di tecnologie. Devono essere individuati con la Commissione mezzi finanziari flessibili adeguati a tale tipo di attività. Queste azioni devono altresì essere sostenute dal nuovo programma comunitario per la competitività e l'innovazione.

27. Il mercato unico deve altresì appoggiarsi su un mercato interno fisico, libero da vincoli di interoperabilità e logistici. Lo sviluppo delle reti ad alta velocità nelle regioni insufficientemente servite è il presupposto per lo sviluppo di un'economia della conoscenza. In maniera generale, gli investimenti nelle infrastrutture favoriranno la crescita e comporteranno una maggiore convergenza a livello economico, sociale e ambientale. Nel quadro dell'iniziativa di crescita e dei programmi ad avvio rapido, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della realizzazione dei progetti prioritari nel settore delle reti energetiche e di trasporto e invita l'Unione e gli Stati membri a proseguire gli sforzi d'investimento ed a sostenere il partenariato tra il settore pubblico e quello privato.

28. L'economia mondiale aperta offre nuove opportunità di stimolare la crescita, la competitività e la ridistribuzione dell'economia europea. Il Consiglio europeo riconosce l'importanza di raggiungere un accordo ambizioso ed equilibrato nei negoziati di Doha nonché di sviluppare accordi di libero scambio bilaterali e regionali; il perseguimento di tale obiettivo deve essere accompagnato da uno sforzo continuo per assicurare la convergenza di standard a livello internazionale, anche in materia di rispetto dei diritti della proprietà intellettuale.

La crescita e l'occupazione al servizio della coesione sociale

29. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per la comunicazione della Commissione sull'Agenda sociale che contribuisce alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona rafforzando il modello sociale europeo basato sulla ricerca della piena occupazione e una maggiore coesione sociale.

30. L'aumento dei tassi di occupazione e il prolungamento della durata della vita lavorativa, combinati con la riforma dei sistemi di protezione sociale, costituiscono il mezzo migliore per mantenere l'attuale livello della protezione sociale.

Nel contesto dei suoi attuali lavori sul rilancio di Lisbona, la Commissione rifletterà in merito alle questioni che si pongono riguardo alle modalità per assicurare il finanziamento sostenibile del nostro modello sociale e riferirà al Consiglio europeo in autunno.

31. Gli obiettivi della piena occupazione, della qualità e della produttività del lavoro nonché della coesione sociale devono tradursi in priorità chiare e misurabili: rendere il lavoro una vera opzione per tutti, attrarre un maggior numero di persone sul mercato del lavoro, migliorare la capacità di adattamento, investire nel capitale umano, modernizzare la protezione sociale, promuovere le pari opportunità - segnatamente tra uomini e donne - e l'inclusione sociale.

32. È indispensabile attrarre un maggior numero di persone sul mercato del lavoro. Tale obiettivo sarà raggiunto investendo in una politica attiva dell'occupazione, in una politica intesa a rendere il lavoro economicamente attraente, in misure volte a conciliare vita professionale e vita familiare, compreso il miglioramento delle strutture di custodia dei bambini; occorre dare priorità anche alle pari opportunità, alle strategie di invecchiamento attivo, alla promozione dell'integrazione sociale nonché alla trasformazione del lavoro non dichiarato in lavoro regolare. Devono inoltre essere sviluppate nuove fonti occupazionali, nei servizi alle persone e alle imprese, nell'economia sociale, nella pianificazione territoriale e nella protezione dell'ambiente nonché nei nuovi mestieri industriali, grazie tra l'altro alla promozione dei partenariati locali per la crescita e l'occupazione.

33. Per i lavoratori e le imprese, nuove forme di organizzazione del lavoro ed una maggiore diversità dei contratti, che combinino meglio flessibilità e sicurezza, contribuiranno a migliorare la capacità di adattamento. Si deve altresì prestare attenzione ad una migliore previsione e gestione del cambiamento economico.

34. Il capitale umano è l'attivo più importante per l'Europa. Gli Stati membri sono invitati a intensificare gli sforzi per elevare il livello generale d'istruzione e ridurre il numero di giovani che lasciano la scuola precocemente, in particolare proseguendo il programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010". L'apprendimento permanente costituisce una condizione sine qua non per realizzare gli obiettivi di Lisbona, tenendo conto dell'interesse di una qualità elevata a tutti i livelli. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a far sì che l'apprendimento permanente sia un'opportunità offerta a tutti nelle scuole, nelle imprese e nelle famiglie. Un'attenzione particolare deve essere riservata all'accesso all'apprendimento permanente per i lavoratori meno qualificati e per il personale delle piccole e medie imprese. Il Consiglio europeo invita pertanto ad adottare rapidamente il programma che la Commissione presenterà tra breve a questo riguardo. Inoltre le condizioni di accesso devono essere agevolate dall'organizzazione dell'orario di lavoro, dai servizi di sostegno alla famiglia, dall'orientamento professionale e da nuove forme di ripartizione dei costi.

35. Lo spazio europeo dell'istruzione deve essere sviluppato tramite la promozione della mobilità geografica e professionale. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della diffusione dell'EUROPASS, dell'adozione della direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali nel 2005 e di un quadro europeo delle qualifiche nel 2006.

36. La politica d'inclusione sociale deve essere proseguita dall'Unione e dagli Stati membri mediante l'approccio pluridimensionale, concentrandosi su gruppi bersaglio quali i bambini in situazione di povertà.

37. Il ritorno ad una crescita forte e sostenibile richiede una demografia più dinamica, una migliore integrazione socio-professionale, e una maggiore valorizzazione del potenziale umano che rappresenta la gioventù europea. A tal fine, il Consiglio europeo ha adottato il patto europeo per la gioventù, riportato nell'allegato I, come uno degli strumenti che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona.

C. MIGLIORARE LA GOVERNANZA

38. È importante che le azioni intraprese dall'UE e dagli Stati membri contribuiscano maggiormente e più concretamente alla crescita e all'occupazione. In tale spirito, si creerà un dispositivo semplificato con un triplice obiettivo: facilitare l'individuazione delle priorità nel rispetto dell'equilibrio globale della strategia e della sinergia tra i suoi diversi elementi; migliorare l'attuazione di tali priorità sul terreno, provvedendo a coinvolgere maggiormente gli Stati membri; razionalizzare la procedura di follow-up per comprendere meglio l'applicazione della strategia a livello nazionale.

39. Tale nuovo approccio, basato su un ciclo di 3 anni con inizio nel corrente anno e che dovrà essere rinnovato nel 2008, comprenderà le fasi seguenti:

  1. il ciclo sarà avviato con il documento di sintesi della Commissione ("relazione strategica"). Tale relazione sarà esaminata nell'ambito delle pertinenti formazioni del Consiglio e discussa dal Consiglio europeo di primavera, che adotterà gli orientamenti politici per le dimensioni economica, sociale e ambientale della strategia.

  1. Conformemente alle procedure previste negli articoli 99 e 128 del trattato e sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo, il Consiglio adotterà un insieme di "linee direttrici integrate" composto di due elementi: gli indirizzi di massima per le politiche economiche e gli orientamenti in materia di occupazione. Gli indirizzi di massima per le politiche economiche, in quanto strumento generale di coordinamento delle politiche economiche, dovrebbero continuare ad inglobare tutta la gamma delle politiche macroeconomiche e microeconomiche nonché le politiche in materia di occupazione, purché vi sia interazione con le prime; gli indirizzi di massima per le politiche economiche assicureranno la coerenza economica generale delle tre dimensioni della strategia.

  1. Sulla base delle "linee direttrici integrate"

  • gli Stati membri definiranno sotto la loro responsabilità "programmi di riforma nazionali" tenendo conto delle loro esigenze e della loro situazione specifica. Tali programmi saranno oggetto di consultazione con tutte le parti interessate a livello regionale e nazionale, compresi gli organi parlamentari, secondo le procedure proprie di ciascuno Stato membro. Tali programmi terranno conto dei cicli politici nazionali e potranno essere riveduti in caso di mutamenti della situazione. Gli Stati membri rafforzeranno il loro coordinamento interno, se del caso nominando un "coordinatore nazionale Lisbona";

  • la Commissione presenterà, da parte sua, come corrispondente dei programmi nazionali, un "programma comunitario di Lisbona" comprendente l'insieme delle azioni da intraprendere a livello comunitario al servizio della crescita e dell'occupazione tenendo conto della necessità di convergenza delle politiche.

  1. Le relazioni sul follow-up della strategia di Lisbona trasmesse ogni anno dagli Stati membri alla Commissione - compreso per quanto concerne l'applicazione dei metodi di coordinamento aperto - saranno d'ora innanzi raggruppate in un documento unico che distinguerà chiaramente tra i diversi settori di azione e indicherà le misure adottate nel corso dei dodici mesi precedenti ai fini dell'attuazione dei programmi nazionali; il primo documento di questo tipo sarà presentato nell'autunno 2006.

e) La Commissione riferirà annualmente sull'attuazione della strategia nelle sue tre dimensioni. Sulla base dell'analisi della Commissione, il Consiglio europeo passerà in rassegna, ogni primavera, i progressi compiuti e si pronuncerà sugli adeguamenti delle "linee direttrici integrate" che si rivelassero necessari.

f) Per quanto riguarda gli indirizzi di massima per le politiche economiche si applicano gli esistenti meccanismi di sorveglianza multilaterale.

40. Al termine del terzo anno di ciascun ciclo, le "linee direttrici integrate", i "programmi di riforma nazionali" così come "il programma comunitario di Lisbona" saranno prorogati conformemente alla procedura sopra descritta, prendendo come punto di partenza una relazione strategica della Commissione, basata su una valutazione globale dei progressi realizzati nel corso dei tre anni precedenti.

41. Nel 2005 il ciclo descritto sopra avrà inizio nel mese di aprile con la presentazione da parte della Commissione delle linee direttrici integrate elaborate sulla base delle presenti conclusioni. Gli Stati membri sono invitati a definire i rispettivi programmi di riforma nazionali nell'autunno 2005.

III. SVILUPPO SOSTENIBILE

42. In occasione del rilancio della strategia di Lisbona, il Consiglio europeo riafferma che questa strategia si colloca, essa stessa, nel contesto più ampio dell'esigenza di sviluppo sostenibile secondo cui occorre soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Il Consiglio europeo ha convenuto di adottare, nella prossima riunione di giugno, una "dichiarazione sui principi direttori dello sviluppo sostenibile"; tale dichiarazione servirà da base per il rinnovamento della strategia per lo sviluppo sostenibile adottata dal Consiglio europeo di Göteborg nel 2001. Tale nuova strategia più completa e ambiziosa, comprendente obiettivi, indicatori e una procedura efficace di follow-up, dovrebbe fondarsi su una visione positiva a lungo termine e integrare pienamente le dimensioni interne ed esterne. La nuova strategia sarà adottata entro la fine del 2005 e la Commissione ha comunicato che presenterà le opportune proposte in tempo utile.


IV. CAMBIAMENTI CLIMATICI

43. Il Consiglio europeo riconosce che i cambiamenti climatici possono avere, a livello mondiale, gravi ripercussioni negative sotto i profili ambientale, economico e sociale. Conferma che per realizzare l'obiettivo ultimo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l'aumento mondiale annuo della temperatura media di superficie non deve superare di 2°C i livelli preindustriali.

44. Il Consiglio europeo rileva con grande soddisfazione l'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. In tale contesto, esso desidera congratularsi in modo particolare con la Federazione russa per aver ratificato il protocollo.

45. Il Consiglio europeo accoglie positivamente la comunicazione della Commissione "Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici" e invita la Commissione a proseguire la sua analisi dei vantaggi e dei costi delle strategie per la riduzione di CO2.

46. Il Consiglio europeo sottolinea la ferma volontà dell'UE di dare nuovo slancio ai negoziati internazionali. A tal fine occorre:

  • studiare le opzioni relative ad un regime post-2012 nell'ambito del processo delle Nazioni Unite in materia di cambiamenti climatici, che assicurino la più ampia cooperazione possibile di tutti i paesi, nonché la loro partecipazione ad una risposta internazionale efficace ed appropriata;

  • elaborare una strategia dell'UE a medio e a lungo termine per lottare contro i cambiamenti climatici compatibile con l'obiettivo dei 2ºC. Viste le riduzioni richieste delle emissioni globali, saranno necessari sforzi globali congiunti da parte di tutti i paesi nei prossimi decenni, in linea con le responsabilità comuni, ma differenziate, e con le rispettive capacità, compreso un significativo aumento degli sforzi di riduzione aggregata da parte di tutti i paesi economicamente più avanzati. Fatti salvi nuovi approcci alla differenziazione tra le parti in un futuro quadro equo e flessibile, l'UE auspica di esplorare, con altre parti, possibili strategie per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni e ritiene che, in tale contesto, si debbano prendere in considerazione percorsi di riduzione da parte del gruppo dei paesi sviluppati dell'ordine del 15-30% entro il 2020 rispetto al parametro di riferimento previsto dal protocollo di Kyoto e, successivamente, nello spirito delle conclusioni approvate dal Consiglio "Ambiente". Tali forcelle di riduzione dovranno essere esaminate alla luce dei lavori futuri sulle condizioni in cui è possibile raggiungere l'obiettivo, compresa la questione dei costi e dei benefici. Occorrerà altresì valutare i modi di associare efficacemente i paesi grandi consumatori di energia tra cui quelli appartenenti ai paesi emergenti e in via di sviluppo;

  • promuovere misure che consentano di ridurre le emissioni e abbiano un buon rapporto costi/benefici.

Il Consiglio europeo esaminerà regolarmente questo fascicolo.

V. ITER

47. Il Consiglio europeo insiste sulla necessità di iniziare la costruzione dell'ITER sul sito europeo entro la fine del 2005 e invita la Commissione a fare tutto il possibile per raggiungere tale obiettivo, in particolare il perfezionamento dell'accordo internazionale prima del luglio 2005.

VI. PREPARAZIONE DEL VERTICE DELLE NAZIONI UNITE DEL SETTEMBRE 2005

48. Il Consiglio europeo accoglie con favore la presentazione fatta il 21 marzo 2005 dal Segretario generale delle Nazioni Unite della relazione "In una maggiore libertà - Verso la sicurezza umana, lo sviluppo della società e i diritti dell'uomo per tutti", che costituisce un contributo fondamentale alla preparazione del vertice delle Nazioni Unite del settembre 2005, dedicato al seguito da riservare alla dichiarazione del Millennio (2000) e ai principali vertici e conferenze delle Nazioni Unite. Il Consiglio europeo ribadisce che l'Unione è fermamente determinata a svolgere un ruolo importante in seno alle Nazioni Unite in generale e nella preparazione del vertice in particolare. L'Unione europea è risoluta a far sì che questo processo sfoci nella formulazione di risposte comuni ai grandi problemi dello sviluppo, della sicurezza e dei diritti dell'uomo.

49. Il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio ad accelerare i lavori, segnatamente per quanto riguarda le varie componenti del capitolo "sviluppo", così da mettere a punto le nostre posizioni sui diversi temi e consentire all'Unione europea di svolgere un ruolo attivo nelle discussioni future.

Il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza particolare dell'Africa nel 2005. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare rapidamente proposte volte ad apportare un contributo sostanziale alla revisione degli obiettivi di sviluppo del millennio e a rafforzare il sostegno dell'Unione al continente africano. Ha preso altresì atto, in tale contesto, della recente relazione della Commissione sull'Africa.

50. Il Consiglio europeo auspica che si continui e si rafforzi un processo di dialogo a tutti i livelli con i gruppi di paesi e i paesi con cui l'Unione intrattiene relazioni strutturate, al fine di promuovere una dinamica attiva di convergenza delle posizioni nella prospettiva di conseguire risultati ambiziosi ed equilibrati al vertice del settembre 2005.

VII. LIBANO

51. Il Consiglio europeo fa proprie le conclusioni adottate dal Consiglio il 16 marzo 2005 sul Libano. Riafferma il proprio impegno per un Libano sovrano, indipendente e democratico. Ricorda l'importanza della risoluzione 1559 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed esprime pieno sostegno alla missione dell'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite.

52. Il Consiglio europeo invita la Siria ad onorare rapidamente l'impegno assunto il 12 marzo dal Presidente siriano Bachar al-Assad di ritirare dal Libano tutte le truppe e i servizi d'informazione siriani. Il ritiro dovrà essere totale e svolgersi in base a un calendario preciso.

53. Il Consiglio europeo auspica la rapida costituzione di un nuovo governo, che possa agire nell'interesse di tutti i libanesi. Il governo dovrà essere in grado di organizzare, entro la scadenza prevista, elezioni libere, trasparenti e regolari, conformemente al dettato della costituzione libanese, su cui non gravi alcuna interferenza o ingerenza straniera. L'Unione europea seguirà con attenzione il processo elettorale e sarà pronta a fornire la sua assistenza.

______________

ALLEGATO I



Patto europeo per la gioventù

Nel contesto dell'invecchiamento della popolazione europea, il Consiglio europeo ritiene necessario far beneficiare i giovani europei di un insieme di politiche e misure che si integrano pienamente nella strategia di Lisbona. Il patto per la gioventù mira a migliorare l'istruzione, la formazione, la mobilità, l'inserimento professionale e l'inclusione sociale dei giovani europei facilitando nel contempo la conciliazione tra attività professionale e vita familiare. Il Patto deve garantire la coerenza globale delle iniziative da intraprendere in tali settori e costituire il punto di partenza per una mobilitazione intensa e continua a favore dei giovani. Il suo successo presuppone il coinvolgimento di tutti gli attori interessati e, in primissimo luogo, delle organizzazioni giovanili a livello nazionale, regionale e locale, così come del Forum europeo della gioventù, delle collettività territoriali e delle parti sociali.

Il Consiglio europeo invita l'Unione e gli Stati membri, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze e segnatamente nel quadro della strategia europea per l'occupazione e della strategia per l'inclusione sociale, ad ispirarsi alle linee d'azione seguenti:

In materia di occupazione, integrazione e promozione sociale

  • assicurare un follow-up particolare delle politiche a favore dell'integrazione sostenibile dei giovani nel mercato del lavoro, nel quadro del programma di apprendimento reciproco in materia di occupazione;

  • mirare all'aumento dell'occupazione giovanile;

  • dare la priorità, nel quadro della politica nazionale in materia d'inclusione sociale, al miglioramento della situazione dei giovani più vulnerabili, in particolare di quelli colpiti dalla povertà, nonché alle iniziative volte a contrastare gli abbandoni scolastici;

  • invitare i datori di lavoro e le imprese a dar prova di responsabilità sociale nel settore dell'inserimento professionale dei giovani;

  • incoraggiare i giovani a sviluppare uno spirito imprenditoriale e favorire l'emergere di giovani imprenditori.


Nel settore dell'istruzione, della formazione e della mobilità

  • fare in modo che i saperi rispondano ai bisogni dell'economia della conoscenza e favorire a tal fine lo sviluppo di una base comune di competenze; in tale contesto concentrare prioritariamente gli sforzi sul problema dell'abbandono precoce del sistema scolastico;

  • ampliare le possibilità per gli studenti di effettuare un periodo di studi in un altro Stato membro;

  • favorire la mobilità dei giovani rimuovendo gli ostacoli per i tirocinanti, i volontari e i lavoratori, nonché le loro famiglie;

  • per i ricercatori, rafforzare le iniziative in corso nel quadro del programma Marie Curie;

  • sviluppare, tra Stati membri, una più stretta cooperazione in materia di trasparenza e di comparabilità delle qualifiche professionali e un riconoscimento dell'istruzione non formale e informale.


Per la conciliazione della vita professionale con la vita personale e familiare

  • favorire la conciliazione della vita professionale con quella familiare segnatamente attraverso l'estensione della rete di servizi di custodia dei bambini e lo sviluppo di forme innovative di organizzazione del lavoro;

  • esaminare le politiche che favoriscono l'accoglienza di bambini, alla luce dei dibattiti in merito al libro verde della Commissione sui cambiamenti demografici.


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ALLEGATO II




Migliorare l'attuazione del
patto di stabilità e crescita


- Relazione del Consiglio al Consiglio europeo -

La presente relazione contiene proposte intese al rafforzamento e al chiarimento dell'attuazione del patto di stabilità e crescita al fine di migliorare il coordinamento e la sorveglianza delle politiche economiche in conformità dell'articolo 99 del trattato e di evitare disavanzi eccessivi come previsto dall'articolo 104, paragrafo 1 del trattato.

Il Consiglio conferma che il patto di stabilità e crescita, basato sugli articoli 99 e 104 del trattato, è un elemento essenziale del quadro macroeconomico dell'Unione economica e monetaria. Imponendo agli Stati membri di coordinare le loro politiche di bilancio e di evitare disavanzi eccessivi, esso contribuisce a raggiungere la stabilità macroeconomica nell'UE e svolge un ruolo fondamentale nell'assicurare un'inflazione contenuta e tassi di interesse bassi, apporti essenziali per ottenere una crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

Il Consiglio ricorda la dichiarazione relativa all'articolo III-184 (allegata all'atto finale della Costituzione) che ribadisce l'impegno del Consiglio europeo nei confronti degli obiettivi della strategia di Lisbona - creazione di posti di lavoro, riforme strutturali e coesione sociale - e che in merito alla politica di bilancio recita: "L'Unione mira a raggiungere una crescita economica equilibrata e la stabilità dei prezzi. Le politiche economiche e di bilancio devono pertanto stabilire le corrette priorità in materia di riforme economiche, innovazione, competitività e rafforzamento degli investimenti privati e dei consumi nelle fasi di crescita economica debole. Ciò dovrebbe riflettersi negli orientamenti delle decisioni in materia di bilancio a livello nazionale e dell'Unione, in particolare mediante la ristrutturazione delle entrate e delle spese pubbliche, nel rispetto della disciplina di bilancio conformemente alla Costituzione e al patto di stabilità e crescita."

I due fulcri nominali del patto - il valore di riferimento del 3% per il rapporto fra il disavanzo pubblico e il PIL e del 60% per il rapporto fra il debito pubblico e il PIL - si sono dimostrati validi e restano l’elemento centrale della sorveglianza multilaterale. Tuttavia nel giugno 2004 il Consiglio europeo ha rilevato la necessità di rafforzare e chiarire l'attuazione del patto di stabilità e crescita, al fine di promuovere la trasparenza e la titolarità nazionale del quadro di bilancio dell’UE e migliorare l'applicazione delle relative norme e disposizioni.

Il patto deve applicarsi in tutti i paesi in modo equo e coerente ed essere comprensibile per l'opinione pubblica. Il Consiglio ribadisce che un sistema fondato sulle regole è la migliore garanzia per il rispetto degli impegni assunti e per un trattamento equo di tutti gli Stati membri. Nel rafforzare e chiarire il patto è essenziale assicurare un giusto equilibrio tra un grado più elevato di valutazione economica e di discrezionalità politica nella sorveglianza e nel coordinamento delle politiche di bilancio e la necessità che un sistema basato sulle regole resti semplice, trasparente ed applicabile.

Tuttavia, in un'Unione europea di 25 paesi, caratterizzata da notevole eterogeneità e diversità e vista l’esperienza dei cinque anni dell’UEM, un quadro comune più ricco che ponga maggiore enfasi sulla razionalità economica delle sue regole permetterebbe di tener maggiormente conto delle diverse situazioni economiche dell’Unione. L’obiettivo è pertanto consolidare le basi economiche del quadro esistente per rafforzarne la credibilità e l'applicazione effettiva. Il fine non è certo introdurre maggiore rigidità o flessibilità nelle regole attuali, bensì renderle più efficaci.

Partendo da queste premesse, la riforma mira a rispondere meglio alle carenze emerse sino ad oggi dando maggiore risalto agli sviluppi economici e ponendo l’accento sulla garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche. Inoltre, occorre coordinare meglio fra loro gli strumenti di governance economica dell'UE affinché aumenti il contributo della politica di bilancio alla crescita economica e si progredisca verso la realizzazione della strategia di Lisbona.

Sulla base della comunicazione della Commissione del 3 settembre 2004 intitolata “Rafforzare la governance economica e chiarire l’implementazione del Patto di stabilità e di crescita”, il Consiglio si è adoperato per presentare proposte concrete per una riforma del patto di stabilità e crescita.

Nel rivedere le disposizioni del patto di stabilità e crescita, il Consiglio ha sostanzialmente individuato cinque settori in cui si potrebbero apportare miglioramenti:

  1. accrescere la razionalità economica delle norme di bilancio per aumentarne la credibilità e la titolarità;
  2. migliorare la titolarità dei responsabili politici nazionali;
  3. sfruttare più efficacemente i periodi in cui le economie crescono più del tasso tendenziale per procedere a un risanamento dei conti pubblici al fine di evitare politiche procicliche;
  4. tenere maggiormente conto, nelle raccomandazioni del Consiglio, dei periodi in cui le economie crescono meno del tasso tendenziale;
  5. prestare sufficiente attenzione, nella sorveglianza delle posizioni di bilancio, al debito e alla sostenibilità.


Nell'elaborare le proposte per una riforma del patto di stabilità e di crescita, il Consiglio ha prestato la dovuta attenzione al rafforzamento della governance e della titolarità nazionale del quadro di bilancio, al consolidamento delle basi economiche e dell'efficacia del patto, sia nell'aspetto preventivo che in quello correttivo, alla garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine, alla promozione della crescita e all'obiettivo di evitare di imporre oneri eccessivi alle generazioni future.

Conformemente alla risoluzione di Lussemburgo sul coordinamento delle politiche economiche, il Consiglio conferma che un migliore coordinamento delle politiche di bilancio deve essere conforme al principio di sussidiarietà stabilito nel trattato, rispettando le prerogative dei governi nazionali nella determinazione delle loro politiche strutturali e di bilancio e osservando nel contempo le disposizioni del trattato e del patto di stabilità e crescita.

Nella presente relazione i Ministri indicano le modifiche legislative necessarie al fine di rendere operativa la loro visione della riforma del patto di stabilità e crescita. Essi intendono ridurre al minimo le modifiche ed attendono proposte da parte della Commissione per porre in atto le loro intenzioni.

1. Migliorare la governance

Al fine di accrescere la legittimità del quadro di bilancio dell'UE e rafforzare il sostegno ai suoi obiettivi e alle disposizioni istituzionali, il Consiglio ritiene che gli Stati membri, la Commissione e il Consiglio, evitando qualsiasi cambiamento istituzionale, debbano esercitare appieno le loro rispettive responsabilità, in particolare:

  1. la Commissione e il Consiglio rispettano la competenza degli Stati membri per l'attuazione delle politiche di loro scelta entro i limiti imposti dal trattato, in particolare dagli articoli 99 e 104; a loro volta gli Stati membri devono conformarsi alle raccomandazioni del Consiglio;
  2. la Commissione deve esercitare il diritto d'iniziativa in modo tempestivo ed applicare le norme efficacemente, mentre il Consiglio e gli Stati membri rispettano la competenza della Commissione quale custode del trattato e delle relative procedure;
  3. il Consiglio deve esercitare responsabilmente il suo margine discrezionale, mentre gli Stati membri e la Commissione rispettano la competenza del Consiglio per il coordinamento delle politiche economiche in seno all'Unione europea e il suo ruolo nel corretto funzionamento dell'Unione economica e monetaria;
  4. gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione dovrebbero ribadire l'impegno ad attuare il trattato e il patto di stabilità e crescita in modo efficace e tempestivo, mediante un sostegno reciproco e una pressione reciproca, e cooperare in modo serrato e costruttivo al processo di sorveglianza economica e di bilancio, al fine di garantire la certezza e l'efficacia delle norme del patto.


Il Consiglio sottolinea l'importanza di migliorare la governance e di rafforzare la titolarità nazionale del quadro di bilancio attraverso le proposte indicate di seguito.

1.1. Cooperazione e comunicazione

Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero applicare il trattato e il patto di stabilità e crescita in modo efficace e tempestivo. Le parti dovrebbero cooperare in modo serrato e costruttivo al processo di sorveglianza economica e di bilancio, al fine di garantire la certezza e l'efficacia delle norme del patto.


In uno spirito di trasparenza e responsabilità, si dovrebbe accordare debita considerazione a una piena e tempestiva comunicazione tra le istituzioni e con i cittadini. In particolare, al fine di favorire uno scambio di opinioni franco e confidenziale, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero impegnarsi a scambiare informazioni preventive sulle loro intenzioni in tutte le fasi del controllo di bilancio e della procedura per disavanzo eccessivo, fatte salve le rispettive prerogative.

1.2. Migliorare il sostegno reciproco e esercitare la pressione reciproca

Il Consiglio conviene che aumentare l'efficacia del sostegno reciproco e della pressione reciproca è parte integrante di un patto di stabilità e crescita riformato. Il Consiglio e la Commissione dovrebbero impegnarsi a motivare e a rendere pubbliche le loro posizioni e decisioni in tutte le fasi appropriate della procedura del patto.

Il sostegno reciproco e la pressione reciproca a livello di zona euro dovrebbero essere esercitati nel quadro del coordinamento assicurato all'interno dell'Eurogruppo ed essere basati su una valutazione orizzontale degli sviluppi di bilancio nazionali e delle relative implicazioni per la zona euro nel suo complesso. Tale valutazione dovrebbe essere effettuata almeno una volta l'anno prima dell'estate.

1.3. Norme di bilancio e istituzioni nazionali complementari

Il Consiglio conviene che le norme di bilancio nazionali dovrebbero essere complementari agli impegni degli Stati membri nel quadro del patto di stabilità e crescita. Per converso, a livello UE, dovrebbero essere dati incentivi ed eliminati disincentivi affinché le norme nazionali sostengano gli obiettivi del patto di stabilità e crescita. In tale contesto, il Consiglio sottolinea i disincentivi derivanti dall'impatto sul quadro finanziario di determinate norme contabili e statistiche previste dal SEC 95.

L'attuazione delle norme nazionali vigenti (norme in materia di spesa, ecc.) potrebbe essere discussa nell'ambito dei programmi di stabilità e convergenza, con la dovuta cautela e nella misura in cui siano pertinenti per il rispetto delle norme di bilancio comunitarie, dato che a livello europeo gli Stati membri sono vincolati al rispetto di queste ultime e l'osservanza delle norme di bilancio comunitarie costituisce il fulcro della valutazione dei programmi di stabilità e convergenza.
Il Consiglio ritiene che i sistemi nazionali di governance debbano integrare il quadro comunitario. Le istituzioni nazionali potrebbero svolgere un ruolo più prominente nel quadro della sorveglianza di bilancio per rafforzare la titolarità nazionale, migliorare la capacità di attuazione coinvolgendo l'opinione pubblica nazionale ed integrare l'analisi economica e politica a livello UE.

1.4. Programma di stabilità per la legislatura

Il Consiglio invita gli Stati membri, quando elaborano il primo aggiornamento del loro programma di stabilità/convergenza dopo l'insediamento di un nuovo governo, a mostrare continuità rispetto agli obiettivi di bilancio approvati dal Consiglio sulla base del precedente aggiornamento del programma di stabilità/convergenza e - guardando all'intera legislatura - a fornire informazioni sui mezzi e gli strumenti che si intendono usare per raggiungere tali obiettivi esponendo la strategia di bilancio.

1.5. Coinvolgimento dei parlamenti nazionali

Il Consiglio invita i governi degli Stati membri a presentare ai rispettivi parlamenti nazionali i programmi di stabilità/convergenza e i pareri espressi dal Consiglio sui medesimi. Se lo desiderano i parlamenti nazionali possono discutere il seguito da dare alle raccomandazioni formulate nel quadro delle procedure di allarme preventivo e per disavanzo eccessivo.

1.6. Previsioni macroeconomiche affidabili

Il Consiglio riconosce l'importanza di basare le proiezioni di bilancio su previsioni macroeconomiche realistiche e caute. Riconosce altresì l'importante contributo che le previsioni della Commissione possono fornire per il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio.

Nelle loro proiezioni macroeconomiche e di bilancio, gli Stati membri, in particolare quelli che fanno parte della zona euro e gli Stati membri che partecipano all'ERM 2, dovrebbero utilizzare le "ipotesi esterne comuni" eventualmente fornite in tempo utile dalla Commissione. Gli Stati membri sono liberi di basare i programmi di stabilità/convergenza sulle loro proiezioni. Tuttavia, le divergenze tra le previsioni nazionali e quelle della Commissione dovrebbero essere spiegate con dovizia di particolari. Tale spiegazione fungerà da riferimento nel valutare a posteriori gli errori di previsione.

Considerata l'inevitabilità degli errori di previsione, nei programmi di stabilità/convergenza si dovrebbe porre maggiormente l'accento sulle analisi di sensibilità globali e/o sull'elaborazione di scenari alternativi, al fine di consentire alla Commissione e al Consiglio di considerare l'intera gamma dei possibili risultati di bilancio.

1.7. Gestione statistica

Il Consiglio conviene che l'attuazione del quadro di bilancio e la relativa credibilità dipendono essenzialmente dalla qualità, affidabilità e tempestività delle statistiche di bilancio. Statistiche affidabili e tempestive sono essenziali non solo per la valutazione delle posizioni di bilancio pubblico; la piena trasparenza di tali statistiche consentirà altresì ai mercati finanziari di valutare meglio la solidità finanziaria dei vari Stati membri, svolgendo un'importante funzione di segnalazione degli errori di politica.

La questione centrale rimane quella di provvedere ad adeguate pratiche, risorse e capacità per elaborare statistiche di alta qualità a livello nazionale ed europeo al fine di garantire l'indipendenza, l'integrità e la responsabilità sia degli uffici statistici nazionali sia dell'Eurostat. Occorre inoltre porre l'accento sullo sviluppo della capacità operativa, del potere di controllo, dell'indipendenza e della responsabilità dell'Eurostat. La Commissione e il Consiglio stanno affrontando, nel corso del 2005, la questione del miglioramento della gestione del Sistema statistico europeo.

Gli Stati membri e le istituzioni dell'UE dovrebbero affermare il loro impegno ad elaborare statistiche di bilancio di alta qualità ed affidabili e a garantire reciproca cooperazione per raggiungere tale obiettivo. Dovrebbe essere presa in considerazione l'imposizione di sanzioni agli Stati membri in caso di violazione dell'obbligo di riferire debitamente i dati sui conti pubblici.

2. Rafforzare il braccio preventivo

Vi è un ampio consenso sul fatto che i periodi di crescita superiore alle attese debbano essere utilizzati per il consolidamento di bilancio al fine di evitare politiche procicliche. Il mancato raggiungimento in passato dell'obiettivo di bilancio a medio termine "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo" richiede un rafforzamento del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita attraverso un rinnovato impegno degli Stati membri a prendere le misure di bilancio necessarie alla convergenza verso detto obiettivo e al rispetto dello stesso.

2.1. Definizione dell'obiettivo di bilancio a medio termine

Il patto di stabilità e crescita sancisce l'obbligo per gli Stati membri di aderire all'obiettivo a medio termine per una posizione di bilancio "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo".

Considerata la maggiore eterogeneità economica e finanziaria nell'UE a 25, il Consiglio conviene che l'obiettivo a medio termine debba essere differenziato per ogni singolo Stato membro al fine di tener conto delle diversità nelle posizioni e negli sviluppi sul piano economico e di bilancio, nonché del rischio finanziario con riferimento alla sostenibilità delle finanze pubbliche, anche a fronte di possibili evoluzioni demografiche.

Il Consiglio propone pertanto di definire obiettivi a medio termine che, tenendo conto delle caratteristiche dell'economia di ciascuno Stato membro, perseguano una triplice finalità. In primo luogo, essi dovrebbero garantire un margine di sicurezza rispetto al limite del 3% fissato per il disavanzo. Dovrebbero inoltre assicurare rapidi progressi verso la sostenibilità. Dovrebbero pertanto consentire uno spazio di manovra nel bilancio, segnatamente tenendo conto delle esigenze in termini di investimenti pubblici.

Gli obiettivi a medio termine dovrebbero essere differenziati e possono divergere dall'obiettivo di una posizione di bilancio "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo" per singoli Stati membri sulla base dell'attuale rapporto debito/PIL e della crescita potenziale, mantenendo nel contempo un margine sufficiente al di sotto del valore di riferimento del - 3% del PIL. La forcella per gli obiettivi a medio termine di ciascun paese della zona euro e degli Stati membri dell'ERM 2 si troverebbe pertanto, in termini corretti per il ciclo, al netto delle misure temporanee e una tantum, tra il -1% del PIL per i paesi a basso indebitamento/elevato potenziale di crescita e il pareggio o l'attivo per i paesi ad alto indebitamento/basso potenziale di crescita.


La sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sarebbe sostenuta dalla convergenza del rapporto debito/PIL verso livelli prudenti.

Si dovrebbero prendere in considerazione le passività implicite (collegate ad un aumento delle spese dovuto all'invecchiamento della popolazione) non appena saranno stati opportunamente stabiliti ed approvati dal Consiglio i criteri e le modalità a tal fine necessari. Entro la fine del 2006, la Commissione dovrebbe riferire sui progressi compiuti nella definizione di una metodologia per un completamento dell'analisi con l'inclusione di tali passività implicite.

Il Consiglio sottolinea tuttavia che non ci si può attendere che le politiche di bilancio facciano fronte nel breve termine a tutti gli effetti strutturali dell'invecchiamento demografico e invita gli Stati membri a proseguire negli sforzi di attuazione delle riforme strutturali nei settori correlati all'invecchiamento della popolazione, nonché verso un aumento del tasso di attività e di occupazione.

Gli obiettivi di bilancio a medio termine potrebbero essere riveduti in occasione dell'attuazione di importanti riforme e in ogni caso ogni quattro anni, al fine di rispecchiare gli sviluppi registrati negli indici di indebitamento pubblico, nel potenziale di crescita e nella sostenibilità di bilancio.

2.2. Percorso di avvicinamento all'obiettivo a medio termine

Il Consiglio ritiene che si debba porre in essere un approccio più simmetrico alle politiche di bilancio sull'insieme del ciclo mediante una migliore disciplina di bilancio nei periodi di ripresa economica, con l'obiettivo di evitare politiche procicliche e conseguire progressivamente l'obiettivo a medio termine, creando quindi spazio sufficiente per tener conto dei periodi di recessione economica e ridurre l'indebitamento pubblico ad un ritmo soddisfacente, contribuendo in tal modo alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.

Gli Stati membri si dovrebbero impegnare, a livello europeo, a consolidare attivamente le finanze pubbliche in periodi di congiuntura favorevoli nella presunzione di destinare le entrate supplementari inattese alla riduzione del disavanzo e dell'indebitamento.

Gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto i loro obiettivi a medio termine dovrebbero adottare misure per conseguirli nel corso del ciclo. Il loro sforzo di adeguamento dovrebbe essere maggiore nei periodi di congiuntura favorevole e potrebbe essere più limitato nei periodi di congiuntura sfavorevoli. Al fine di raggiungere tali obiettivi, gli Stati membri che fanno parte della zona euro o dell'ERM 2 dovrebbero perseguire un aggiustamento annuale in termini corretti per il ciclo, al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento. Per "periodi di congiuntura favorevoli" si dovrebbero intendere periodi in cui il prodotto supera il livello potenziale, tenendo conto delle elasticità fiscali.

Gli Stati membri che non seguono il percorso di avvicinamento stabilito ne spiegheranno i motivi in occasione dell'aggiornamento annuale dei programmi di stabilità/convergenza. La Commissione fornirà indicazioni politiche per incoraggiare gli Stati membri a non discostarsi dal loro percorso di avvicinamento. Tali indicazioni saranno sostituite da avvertimenti preventivi conformemente alla Costituzione non appena sarà applicabile.

2.3. Considerazione delle riforme strutturali

Il Consiglio conviene che, per rafforzare l'orientamento del patto verso la crescita, si terrà conto di riforme strutturali nel definire il percorso di avvicinamento all'obiettivo a medio termine per i paesi che non l'hanno ancora raggiunto e nel consentire una deviazione temporanea da tale obiettivo per i paesi che l'hanno già raggiunto, restando chiaramente inteso che dovrà essere garantito un margine di sicurezza perché venga rispettato il valore di riferimento del 3% del PIL per il disavanzo e che la posizione di bilancio dovrebbe rientrare nell'ambito dell'obiettivo a medio termine entro il periodo del programma.

Si terrà conto solo di riforme sostanziali che producono effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine, aumentando anche il potenziale di crescita, che pertanto avranno un impatto positivo quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Nell'ambito dell'aggiornamento annuale dei programmi di stabilità/convergenza sarà necessario fornire un'analisi dettagliata dei costi-benefici di tali riforme sotto il profilo del bilancio.

Tali proposte dovrebbero essere inserite nel regolamento n. 1466/97.

Inoltre il Consiglio tiene a che il rispetto degli obiettivi di bilancio del patto di stabilità e crescita non ostacoli le riforme strutturali che migliorano inequivocabilmente la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Il Consiglio riconosce che si deve prestare particolare attenzione alle riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato integralmente. Sebbene tali riforme comportino un deterioramento a breve termine delle finanze pubbliche durante il periodo di attuazione, la sostenibilità a lungo termine è chiaramente migliorata. Il Consiglio conviene pertanto che agli Stati membri che attuano tali riforme debba essere consentito di scostarsi dal percorso di avvicinamento all'obiettivo a medio termine o dall'obiettivo a medio termine stesso. La deviazione dall'obiettivo a medio termine dovrebbe riflettere i costi netti della riforma per il pilastro pubblico, a condizione che tale deviazione resti temporanea e che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento.

3. Migliorare l'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi

La procedura per i disavanzi eccessivi dovrebbe rimanere semplice, trasparente ed equa. Ciò nondimeno, l'esperienza degli ultimi anni rivela spazi per un possibile miglioramento della sua attuazione.

Il principio guida per l'applicazione della procedura è la rapida correzione di un disavanzo eccessivo.

Il Consiglio sottolinea che la procedura per i disavanzi eccessivi ha lo scopo di prestare assistenza piuttosto che di punire fornendo così incentivi agli Stati membri per realizzare la disciplina di bilancio, mediante una maggiore sorveglianza, un sostegno reciproco e una pressione reciproca. Inoltre gli errori di politica dovrebbero essere chiaramente distinti dagli errori di previsione nell'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi. Tuttavia, qualora uno Stato membro non si conformi alle raccomandazioni ad esso rivolte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, il Consiglio ha facoltà di applicare le sanzioni previste.

3.1. Preparazione di una relazione della Commissione a norma dell'articolo 104, paragrafo 3

Per evitare disavanzi pubblici eccessivi, come richiesto dall'articolo 104, paragrafo 1 del trattato, le relazioni preparate dalla Commissione a norma dell'articolo 104, paragrafo 3 del trattato in esito alla sorveglianza esercitata sono la base del parere del comitato economico e finanziario, della conseguente valutazione della Commissione e, da ultimo, della decisione del Consiglio sull'esistenza di un disavanzo eccessivo oltre che delle raccomandazioni del Consiglio, compresi i termini entro i quali il disavanzo deve essere corretto.

Il Consiglio e la Commissione sono determinati a mantenere e difendere chiaramente i valori di riferimento del 3% e del 60% del PIL in quanto fulcri della sorveglianza dell'evoluzione della situazione di bilancio e del rapporto tra il disavanzo pubblico e il PIL negli Stati membri. La Commissione continuerà a preparare una relazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 3 del trattato. Nella relazione, la Commissione valuterà se si applichi una o più delle eccezioni previste rispettivamente nell'articolo 104, paragrafo 2, lettere a) e b). Il Consiglio propone qui di seguito revisioni o chiarimenti della portata di tali eccezioni.

Come previsto dal trattato, la Commissione tiene inoltre conto, nella relazione, dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico dello Stato membro e la spesa pubblica per gli investimenti e di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro. Il Consiglio propone qui di seguito alcuni chiarimenti del concetto di "tutti gli altri fattori significativi".

3.2. Superamento "eccezionale e temporaneo" del valore di riferimento per il disavanzo

Il trattato prevede, nell'articolo 104, paragrafo 2, lettera a), secondo trattino, un'eccezione se il superamento del valore di riferimento è solo eccezionale e temporaneo e il rapporto resta vicino al valore di riferimento.

Se, per beneficiare di tale eccezione, il rapporto deve sempre restare vicino al valore di riferimento, il regolamento n. 1467/97 definisce i casi in cui il superamento del valore di riferimento, pur restando vicino a detto valore, è considerato eccezionale e temporaneo: per essere considerato eccezionale, il superamento deve essere determinato da un evento inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro e deve avere rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria della pubblica amministrazione, oppure deve essere determinato da una grave recessione economica. Perché il superamento sia temporaneo, le proiezioni di bilancio elaborate dalla Commissione devono indicare che il disavanzo diminuirà al di sotto del valore di riferimento dopo che siano cessati l'evento inconsueto o la grave recessione economica.

Una grave recessione economica è attualmente definita - di norma - un declino annuo del PIL in termini reali pari almeno al 2%. Inoltre, in caso di un declino annuo del PIL in termini reali inferiore al 2%, sempre il regolamento n. 1467/97 consente al Consiglio di decidere che non esiste un disavanzo eccessivo, alla luce di elementi ulteriori, in particolare avuto riguardo alle modalità improvvise ed inattese con cui la recessione si è manifestata o della diminuzione cumulata della produzione rispetto alle tendenze passate.

Il Consiglio ritiene che l'attuale definizione di "grave recessione economica" che figura nell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento n. 1467/97 sia troppo restrittiva. Il Consiglio reputa necessario adattare i paragrafi 2 e 3 dell'articolo 2 del regolamento n. 1467/97 per consentire alla Commissione e al Consiglio, nel valutare e decidere sull'esistenza di un disavanzo eccessivo, a norma dei paragrafi da 3 a 6 dell'articolo 104 del trattato, di considerare eccezionale un superamento del valore di riferimento risultante da un tasso di crescita negativo o dalla diminuzione cumulata della produzione durante un periodo prolungato di crescita molto bassa in relazione alla crescita potenziale.

3.3. "Tutti gli altri fattori significativi"

L'articolo 104, paragrafo 3 del trattato stabilisce che, nel preparare la relazione sul mancato rispetto dei criteri di conformità alla disciplina di bilancio, la Commissione "tiene conto anche dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli investimenti e tiene conto di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro". Una valutazione globale equilibrata deve comprendere tutti questi fattori.

Il Consiglio sottolinea che la considerazione di "altri fattori significativi" nelle varie fasi che conducono alla decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo (articolo 104, paragrafi 4, 5 e 6) deve essere pienamente subordinata al principio informatore secondo cui, prima di tenere conto di altri fattori significativi, il superamento del valore di riferimento è temporaneo e il disavanzo resta vicino al valore di riferimento.

Il Consiglio ritiene opportuno chiarire il contesto entro il quale tenere conto di "tutti gli altri fattori significativi". La relazione della Commissione di cui all'articolo 104, paragrafo 3 dovrebbe opportunamente riflettere l'evoluzione della posizione economica a medio termine (in particolare la crescita potenziale, le condizioni congiunturali dominanti, l'attuazione delle politiche nel contesto dell'agenda di Lisbona e delle politiche intese a promuovere la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione) e l'evoluzione della posizione di bilancio a medio termine (in particolare l'impegno per la stabilizzazione dei bilanci nei periodi di congiuntura favorevole, la sostenibilità del debito, gli investimenti pubblici e la qualità globale delle finanze pubbliche). Saranno inoltre tenuti nella dovuta considerazione tutti gli altri fattori che, secondo gli Stati membri interessati, sono significativi per valutare complessivamente in termini qualitativi il superamento del valore di riferimento.
A questo riguardo, sarà riservata particolare attenzione agli sforzi di bilancio intesi ad aumentare o a mantenere a un livello elevato i contributi finanziari a sostegno della solidarietà internazionale e della realizzazione degli obiettivi delle politiche europee, segnatamente l'unificazione dell'Europa, se ha ripercussioni negative sulla crescita e sul bilancio di uno Stato membro.

È evidente che non si dovrebbe perseguire una ridefinizione del valore di riferimento di Maastricht per il disavanzo attraverso l'esclusione di voci di bilancio specifiche.

Se il Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 104, paragrafo 6, che esiste un disavanzo eccessivo in uno Stato membro, anche gli "altri fattori significativi" saranno tenuti in considerazione nelle successive fasi della procedura di cui all'articolo 104. Tuttavia, essi non dovrebbero essere tenuti in considerazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 12, ossia nella decisione del Consiglio in merito all'avvenuta correzione da parte di uno Stato membro del suo disavanzo eccessivo.

Queste proposte dovrebbero essere inserite nel regolamento n. 1467/97.

3.4 Tenere conto della riforma del sistema pensionistico

Il Consiglio concorda sulla necessità di considerare attentamente l'eventualità di un superamento prossimo al valore di riferimento che rispecchi l'attuazione di riforme pensionistiche che introducano un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio finanziato integralmente. Sebbene l'attuazione di tali riforme comporti un deterioramento a breve termine della posizione di bilancio, la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche migliora nettamente.

La Commissione e il Consiglio, in tutte le valutazioni di bilancio effettuate nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi terranno debitamente conto dell'attuazione di tali riforme.

In particolare, nell'esaminare ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 12, se sia stato corretto il disavanzo eccessivo, la Commissione e il Consiglio valuteranno l'evoluzione dei dati del disavanzo nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, tenendo inoltre conto del costo netto della riforma per il pilastro pubblico. Il costo netto della riforma sarà esaminato per i primi cinque anni che seguono l'introduzione da parte di uno Stato membro di un sistema obbligatorio finanziato integralmente, o per i cinque anni successivi al 2004 per gli Stati membri che hanno già introdotto tale sistema. Tale esame sarà inoltre regressivo, cioè durante un periodo di cinque anni si prenderà in considerazione il 100, 80, 60, 40 e 20 per cento del costo netto della riforma del pilastro pubblico.

3.5 Concentrarsi maggiormente sul debito e sulla sostenibilità

In linea con le disposizioni del trattato, la Commissione deve esaminare la conformità alla disciplina di bilancio sia sulla base del criterio del disavanzo che su quello del debito. Il Consiglio conviene sulla necessità di concentrarsi maggiormente sul debito e sulla sostenibilità e ribadisce la necessità di ridurre con ritmo soddisfacente il debito pubblico al di sotto del 60% del PIL, tenendo conto delle condizioni macroeconomiche. Più elevati sono i rapporti debito/PIL degli Stati membri, maggiori dovranno essere i loro sforzi per ridurli rapidamente.

Il Consiglio ritiene che occorra rafforzare il quadro di sorveglianza del debito applicando al rapporto debito/PIL in termini qualitativi il concetto di ridurre "in misura sufficiente" e di avvicinarsi "al valore di riferimento con ritmo adeguato", tenendo conto delle condizioni macroeconomiche e della dinamica del debito, compreso il perseguimento di livelli adeguati degli avanzi primari nonché altre misure per ridurre l'indebitamento lordo e strategie di gestione del debito. Per i paesi che superano il valore di riferimento, il Consiglio formulerà raccomandazioni sulla dinamica del debito nei suoi pareri sui programmi di stabilità e di convergenza.

A tale scopo non è necessaria alcuna modifica degli attuali regolamenti.

3.6 Proroga dei termini per l'adozione di azioni e misure efficaci

Il Consiglio ritiene che il termine per l'adozione, ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 6, di una decisione che stabilisca l'esistenza di un disavanzo eccessivo debba essere prorogato da tre a quattro mesi dopo il termine per la notifica dei dati di bilancio. Inoltre il Consiglio ritiene che i tempi per l'adozione di un'azione efficace a seguito della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7 potrebbero essere prorogati da 4 a 6 mesi, per consentire allo Stato membro di inquadrare meglio tale azione nell'ambito della procedura di bilancio nazionale e di elaborare un pacchetto di misure più articolato. Ciò potrebbe agevolare l'adozione di pacchetti correttivi di misure strutturali (piuttosto che prevalentemente temporanee). Grazie a scadenze più lunghe, sarebbe inoltre possibile tenere conto delle previsioni della Commissione aggiornate, in modo da valutare contemporaneamente le misure adottate e le variazioni significative delle condizioni di crescita che potrebbero giustificare una proroga dei termini. Per le stesse ragioni, la scadenza di un mese perché il Consiglio decida di avvalersi dell'articolo 104, paragrafo 9 piuttosto che dell'articolo 104, paragrafo 8, dovrebbe essere prorogata a due mesi e la scadenza di due mesi, di cui all'articolo 104, paragrafo 9 dovrebbe essere prorogata a 4 mesi.

Tali proposte richiederebbero modifiche dei pertinenti articoli del regolamento n. 1467/97.

3.7. Termine iniziale per la correzione dei disavanzi eccessivi

Il Consiglio ritiene che, di norma, il termine per la correzione di un disavanzo eccessivo debba essere quello di un anno dalla sua constatazione e pertanto di norma di due anni dal momento in cui si è verificato. Il Consiglio conviene tuttavia che gli elementi da tenere presenti nella fissazione del termine iniziale per la correzione di un disavanzo eccessivo debbano essere meglio specificati e debbano includere, in particolare, una valutazione globale di tutti i fattori menzionati nella relazione di cui all'articolo 104, paragrafo 3.

Come valore di riferimento, ai paesi che presentano un disavanzo eccessivo sarà richiesto un aggiustamento di bilancio annuale minimo pari ad almeno lo 0,5% del PIL in termini corretti per il ciclo, al netto di misure una tantum, e il termine iniziale per la correzione del disavanzo eccessivo dovrebbe essere fissato tenendo conto di tale aggiustamento di bilancio minimo. Qualora tale aggiustamento appaia sufficiente a correggere il disavanzo eccessivo nell'anno successivo alla sua constatazione, il termine iniziale non deve essere fissato oltre tale anno.

Tuttavia il Consiglio conviene che in caso di circostanze particolari il termine iniziale per la correzione di un disavanzo eccessivo possa essere fissato un anno dopo, ossia il secondo anno dopo la sua constatazione e pertanto di norma il terzo anno dopo che si è verificato. La determinazione dell'esistenza di circostanze particolari terrà conto di una valutazione globale ponderata dei fattori menzionati nella relazione di cui all'articolo 104, paragrafo 3.

Il termine iniziale sarà fissato lasciando impregiudicati le considerazioni delle riforme del sistema pensionistico e i termini che si applicano ai nuovi e futuri Stati membri.

3.8. Revisione dei termini per la correzione dei disavanzi

Il Consiglio conviene che i termini per la correzione dei disavanzi eccessivi possano essere riveduti e prorogati qualora durante una procedura per i disavanzi eccessivi si verifichino eventi economici negativi imprevisti con notevoli effetti sfavorevoli di bilancio. È possibile riformulare una raccomandazione di cui all'articolo 104, paragrafo 7 o un'intimazione di cui all'articolo 104, paragrafo 9 del trattato e dovrebbe esservi fatto ricorso qualora lo Stato membro interessato abbia dato seguito effettivo alla raccomandazione o intimazione iniziali. Ciò dovrebbe essere specificato nel regolamento n. 1467/97.


Gli Stati membri dovrebbero dimostrare di avere dato seguito effettivo alle raccomandazioni. Qualora sia stato dato seguito effettivo alle precedenti raccomandazioni e l'andamento imprevedibile della crescita giustifichi una revisione dei termini per la correzione del disavanzo eccessivo, la procedura non passerebbe alla fase successiva. La previsione di crescita contenuta nella raccomandazione del Consiglio costituirebbe il riferimento per la valutazione dell'andamento imprevedibile della crescita.

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