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22-23 MARZO 2005
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
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Si allegano per le delegazioni le conclusioni della presidenza
del Consiglio europeo di Bruxelles (22-23 marzo 2005).
1. La riunione è stata preceduta da una relazione del presidente del
Parlamento europeo, sig. Josep Borrell, cui ha fatto seguito uno scambio di
opinioni. In tale occasione il presidente della Commissione ha presentato gli
obiettivi strategici della sua istituzione per il periodo 2005-2009. I capi di
Stato o di governo ne hanno preso atto e si sono compiaciuti della profonda
consonanza di vedute tra il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione
circa le priorità dell'Unione, segnatamente per quanto concerne
l'attività legislativa dei prossimi anni.
2. Il Consiglio europeo ha discusso i seguenti punti:
I. Patto di stabilità e crescita
II. Revisione intermedia della strategia di Lisbona
III. Sviluppo sostenibile
IV. Cambiamenti climatici
V. ITER
VI. Preparazione del vertice delle Nazioni Unite del settembre 2005
VII. Libano
o
o o
I. PATTO DI STABILITÀ E
CRESCITA
3. Il Consiglio europeo approva la relazione del Consiglio ECOFIN del 20 marzo 2005 (vedasi allegato II) intitolato "Migliorare l'attuazione del patto di stabilità e crescita" e ne approva i risultati e le proposte. La relazione aggiorna e completa il patto di stabilità e crescita che consiste nella risoluzione del Consiglio europeo di Amsterdam e nei regolamenti n. 1466/97 e n. 1467/97 del Consiglio. Si invita la Commissione a presentare rapidamente proposte volte a modificare i regolamenti del Consiglio.
II. RILANCIARE LA STRATEGIA DI LISBONA: UN PARTENARIATO PER LA CRESCITA E
L'OCCUPAZIONE
4. Cinque anni dopo il varo della strategia di Lisbona il bilancio è
modesto. Accanto a innegabili progressi ci sono lacune e ritardi evidenti. Di
fronte alle sfide da affrontare, il prezzo che si paga per i ritardi o il
mancato completamento delle riforme è alto, come dimostra il divario
esistente tra il potenziale di crescita dell'Europa e quello dei suoi partner
economici. Urge pertanto agire.
5. A tal fine, è indispensabile rilanciare senza indugi la strategia di
Lisbona e procedere a un riorientamento delle priorità verso la crescita e
l'occupazione. L'Europa deve infatti rinnovare le basi della sua
competitività, aumentare il suo potenziale di crescita e la sua
produttività e rafforzare la coesione sociale, puntando principalmente
sulla conoscenza, l'innovazione e la valorizzazione del capitale umano.
6. Per raggiungere tali obiettivi, l'Unione deve mobilitare maggiormente
tutti i mezzi nazionali e comunitari appropriati - compresa la politica di
coesione - nelle tre dimensioni economica, sociale e ambientale della strategia
per utilizzarne meglio le sinergie in un contesto generale di sviluppo
sostenibile. A fianco dei governi, tutti gli altri attori interessati -
parlamenti, autorità regionali e locali, parti sociali, società civile
- devono far propria la strategia e partecipare attivamente alla realizzazione
dei suoi obiettivi.
7. Parallelamente, le prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013
dovranno dotare l'Unione dei mezzi adeguati per portare a compimento le
politiche dell'Unione in generale e, segnatamente, le politiche che concorrono
alla realizzazione delle priorità di Lisbona. Condizioni macroeconomiche
solide sono essenziali per sostenere gli sforzi a favore della crescita e
dell'occupazione. Le modifiche al patto di stabilità e crescita vi
contribuiranno, permettendo nel contempo agli Stati membri di svolgere
pienamente il loro ruolo nel rilancio di una crescita a lungo termine.
8. Il Consiglio europeo si compiace della comunicazione della Commissione
"Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione - Il rilancio della
strategia di Lisbona" presentata in occasione della revisione intermedia.
Esprime apprezzamento per gli importanti contributi apportati in tale contesto
dal Parlamento europeo, dal Comitato delle regioni, dal Comitato economico e
sociale europeo e dalle parti sociali. Alla luce di tali proposte, il Consiglio
europeo invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a rilanciare fin
d'ora la strategia sulla base degli elementi imperniati sulla crescita e
l'occupazione riportati in appresso.
9. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione l'impegno assunto dalle parti sociali in occasione del vertice tripartito del 22 marzo e invita le parti sociali a presentare un programma di lavoro comune per la crescita e l'occupazione nell'ambito delle rispettive competenze.
Incoraggia peraltro il Comitato economico e sociale europeo a istituire con
i comitati economici e sociali degli Stati membri ed altre organizzazioni
partner una rete interattiva di iniziative della società civile destinata a
promuovere l'attuazione della strategia.
Conoscenza e innovazione - motori di una
crescita sostenibile
10. Lo spazio europeo della conoscenza deve consentire alle imprese di creare
nuovi fattori di competitività, ai consumatori di beneficiare di nuovi beni
e servizi e ai lavoratori di acquisire nuove competenze. In tale prospettiva
è importante sviluppare la ricerca, l'istruzione e l'innovazione in tutte
le forme che consentano di convertire la conoscenza in valore aggiunto e creare
nuovi e migliori posti di lavoro. Inoltre, negli anni futuri si dovrà
incoraggiare un autentico dialogo tra le parti interessate, pubbliche e private,
della società della conoscenza.
11. Nel settore dell'R&S, l'obiettivo generale di un livello di
investimenti pari al 3% è mantenuto, con una ripartizione adeguata tra
investimenti privati e pubblici. Dovranno essere definiti livelli specifici
intermedi sul piano nazionale. Questo obiettivo sarà conseguito tra l'altro
attraverso incentivi fiscali agli investimenti privati, un migliore effetto
moltiplicatore degli investimenti pubblici e la modernizzazione della gestione
degli istituti di ricerca e delle università.
12. Il settimo programma quadro di ricerca e sviluppo darà nuovo impulso
ad uno spazio europeo della ricerca a vantaggio di tutti gli Stati membri
rafforzando la collaborazione europea, mobilitando gli investimenti privati in
settori decisivi per la competitività e contribuendo a superare il divario
tecnologico. Questo programma deve fungere da leva sui bilanci di ricerca
nazionali. L'attrattiva dell'Europa per i ricercatori deve essere rafforzata
attraverso un miglioramento effettivo delle loro condizioni di mobilità e
di esercizio della professione. In questo contesto sarebbe importante istituire
un Consiglio europeo della ricerca destinato a sostenere la ricerca di punta e
la ricerca di base. I lavori sul programma spaziale europeo consentiranno di
sfruttare le capacità di innovazione e il potenziale importante in questo
settore.
13. Gli Stati membri dovranno sviluppare la politica di innovazione in
funzione delle loro specificità perseguendo, tra l'altro, i seguenti
obiettivi: creazione di meccanismi di sostegno alle PMI innovative, comprese le
imprese ad alta tecnologia in fase di avviamento, promozione della ricerca
congiunta tra imprese e università, miglioramento dell'accesso al capitale
di rischio, riorientamento degli appalti pubblici verso prodotti e servizi
innovativi, sviluppo di partenariati per l'innovazione e di poli di innovazione
a livello regionale e locale.
14. Il nuovo programma comunitario per la competitività e l'innovazione
darà, da parte sua, forte impulso all'innovazione in tutta l'Unione
europea, prevedendo un nuovo dispositivo di finanziamento per le PMI innovative
ad alto potenziale di crescita, razionalizzando e rafforzando la rete di
sostegno tecnico all'innovazione nelle imprese e sostenendo lo sviluppo di poli
regionali e di reti europee per l'innovazione.
15. Il Consiglio europeo prende atto che la Commissione intende presentare
una proposta sulla creazione di un istituto tecnologico europeo.
16. L'Europa ha bisogno di un tessuto industriale solido su tutto il suo
territorio. L'indispensabile proseguimento di una politica industriale attiva
passa per il rafforzamento dei vantaggi competitivi della base industriale
assicurando la complementarità dell'azione a livello nazionale,
transnazionale ed europeo. Tale obiettivo sarà tra l'altro perseguito
attraverso iniziative tecnologiche fondate su partenariati pubblico-privato e
mediante l'organizzazione di piattaforme tecnologiche volte a definire agende di
ricerca a lungo termine. La Commissione riferirà entro giugno sui lavori
preparatori da essa intrapresi in materia.
17. La Banca europea per gli investimenti dovrà estendere lo strumento di finanziamento strutturato a progetti di R&S e studiare con la Commissione nuovi mezzi per utilizzare i fondi comunitari come leve per i prestiti BEI.
18. È indispensabile sviluppare una società dell'informazione
pienamente inclusiva, basata sull'uso generalizzato delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione nei servizi pubblici, nelle PMI e nelle
famiglie. A tal fine l'iniziativa i2010 porrà l'accento sulla ricerca e
l'innovazione nel settore delle TIC, sullo sviluppo dell'industria dei
contenuti, la sicurezza delle reti e dell'informazione, e la convergenza e
l'interoperabilità volte a creare uno spazio di informazione senza
frontiere.
19. Il Consiglio europeo ricorda il contributo positivo della politica
ambientale alla crescita e all'occupazione, nonché alla qualità della
vita, in particolare tramite lo sviluppo di ecoinnovazioni e tecnologie
ambientali che, insieme alla gestione sostenibile delle risorse naturali, creino
nuove possibilità di accesso al mercato e nuovi posti di lavoro. Esso
sottolinea l'importanza dell'impiego efficiente dell'energia quale fattore di
competitività e di sviluppo sostenibile e accoglie favorevolmente
l'intenzione della Commissione di elaborare nel 2005 un'iniziativa europea
sull'efficienza energetica e un Libro verde. Dovranno inoltre essere fortemente
incoraggiate le ecoinnovazioni e le tecnologie ambientali, segnatamente nei
settori dell'energia e dei trasporti, rivolgendo particolare attenzione alle PMI
e alla promozione delle tecnologie ambientali negli appalti pubblici. Oltre al
suo sviluppo sul mercato interno, questo settore presenta un notevole potenziale
di esportazione. Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a
dare urgente attuazione al piano d'azione per le tecnologie ambientali anche
attraverso azioni concrete a scadenze concordate con gli operatori economici.
Esso ribadisce l'importanza dell'obiettivo di arrestare la perdita di
biodiversità entro il 2010, in particolare integrando tale esigenza in
altre politiche, tenuto conto dell'interesse che la biodiversità riveste
per taluni settori economici.
Uno spazio attraente per investire e
lavorare
20. Per incoraggiare gli investimenti e creare un contesto attraente per le
imprese e i lavoratori, l'Unione europea deve completare il mercato interno e
dotarsi di un quadro normativo più favorevole alle imprese che, da parte
loro, devono sviluppare la responsabilità sociale. Sono inoltre necessarie
infrastrutture efficienti, che affrontino tra l'altro il problema dei
collegamenti mancanti, servizi di interesse generale di qualità e a prezzi
abbordabili e un contesto sano basato su un consumo e una produzione sostenibili
e una qualità della vita elevata.
21. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a compiere ogni sforzo per rispettare gli impegni assunti a Barcellona nel marzo 2002, ivi compreso in materia di recepimento delle direttive.
22. Nel contesto del completamento del mercato interno, il Consiglio europeo ha individuato i seguenti settori prioritari.
Al fine di promuovere la crescita e l'occupazione e di rafforzare la competitività il mercato interno dei servizi deve essere pienamente operativo, preservando al tempo stesso il modello sociale europeo. Alla luce del dibattito in corso, che mostra che la stesura attuale della proposta di direttiva non risponde pienamente alle esigenze, il Consiglio europeo chiede che nel quadro del processo legislativo sia intrapreso ogni sforzo per raggiungere un ampio consenso che risponda a tutti questi obiettivi.
Il Consiglio europeo osserva che servizi d'interesse economico generale
efficaci svolgono un ruolo importante in un'economia efficiente e
dinamica.
Qualsiasi accordo su REACH deve conciliare la protezione dell’ambiente e della salute pubblica con la necessità di promuovere la competitività dell'industria europea, accordando nel contempo un'attenzione particolare alle PMI e alla loro capacità innovativa.
23. Oltre al perseguimento di una politica di concorrenza attiva, il
Consiglio europeo invita gli Stati membri a proseguire sulla via della riduzione
del livello generale degli aiuti di Stato considerando nel contempo le eventuali
carenze dei mercati. Tale movimento deve essere accompagnato da una
ridistribuzione degli aiuti a favore di taluni obiettivi orizzontali quali la
ricerca e l'innovazione nonché la valorizzazione del capitale umano. La
riforma degli aiuti regionali dovrebbe inoltre favorire un livello elevato di
investimenti e permettere una riduzione delle disparità conformemente agli
obiettivi di Lisbona.
24. Il Consiglio europeo rammenta l'importanza che attribuisce al miglioramento del quadro normativo e incoraggia a proseguire energicamente i lavori come previsto, tra l'altro mediante l'iniziativa delle sei Presidenze e il programma operativo del Consiglio per il 2005, in vista di una valutazione globale in occasione di un prossimo Consiglio europeo. Prende atto della comunicazione presentata dalla Commissione e insiste sulla necessità di agire con risolutezza in questo senso sia a livello europeo che a livello nazionale. Il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio a esaminare una metodologia comune per la misurazione dei costi amministrativi prefiggendosi l'obiettivo di pervenire ad un accordo entro la fine del 2005. Tale accordo dovrebbe avvalersi dei risultati dei progetti pilota della Commissione, attesi nel corso del 2005; invita la Commissione a sviluppare il sistema di valutazione dell'impatto come previsto nella sua comunicazione, ad operare di concerto con il Consiglio al fine di assicurare progressi più rapidi nel quadro della semplificazione e infine a prendere iniziative volte ad incoraggiare la partecipazione di tutti gli attori direttamente interessati a tale processo. Sottolinea infine che le iniziative prese nel contesto del miglioramento del quadro normativo non dovranno trasformarsi esse stesse in ostacoli amministrativi.
25. Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo fondamentale per la crescita
e l'occupazione e partecipano allo sviluppo del tessuto industriale. Gli Stati
membri sono invitati di conseguenza a proseguire la loro politica in questo
settore tramite l'alleggerimento degli oneri amministrativi, la creazione di
sportelli unici nonché l'accesso ai crediti , ai microcrediti, agli altri
modi di finanziamento e servizi di accompagnamento. Anche l'accesso delle PMI ai
programmi comunitari riveste una grande importanza. Inoltre la Commissione e gli
Stati membri sono invitati a sfruttare al meglio le reti di sostegno alle PMI: a
questo proposito occorre individuare rapidamente con le parti sociali a livello
nazionale e regionale nonché, per quanto possibile, con le camere di
commercio le misure necessarie di razionalizzazione e di cooperazione.
26. Il Consiglio incoraggia il Fondo europeo per gli investimenti a
diversificare le sue attività in particolare a favore del finanziamento
delle PMI innovative tramite le reti degli investitori individuali (business
angels) e i trasferimenti di tecnologie. Devono essere individuati con la
Commissione mezzi finanziari flessibili adeguati a tale tipo di attività.
Queste azioni devono altresì essere sostenute dal nuovo programma
comunitario per la competitività e l'innovazione.
27. Il mercato unico deve altresì appoggiarsi su un mercato interno
fisico, libero da vincoli di interoperabilità e logistici. Lo sviluppo
delle reti ad alta velocità nelle regioni insufficientemente servite è
il presupposto per lo sviluppo di un'economia della conoscenza. In maniera
generale, gli investimenti nelle infrastrutture favoriranno la crescita e
comporteranno una maggiore convergenza a livello economico, sociale e
ambientale. Nel quadro dell'iniziativa di crescita e dei programmi ad avvio
rapido, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della realizzazione dei
progetti prioritari nel settore delle reti energetiche e di trasporto e invita
l'Unione e gli Stati membri a proseguire gli sforzi d'investimento ed a
sostenere il partenariato tra il settore pubblico e quello privato.
28. L'economia mondiale aperta offre nuove opportunità di stimolare la
crescita, la competitività e la ridistribuzione dell'economia europea. Il
Consiglio europeo riconosce l'importanza di raggiungere un accordo ambizioso ed
equilibrato nei negoziati di Doha nonché di sviluppare accordi di libero
scambio bilaterali e regionali; il perseguimento di tale obiettivo deve essere
accompagnato da uno sforzo continuo per assicurare la convergenza di standard a
livello internazionale, anche in materia di rispetto dei diritti della
proprietà intellettuale.
La crescita e l'occupazione al servizio
della coesione sociale
29. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per la comunicazione della
Commissione sull'Agenda sociale che contribuisce alla realizzazione degli
obiettivi della strategia di Lisbona rafforzando il modello sociale europeo
basato sulla ricerca della piena occupazione e una maggiore coesione sociale.
30. L'aumento dei tassi di occupazione e il prolungamento della durata della
vita lavorativa, combinati con la riforma dei sistemi di protezione sociale,
costituiscono il mezzo migliore per mantenere l'attuale livello della protezione
sociale.
Nel contesto dei suoi attuali lavori sul rilancio di Lisbona, la Commissione rifletterà in merito alle questioni che si pongono riguardo alle modalità per assicurare il finanziamento sostenibile del nostro modello sociale e riferirà al Consiglio europeo in autunno.
31. Gli obiettivi della piena occupazione, della qualità e della
produttività del lavoro nonché della coesione sociale devono tradursi
in priorità chiare e misurabili: rendere il lavoro una vera opzione per
tutti, attrarre un maggior numero di persone sul mercato del lavoro, migliorare
la capacità di adattamento, investire nel capitale umano, modernizzare la
protezione sociale, promuovere le pari opportunità - segnatamente tra
uomini e donne - e l'inclusione sociale.
32. È indispensabile attrarre un maggior numero di persone sul mercato
del lavoro. Tale obiettivo sarà raggiunto investendo in una politica attiva
dell'occupazione, in una politica intesa a rendere il lavoro economicamente
attraente, in misure volte a conciliare vita professionale e vita familiare,
compreso il miglioramento delle strutture di custodia dei bambini; occorre dare
priorità anche alle pari opportunità, alle strategie di invecchiamento
attivo, alla promozione dell'integrazione sociale nonché alla
trasformazione del lavoro non dichiarato in lavoro regolare. Devono inoltre
essere sviluppate nuove fonti occupazionali, nei servizi alle persone e alle
imprese, nell'economia sociale, nella pianificazione territoriale e nella
protezione dell'ambiente nonché nei nuovi mestieri industriali, grazie tra
l'altro alla promozione dei partenariati locali per la crescita e
l'occupazione.
33. Per i lavoratori e le imprese, nuove forme di organizzazione del lavoro
ed una maggiore diversità dei contratti, che combinino meglio
flessibilità e sicurezza, contribuiranno a migliorare la capacità di
adattamento. Si deve altresì prestare attenzione ad una migliore previsione
e gestione del cambiamento economico.
34. Il capitale umano è l'attivo più importante per l'Europa. Gli
Stati membri sono invitati a intensificare gli sforzi per elevare il livello
generale d'istruzione e ridurre il numero di giovani che lasciano la scuola
precocemente, in particolare proseguendo il programma di lavoro "Istruzione e
formazione 2010". L'apprendimento permanente costituisce una condizione sine
qua non per realizzare gli obiettivi di Lisbona, tenendo conto
dell'interesse di una qualità elevata a tutti i livelli. Il Consiglio
europeo invita gli Stati membri a far sì che l'apprendimento permanente sia
un'opportunità offerta a tutti nelle scuole, nelle imprese e nelle
famiglie. Un'attenzione particolare deve essere riservata all'accesso
all'apprendimento permanente per i lavoratori meno qualificati e per il
personale delle piccole e medie imprese. Il Consiglio europeo invita pertanto ad
adottare rapidamente il programma che la Commissione presenterà tra breve a
questo riguardo. Inoltre le condizioni di accesso devono essere agevolate
dall'organizzazione dell'orario di lavoro, dai servizi di sostegno alla
famiglia, dall'orientamento professionale e da nuove forme di ripartizione dei
costi.
35. Lo spazio europeo dell'istruzione deve essere sviluppato tramite la
promozione della mobilità geografica e professionale. Il Consiglio europeo
sottolinea l'importanza della diffusione dell'EUROPASS, dell'adozione della
direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali nel 2005 e
di un quadro europeo delle qualifiche nel 2006.
36. La politica d'inclusione sociale deve essere proseguita dall'Unione e
dagli Stati membri mediante l'approccio pluridimensionale, concentrandosi su
gruppi bersaglio quali i bambini in situazione di povertà.
37. Il ritorno ad una crescita forte e sostenibile richiede una demografia
più dinamica, una migliore integrazione socio-professionale, e una maggiore
valorizzazione del potenziale umano che rappresenta la gioventù europea. A
tal fine, il Consiglio europeo ha adottato il patto europeo per la
gioventù, riportato nell'allegato I, come uno degli strumenti che
contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona.
C. MIGLIORARE LA GOVERNANZA
38. È importante che le azioni intraprese dall'UE e dagli Stati membri
contribuiscano maggiormente e più concretamente alla crescita e
all'occupazione. In tale spirito, si creerà un dispositivo semplificato con
un triplice obiettivo: facilitare l'individuazione delle priorità nel
rispetto dell'equilibrio globale della strategia e della sinergia tra i suoi
diversi elementi; migliorare l'attuazione di tali priorità sul terreno,
provvedendo a coinvolgere maggiormente gli Stati membri; razionalizzare la
procedura di follow-up per comprendere meglio l'applicazione della strategia a
livello nazionale.
39. Tale nuovo approccio, basato su un ciclo di 3 anni con inizio nel
corrente anno e che dovrà essere rinnovato nel 2008, comprenderà le
fasi seguenti:
e) La Commissione riferirà annualmente sull'attuazione della strategia
nelle sue tre dimensioni. Sulla base dell'analisi della Commissione, il
Consiglio europeo passerà in rassegna, ogni primavera, i progressi compiuti
e si pronuncerà sugli adeguamenti delle "linee direttrici integrate" che si
rivelassero necessari.
f) Per quanto riguarda gli indirizzi di massima per le politiche economiche
si applicano gli esistenti meccanismi di sorveglianza multilaterale.
40. Al termine del terzo anno di ciascun ciclo, le "linee direttrici
integrate", i "programmi di riforma nazionali" così come "il programma
comunitario di Lisbona" saranno prorogati conformemente alla procedura sopra
descritta, prendendo come punto di partenza una relazione strategica della
Commissione, basata su una valutazione globale dei progressi realizzati nel
corso dei tre anni precedenti.
41. Nel 2005 il ciclo descritto sopra avrà inizio nel mese di aprile con
la presentazione da parte della Commissione delle linee direttrici integrate
elaborate sulla base delle presenti conclusioni. Gli Stati membri sono invitati
a definire i rispettivi programmi di riforma nazionali nell'autunno
2005.
III. SVILUPPO SOSTENIBILE
42. In occasione del rilancio della strategia di Lisbona, il Consiglio
europeo riafferma che questa strategia si colloca, essa stessa, nel contesto
più ampio dell'esigenza di sviluppo sostenibile secondo cui occorre
soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle
generazioni future di soddisfare i propri. Il Consiglio europeo ha convenuto di
adottare, nella prossima riunione di giugno, una "dichiarazione sui principi
direttori dello sviluppo sostenibile"; tale dichiarazione servirà da base
per il rinnovamento della strategia per lo sviluppo sostenibile adottata dal
Consiglio europeo di Göteborg nel 2001. Tale nuova strategia più
completa e ambiziosa, comprendente obiettivi, indicatori e una procedura
efficace di follow-up, dovrebbe fondarsi su una visione positiva a lungo termine
e integrare pienamente le dimensioni interne ed esterne. La nuova strategia
sarà adottata entro la fine del 2005 e la Commissione ha comunicato
che presenterà le opportune proposte in tempo
utile.
IV. CAMBIAMENTI CLIMATICI
43. Il Consiglio europeo riconosce che i cambiamenti climatici possono avere,
a livello mondiale, gravi ripercussioni negative sotto i profili ambientale,
economico e sociale. Conferma che per realizzare l'obiettivo ultimo della
Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l'aumento
mondiale annuo della temperatura media di superficie non deve superare di
2°C i livelli preindustriali.
44. Il Consiglio europeo rileva con grande soddisfazione l'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. In tale contesto, esso desidera congratularsi in modo particolare con la Federazione russa per aver ratificato il protocollo.
45. Il Consiglio europeo accoglie positivamente la comunicazione della
Commissione "Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici" e invita la
Commissione a proseguire la sua analisi dei vantaggi e dei costi delle strategie
per la riduzione di CO2.
46. Il Consiglio europeo sottolinea la ferma volontà dell'UE di dare
nuovo slancio ai negoziati internazionali. A tal fine occorre:
Il Consiglio europeo esaminerà regolarmente questo
fascicolo.
V. ITER
47. Il Consiglio europeo insiste sulla necessità di iniziare la costruzione dell'ITER sul sito europeo entro la fine del 2005 e invita la Commissione a fare tutto il possibile per raggiungere tale obiettivo, in particolare il perfezionamento dell'accordo internazionale prima del luglio 2005.
VI. PREPARAZIONE DEL VERTICE DELLE NAZIONI UNITE DEL
SETTEMBRE 2005
48. Il Consiglio europeo accoglie con favore la presentazione fatta il 21
marzo 2005 dal Segretario generale delle Nazioni Unite della relazione "In una
maggiore libertà - Verso la sicurezza umana, lo sviluppo della società
e i diritti dell'uomo per tutti", che costituisce un contributo fondamentale
alla preparazione del vertice delle Nazioni Unite del settembre 2005,
dedicato al seguito da riservare alla dichiarazione del Millennio (2000) e ai
principali vertici e conferenze delle Nazioni Unite. Il Consiglio europeo
ribadisce che l'Unione è fermamente determinata a svolgere un ruolo
importante in seno alle Nazioni Unite in generale e nella preparazione del
vertice in particolare. L'Unione europea è risoluta a far sì che
questo processo sfoci nella formulazione di risposte comuni ai grandi problemi
dello sviluppo, della sicurezza e dei diritti dell'uomo.
49. Il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio ad accelerare i
lavori, segnatamente per quanto riguarda le varie componenti del capitolo
"sviluppo", così da mettere a punto le nostre posizioni sui diversi temi e
consentire all'Unione europea di svolgere un ruolo attivo nelle discussioni
future.
Il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza particolare
dell'Africa nel 2005. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di
presentare rapidamente proposte volte ad apportare un contributo sostanziale
alla revisione degli obiettivi di sviluppo del millennio e a rafforzare il
sostegno dell'Unione al continente africano. Ha preso altresì atto, in tale
contesto, della recente relazione della Commissione sull'Africa.
50. Il Consiglio europeo auspica che si continui e si rafforzi un processo di dialogo a tutti i livelli con i gruppi di paesi e i paesi con cui l'Unione intrattiene relazioni strutturate, al fine di promuovere una dinamica attiva di convergenza delle posizioni nella prospettiva di conseguire risultati ambiziosi ed equilibrati al vertice del settembre 2005.
VII. LIBANO
51. Il Consiglio europeo fa proprie le conclusioni
adottate dal Consiglio il 16 marzo 2005 sul Libano. Riafferma il
proprio impegno per un Libano sovrano, indipendente e democratico. Ricorda
l'importanza della risoluzione 1559 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite ed esprime pieno sostegno alla missione dell'inviato speciale del
Segretario generale delle Nazioni Unite.
52. Il Consiglio europeo invita
la Siria ad onorare rapidamente l'impegno assunto il 12 marzo dal
Presidente siriano Bachar al-Assad di ritirare dal Libano tutte le truppe e i
servizi d'informazione siriani. Il ritiro dovrà essere totale e svolgersi
in base a un calendario preciso.
53. Il Consiglio europeo auspica la
rapida costituzione di un nuovo governo, che possa agire nell'interesse di
tutti i libanesi. Il governo dovrà essere in grado di organizzare, entro la
scadenza prevista, elezioni libere, trasparenti e regolari, conformemente al
dettato della costituzione libanese, su cui non gravi alcuna interferenza o
ingerenza straniera. L'Unione europea seguirà con attenzione il processo
elettorale e sarà pronta a fornire la sua
assistenza.
______________
ALLEGATO I
Patto europeo per la gioventù
Nel contesto
dell'invecchiamento della popolazione europea, il Consiglio europeo ritiene
necessario far beneficiare i giovani europei di un insieme di politiche e misure
che si integrano pienamente nella strategia di Lisbona. Il patto per la
gioventù mira a migliorare l'istruzione, la formazione, la mobilità,
l'inserimento professionale e l'inclusione sociale dei giovani europei
facilitando nel contempo la conciliazione tra attività professionale e vita
familiare. Il Patto deve garantire la coerenza globale delle iniziative da
intraprendere in tali settori e costituire il punto di partenza per una
mobilitazione intensa e continua a favore dei giovani. Il suo successo
presuppone il coinvolgimento di tutti gli attori interessati e, in primissimo
luogo, delle organizzazioni giovanili a livello nazionale, regionale e locale,
così come del Forum europeo della gioventù, delle collettività
territoriali e delle parti sociali.
Il Consiglio europeo invita l'Unione
e gli Stati membri, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze e
segnatamente nel quadro della strategia europea per l'occupazione e della
strategia per l'inclusione sociale, ad ispirarsi alle linee d'azione
seguenti:
In materia di occupazione, integrazione e promozione
sociale
Nel settore
dell'istruzione, della formazione e della mobilità
Per
la conciliazione della vita professionale con la vita personale e
familiare
_____________
ALLEGATO II
Migliorare l'attuazione del
patto di stabilità
e crescita
- Relazione del Consiglio al Consiglio europeo
-
La presente relazione contiene proposte intese al
rafforzamento e al chiarimento dell'attuazione del patto di stabilità e
crescita al fine di migliorare il coordinamento e la sorveglianza delle
politiche economiche in conformità dell'articolo 99 del trattato e di
evitare disavanzi eccessivi come previsto dall'articolo 104, paragrafo 1 del
trattato.
Il Consiglio conferma che il patto di stabilità e
crescita, basato sugli articoli 99 e 104 del trattato, è un elemento
essenziale del quadro macroeconomico dell'Unione economica e monetaria.
Imponendo agli Stati membri di coordinare le loro politiche di bilancio e di
evitare disavanzi eccessivi, esso contribuisce a raggiungere la stabilità
macroeconomica nell'UE e svolge un ruolo fondamentale nell'assicurare
un'inflazione contenuta e tassi di interesse bassi, apporti essenziali per
ottenere una crescita economica sostenibile e la creazione di posti di
lavoro.
Il Consiglio ricorda la dichiarazione relativa all'articolo
III-184 (allegata all'atto finale della Costituzione) che ribadisce l'impegno
del Consiglio europeo nei confronti degli obiettivi della strategia di Lisbona -
creazione di posti di lavoro, riforme strutturali e coesione sociale - e che in
merito alla politica di bilancio recita: "L'Unione mira a raggiungere una
crescita economica equilibrata e la stabilità dei prezzi. Le politiche
economiche e di bilancio devono pertanto stabilire le corrette priorità in
materia di riforme economiche, innovazione, competitività e rafforzamento
degli investimenti privati e dei consumi nelle fasi di crescita economica
debole. Ciò dovrebbe riflettersi negli orientamenti delle decisioni in
materia di bilancio a livello nazionale e dell'Unione, in particolare mediante
la ristrutturazione delle entrate e delle spese pubbliche, nel rispetto della
disciplina di bilancio conformemente alla Costituzione e al patto di
stabilità e crescita."
I due fulcri nominali del patto - il valore
di riferimento del 3% per il rapporto fra il disavanzo pubblico e il PIL e del
60% per il rapporto fra il debito pubblico e il PIL - si sono dimostrati validi
e restano l’elemento centrale della sorveglianza multilaterale. Tuttavia
nel giugno 2004 il Consiglio europeo ha rilevato la necessità di rafforzare
e chiarire l'attuazione del patto di stabilità e crescita, al fine di
promuovere la trasparenza e la titolarità nazionale del quadro di bilancio
dell’UE e migliorare l'applicazione delle relative norme e disposizioni.
Il patto deve applicarsi in tutti i paesi in modo equo e coerente ed
essere comprensibile per l'opinione pubblica. Il Consiglio ribadisce che un
sistema fondato sulle regole è la migliore garanzia per il rispetto degli
impegni assunti e per un trattamento equo di tutti gli Stati membri. Nel
rafforzare e chiarire il patto è essenziale assicurare un giusto equilibrio
tra un grado più elevato di valutazione economica e di discrezionalità
politica nella sorveglianza e nel coordinamento delle politiche di bilancio e la
necessità che un sistema basato sulle regole resti semplice, trasparente ed
applicabile.
Tuttavia, in un'Unione europea di 25 paesi, caratterizzata
da notevole eterogeneità e diversità e vista l’esperienza dei
cinque anni dell’UEM, un quadro comune più ricco che ponga maggiore
enfasi sulla razionalità economica delle sue regole permetterebbe di tener
maggiormente conto delle diverse situazioni economiche dell’Unione.
L’obiettivo è pertanto consolidare le basi economiche del quadro
esistente per rafforzarne la credibilità e l'applicazione effettiva. Il
fine non è certo introdurre maggiore rigidità o flessibilità
nelle regole attuali, bensì renderle più efficaci.
Partendo da
queste premesse, la riforma mira a rispondere meglio alle carenze emerse sino ad
oggi dando maggiore risalto agli sviluppi economici e ponendo l’accento
sulla garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche. Inoltre,
occorre coordinare meglio fra loro gli strumenti di governance economica dell'UE
affinché aumenti il contributo della politica di bilancio alla crescita
economica e si progredisca verso la realizzazione della strategia di
Lisbona.
Sulla base della comunicazione della Commissione del 3 settembre
2004 intitolata “Rafforzare la governance economica e chiarire
l’implementazione del Patto di stabilità e di crescita”, il
Consiglio si è adoperato per presentare proposte concrete per una riforma
del patto di stabilità e crescita.
Nel rivedere le disposizioni del
patto di stabilità e crescita, il Consiglio ha sostanzialmente individuato
cinque settori in cui si potrebbero apportare miglioramenti:
Nell'elaborare le
proposte per una riforma del patto di stabilità e di crescita, il Consiglio
ha prestato la dovuta attenzione al rafforzamento della governance e della
titolarità nazionale del quadro di bilancio, al consolidamento delle basi
economiche e dell'efficacia del patto, sia nell'aspetto preventivo che in quello
correttivo, alla garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche a
lungo termine, alla promozione della crescita e all'obiettivo di evitare di
imporre oneri eccessivi alle generazioni future.
Conformemente alla
risoluzione di Lussemburgo sul coordinamento delle politiche economiche, il
Consiglio conferma che un migliore coordinamento delle politiche di bilancio
deve essere conforme al principio di sussidiarietà stabilito nel trattato,
rispettando le prerogative dei governi nazionali nella determinazione delle loro
politiche strutturali e di bilancio e osservando nel contempo le disposizioni
del trattato e del patto di stabilità e crescita.
Nella presente
relazione i Ministri indicano le modifiche legislative necessarie al fine di
rendere operativa la loro visione della riforma del patto di stabilità e
crescita. Essi intendono ridurre al minimo le modifiche ed attendono proposte da
parte della Commissione per porre in atto le loro
intenzioni.
1. Migliorare la governance
Al fine di
accrescere la legittimità del quadro di bilancio dell'UE e rafforzare il
sostegno ai suoi obiettivi e alle disposizioni istituzionali, il Consiglio
ritiene che gli Stati membri, la Commissione e il Consiglio, evitando qualsiasi
cambiamento istituzionale, debbano esercitare appieno le loro rispettive
responsabilità, in particolare:
Il Consiglio sottolinea l'importanza di migliorare la
governance e di rafforzare la titolarità nazionale del quadro di bilancio
attraverso le proposte indicate di seguito.
1.1. Cooperazione e
comunicazione
Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri
dovrebbero applicare il trattato e il patto di stabilità e crescita in modo
efficace e tempestivo. Le parti dovrebbero cooperare in modo serrato e
costruttivo al processo di sorveglianza economica e di bilancio, al fine di
garantire la certezza e l'efficacia delle norme del patto.
In uno
spirito di trasparenza e responsabilità, si dovrebbe accordare debita
considerazione a una piena e tempestiva comunicazione tra le istituzioni e con i
cittadini. In particolare, al fine di favorire uno scambio di opinioni franco e
confidenziale, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero
impegnarsi a scambiare informazioni preventive sulle loro intenzioni in tutte le
fasi del controllo di bilancio e della procedura per disavanzo eccessivo, fatte
salve le rispettive prerogative.
1.2. Migliorare il sostegno reciproco
e esercitare la pressione reciproca
Il Consiglio conviene che
aumentare l'efficacia del sostegno reciproco e della pressione reciproca è
parte integrante di un patto di stabilità e crescita riformato. Il
Consiglio e la Commissione dovrebbero impegnarsi a motivare e a rendere
pubbliche le loro posizioni e decisioni in tutte le fasi appropriate della
procedura del patto.
Il sostegno reciproco e la pressione reciproca a
livello di zona euro dovrebbero essere esercitati nel quadro del coordinamento
assicurato all'interno dell'Eurogruppo ed essere basati su una valutazione
orizzontale degli sviluppi di bilancio nazionali e delle relative implicazioni
per la zona euro nel suo complesso. Tale valutazione dovrebbe essere effettuata
almeno una volta l'anno prima dell'estate.
1.3. Norme di bilancio e
istituzioni nazionali complementari
Il Consiglio conviene che le
norme di bilancio nazionali dovrebbero essere complementari agli impegni degli
Stati membri nel quadro del patto di stabilità e crescita. Per converso, a
livello UE, dovrebbero essere dati incentivi ed eliminati disincentivi
affinché le norme nazionali sostengano gli obiettivi del patto di
stabilità e crescita. In tale contesto, il Consiglio sottolinea i
disincentivi derivanti dall'impatto sul quadro finanziario di determinate norme
contabili e statistiche previste dal SEC 95.
L'attuazione delle norme
nazionali vigenti (norme in materia di spesa, ecc.) potrebbe essere discussa
nell'ambito dei programmi di stabilità e convergenza, con la dovuta cautela
e nella misura in cui siano pertinenti per il rispetto delle norme di bilancio
comunitarie, dato che a livello europeo gli Stati membri sono vincolati al
rispetto di queste ultime e l'osservanza delle norme di bilancio comunitarie
costituisce il fulcro della valutazione dei programmi di stabilità e
convergenza.
Il Consiglio ritiene che i sistemi nazionali di governance
debbano integrare il quadro comunitario. Le istituzioni nazionali potrebbero
svolgere un ruolo più prominente nel quadro della sorveglianza di bilancio
per rafforzare la titolarità nazionale, migliorare la capacità di
attuazione coinvolgendo l'opinione pubblica nazionale ed integrare l'analisi
economica e politica a livello UE.
1.4. Programma di stabilità
per la legislatura
Il Consiglio invita gli Stati membri, quando
elaborano il primo aggiornamento del loro programma di
stabilità/convergenza dopo l'insediamento di un nuovo governo, a mostrare
continuità rispetto agli obiettivi di bilancio approvati dal Consiglio
sulla base del precedente aggiornamento del programma di
stabilità/convergenza e - guardando all'intera legislatura - a fornire
informazioni sui mezzi e gli strumenti che si intendono usare per raggiungere
tali obiettivi esponendo la strategia di bilancio.
1.5. Coinvolgimento
dei parlamenti nazionali
Il Consiglio invita i governi degli Stati
membri a presentare ai rispettivi parlamenti nazionali i programmi di
stabilità/convergenza e i pareri espressi dal Consiglio sui medesimi. Se lo
desiderano i parlamenti nazionali possono discutere il seguito da dare alle
raccomandazioni formulate nel quadro delle procedure di allarme preventivo e per
disavanzo eccessivo.
1.6. Previsioni macroeconomiche
affidabili
Il Consiglio riconosce l'importanza di basare le
proiezioni di bilancio su previsioni macroeconomiche realistiche e caute.
Riconosce altresì l'importante contributo che le previsioni della
Commissione possono fornire per il coordinamento delle politiche economiche e di
bilancio.
Nelle loro proiezioni macroeconomiche e di bilancio, gli Stati
membri, in particolare quelli che fanno parte della zona euro e gli Stati membri
che partecipano all'ERM 2, dovrebbero utilizzare le "ipotesi esterne
comuni" eventualmente fornite in tempo utile dalla Commissione. Gli Stati membri
sono liberi di basare i programmi di stabilità/convergenza sulle loro
proiezioni. Tuttavia, le divergenze tra le previsioni nazionali e quelle della
Commissione dovrebbero essere spiegate con dovizia di particolari. Tale
spiegazione fungerà da riferimento nel valutare a posteriori gli errori di
previsione.
Considerata l'inevitabilità degli errori di previsione,
nei programmi di stabilità/convergenza si dovrebbe porre maggiormente
l'accento sulle analisi di sensibilità globali e/o sull'elaborazione di
scenari alternativi, al fine di consentire alla Commissione e al Consiglio di
considerare l'intera gamma dei possibili risultati di
bilancio.
1.7. Gestione statistica
Il Consiglio conviene
che l'attuazione del quadro di bilancio e la relativa credibilità dipendono
essenzialmente dalla qualità, affidabilità e tempestività delle
statistiche di bilancio. Statistiche affidabili e tempestive sono essenziali non
solo per la valutazione delle posizioni di bilancio pubblico; la piena
trasparenza di tali statistiche consentirà altresì ai mercati
finanziari di valutare meglio la solidità finanziaria dei vari Stati
membri, svolgendo un'importante funzione di segnalazione degli errori di
politica.
La questione centrale rimane quella di provvedere ad adeguate
pratiche, risorse e capacità per elaborare statistiche di alta qualità
a livello nazionale ed europeo al fine di garantire l'indipendenza,
l'integrità e la responsabilità sia degli uffici statistici nazionali
sia dell'Eurostat. Occorre inoltre porre l'accento sullo sviluppo della
capacità operativa, del potere di controllo, dell'indipendenza e della
responsabilità dell'Eurostat. La Commissione e il Consiglio stanno
affrontando, nel corso del 2005, la questione del miglioramento della gestione
del Sistema statistico europeo.
Gli Stati membri e le istituzioni dell'UE
dovrebbero affermare il loro impegno ad elaborare statistiche di bilancio di
alta qualità ed affidabili e a garantire reciproca cooperazione per
raggiungere tale obiettivo. Dovrebbe essere presa in considerazione
l'imposizione di sanzioni agli Stati membri in caso di violazione dell'obbligo
di riferire debitamente i dati sui conti pubblici.
2. Rafforzare il
braccio preventivo
Vi è un ampio consenso sul fatto che i
periodi di crescita superiore alle attese debbano essere utilizzati per il
consolidamento di bilancio al fine di evitare politiche procicliche. Il mancato
raggiungimento in passato dell'obiettivo di bilancio a medio termine "con un
saldo prossimo al pareggio o in attivo" richiede un rafforzamento del braccio
preventivo del patto di stabilità e crescita attraverso un rinnovato
impegno degli Stati membri a prendere le misure di bilancio necessarie alla
convergenza verso detto obiettivo e al rispetto dello
stesso.
2.1. Definizione dell'obiettivo di bilancio a medio
termine
Il patto di stabilità e crescita sancisce l'obbligo per
gli Stati membri di aderire all'obiettivo a medio termine per una posizione di
bilancio "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo".
Considerata la
maggiore eterogeneità economica e finanziaria nell'UE a 25, il Consiglio
conviene che l'obiettivo a medio termine debba essere differenziato per ogni
singolo Stato membro al fine di tener conto delle diversità nelle posizioni
e negli sviluppi sul piano economico e di bilancio, nonché del rischio
finanziario con riferimento alla sostenibilità delle finanze pubbliche,
anche a fronte di possibili evoluzioni demografiche.
Il Consiglio
propone pertanto di definire obiettivi a medio termine che, tenendo conto delle
caratteristiche dell'economia di ciascuno Stato membro, perseguano una triplice
finalità. In primo luogo, essi dovrebbero garantire un margine di sicurezza
rispetto al limite del 3% fissato per il disavanzo. Dovrebbero inoltre
assicurare rapidi progressi verso la sostenibilità. Dovrebbero pertanto
consentire uno spazio di manovra nel bilancio, segnatamente tenendo conto delle
esigenze in termini di investimenti pubblici.
Gli obiettivi a medio
termine dovrebbero essere differenziati e possono divergere dall'obiettivo di
una posizione di bilancio "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo" per
singoli Stati membri sulla base dell'attuale rapporto debito/PIL e della
crescita potenziale, mantenendo nel contempo un margine sufficiente al di sotto
del valore di riferimento del - 3% del PIL. La forcella per gli obiettivi a
medio termine di ciascun paese della zona euro e degli Stati membri
dell'ERM 2 si troverebbe pertanto, in termini corretti per il ciclo, al
netto delle misure temporanee e una tantum, tra il -1% del PIL per i paesi a
basso indebitamento/elevato potenziale di crescita e il pareggio o l'attivo per
i paesi ad alto indebitamento/basso potenziale di crescita.
La
sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sarebbe sostenuta
dalla convergenza del rapporto debito/PIL verso livelli prudenti.
Si
dovrebbero prendere in considerazione le passività implicite (collegate ad
un aumento delle spese dovuto all'invecchiamento della popolazione) non appena
saranno stati opportunamente stabiliti ed approvati dal Consiglio i criteri e le
modalità a tal fine necessari. Entro la fine del 2006, la Commissione
dovrebbe riferire sui progressi compiuti nella definizione di una metodologia
per un completamento dell'analisi con l'inclusione di tali passività
implicite.
Il Consiglio sottolinea tuttavia che non ci si può
attendere che le politiche di bilancio facciano fronte nel breve termine a tutti
gli effetti strutturali dell'invecchiamento demografico e invita gli Stati
membri a proseguire negli sforzi di attuazione delle riforme strutturali nei
settori correlati all'invecchiamento della popolazione, nonché verso un
aumento del tasso di attività e di occupazione.
Gli obiettivi di
bilancio a medio termine potrebbero essere riveduti in occasione dell'attuazione
di importanti riforme e in ogni caso ogni quattro anni, al fine di rispecchiare
gli sviluppi registrati negli indici di indebitamento pubblico, nel potenziale
di crescita e nella sostenibilità di bilancio.
2.2. Percorso di
avvicinamento all'obiettivo a medio termine
Il Consiglio ritiene che
si debba porre in essere un approccio più simmetrico alle politiche di
bilancio sull'insieme del ciclo mediante una migliore disciplina di bilancio nei
periodi di ripresa economica, con l'obiettivo di evitare politiche procicliche e
conseguire progressivamente l'obiettivo a medio termine, creando quindi spazio
sufficiente per tener conto dei periodi di recessione economica e ridurre
l'indebitamento pubblico ad un ritmo soddisfacente, contribuendo in tal modo
alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.
Gli
Stati membri si dovrebbero impegnare, a livello europeo, a consolidare
attivamente le finanze pubbliche in periodi di congiuntura favorevoli nella
presunzione di destinare le entrate supplementari inattese alla riduzione del
disavanzo e dell'indebitamento.
Gli Stati membri che non hanno ancora
raggiunto i loro obiettivi a medio termine dovrebbero adottare misure per
conseguirli nel corso del ciclo. Il loro sforzo di adeguamento dovrebbe essere
maggiore nei periodi di congiuntura favorevole e potrebbe essere più
limitato nei periodi di congiuntura sfavorevoli. Al fine di raggiungere tali
obiettivi, gli Stati membri che fanno parte della zona euro o dell'ERM 2
dovrebbero perseguire un aggiustamento annuale in termini corretti per il ciclo,
al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL
come parametro di riferimento. Per "periodi di congiuntura favorevoli" si
dovrebbero intendere periodi in cui il prodotto supera il livello potenziale,
tenendo conto delle elasticità fiscali.
Gli Stati membri che non
seguono il percorso di avvicinamento stabilito ne spiegheranno i motivi in
occasione dell'aggiornamento annuale dei programmi di
stabilità/convergenza. La Commissione fornirà indicazioni politiche
per incoraggiare gli Stati membri a non discostarsi dal loro percorso di
avvicinamento. Tali indicazioni saranno sostituite da avvertimenti preventivi
conformemente alla Costituzione non appena sarà
applicabile.
2.3. Considerazione delle riforme
strutturali
Il Consiglio conviene che, per rafforzare l'orientamento
del patto verso la crescita, si terrà conto di riforme strutturali nel
definire il percorso di avvicinamento all'obiettivo a medio termine per i paesi
che non l'hanno ancora raggiunto e nel consentire una deviazione temporanea da
tale obiettivo per i paesi che l'hanno già raggiunto, restando chiaramente
inteso che dovrà essere garantito un margine di sicurezza perché venga
rispettato il valore di riferimento del 3% del PIL per il disavanzo e che la
posizione di bilancio dovrebbe rientrare nell'ambito dell'obiettivo a medio
termine entro il periodo del programma.
Si terrà conto solo di
riforme sostanziali che producono effetti diretti di contenimento dei costi a
lungo termine, aumentando anche il potenziale di crescita, che pertanto avranno
un impatto positivo quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine
delle finanze pubbliche. Nell'ambito dell'aggiornamento annuale dei programmi di
stabilità/convergenza sarà necessario fornire un'analisi dettagliata
dei costi-benefici di tali riforme sotto il profilo del bilancio.
Tali
proposte dovrebbero essere inserite nel regolamento n. 1466/97.
Inoltre
il Consiglio tiene a che il rispetto degli obiettivi di bilancio del patto di
stabilità e crescita non ostacoli le riforme strutturali che migliorano
inequivocabilmente la sostenibilità a lungo termine delle finanze
pubbliche. Il Consiglio riconosce che si deve prestare particolare attenzione
alle riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro
comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato integralmente. Sebbene tali
riforme comportino un deterioramento a breve termine delle finanze pubbliche
durante il periodo di attuazione, la sostenibilità a lungo termine è
chiaramente migliorata. Il Consiglio conviene pertanto che agli Stati membri che
attuano tali riforme debba essere consentito di scostarsi dal percorso di
avvicinamento all'obiettivo a medio termine o dall'obiettivo a medio termine
stesso. La deviazione dall'obiettivo a medio termine dovrebbe riflettere i costi
netti della riforma per il pilastro pubblico, a condizione che tale deviazione
resti temporanea e che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto
al valore di riferimento.
3. Migliorare l'attuazione della procedura
per i disavanzi eccessivi
La procedura per i disavanzi eccessivi
dovrebbe rimanere semplice, trasparente ed equa. Ciò nondimeno,
l'esperienza degli ultimi anni rivela spazi per un possibile miglioramento della
sua attuazione.
Il principio guida per l'applicazione della procedura
è la rapida correzione di un disavanzo eccessivo.
Il Consiglio
sottolinea che la procedura per i disavanzi eccessivi ha lo scopo di prestare
assistenza piuttosto che di punire fornendo così incentivi agli Stati
membri per realizzare la disciplina di bilancio, mediante una maggiore
sorveglianza, un sostegno reciproco e una pressione reciproca. Inoltre gli
errori di politica dovrebbero essere chiaramente distinti dagli errori di
previsione nell'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi. Tuttavia,
qualora uno Stato membro non si conformi alle raccomandazioni ad esso rivolte
nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, il Consiglio ha
facoltà di applicare le sanzioni previste.
3.1. Preparazione di una relazione della Commissione a norma
dell'articolo 104, paragrafo 3
Per evitare disavanzi
pubblici eccessivi, come richiesto dall'articolo 104, paragrafo 1 del
trattato, le relazioni preparate dalla Commissione a norma dell'articolo 104,
paragrafo 3 del trattato in esito alla sorveglianza esercitata sono la base del
parere del comitato economico e finanziario, della conseguente valutazione della
Commissione e, da ultimo, della decisione del Consiglio sull'esistenza di un
disavanzo eccessivo oltre che delle raccomandazioni del Consiglio, compresi i
termini entro i quali il disavanzo deve essere corretto.
Il Consiglio e
la Commissione sono determinati a mantenere e difendere chiaramente i valori di
riferimento del 3% e del 60% del PIL in quanto fulcri della sorveglianza
dell'evoluzione della situazione di bilancio e del rapporto tra il disavanzo
pubblico e il PIL negli Stati membri. La Commissione continuerà a preparare
una relazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 3 del trattato.
Nella relazione, la Commissione valuterà se si applichi una o più
delle eccezioni previste rispettivamente nell'articolo 104,
paragrafo 2, lettere a) e b). Il Consiglio propone qui di seguito
revisioni o chiarimenti della portata di tali eccezioni.
Come previsto
dal trattato, la Commissione tiene inoltre conto, nella relazione,
dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico dello Stato membro e la
spesa pubblica per gli investimenti e di tutti gli altri fattori significativi,
compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato
membro. Il Consiglio propone qui di seguito alcuni chiarimenti del concetto di
"tutti gli altri fattori significativi".
3.2. Superamento "eccezionale
e temporaneo" del valore di riferimento per il disavanzo
Il trattato
prevede, nell'articolo 104, paragrafo 2, lettera a), secondo
trattino, un'eccezione se il superamento del valore di riferimento è solo
eccezionale e temporaneo e il rapporto resta vicino al valore di
riferimento.
Se, per beneficiare di tale eccezione, il rapporto deve
sempre restare vicino al valore di riferimento, il regolamento n. 1467/97
definisce i casi in cui il superamento del valore di riferimento, pur restando
vicino a detto valore, è considerato eccezionale e temporaneo: per essere
considerato eccezionale, il superamento deve essere determinato da un evento
inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro e deve avere rilevanti
ripercussioni sulla situazione finanziaria della pubblica amministrazione,
oppure deve essere determinato da una grave recessione economica. Perché il
superamento sia temporaneo, le proiezioni di bilancio elaborate dalla
Commissione devono indicare che il disavanzo diminuirà al di sotto del
valore di riferimento dopo che siano cessati l'evento inconsueto o la grave
recessione economica.
Una grave recessione economica è attualmente
definita - di norma - un declino annuo del PIL in termini reali pari almeno
al 2%. Inoltre, in caso di un declino annuo del PIL in termini reali
inferiore al 2%, sempre il regolamento n. 1467/97 consente al
Consiglio di decidere che non esiste un disavanzo eccessivo, alla luce di
elementi ulteriori, in particolare avuto riguardo alle modalità improvvise
ed inattese con cui la recessione si è manifestata o della diminuzione
cumulata della produzione rispetto alle tendenze passate.
Il Consiglio
ritiene che l'attuale definizione di "grave recessione economica" che figura
nell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento n. 1467/97 sia
troppo restrittiva. Il Consiglio reputa necessario adattare i paragrafi 2 e
3 dell'articolo 2 del regolamento n. 1467/97 per consentire alla
Commissione e al Consiglio, nel valutare e decidere sull'esistenza di un
disavanzo eccessivo, a norma dei paragrafi da 3 a 6 dell'articolo 104
del trattato, di considerare eccezionale un superamento del valore di
riferimento risultante da un tasso di crescita negativo o dalla diminuzione
cumulata della produzione durante un periodo prolungato di crescita molto bassa
in relazione alla crescita potenziale.
3.3. "Tutti gli altri fattori
significativi"
L'articolo 104, paragrafo 3 del trattato
stabilisce che, nel preparare la relazione sul mancato rispetto dei criteri di
conformità alla disciplina di bilancio, la Commissione "tiene conto anche
dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli
investimenti e tiene conto di tutti gli altri fattori significativi, compresa la
posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro". Una
valutazione globale equilibrata deve comprendere tutti questi fattori.
Il
Consiglio sottolinea che la considerazione di "altri fattori significativi"
nelle varie fasi che conducono alla decisione sull'esistenza di un disavanzo
eccessivo (articolo 104, paragrafi 4, 5 e 6) deve essere pienamente
subordinata al principio informatore secondo cui, prima di tenere conto di altri
fattori significativi, il superamento del valore di riferimento è
temporaneo e il disavanzo resta vicino al valore di riferimento.
Il
Consiglio ritiene opportuno chiarire il contesto entro il quale tenere conto di
"tutti gli altri fattori significativi". La relazione della Commissione di cui
all'articolo 104, paragrafo 3 dovrebbe opportunamente riflettere
l'evoluzione della posizione economica a medio termine (in particolare la
crescita potenziale, le condizioni congiunturali dominanti, l'attuazione delle
politiche nel contesto dell'agenda di Lisbona e delle politiche intese a
promuovere la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione) e l'evoluzione della
posizione di bilancio a medio termine (in particolare l'impegno per la
stabilizzazione dei bilanci nei periodi di congiuntura favorevole, la
sostenibilità del debito, gli investimenti pubblici e la qualità
globale delle finanze pubbliche). Saranno inoltre tenuti nella dovuta
considerazione tutti gli altri fattori che, secondo gli Stati membri
interessati, sono significativi per valutare complessivamente in termini
qualitativi il superamento del valore di riferimento.
A questo riguardo,
sarà riservata particolare attenzione agli sforzi di bilancio intesi ad
aumentare o a mantenere a un livello elevato i contributi finanziari a sostegno
della solidarietà internazionale e della realizzazione degli obiettivi
delle politiche europee, segnatamente l'unificazione dell'Europa, se ha
ripercussioni negative sulla crescita e sul bilancio di uno Stato
membro.
È evidente che non si dovrebbe perseguire una ridefinizione
del valore di riferimento di Maastricht per il disavanzo attraverso l'esclusione
di voci di bilancio specifiche.
Se il Consiglio ha deciso, a norma
dell'articolo 104, paragrafo 6, che esiste un disavanzo eccessivo in
uno Stato membro, anche gli "altri fattori significativi" saranno tenuti in
considerazione nelle successive fasi della procedura di cui
all'articolo 104. Tuttavia, essi non dovrebbero essere tenuti in
considerazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 12, ossia nella
decisione del Consiglio in merito all'avvenuta correzione da parte di uno Stato
membro del suo disavanzo eccessivo.
Queste proposte dovrebbero essere
inserite nel regolamento n. 1467/97.
3.4 Tenere conto della
riforma del sistema pensionistico
Il Consiglio concorda sulla
necessità di considerare attentamente l'eventualità di un superamento
prossimo al valore di riferimento che rispecchi l'attuazione di riforme
pensionistiche che introducano un sistema multipilastro comprendente un pilastro
obbligatorio finanziato integralmente. Sebbene l'attuazione di tali riforme
comporti un deterioramento a breve termine della posizione di bilancio, la
sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche migliora
nettamente.
La Commissione e il Consiglio, in tutte le valutazioni di
bilancio effettuate nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi
terranno debitamente conto dell'attuazione di tali riforme.
In
particolare, nell'esaminare ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 12, se sia
stato corretto il disavanzo eccessivo, la Commissione e il Consiglio valuteranno
l'evoluzione dei dati del disavanzo nel quadro della procedura per i disavanzi
eccessivi, tenendo inoltre conto del costo netto della riforma per il pilastro
pubblico. Il costo netto della riforma sarà esaminato per i primi cinque
anni che seguono l'introduzione da parte di uno Stato membro di un sistema
obbligatorio finanziato integralmente, o per i cinque anni successivi al 2004
per gli Stati membri che hanno già introdotto tale sistema. Tale esame
sarà inoltre regressivo, cioè durante un periodo di cinque anni si
prenderà in considerazione il 100, 80, 60, 40 e 20 per cento del costo
netto della riforma del pilastro pubblico.
3.5 Concentrarsi
maggiormente sul debito e sulla sostenibilità
In linea con le
disposizioni del trattato, la Commissione deve esaminare la conformità alla
disciplina di bilancio sia sulla base del criterio del disavanzo che su quello
del debito. Il Consiglio conviene sulla necessità di concentrarsi
maggiormente sul debito e sulla sostenibilità e ribadisce la necessità
di ridurre con ritmo soddisfacente il debito pubblico al di sotto del 60% del
PIL, tenendo conto delle condizioni macroeconomiche. Più elevati sono i
rapporti debito/PIL degli Stati membri, maggiori dovranno essere i loro sforzi
per ridurli rapidamente.
Il Consiglio ritiene che occorra rafforzare il
quadro di sorveglianza del debito applicando al rapporto debito/PIL in termini
qualitativi il concetto di ridurre "in misura sufficiente" e di avvicinarsi "al
valore di riferimento con ritmo adeguato", tenendo conto delle condizioni
macroeconomiche e della dinamica del debito, compreso il perseguimento di
livelli adeguati degli avanzi primari nonché altre misure per ridurre
l'indebitamento lordo e strategie di gestione del debito. Per i paesi che
superano il valore di riferimento, il Consiglio formulerà raccomandazioni
sulla dinamica del debito nei suoi pareri sui programmi di stabilità e di
convergenza.
A tale scopo non è necessaria alcuna modifica degli
attuali regolamenti.
3.6 Proroga dei termini per l'adozione di azioni
e misure efficaci
Il Consiglio ritiene che il termine per l'adozione,
ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 6, di una decisione che stabilisca
l'esistenza di un disavanzo eccessivo debba essere prorogato da tre a quattro
mesi dopo il termine per la notifica dei dati di bilancio. Inoltre il Consiglio
ritiene che i tempi per l'adozione di un'azione efficace a seguito della
raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo ai sensi dell'articolo 104,
paragrafo 7 potrebbero essere prorogati da 4 a 6 mesi, per consentire allo Stato
membro di inquadrare meglio tale azione nell'ambito della procedura di bilancio
nazionale e di elaborare un pacchetto di misure più articolato. Ciò
potrebbe agevolare l'adozione di pacchetti correttivi di misure strutturali
(piuttosto che prevalentemente temporanee). Grazie a scadenze più lunghe,
sarebbe inoltre possibile tenere conto delle previsioni della Commissione
aggiornate, in modo da valutare contemporaneamente le misure adottate e le
variazioni significative delle condizioni di crescita che potrebbero
giustificare una proroga dei termini. Per le stesse ragioni, la scadenza di un
mese perché il Consiglio decida di avvalersi dell'articolo 104, paragrafo 9
piuttosto che dell'articolo 104, paragrafo 8, dovrebbe essere prorogata a
due mesi e la scadenza di due mesi, di cui all'articolo 104, paragrafo 9
dovrebbe essere prorogata a 4 mesi.
Tali proposte richiederebbero
modifiche dei pertinenti articoli del regolamento
n. 1467/97.
3.7. Termine iniziale per la correzione dei
disavanzi eccessivi
Il Consiglio ritiene che, di norma, il termine
per la correzione di un disavanzo eccessivo debba essere quello di un anno dalla
sua constatazione e pertanto di norma di due anni dal momento in cui si è
verificato. Il Consiglio conviene tuttavia che gli elementi da tenere presenti
nella fissazione del termine iniziale per la correzione di un disavanzo
eccessivo debbano essere meglio specificati e debbano includere, in particolare,
una valutazione globale di tutti i fattori menzionati nella relazione di cui
all'articolo 104, paragrafo 3.
Come valore di riferimento, ai paesi che
presentano un disavanzo eccessivo sarà richiesto un aggiustamento di
bilancio annuale minimo pari ad almeno lo 0,5% del PIL in termini corretti per
il ciclo, al netto di misure una tantum, e il termine iniziale per la correzione
del disavanzo eccessivo dovrebbe essere fissato tenendo conto di tale
aggiustamento di bilancio minimo. Qualora tale aggiustamento appaia sufficiente
a correggere il disavanzo eccessivo nell'anno successivo alla sua constatazione,
il termine iniziale non deve essere fissato oltre tale anno.
Tuttavia il
Consiglio conviene che in caso di circostanze particolari il termine iniziale
per la correzione di un disavanzo eccessivo possa essere fissato un anno dopo,
ossia il secondo anno dopo la sua constatazione e pertanto di norma il terzo
anno dopo che si è verificato. La determinazione dell'esistenza di
circostanze particolari terrà conto di una valutazione globale ponderata
dei fattori menzionati nella relazione di cui all'articolo 104, paragrafo
3.
Il termine iniziale sarà fissato lasciando impregiudicati le
considerazioni delle riforme del sistema pensionistico e i termini che si
applicano ai nuovi e futuri Stati membri.
3.8. Revisione dei termini
per la correzione dei disavanzi
Il Consiglio conviene che i termini
per la correzione dei disavanzi eccessivi possano essere riveduti e prorogati
qualora durante una procedura per i disavanzi eccessivi si verifichino eventi
economici negativi imprevisti con notevoli effetti sfavorevoli di bilancio.
È possibile riformulare una raccomandazione di cui all'articolo 104,
paragrafo 7 o un'intimazione di cui all'articolo 104, paragrafo 9 del trattato e
dovrebbe esservi fatto ricorso qualora lo Stato membro interessato abbia dato
seguito effettivo alla raccomandazione o intimazione iniziali. Ciò dovrebbe
essere specificato nel regolamento n. 1467/97.
Gli Stati membri
dovrebbero dimostrare di avere dato seguito effettivo alle raccomandazioni.
Qualora sia stato dato seguito effettivo alle precedenti raccomandazioni e
l'andamento imprevedibile della crescita giustifichi una revisione dei termini
per la correzione del disavanzo eccessivo, la procedura non passerebbe alla fase
successiva. La previsione di crescita contenuta nella raccomandazione del
Consiglio costituirebbe il riferimento per la valutazione dell'andamento
imprevedibile della crescita.
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