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D/02/8

Bruxelles, le 16 mars 2002

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COMMISSION DES COMMUNAUTÉS EUROPÉENNES

SECRETARIAT GENERAL

TEXTE IT

CONSEIL EUROPEEN BARCELONE 15 & 16 mars 2002 CONCLUSIONS DE LA PRÉSIDENCE

_________________

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

CONSIGLIO EUROPEO DI BARCELLONA

15 E 16 MARZO 2002

PARTE I

    1. Il Consiglio europeo si è riunito a Barcellona il 15 e 16 marzo per la seconda riunione annuale di primavera dedicata alla situazione economica, sociale e ambientale nell'Unione. La riunione è stata preceduta da uno scambio di opinioni con il sig. Pat Cox, nuovo Presidente del Parlamento europeo, sui principali temi in discussione. Il Consiglio europeo accoglie con favore l'iniziativa della Presidenza relativa al dialogo politico e al cambiamento pragmatico.

    2. I Capi di Stato o di Governo, i Ministri degli esteri e delle finanze si sono anche riuniti con i loro omologhi dei tredici paesi candidati per discutere della strategia di Lisbona e della sua attuazione. Il Consiglio europeo sottolinea che la strategia di Lisbona costituisce per i paesi candidati un incentivo ad adottare e attuare i principali obiettivi economici, sociali e ambientali e costituisce anche un processo di apprendimento nei due sensi.

POLITICA GENERALE E CONTESTO ECONOMICO

    3. L'euro dimostra chiaramente ciò che l'Unione europea è in grado di realizzare quando esiste la volontà politica. Questa stessa volontà politica deve essere utilizzata per conseguire gli obiettivi economici, sociali e ambientali che l'Unione si è fissata.

    4. Il Consiglio europeo, basandosi sulla relazione di primavera della Commissione, ha esaminato i progressi compiuti nei primi due anni di attuazione della strategia di Lisbona. Esso prende atto degli importanti successi ottenuti, ma anche dell'esistenza di settori in cui i progressi sono stati troppo lenti. Ha tenuto conto dei contributi forniti da vari Consigli settoriali. L'obiettivo attuale consiste nel semplificare e consolidare detta strategia in modo da garantire una più efficace attuazione delle decisioni già prese e di quelle da prendere oggi.

    5. La situazione economica è all'inizio di una ripresa globale dopo il forte rallentamento registrato nel 2001. Tempestive misure di politica economica, fondamentali sani e ripristino della fiducia costituiscono una piattaforma per tale ripresa. Occorre ora ampliare queste prospettive assumendo un preciso impegno di riforme economiche che incrementino il potenziale di crescita e di occupazione dell'UE.

CONSERVARE LO SLANCIO DELLA STRATEGIA A LUNGO TERMINE

Coordinamento delle politiche economiche

    6. Il coordinamento delle politiche fiscali poggia sull'impegno di assicurare sane finanze pubbliche e sulle regole del gioco fissate nel Patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri manterranno o rispetteranno l'obiettivo a medio termine di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo entro il 2004. Gli stabilizzatori automatici dovrebbero poter operare simmetricamente, sempre che non sia superata la soglia del 3% del PIL in caso di inversione congiunturale. Ciò significa, in particolare, sfruttare appieno i dividendi della crescita nei periodi di espansione. Gli Stati membri potrebbero ricorrere a interventi discrezionali solo nel caso in cui avessero creato il necessario margine di manovra.

Il Consiglio europeo invita il Consiglio a continuare l'esame della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche come parte dell'esercizio annuale di sorveglianza, tenendo particolarmente conto delle sfide finanziarie connesse con l'invecchiamento demografico.

    7. La zona euro costituisce un'unione monetaria in cui vigono una politica monetaria unica e indipendente e politiche fiscali decentrate ma coordinate. È pertanto necessario compiere ulteriori progressi:

    • migliorando e armonizzando le metodologie utilizzate per l'elaborazione di statistiche e di indicatori relativi alla zona euro. Si invitano la Commissione e il Consiglio a presentare una relazione globale sulle statistiche della zona euro in tempo utile per il Consiglio europeo di primavera del 2003;

    • realizzando un'analisi sistematica dell'insieme del "policy mix" della zona euro per valutare la coerenza delle politiche monetarie e fiscali in relazione agli sviluppi economici;

    • rafforzando gli attuali meccanismi di coordinamento delle politiche fiscali. Al riguardo la Commissione presenterà proposte volte a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche in tempo utile per il Consiglio europeo di primavera del 2003.

    8. In questo contesto il Consiglio europeo approva il "documento sui punti chiave". Esso costituirà la base degli indirizzi di massima per le politiche economiche, che saranno mirati e specifici, identificando le principali sfide economiche e proponendo misure concrete per affrontarle. I punti focali saranno la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche, attraverso il proseguimento delle necessarie riforme sui mercati dei prodotti, del capitale e del lavoro e la garanzia della coerenza con le politiche definite in ciascun settore.

Sviluppo sostenibile

    9. La crescita attuale non deve in nessun caso mettere a repentaglio le possibilità di crescita delle generazioni future. La strategia per lo sviluppo sostenibile va intesa nel senso che le varie politiche dovrebbero essere conformi agli obiettivi a lungo termine dell'Unione. Alle considerazioni di ordine economico, sociale e ambientale si deve prestare uguale attenzione nei processi di elaborazione delle politiche e nei processi decisionali. In questo contesto, le pertinenti formazioni del Consiglio, inclusi ECOFIN e Affari generali, hanno adottato le loro strategie per l'integrazione degli aspetti ambientali e il Consiglio "Pesca" ha inoltre preso le iniziative necessarie per tale integrazione nell'ambito del suo prossimo esame.

    10. Il Consiglio europeo si compiace della decisione presa sulla ratifica, in nome della Comunità europea, del protocollo di Kyoto. Esso esorta gli Stati membri a portare a termine le procedure nazionali di ratifica entro il giugno 2002. Il protocollo dovrebbe entrare in vigore prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Johannesburg. Il Consiglio europeo rammenta l'invito rivolto a Göteborg agli altri paesi industrializzati.

    11. Il Consiglio europeo riconosce l'importanza del sesto programma d'azione in materia di ambiente quale strumento essenziale per compiere progressi verso lo sviluppo sostenibile e si compiace dei recenti progressi registrati nelle discussioni tra il Parlamento europeo e il Consiglio ai fini della sua adozione definitiva.

12. Sono tuttavia necessarie altre iniziative. Il Consiglio europeo:

  • prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare nel 2002, in seguito alla relazione sulle tecnologie ambientali, un piano d'azione per superare gli ostacoli alla loro adozione;

  • prende atto dell'intenzione della Commissione di accelerare i lavori di preparazione di una direttiva quadro sugli oneri per l'uso delle infrastrutture, in modo da garantire che entro il 2004 i vari modi di trasporto riflettano meglio i costi che essi comportano per la società;

  • prende atto dell'intenzione della Commissione di includere, entro il 2002, la dimensione della sostenibilità nella valutazione dell'impatto che sarà parte integrante dei suoi maggiori sforzi nel settore del miglioramento della regolamentazione;

  • chiede al Consiglio, parallelamente all'accordo sull'apertura dei mercati dell'energia, di raggiungere un accordo sull'adozione della direttiva relativa all'imposizione dei prodotti energetici entro il dicembre 2002, tenendo presente le esigenze dei professionisti del settore del trasporto di merci su strada;

  • conviene della necessità che l'Unione europea dia prova di progressi sostanziali nel potenziamento dell'efficienza energetica entro il 2010.

13. Nella prospettiva della conferenza di Monterrey sul finanziamento dello sviluppo, il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sull'APS. Tale accordo prevede che, conformemente all'impegno di esaminare i mezzi e lo scadenzario che consentano a ciascuno Stato membro di raggiungere l'obiettivo ONU dello 0,7% dell'APS/RNL, gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo dello 0,7% si impegnano individualmente, quale primo passo significativo, ad aumentare il volume del loro APS nei prossimi quattro anni nell'ambito dei rispettivi processi di dotazioni di bilancio, mentre gli altri Stati membri si adopereranno nuovamente per rimanere all'obiettivo dello 0,7 % dell'APS o al di sopra, in modo da conseguire collettivamente entro il 2006 una media UE dello 0,39%. Ai fini di tale obiettivo tutti gli Stati membri dell'UE cercheranno comunque, nell'ambito dei rispettivi processi di dotazioni di bilancio, di conseguire almeno un APS/RNL dello 0,33% entro il 2006. Il Consiglio ECOFIN esaminerà altre modalità di remissione del debito per i paesi meno sviluppati.

    14. Il Consiglio europeo, basandosi sulla comunicazione della Commissione "Verso un partenariato globale per uno sviluppo sostenibile" e sulle conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 4 marzo 2002, determinerà la posizione generale dell'Unione europea per il vertice di Johannesburg nella sua riunione di giugno a Siviglia e nella primavera del 2003 esaminerà la strategia globale per lo sviluppo sostenibile concentrando l'attenzione sull'attuazione dei risultati del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. Esso sottolinea l'importanza del miglioramento della "governance" globale in questo settore.

Un ambiente più favorevole per l'imprenditorialità e la competitività

    15. L'imprenditorialità e il buon funzionamento del mercato interno sono la chiave della crescita e della creazione di posti di lavoro. Il quadro normativo dovrebbe incoraggiare l'attività imprenditoriale e semplificare il più possibile la creazione di nuove imprese, in particolare utilizzando pienamente Internet. Il Consiglio europeo chiede agli Stati membri di accelerare l'attuazione della Carta europea per le PMI e di trarre insegnamento dalle migliori prassi. Da quest'anno il Consiglio si riunirà prima di ogni Consiglio europeo di primavera per valutare i progressi compiuti al riguardo. Il Consiglio ritiene che il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria debba garantire che la sua attività non comporti discriminazioni contro le piccole e medie imprese e chiede alla Commissione di presentare una relazione sulle conseguenze delle deliberazioni di Basilea per tutti i settori dell'economia europea con particolare riguardo alle PMI.

    16. La piena attuazione di tutta la normativa per il mercato interno è un presupposto per il corretto funzionamento di quest'ultimo. Benché siano stati registrati progressi, l'obiettivo intermedio di recepimento del 98,5% fissato a Stoccolma è stato finora conseguito solo da sette Stati membri. Occorre intensificare gli sforzi. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a compiere ulteriori sforzi per conseguire tale obiettivo e l'obiettivo di recepimento del 100% per il prossimo Consiglio europeo di primavera del 2003 nel caso di direttive il cui recepimento è in ritardo di oltre due anni.

    17. Il Consiglio europeo si compiace dei progressi compiuti nell'ammodernamento delle regole di concorrenza comunitarie. Esso attribuisce la massima priorità ai lavori in corso al riguardo e invita il Consiglio ad adottare il nuovo quadro giuridico entro il 2002.

18. Inoltre, il Consiglio europeo:

  • rinnova l'invito agli Stati membri a ridurre il livello globale degli aiuti di Stato espressi in percentuale del PIL entro il 2003 e, in seguito, a riorientare tali aiuti verso obiettivi orizzontali d'interesse comune, compresa la coesione economica e sociale, e a destinarli alle carenze del mercato individuate. La riduzione degli aiuti di Stato e una migliore destinazione sono elementi fondamentali per una concorrenza efficace;

  • esorta il Consiglio ad approvare nella sessione di maggio il pacchetto legislativo in sospeso sugli appalti pubblici, affinché la sua adozione definitiva abbia luogo quanto prima nel 2002;

  • chiede alla Commissione di indicare nell'attuale Quadro di valutazione del mercato interno riferimenti specifici ai rimanenti ostacoli tecnici;

  • prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare al più presto le misure di attuazione della comunicazione sulla strategia per il mercato interno dei servizi, comprese le necessarie azioni concrete.

    In questo contesto il Consiglio europeo ribadisce l'importanza, per lo sviluppo economico e sociale dell'Unione, di migliorare la qualità delle pubbliche amministrazioni.

    19. Gli sforzi per semplificare e migliorare il quadro normativo saranno portati avanti con determinazione tanto a livello nazionale quanto a livello comunitario, aspetti interistituzionali compresi, dando particolare risalto all'esigenza di ridurre l'onere amministrativo che grava sulle PMI. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare, in tempo per la prossima riunione di Siviglia, il piano d'azione della Commissione, che dovrebbe tener conto in particolare delle raccomandazioni del Gruppo Mandelkern sulla semplificazione amministrativa.

    20. Il Consiglio europeo, sulla base delle proposte della Commissione e tenendo conto delle conclusioni del Forum sulla stabilità finanziaria, invita il Consiglio ad analizzare anteriormente al giugno 2002 i requisiti di un corretto e trasparente governo societario ed a valutare la possibilità di istituire un gruppo di saggi.

    21. A Gand il Consiglio europeo aveva chiesto alla BEI di aumentare l'erogazione di prestiti in settori specifici per contribuire alla ripresa dell'economia dell'UE. Il Consiglio europeo si compiace del fatto che la BEI abbia recentemente attuato quest'azione rendendo disponibile un volume di prestiti stimato a 4-4,5 miliardi di euro in due anni; esso incoraggia inoltre la Banca a sostenere gli investimenti in settori particolarmente adatti a promuovere nell'Unione l'integrazione economica, la coesione economica e sociale, la crescita e l'occupazione.

Rafforzamento della coesione sociale: Agenda sociale europea

    22. Il modello sociale europeo si basa su buoni risultati economici, elevato livello di protezione sociale, istruzione e dialogo sociale. Uno Stato sociale dinamico dovrebbe incoraggiare la gente a lavorare, poiché un'occupazione offre la migliore garanzia contro l'esclusione sociale. Il Consiglio europeo considera l'Agenda sociale europea adottata a Nizza un importante strumento per rafforzare il modello sociale europeo. Il Consiglio europeo di primavera deve essere l'occasione per esaminare in modo approfondito i progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi prefissi. Tale esame dovrebbe imprimere ulteriore slancio e condurre, ove necessario, ad opportune iniziative. Si possono conseguire gli obiettivi fissati a Lisbona solo prodigando sforzi equilibrati tanto nel settore economico quanto in quello sociale.

    Per quanto riguarda il settore sociale, tali iniziative comprendono

  • un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei cambiamenti che li riguardano. A tale proposito il Consiglio europeo invita le parti sociali a ricercare le modalità per una migliore gestione della ristrutturazione aziendale attraverso il dialogo e un'impostazione a carattere preventivo; esso le invita ad impegnarsi attivamente in uno scambio di buone prassi per quanto riguarda la ristrutturazione industriale;

  • il miglioramento degli aspetti qualitativi del lavoro: per quanto riguarda in particolare la dimensione relativa alla salute e alla sicurezza, il Consiglio europeo invita il Consiglio ad esaminare in via prioritaria la futura comunicazione della Commissione su una strategia comunitaria in materia di salute e sicurezza.

    23. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza che riveste la sicurezza del traffico di automezzi pesanti e l'esigenza di garantire la conformità con le disposizioni sociali e l'ulteriore sviluppo di queste ultime, e chiede al Consiglio di concludere i lavori sul pertinente progetto di regolamento entro il 2002.

    24. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale. Gli Stati membri sono invitati a fissare, nei loro piani d'azione nazionali, obiettivi miranti a ridurre significativamente, entro il 2010, il numero di persone che rischiano la povertà e l'esclusione sociale.

    25. Per affrontare la sfida dell'invecchiamento della popolazione, il Consiglio europeo esorta ad accelerare la riforma dei sistemi pensionistici per garantire che essi siano finanziariamente sostenibili e conseguano i loro obiettivi sociali. In tale contesto, esso sottolinea l'importanza della relazione congiunta della Commissione e del Consiglio sulle pensioni, da presentare al Consiglio europeo di primavera del 2003 e da elaborare sulla scorta delle relazioni sulle strategie nazionali attese per settembre 2002.

    Il Consiglio europeo prende atto della relazione iniziale del Consiglio in materia di servizi sanitari e assistenza agli anziani e invita la Commissione e il Consiglio a esaminare in modo più approfondito, in tempo per il Consiglio europeo di primavera del 2003, le questioni dell'accessibilità, della qualità e della sostenibilità finanziaria.

    26. Il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza della dichiarazione fatta in occasione del Consiglio "Occupazione e politica sociale" sulla violenza contro le donne.

AZIONI PRIORITARIE

    27. Il Consiglio europeo ha individuato tre grandi settori che richiedono un impulso specifico in considerazione del loro ruolo centrale nel completamento di un autentico spazio economico comune e nel perseguimento degli obiettivi a lungo termine dell'Unione. Nella situazione attuale, il Consiglio europeo ritiene che i suddetti settori possano inoltre fornire un contributo significativo alla ripresa economica.

Politiche attive verso la piena occupazione: nuovi e migliori posti di lavoro

    28. La piena occupazione nell'Unione europea è il nucleo della strategia di Lisbona e l'obiettivo essenziale delle politiche in campo economico e sociale, che rende necessaria la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro. Occorre pertanto continuare a prestare particolare attenzione alle riforme delle politiche dell'occupazione e del mercato del lavoro.

    29. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per il fatto che il Vertice sociale si svolga prima del Consiglio europeo di primavera e che le parti sociali abbiano adottato un quadro comune d'azione per lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche lungo tutto l'arco della vita. Il Consiglio europeo esorta le parti sociali a mettere le loro strategie nei diversi ambiti territoriali (europeo, nazionale, regionale e locale) e settoriali al servizio della strategia e degli obiettivi di Lisbona e a presentare a tale scopo una relazione annuale sui loro contributi sia a livello nazionale, nei piani per l'occupazione, sia a livello europeo, presentandola direttamente al vertice sociale.

    Il programma pluriennale che presenteranno nel dicembre 2002 dovrebbe già includere questo contributo, con particolare riguardo all'adattabilità delle imprese in aspetti quali la contrattazione collettiva, la moderazione salariale, il miglioramento della produttività, la formazione continua, le nuove tecnologie e l'organizzazione flessibile del lavoro.

    Rafforzamento della strategia per l'occupazione

    30. La strategia di Lussemburgo per l'occupazione si è dimostrata valida. La revisione intermedia della strategia nel 2002 deve basarsi sui risultati raggiunti e incorporare gli obiettivi e le finalità concordati a Lisbona. A tale riguardo, la strategia deve:

  • essere semplificata, in particolare riducendo il numero di orientamenti senza comprometterne l'efficacia;

  • allineare il calendario alla scadenza del 2010 fissata a Lisbona e prevedere una valutazione intermedia nel 2006 per controllare il raggiungimento degli obiettivi intermedi di Stoccolma, quali definiti dai successivi Consigli europei;

  • rafforzare il ruolo e la responsabilità delle parti sociali nell'attuazione e nel controllo degli orientamenti.

    31. La strategia riveduta per l'occupazione dovrebbe incentrarsi sull'aumento del tasso di occupazione, promuovendo l'occupabilità ed eliminando gli ostacoli e i disincentivi a entrare o rimanere nel mondo del lavoro e preservando nel contempo livelli elevati di protezione del modello sociale europeo. Come indicato nella relazione sulla partecipazione della manodopera, è necessario che si crei una forte interazione tra parti sociali e autorità pubbliche e che si consideri in modo prioritario l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, la qualità del lavoro e la parità di genere.

    32. Per quanto riguarda le politiche di occupazione attuali, segnatamente:

    • allorché gli Stati membri perseguono riduzioni fiscali, si dovrebbe dare priorità alla riduzione dell'onere fiscale sui salari bassi;

    • i regimi fiscali e previdenziali dovrebbero essere adeguati per rendere redditizio il lavoro e incoraggiare la ricerca di posti di lavoro. Gli Stati membri dovrebbero proseguire il riesame di aspetti quali la condizionalità dei benefici, l'ammissibilità, la durata, il tasso di sostituzione, la disponibilità dei vantaggi professionali, il ricorso a crediti di imposta, il rigore dei sistemi amministrativi e di gestione;

  • per garantire la competitività dell'UE e migliorare l'occupazione per tutte le qualifiche e le aree geografiche, è indispensabile che, a livello nazionale, le istituzioni competenti per il lavoro e i sistemi di contrattazione collettiva tengano conto, nel rispetto dell'autonomia delle parti sociali, del rapporto tra l'evoluzione salariale e le condizioni del mercato del lavoro, consentendo così l'evoluzione dei salari in base agli sviluppi della produttività e ai differenziali di specializzazione;

  • per ottenere un giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza, si invitano gli Stati membri a riesaminare, conformemente alla prassi nazionale, la normativa sui contratti di lavoro e, ove opportuno, i relativi costi, al fine di promuovere la creazione di più posti di lavoro;

  • gli Stati membri dovrebbero rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e sforzarsi per fornire, entro il 2010, conformemente ai modelli di offerta di cure, un'assistenza all'infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai 3 anni;

  • occorrerebbe ridurre gli incentivi al prepensionamento dei singoli lavoratori e l'introduzione di regimi di prepensionamento da parte delle imprese e intensificare gli sforzi per accrescere le opportunità per i lavoratori anziani di rimanere sul mercato del lavoro, ad esempio adottando formule di pensionamento flessibile e graduale e garantendo un accesso effettivo all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Entro il 2010 occorrerebbe aumentare gradualmente di circa 5 anni l'età media effettiva di cessazione dell'attività lavorativa nell'Unione europea. I progressi compiuti al riguardo saranno esaminati annualmente prima di ogni Consiglio europeo di primavera.

Promozione delle competenze e della mobilità nell'Unione europea

    33. Il Consiglio europeo accoglie con favore il piano d'azione della Commissione volto a rimuovere le barriere all'interno dei mercati europei del lavoro entro il 2005 e invita il Consiglio a intraprendere le iniziative necessarie per attuare le misure proposte. Si dovrebbe dare priorità alle misure volte a:

    • mettere in atto, conformemente al piano d'azione adottato a Nizza, le condizioni giuridiche necessarie per garantire una reale mobilità per tutte le persone coinvolte nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione;

  • ridurre gli ostacoli normativi e amministrativi al riconoscimento professionale e gli altri ostacoli derivanti dal mancato riconoscimento delle qualifiche formali e dell'apprendimento non formale, tenendo conto del punto relativo all'istruzione figurante in appresso;

  • garantire che tutti i cittadini posseggano le qualifiche di base, soprattutto quelle relative alle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione), in particolare i gruppi quali le donne disoccupate;

  • aumentare, laddove opportuno, la trasferibilità dei diritti di sicurezza sociale, comprese le pensioni, all'interno dell'Unione europea. In tale contesto il Consiglio europeo chiede di proseguire con urgenza, in base ai parametri convenuti al Consiglio europeo di Laeken, i lavori sulla riforma del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale affinché il nuovo regolamento possa essere adottato entro la fine del 2003.

34. Sono necessarie azioni concrete. A questo riguardo il Consiglio europeo ha deciso che:

  • la tessera di assicurazione sanitaria europea sostituirà i moduli attualmente necessari per beneficiare dei trattamenti sanitari in un altro Stato membro. A tal fine la Commissione presenterà una proposta prima del Consiglio europeo di primavera del 2003. La tessera semplificherà le procedure ma non modificherà i diritti e gli obblighi esistenti;

  • sarà istituito, in stretta collaborazione con gli Stati membri, un sito web unico di informazione sulla mobilità professionale in Europa, che dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine del 2003 al più tardi.

Collegare le economie Europee

Mercati finanziari

    35. Solo mediante un mercato dei capitali europeo integrato ed efficiente i consumatori e le imprese possono sfruttare appieno i vantaggi offerti dall'introduzione dell'euro. Mercati finanziari competitivi offriranno ai consumatori e agli investitori una scelta più ampia e prezzi più bassi, con un idoneo livello di protezione.

Pertanto il Consiglio europeo:

  • accoglie favorevolmente l'accordo sulle proposte Lamfalussy e invita ad attuarle senza indugio;

    • ribadisce il suo fermo impegno ad attuare il piano d'azione per i servizi finanziari e a realizzare mercati pienamente integrati, entro il 2003 per quanto riguarda i valori mobiliari e i capitali di rischio ed entro il 2005 per quanto riguarda i servizi finanziari;

  • chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare al più presto, nel 2002, le direttive proposte per quanto riguarda l'uso delle garanzie, gli abusi di mercato, gli intermediari assicurativi, la commercializzazione a distanza di servizi finanziari, i conglomerati finanziari, i prospetti e i fondi pensione aziendali e il regolamento relativo all'applicazione di principi contabili internazionali;

Integrare le reti europee dell'energia , dei trasporti e delle comunicazioni

    36. Reti dell'energia e dei trasporti potenti e integrate sono la spina dorsale del mercato interno europeo. Un'ulteriore apertura del mercato, un'adeguata regolamentazione, una migliore utilizzazione delle reti esistenti e il completamento dei collegamenti mancanti aumenteranno l'efficienza e la concorrenza assicurando un livello adeguato di qualità, nonché una minore congestione e, di conseguenza, una maggiore sostenibilità.

37. Nel settore dell'energia il Consiglio europeo:

  • accoglie con favore la prima relazione della Commissione sull'effettiva apertura del mercato interno del gas e dell'energia elettrica, la cui presentazione è stata decisa a Stoccolma. Invita la Commissione ad aggiornarla ogni anno prima del Consiglio europeo di primavera in modo da poter valutare i progressi compiuti;

  • esorta il Consiglio e il Parlamento europeo ad adottare il più presto possibile nel corso del 2002 le proposte in sospeso per la fase finale dell'apertura dei mercati dell'energia elettrica e del gas, tra cui:

    • libertà di scelta del fornitore per tutti i consumatori europei diversi da quelli domestici a partire dal 2004 per l'energia elettrica e per il gas. La misura interesserà almeno il 60% del mercato totale;

    • sulla scorta delle esperienze e in data anteriore al Consiglio europeo di primavera del 2003, una decisione in merito a ulteriori misure, che tenga conto della definizione degli obblighi di servizio pubblico, della sicurezza dell'approvvigionamento e in particolare della tutela delle aree periferiche e dei gruppi più vulnerabili della popolazione;

    • separazione della trasmissione e distribuzione dalla produzione e fornitura;

    • accesso non discriminatorio dei consumatori e produttori alla rete in base a tariffe trasparenti e pubblicate;

    • stituzione in ciascuno Stato membro di una funzione di regolamentazione, nell'ambito del quadro normativo appropriato, al fine di assicurare in particolare il controllo effettivo delle condizioni di definizione delle tariffe;

  • esorta il Consiglio a raggiungere quanto prima nel corso del 2002 un accordo riguardo a un sistema di definizione delle tariffe per le transazioni transfrontaliere di energia elettrica, inclusa la gestione della congestione, basato sui principi di non discriminazione, trasparenza e semplicità;

  • approva l'obiettivo per gli Stati membri di raggiungere, entro il 2005, un livello di interconnessione delle reti elettriche pari ad almeno il 10% della capacità di generazione installata. Ai finanziamenti dovrebbero provvedere soprattutto le imprese interessate;

  • chiede di adottare entro dicembre 2002 la revisione degli orientamenti e delle norme finanziarie di accompagnamento sulle reti transeuropee dell'energia e prende atto che la Commissione intende presentare, in vista della prossima riunione di Siviglia, la relazione sulla sicurezza dell'approvvigionamento basata sui risultati del dibattito scaturito dal libro verde della Commissione sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico;

    • invita la Commissione e il Consiglio ad analizzare nel Consiglio europeo di primavera del 2006 i risultati globali nel mercato interno europeo dell'energia, in particolare il grado di recepimento del quadro normativo e i suoi effetti sulla protezione dei consumatori, gli investimenti per le infrastrutture, l'efficace integrazione dei mercati e delle interconnessioni, la concorrenza e l'ambiente.

38. Nel settore dei trasporti il Consiglio europeo

  • prende atto con soddisfazione dei progressi relativi a GALILEO e chiede al Consiglio "Trasporti" di prendere, nella sessione di marzo, le decisioni necessarie concernenti il finanziamento e l'avvio di questo programma e l'istituzione dell'Impresa comune, in cooperazione con l'Agenzia spaziale europea;

    • prendendo atto dell'importanza dell'adesione della Comunità all'EUROCONTROL, invita a proseguire attivamente, entro il 2002, i lavori sul pacchetto di proposte della Commissione, di modo che possano essere adottate le decisioni relative alla realizzazione del Cielo unico nel 2004; inoltre, per la fine del 2002, dovrebbero essere adottate le decisioni sulle norme proposte circa l'assegnazione delle bande orarie aeroportuali;

  • sulla base di una relazione della Commissione relativa al funzionamento del primo pacchetto ferroviario, invita il Consiglio a proseguire i lavori sul secondo pacchetto, che verte, tra l'altro, sull'interoperabilità e su norme di sicurezza di livello elevato;

  • invita ad adottare entro dicembre 2002 le proposte in sospeso in materia di servizi portuali e di contratti di servizio pubblico;

    • chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare, entro il dicembre 2002, la revisione degli orientamenti e delle norme finanziarie di accompagnamento sulle reti transeuropee di trasporto, compresi nuovi progetti prioritari individuati dalla Commissione, allo scopo di migliorare le condizioni di trasporto con un livello elevato di sicurezza in tutta l'Unione europea e di ridurre le strozzature esistenti in regioni quali, ad esempio, le Alpi, i Pirenei e il Mar Baltico.

    39. Nel settore delle comunicazioni l'adozione del nuovo "pacchetto telecomunicazioni" significa che le stesse norme si applicheranno a tutte le tecnologie convergenti, creando in Europa una maggiore concorrenza a condizioni eque. Gli Stati membri sono invitati ad assicurare la piena attuazione del nuovo pacchetto normativo per le comunicazioni entro il maggio 2003; inoltre, si dovrebbe adottare rapidamente la direttiva sulla protezione dei dati.

40. Ulteriori progressi sono necessari. Per la prossima fase il Consiglio europeo

  • considera prioritaria la diffusione della disponibilità e dell'uso delle reti a banda larga in tutta l'Unione entro il 2005 e lo sviluppo del protocollo Internet Ipv6;

  • chiede alla Commissione di elaborare un piano d'azione globale "eEurope 2005" da presentare prima del Consiglio europeo di Siviglia, incentrato sulle suddette priorità e su sicurezza delle reti e dell'informazione, eGovernment, eLearning, eHealth ed eBusiness;

    • chiede agli Stati membri di garantire che in tutta l'Unione europea il rapporto tra il numero di computer collegati a Internet e il numero degli studenti sia ridotto, entro il 2003, a uno ogni quindici studenti.

    41. La convergenza tecnologica offre a tutte le imprese e a tutti i cittadini nuove opportunità di accesso alla società dell'informazione. La televisione digitale e le comunicazioni mobili di terza generazione (3G) svolgeranno un ruolo fondamentale nel fornire un accesso diffuso ai servizi interattivi.

      Pertanto il Consiglio europeo:

      • chiede alla Commissione e agli Stati membri di incentivare il ricorso a piattaforme aperte per garantire ai cittadini la libertà di scelta in materia di accesso alle applicazioni e ai servizi della società dell'informazione, segnatamente attraverso la televisione digitale, le comunicazioni mobili 3G, nonché ad altre piattaforme che potranno scaturire in futuro dalla convergenza tecnologica, e di persistere nell'impegno per l'introduzione delle comunicazioni mobili 3G;

      • invita la Commissione a presentare al Consiglio europeo di Siviglia un'analisi globale degli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione di un ampio accesso ai nuovi servizi e alle nuove applicazioni della società dell'informazione attraverso piattaforme aperte in materia di televisione digitale e comunicazioni mobili 3G, alla piena diffusione delle comunicazioni mobili 3G, allo sviluppo dell'eCommerce e dell'eGovernment e al ruolo che potrebbero svolgere in tale contesto i sistemi nazionali di identificazione e di autenticazione elettronica.

    Servizi pubblici di qualità

      42. L'integrazione delle reti europee e l'apertura dei mercati dei servizi dovrebbero tenere pienamente conto dell'importanza di servizi pubblici di qualità. Al riguardo, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza, tanto per i cittadini quanto per la coesione territoriale e sociale, dell'accesso ai servizi di interesse economico generale. In tale contesto, il Consiglio europeo chiede alla Commissione:

      • di presentare la sua comunicazione sulla metodologia di valutazione nella sessione del Consiglio di maggio, di riferire al Consiglio europeo di Siviglia sulla situazione dei lavori concernenti gli orientamenti relativi agli aiuti di Stato e, se necessario, di proporre un regolamento di esenzione per categoria in questo settore;

      • di continuare l'esame volto a consolidare e specificare, in una proposta di direttiva quadro, i principi relativi ai servizi di interesse economico generale su cui si fonda l'articolo 16 del trattato, rispettando nel contempo le specificità dei diversi settori interessati e tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 86 del trattato. La Commissione presenterà una relazione entro il corrente anno.

    Un'economia competitiva basata sulla conoscenza

    Istruzione

      43. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sul particolareggiato "Programma di lavoro per il 2010" per i sistemi di istruzione e di formazione. Il Consiglio europeo fissa l'obiettivo di rendere entro il 2010 i sistemi d'istruzione e di formazione dell'UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Esso conviene che i tre principi fondamentali cui dovrà ispirarsi tale programma siano il miglioramento della qualità, l'agevolazione dell'accesso universale e l'apertura al resto del mondo.

      Invita il Consiglio e la Commissione a riferire al Consiglio europeo di primavera del 2004 in merito alla sua effettiva attuazione.

      44. Il Consiglio europeo invita ad intraprendere ulteriori azioni in questo campo:

    • introdurre strumenti volti a garantire la trasparenza dei diplomi e delle qualifiche (ECTS, supplementi ai diplomi e agli attestati, CV europeo) e una più stretta cooperazione in materia di diplomi universitari nel contesto del processo "Sorbona- Bologna-Praga" prima della riunione di Berlino del 2003; un'azione analoga dovrebbe essere promossa nel settore della formazione professionale;

    • migliorare la padronanza delle competenze di base, segnatamente mediante l'insegnamento di almeno due lingue straniere sin dall'infanzia: fissazione di un indicatore di competenza linguistica nel 2003; sviluppo dell'alfabetizzazione digitale; generalizzazione di un brevetto informatico e Internet per gli allievi delle scuole secondarie;

    • il Consiglio europeo chiede alla Commissione di effettuare uno studio di fattibilità al fine di individuare opzioni in materia di aiuto alle scuole secondarie per l'istituzione o il miglioramento di un collegamento di gemellaggio Internet con una scuola partner di un'altra località europea, nonché di riferire in merito al Consiglio europeo di Siviglia del mese di giugno;

    • promuovere la dimensione europea dell'insegnamento e la sua integrazione nelle competenze di base degli allievi entro il 2004.

      45. Il Consiglio europeo accoglie con favore la comunicazione della Commissione intitolata "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente" ed invita il Consiglio ad adottare una risoluzione sull'apprendimento permanente prima della riunione del Consiglio europeo di Siviglia, tenendo conto della strategia europea per l'occupazione.

    Ricerca e tecnologie di punta

      46. Il Consiglio europeo invita nuovamente il Consiglio e il Parlamento europeo ad adottare entro giugno 2002 il sesto programma quadro di ricerca (FP6) e i relativi strumenti giuridici.

      47. Per colmare il divario tra l'UE e i suoi principali concorrenti, si dovrà aumentare in modo significativo lo sforzo globale di R&S e di innovazione nell'Unione, ponendo un accento particolare sulle tecnologie di punta. Pertanto il Consiglio europeo:

    • conviene che gli stanziamenti globali in materia di R&S e di innovazione nell'Unione siano aumentati, con l'obiettivo che si avvicinino al 3% del PIL entro il 2010; due terzi di questo nuovo investimento dovrebbero provenire dal settore privato;

    • prende atto dell'intenzione della Commissione di proporre nella primavera 2003 misure volte a garantire una migliore integrazione dell'innovazione nello spazio europeo della conoscenza, allo scopo di migliorare l'utilizzazione dei diritti di proprietà intellettuale in tutta l'Europa, sviluppare e incrementare ulteriormente gli investimenti privati e il ricorso ai capitali di rischio per la ricerca e migliorare l'interconnessione tra le imprese e la base scientifica;

    • ribadisce l'importanza del brevetto comunitario e invita il Consiglio a concordare un approccio politico comune nella sessione di maggio. Il brevetto comunitario deve essere uno strumento efficace e flessibile che le imprese possano ottenere a un costo abbordabile, e che nel contempo rispetti i principi della certezza del diritto e della non discriminazione tra Stati membri e assicuri un livello qualitativo elevato.

      48. Le tecnologie di punta costituiscono un elemento fondamentale per la crescita futura. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a esaminare entro giugno 2002 la comunicazione della Commissione "Le scienze della vita e la biotecnologia Una strategia per l'Europa". Esso chiede al Consiglio e alla Commissione di elaborare misure e un calendario che consentano alle imprese comunitarie di sfruttare il potenziale della biotecnologia tenendo debitamente conto del principio di precauzione e delle preoccupazioni etiche e sociali. La Commissione è invitata a riferire sui progressi realizzati anteriormente al Consiglio europeo di primavera del 2003.

    MIGLIORARE I METODI DI LAVORO

    Oltre Barcellona

      49. Il Consiglio europeo esorta il Consiglio e la Commissione a razionalizzare i pertinenti processi: l'attenzione deve essere focalizzata sull'attuazione anziché sull'elaborazione annuale di orientamenti. Per poter imprimere lo slancio politico essenziale alle azioni indispensabili per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione, il Consiglio europeo ha deciso che si sincronizzino per quanto possibile i calendari per l'adozione degli indirizzi di massima per le politiche economiche e del pacchetto annuale per l'occupazione.

      In tal modo, nella riunione di primavera il Consiglio europeo esaminerà e, se necessario, adeguerà l'insieme delle politiche economiche, sociali e ambientali della Comunità.

    PARTE II

    FUTURO DELL'EUROPA

      50. I Capi di Stato o di governo esprimono compiacimento per l'avvio dei lavori della convenzione sul futuro dell'Europa e condurranno un primo dibattito al riguardo nella riunione di Siviglia sulla base di una relazione del Presidente della convenzione, sig. Valéry GISCARD d'ESTAING.

      51. I membri del Consiglio europeo hanno ascoltato la presentazione da parte del sig. Javier SOLANA, Segretario generale del Consiglio, della sua relazione sul miglioramento del funzionamento del Consiglio e sulle riforme proposte per rafforzarne l'efficacia e garantire una maggiore trasparenza del processo legislativo. Il Consiglio europeo ha incaricato la Presidenza, in stretta cooperazione con il Segretario generale del Consiglio, di prendere su questa base tutti i contatti appropriati con i membri del Consiglio europeo e con i corrispondenti da essi designati, al fine di presentare, nella riunione di Siviglia, una relazione contenente proposte di misure concrete da adottare. La relazione sarà esaminata dal Consiglio "Affari generali" nel contesto della preparazione del Consiglio europeo di Siviglia.

    COOPERAZIONE FINANZIARIA EURO-MEDITERRANEA

      52. Il Consiglio europeo ha ribadito l'importanza cruciale della regione mediterranea e la sua determinazione a sviluppare il partenariato euro-mediterraneo. In tale contesto, esso si compiace della decisione del Consiglio ECOFIN relativa all'istituzione, nell'ambito della BEI, di un Fondo euro-mediterraneo di investimenti più consistente, integrato da un accordo di partenariato euro-mediterraneo e da un ufficio di rappresentanza della BEI situato nella zona. Alla luce di una valutazione dei risultati del Fondo e tenuto conto dell'esito delle consultazioni con i nostri partner nel processo di Barcellona, si prenderà in considerazione una decisione sull'incorporazione di un'affiliata della BEI, con quest'ultima in posizione di azionista di maggioranza, destinata ai paesi partner del Mediterraneo; tale decisione sarà adottata un anno dopo l'istituzione del Fondo.

      DIMENSIONE SETTENTRIONALE

      53. Il Consiglio europeo invita il Consiglio, gli Stati membri, la Commissione e la BEI a coniugare i loro sforzi per risolvere rapidamente gli attuali problemi finanziari e tecnici che ostano alla piena attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg sul partenariato ambientale per la dimensione settentrionale.

      MISURE DEGLI STATI UNITI PER L'ACCIAIO

      54. Il Consiglio europeo ha preso atto con grande preoccupazione delle misure introdotte dagli USA nel settore dell'acciaio, che non sono conformi alle norme dell'OMC e che sono contrarie allo spirito dell'obiettivo comune di un'ulteriore liberalizzazione del commercio mondiale convenuta a Doha. Appoggia pienamente l'intenzione della Commissione di proseguire le consultazioni in base agli accordi OMC e di avviare una procedura relativa ad eventuali misure di salvaguardia della Comunità.

      RATIFICA DEL TRATTATO DI NIZZA

      55. Il Primo Ministro irlandese ha esposto l'approccio del suo governo per quanto riguarda la ratifica del trattato di Nizza, che dovrà essere completata da parte di tutti gli Stati membri entro la fine del 2002 in modo da permettere che l'allargamento proceda come previsto.

      Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente l'approccio illustrato e ha riaffermato l'intenzione di contribuire in tutti i modi possibili a sostenere il governo irlandese in questo processo e ha convenuto di tornare sulla questione nella sua prossima riunione di Siviglia.

      GIBILTERRA

      56. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione la decisione del Regno Unito e della Spagna di rilanciare il processo di Bruxelles concernente Gibilterra, istituito nel novembre 1984; sottolinea l'appoggio dell'UE all'impegno, assunto da entrambi i governi, di risolvere le controversie in merito a Gibilterra e di concludere un accordo globale prima dell'estate; invita inoltre la Commissione a esaminare le possibili modalità del sostegno dell'UE a qualsiasi accordo venga raggiunto.

      BALCANI OCCIDENTALI

      57. I Balcani occidentali rimangono di importanza vitale per la stabilità e la sicurezza dell'Europa. Il Consiglio europeo conferma gli impegni da esso assunti a Feira nel marzo 2000.

      SERBIA E MONTENEGRO

      58. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto il 14 marzo a Belgrado tra i leader serbi e montenegrini sul principio di un unico accordo costituzionale per la Serbia e il Montenegro. Esso esprime il suo apprezzamento per il lavoro di facilitazione svolto a tal fine dal Segretario Generale/Alto Rappresentante Javier SOLANA. Considera tale accordo, volto a consolidare uno Stato unificato, un elemento determinante nella realizzazione della prospettiva europea della Serbia e del Montenegro e un importante contributo per la stabilità della regione.

      59. Il Consiglio europeo prende atto dell'impegno assunto da entrambe le parti per realizzare un mercato interno comune, compresa una politica doganale e commerciale comune. L'UE si aspetta che entrambe le Repubbliche contribuiscano appieno al conseguimento di detti obiettivi. L'UE è disposta a sostenere tali sforzi nel contesto del processo di stabilizzazione e di associazione. L'UE continuerà ad offrire consulenza ed assistenza e controllerà periodicamente i progressi compiuti. L'Unione si aspetta inoltre che entrambe le Repubbliche cooperino al fine di garantire il funzionamento delle istituzioni comuni.

      60. L'Unione, nell'ambito del SAP, continuerà a fornire assistenza economica conformemente alla sua attuale politica della condizionalità. Nel determinare il livello e i beneficiari di tale assistenza, l'Unione terrà pienamente conto dei progressi compiuti in ciascuna Repubblica, compreso il contributo delle medesime all'efficace funzionamento dello Stato comune e al raggiungimento degli standard europei.

    EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA

      61. Il Consiglio europeo rammenta il ruolo centrale dell'Unione europea nel processo di stabilizzazione, riconciliazione e ricostruzione nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. In tale contesto il Consiglio europeo esprime la disponibilità dell'Unione europea ad assumersi, dopo le elezioni nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e su richiesta del Governo di quest'ultima, la responsabilità di un'operazione che subentri a quella condotta dalla NATO nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, con l'intesa che gli accordi permanenti sulla cooperazione UE-NATO ("Berlin plus") siano operativi entro tale data. A tal fine Il Consiglio europeo chiede ai competenti organi politici e militari del Consiglio di mettere a punto sin d'ora, in consultazione con la NATO, le opzioni che permetteranno all'Unione di prendere le decisioni appropriate.

      62. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di concludere il più presto possibile accordi permanenti tra l'Unione europea e la NATO. A tal fine chiede anche alla Presidenza e all'Alto Rappresentante di prendere opportuni contatti al più alto livello per assicurare un esito positivo.

      MEDIO ORIENTE

      63. Il Consiglio europeo ha adottato la dichiarazione di Barcellona sul Medio Oriente riportata nell'allegato.

      ZIMBABWE

      64. L'Unione europea, nel rilevare che il governo dello Zimbabwe ha impedito agli osservatori dell'UE di monitorare le elezioni e nel prendere atto delle conclusioni di condanna contenute nelle relazioni degli osservatori del Commonwealth e del Forum parlamentare della SADC, ritiene che le suddette elezioni non possano essere giudicate né libere né regolari. L'Unione europea condanna il modo in cui il governo dello Zimbabwe ha organizzato tali elezioni.

      65. L'Unione europea si congratula con il popolo dello Zimbabwe per la volontà civile e democratica dimostrata durante la votazione per le elezioni presidenziali.

      66. L'Unione europea esprime preoccupazione per le persistenti minacce ai diritti civili e politici di membri di alto livello del partito di opposizione nello Zimbabwe e conviene di controllare attentamente gli sviluppi. L'Unione europea manterrà la sua assistenza umanitaria al popolo dello Zimbabwe ed esaminerà eventuali ulteriori misure mirate contro il suo governo.

      67. Il Consiglio europeo ha deciso di inviare nel prossimo futuro una troika di alto livello per consultarsi con paesi della regione SADC riguardo alle preoccupazioni dell'Unione europea concernenti lo Zimbabwe sulla base del loro comune impegno per lo stato di diritto e la democrazia.

    ANGOLA

      68. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per l'annuncio della cessazione delle ostilità in Angola fatto dal governo il 13 marzo al fine di raggiungere un cessate il fuoco globale nel paese. Il Consiglio europeo accoglie inoltre con soddisfazione l'intenzione delle autorità di consentire la riorganizzazione politica dell'UNITA e l'elezione della nuova leadership. Esso incoraggia le parti ad attuare integralmente le disposizioni del protocollo di Lusaka mediante un dialogo politico sotto l'egida delle Nazioni Unite, per promuovere pace e stabilità durature in Angola. Per fronteggiare la grave situazione umanitaria in cui versa una vasta parte della popolazione angolana, il Consiglio europeo chiede alle autorità angolane di agevolare la realizzazione delle attività umanitarie da parte delle organizzazioni internazionali, delle chiese e delle ONG.

      REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

      69. Il Consiglio europeo esprime preoccupazione per l'evoluzione della situazione nella Repubblica democratica del Congo e si rammarica delle ripercussioni negative sull'evoluzione del dialogo intercongolese in corso.

      NIGERIA

      70. L'Unione europea è profondamente preoccupata per le informazioni ricevute in merito alla possibile lapidazione di una donna in Nigeria. Esso esorta le autorità nigeriane a rispettare pienamente i diritti umani e la dignità umana con particolare riferimento alle donne.

      ______________

    Allegato

    DICHIARAZIONE DI BARCELLONA SUL MEDIO ORIENTE

      1. Il Medio Oriente è nella morsa di una crisi estremamente grave. L'Unione europea esorta entrambe le parti ad agire con immediatezza ed efficacia per arrestare lo spargimento di sangue. Non esiste una soluzione militare per questo conflitto. La pace e la sicurezza possono essere raggiunte soltanto attraverso i negoziati.

      2. Per trovare una via d'uscita dall'attuale situazione è essenziale affrontare gli aspetti di sicurezza, politici ed economici come elementi inseparabili ed interdipendenti di un unico processo. È necessario ripristinare una prospettiva politica valida ed attuare parallelamente misure politiche e di sicurezza che si rafforzino reciprocamente. Il Consiglio europeo si compiace vivamente dell'adozione della risoluzione 1397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che riflette il forte impegno della comunità internazionale al riguardo.

      3. Tale risoluzione deve essere attuata con urgenza, in particolare la richiesta di un'immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, compresa la totalità degli atti di terrorismo, provocazione, incitazione e distruzione, nonché la richiesta che le parti israeliana e palestinese e i loro leader cooperino all'attuazione delle raccomandazioni contenute nel piano di lavoro Tenet e nella relazione Mitchell al fine di riprendere i negoziati per una soluzione politica.

      4. Gli attacchi terroristici indiscriminati delle scorse settimane, che hanno ucciso e ferito civili innocenti, devono essere condannati. In quanto autorità legittima, all'Autorità palestinese incombe la piena responsabilità della lotta al terrorismo con tutti i mezzi legittimi a sua disposizione. La sua capacità di agire in tal senso non deve essere indebolita. Israele, malgrado il suo diritto di combattere il terrorismo, deve ritirare immediatamente le sue forze militari dalle zone poste sotto il controllo dell'Autorità palestinese, arrestare le esecuzioni extragiudiziali, eliminare i blocchi e le restrizioni, congelare gli insediamenti e rispettare il diritto internazionale. Entrambe le parti devono rispettare le norme internazionali in materia di diritti umani. L'uso eccessivo della forza non può essere giustificato. Le azioni contro le istituzioni sanitarie e umanitarie e il relativo personale, che devono poter svolgere appieno le proprie funzioni, sono assolutamente inaccettabili.

      5. Nel prendere atto della decisione del governo israeliano di liberare il Presidente dell'Autorità palestinese Arafat dal suo isolamento a Ramallah, il Consiglio europeo chiede di eliminare immediatamente tutte le altre restrizioni alla sua libertà di movimento.

      6. Il Consiglio europeo si compiace della decisione del Presidente degli Stati Uniti di far tornare nella regione l'inviato speciale Zinni. L'Unione europea, specialmente per il tramite dell'Ambasciatore Moratinos, suo rappresentante speciale, è pronta a coniugare i suoi sforzi con l'inviato speciale statunitense, con l'inviato speciale della Federazione russa e con il coordinatore speciale dell'ONU.

      7. Il Consiglio europeo rimane convinto che un meccanismo di monitoraggio da parte di un'entità esterna aiuti entrambe le parti a continuare gli sforzi a tal fine e le esorta a prendere in considerazione le proposte di accettare la presenza di osservatori. L'Unione europea e gli Stati membri sono disposti a partecipare a tale meccanismo.

      8. L'Unione europea è decisa a svolgere il suo ruolo insieme alle parti in causa, ai paesi della regione, agli Stati Uniti, all'ONU e alla Russia nella ricerca di una soluzione, basata sulle risoluzioni 242, 338 e 1397 del Consiglio di sicurezza dell'ONU e sui principi della Conferenza di Madrid, degli accordi di Oslo e successivi, che consenta a due Stati, Israele e Palestina, di vivere in pace e in sicurezza e di svolgere pienamente il loro ruolo nella regione. L'Alto Rappresentante Javier Solana continuerà le sue consultazioni regolari con tutti i soggetti internazionali interessati.

      9. Per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, l'obiettivo globale è duplice, ossia la creazione di uno Stato di Palestina democratico, vitale e indipendente, mettendo fine all'occupazione del 1967, e il diritto di Israele a vivere entro confini certi e sicuri, garantiti dall'impegno della Comunità internazionale e, in particolare, dai paesi arabi.

      10.  Il Consiglio europeo accoglie con favore la recente iniziativa del Principe ereditario Abdullah dell'Arabia Saudita, che è basata sul concetto di una piena normalizzazione e di un totale ritiro conformemente alle risoluzioni dell'ONU e che offre un'opportunità unica da cogliere nell'interesse di una soluzione giusta, duratura e globale del conflitto arabo-israeliano. Esso si aspetta che il prossimo vertice della Lega Araba, che si terrà a Beirut, porti avanti tale iniziativa e che il governo e il popolo di Israele reagiscano positivamente.

      11. Il Consiglio europeo riconosce ed elogia tutti coloro che tra i gruppi della società israeliana e palestinese favorevoli alla pace continuano ad impegnarsi instancabilmente per quest'ultima e sostiene i contatti diretti e il dialogo in corso tra le due parti.

      12. L'Unione europea proseguirà nel suo attuale impegno fornendo un contributo economico pieno e consistente alla realizzazione della pace nella regione, allo scopo di migliorare le condizioni di vita del popolo palestinese, consolidare e sostenere l'Autorità palestinese, rafforzare le basi economiche del futuro Stato di Palestina e promuovere lo sviluppo e l'integrazione economica regionale. In tale prospettiva l'Unione europea è pronta a contribuire alla ricostruzione dell'economia palestinese in quanto parte integrante dello sviluppo regionale.

      13. L'Unione europea rimane convinta che, per essere duratura, la pace in Medio Oriente deve essere globale.

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    CONSIGLIO EUROPEO DI BARCELLONA

    15 e 16 MARZO 2002

    PARTE III

    Contributi al dibattito

    SOMMARIO

    Questioni economiche e finanziarie 2

    Politica sociale e dell'occupazione 13

    Mercato interno, consumatori e turismo 19

    Ambiente 27

    Elenco delle relazioni di riferimento/relazioni presentate al Consiglio europeo 40

    QUESTIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE

    5 marzo 2002

    Documento sui punti chiave degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2002

    I. INTRODUZIONE

      1. L'Unione europea si è dotata di una strategia di politica economica ben definita, imperniata su politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità e sulla prosecuzione della riforma economica. Tale strategia consente di rispondere con flessibilità al mutare delle condizioni economiche nel breve periodo, preservando e rafforzando nel contempo la capacità produttiva dell'economia nel medio periodo.

      2. Il successo dell'entrata in circolazione di banconote e monete in euro ha segnato la fase finale dell'Unione monetaria europea, dando luogo alla creazione di un'area monetaria di oltre 300 milioni di persone. L'euro contribuisce notevolmente alla stabilità del sistema monetario internazionale e dell'economia mondiale, promuovendo al tempo stesso un'integrazione sempre maggiore e l'idea di creare "più Europa".

      3. La circolazione dell'euro accelererà l'integrazione delle economie della zona euro, contribuendo alla creazione di nuove opportunità d'investimento, una crescita più sostenuta e la creazione di più posti di lavoro. Per conseguire una maggiore integrazione e interdipendenza è altresì necessario rafforzare e continuare ad attuare la strategia di politica economica dell'UE.

      4. Il Consiglio europeo di Barcellona deve mirare al consolidamento delle basi operative dell'Unione economica e monetaria e al completamento del mercato interno. L'obiettivo è una risposta coordinata che metta in luce le precise responsabilità nazionali nel gettare le basi per una crescita europea nel medio e lungo periodo. E' più che mai necessario che i messaggi in materia di politica economica siano formulati in modo chiaro e inequivocabile e siano attuati in modo rigoroso. E' essenziale impegnarsi per assicurare una solida ripresa. Ciò significa, in ultima analisi, dare credibilità e impulso all'iniziativa sulla riforma economica avviata a Lisbona e sviluppata a Stoccolma e preservare la credibilità del contesto macroeconomico.

      5. Gli IMPE sono al centro del processo di coordinamento delle politiche economiche dell'Unione europea. Essi devono essere concisi, concentrarsi sulle principali sfide cui deve far fronte l'Unione, ponendo l'accento in particolare sull'area dell'euro, dove è più acuta l'esigenza di coordinamento, e contribuire ad assicurare la coerenza delle misure adottate in tutti i processi di coordinamento economico a livello comunitario.

    II. SITUAZIONE E PROSPETTIVE ECONOMICHE

      6. L'attuale contesto economico è caratterizzato da una ripresa globale incipiente, dopo il forte rallentamento registrato nel 2001. Alcuni indicatori anticipatori segnalano una graduale stabilizzazione della situazione economica e sono sempre più numerosi i segnali di un consolidamento dell'attività economica. Permangono tuttavia rischi di slittamento e incertezze quanto ai tempi, alla portata e all'intensità della ripresa.

      7. Le misure di politica macroeconomica in risposta al rallentamento sono state rapide e decisive. Le autorità monetarie hanno ridotto i tassi d'interesse, non essendo previste spinte inflazionistiche, mentre nel quadro della politica fiscale sono stati attivati gli stabilizzatori automatici che contribuiscono notevolmente a contenere le fluttuazioni in termini di crescita della produzione. Tempestive misure di politica economica, fondamentali sani e ripristino della fiducia costituiscono una piattaforma per la ripresa. Occorre ampliare le prospettive di una ripresa durevole adottando misure di riforma strutturale che accrescano il potenziale di crescita.

    III. STRATEGIA DI POLITICA ECONOMICA DELL'UNIONE EUROPEA

    1. Politica macroeconomica

      8. La zona euro costituisce un'unione monetaria in cui vigono una politica monetaria unica e indipendente e politiche fiscali decentrate ma coordinate. E' pertanto necessario compiere ulteriori progressi al fine di:

      • migliorare il monitoraggio e la valutazione delle tendenze economiche della zona euro. Ciò significa proseguire i lavori volti a migliorare e armonizzare le metodologie usate per l'elaborazione di statistiche e di indicatori sull'area dell'euro;

      • realizzare un'analisi sistematica del policy mix della zona euro, per valutare le conseguenze delle politiche monetarie e fiscali per gli sviluppi economici dell'area, tra cui l'inflazione, la dinamica salariale, gli investimenti e i tassi di cambio dell'euro;

      • rafforzare gli attuali meccanismi di coordinamento delle politiche economiche, specie fiscali, in sede di Gruppo Euro.

      9. Il coordinamento delle politiche fiscali poggia sull'impegno relativo alla stabilità del bilancio e sulle regole del gioco fissate nel Patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri manterranno o rispetteranno l'obiettivo a medio termine di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo entro il 2004.

      Gli stabilizzatori automatici dovrebbero poter operare simmetricamente nelle fasi sia di accelerazione sia di rallentamento della congiuntura, sempre che non sia superata la soglia del 3% del PIL in caso di inversione congiunturale. Ciò significa in particolare sfruttare appieno i dividendi della crescita nei periodi di espansione.

      Gli Stati membri potrebbero ricorrere a interventi discrezionali solo nel caso in cui avessero creato il necessario spazio di manovra.

      10. Sono necessari ulteriori sforzi e un maggiore coordinamento per la qualità e la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche:

      • per quanto riguarda la qualità, è necessario prevedere una struttura adeguata delle entrate e delle spese pubbliche per assicurare finanze pubbliche sane e sostenibili, aumentando nel contempo la crescita potenziale delle economie dell'Unione. In tale ottica, le riforme fiscali e della spesa pubblica devono mirare a creare condizioni atte a favorire l'occupazione e gli investimenti, rispettando tuttavia l'obiettivo a medio termine di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo;

      • la sostenibilità implica una strategia pluridisciplinare in grado di far fronte all'impatto dell'invecchiamento demografico, comprese le esigenze di ordine assistenziale, assicurando nel contempo la solvibilità a lungo termine dei conti pubblici europei. La strategia dovrebbe basarsi su un'ulteriore riduzione del debito pubblico, su un incremento dei tassi occupazionali e sulla riforma dei regimi pensionistici.

    2. Politica di riforma strutturale

    2.1. Riforma del mercato dei prodotti

      11. Le misure volte a liberalizzare, aprire, integrare e rafforzare la concorrenza sui mercati europei dei beni e dei servizi contribuiscono a rendere il sistema produttivo veramente flessibile, capace di destinare le risorse dove possono essere più proficuamente impiegate, aumentando in tal modo la produzione, l'occupazione, il reddito e il benessere. Questa convinzione è condivisa da tutti gli Stati membri dell'UE e rappresenta lo spirito dell'ambizioso programma di riforme economiche varato dal Vertice di Lisbona.

      12. Le riforme economiche in atto nei singoli Stati membri possono essere più efficaci se coordinate e condotte a un ritmo più sostenuto per raggiungere il livello dei paesi che presentano i migliori risultati. Una politica sincrona di riforma strutturale, se attuata in modo coerente, presenta i seguenti vantaggi:

      • maggiore capacità dell'Unione economica e monetaria di rispondere ai contraccolpi esterni, grazie a mercati più flessibili;

      • sfruttamento di importanti sinergie;

      • assegnazione ottimale delle risorse in base a misure di liberalizzazione adottate congiuntamente;

      • eliminazione delle strozzature e delle perturbazioni nei servizi;

      • garanzia che gli operatori europei competano in condizioni di parità.

      É altresì importante migliorare l'ambiente fiscale, intensificando la cooperazione tra gli Stati membri nel reprimere i regimi fiscali dannosi e nell'affrontare la frode fiscale.

    Riforma delle imprese erogatrici di servizi di rete

      13. La liberalizzazione delle imprese erogatrici di servizi di rete ha registrato discreti progressi, sebbene vi sia ancora molto da fare:

      • i progressi in materia di liberalizzazione non hanno seguito un andamento omogeneo negli Stati membri;

      • le possibilità di scambi intracomunitari sono limitate: permangono barriere all'accesso ai mercati nazionali, pochi progressi sono stati realizzati in materia di interconnessioni e gli scambi fra gli Stati membri sono in genere scarsi e poco frequenti.

      14. I settori dell'energia e dei trasporti sono quelli che maggiormente richiedono l'adozione urgente di nuove riforme. Le strategie di liberalizzazione devono distinguere due aspetti fra loro diversi: l'interconnessione e la liberalizzazione effettiva. Tali strategie devono inoltre tener conto del fatto che le imprese erogatrici di servizi di rete svolgono missioni di interesse generale. Al riguardo, è essenziale disporre di una regolamentazione appropriata.

      A. Infrastruttura di interconnessione

    Elettricità e gas:

    • concordare, in occasione del Vertice di primavera, una serie di obiettivi di interconnessione fisica fra le reti degli Stati membri, corredata di un calendario, affinché si compia un effettivo passo avanti verso la realizzazione del mercato unico dell'energia, e creare il contesto adeguato per sviluppare l'opportuna infrastruttura. Le esigenze in termini di finanziamento dovrebbero essere coperte essenzialmente dalle imprese interessate;

    • garantire ai terzi pari opportunità di accesso alle reti.

    Trasporti aerei:

    • proseguire attivamente i lavori volti alla creazione di un cielo unico europeo prima del 2004, tenendo conto anche dell'importanza della partecipazione della Comunità ad Eurocontrol.

    Reti transeuropee:

    • esaminare con sollecitudine le misure contenute nel pacchetto legislativo approvato dalla Commissione il 20 dicembre, comprese le proposte di sviluppo di progetti infrastrutturali e di modifica dei sistemi di finanziamento delle reti transeuropee, compatibilmente con le disponibilità di bilancio.

    B. Liberalizzazione effettiva

    Elettricità e gas:

    • fissare, in occasione del Vertice di primavera, un calendario ambizioso per quanto concerne l'accesso [delle imprese](1) a fornitori scelti liberamente.

    Trasporti ferroviari:

    • esaminare attivamente il "secondo pacchetto ferroviario" volto all'apertura graduale della concorrenza nella fornitura di servizi, alla luce della valutazione relativa al primo pacchetto.

    C. Servizi di interesse generale

      La liberalizzazione dei mercati dovrebbe assicurare una concorrenza efficace e l'adempimento degli obblighi inerenti ai servizi di interesse generale (parità di accesso, continuità dei servizi, sicurezza degli utenti). Tali obblighi possono essere imposti, ma non possono in alcun modo condurre a distorsioni del mercato. In conformità delle disposizioni del trattato, gli Stati membri sono liberi di definire i servizi di interesse generale e il modo in cui organizzarli.

    Miglioramento del clima imprenditoriale

      15. Una concorrenza reale ed efficace sui mercati costituisce uno dei capisaldi del processo di riforma economica. La concorrenza, con le sue regole e i suoi incentivi, consente di assicurare una maggiore efficienza economica e di aumentare la competitività dell'Unione europea.

      Per tale motivo, è importante rafforzare la capacità delle autorità responsabili della concorrenza di adattarsi ai mutamenti della struttura economica dell'Unione europea in un mondo sempre più globalizzato.

      16. La riduzione degli aiuti di Stato e una loro migliore destinazione sono elementi fondamentali per una concorrenza efficace all'interno dell'Unione europea. A tal fine, l'Unione riafferma l'impegno assunto dagli Stati membri di ridurre gli aiuti di Stato espressi in percentuale del PIL entro il 2003, di adoperarsi affinché siano eliminati gli aiuti che provocano le distorsioni (di concorrenza) maggiori, di riorientare gli aiuti verso obiettivi più orizzontali e di comune interesse, compresi quelli di coesione, e di destinarli alle carenze del mercato chiaramente accertate.

      L'Unione riafferma inoltre la necessità che la Commissione e gli Stati membri accrescano la trasparenza del regime degli aiuti di Stato.

      17. E' necessario incoraggiare l'iniziativa imprenditoriale, riducendo al minimo gli ostacoli giuridici e amministrativi. Andrebbero definiti dei parametri che consentano di accorciare il tempo necessario per creare PMI; sarà elaborato un piano d'azione per migliorare e semplificare il quadro normativo, in linea con le conclusioni della relazione Mandelkern. La Carta europea per le piccole imprese andrebbe in modo più incisivo attuata. E' inoltre importante creare un ambiente fiscale più favorevole per le imprese.

      18. Un buon governo societario è fondamentale per l'efficienza economica. Sono noti gli effetti positivi che ne derivano per la gestione aziendale , la fiducia, gli investimenti e i flussi di capitale. Il Consiglio incoraggia gli Stati membri a prendere iniziative per garantire la trasparenza in termini di gestione e contabilità e per tutelare gli azionisti e altri soggetti interessati.

      19. Conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma, occorre intensificare il recepimento e l'effettiva attuazione delle direttive comunitarie. La realizzazione di un vero mercato interno richiede progressi più rapidi nell'integrazione dei mercati dei servizi, una maggiore liberalizzazione degli appalti pubblici, una più estesa applicazione del principio del reciproco riconoscimento e un'accelerazione dei lavori sugli standard normativi per i prodotti.

    2.2. Mercati dei capitali e riforme dei servizi finanziari

      20. Le riforme dovrebbero cercare innanzitutto di accelerare l'integrazione dei mercati finanziari e di ottenere tutti i benefici di un'efficace canalizzazione del risparmio, riducendo i costi di accesso ai capitali per incentivare gli investimenti nell'UE. Il piano d'azione per i servizi finanziari è al centro di tali sforzi; le misure che lo compongono devono diventare normative entro il 2005 e le parti interessate dovranno compiere ogni sforzo possibile per arrivare, entro la fine del 2003, a un mercato integrato dei valori mobiliari. In tale contesto è inoltre necessario rendere più efficaci gli accordi relativi ai sistemi transnazionali di compensazione e di regolamento a livello europeo.

      21. Per integrare i mercati finanziari occorre unire il reciproco riconoscimento in materia giuridica, applicando il principio del paese d'origine, all'armonizzazione delle norme di comportamento indispensabili per la protezione degli investitori. Le scadenze previste sono le seguenti:

      • il Consiglio e il Parlamento europeo devono approvare nel 2002:

        • la direttiva sugli abusi di mercato;

        • la direttiva sull'uso delle garanzie;

        • il regolamento relativo all'applicazione di principi contabili internazionali nell'UE;

        • la direttiva relativa agli intermediari assicurativi;

        • il progetto di direttiva concernente i prospetti;

        • il progetto di direttiva relativa ai conglomerati finanziari;

        • il progetto di direttiva sui fondi pensione aziendali.

      • completare e approvare i progetti di direttive che la Commissione deve presentare sulle offerte pubbliche di acquisto e sulla promozione di regolari obblighi di segnalazione e la direttiva relativa ai servizi di investimento.

      22. I capitali di rischio costituiscono un'altra priorità dell'agenda. I punti essenziali del piano d'azione per i capitali di rischio dovrebbero essere presentati entro il 2003 al fine di smantellare le rimanenti barriere alla creazione di un autentico mercato europeo dei capitali di rischio.

      23. L'efficacia di tali iniziative dipende da una procedura legislativa più rapida, che attui le proposte di riforma della relazione Lamfalussy.

    2.3. Riforma del mercato del lavoro

      24. L'azione politica andrebbe incentrata sull'ammodernamento del mercato del lavoro per sostenere il processo di creazione di posti di lavoro. L'UE si è posta dei traguardi impegnativi e resta ancora molto da fare: aumentare l'offerta di lavoro, garantire che i costi unitari del lavoro siano compatibili con la crescente competitività delle economie europee e capaci di sostenere un aumento della domanda di lavoro, realizzare una maggiore corrispondenza tra offerta e domanda di lavoro.

      25. La capacità dell'economia europea di creare posti di lavoro è notevolmente migliorata in questi ultimi anni, consentendo di influire ampiamente sul tasso di disoccupazione. La crescita sostenuta della seconda metà degli anni 90, i progressi riguardanti alcuni aspetti del funzionamento del mercato del lavoro, il coordinamento delle politiche economiche e la moderata evoluzione salariale sono stati determinanti nel produrre tale cambiamento. Il Consiglio prende atto dei progressi compiuti nei seguenti settori:

      • politiche attive del mercato del lavoro. Si è adottato un approccio preventivo, incentrato sull'occupabilità dei gruppi che non hanno accesso al mercato del lavoro, in particolare a causa di qualifiche insufficienti. Occorre proseguire gli sforzi ed effettuare contemporaneamente una valutazione per definire meglio gli obiettivi di tali politiche;

      • riduzione dell'onere fiscale sul lavoro. L'UE nel suo insieme ha ridotto i disincentivi fiscali al lavoro, in particolare per quanto riguarda i lavori a basso livello di qualifiche.

    26. Occorre tuttavia proseguire gli sforzi nei seguenti settori:

    • misure fiscali, allo scopo di accrescere la domanda di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro;

    • regimi previdenziali che rendano redditizio il lavoro e promuovano un processo di ricerca di impiego che protegga gli interessati dal rischio di povertà e di disoccupazione. Dovrebbero essere oggetto di riforma: la condizionalità dei benefici, l'ammissibilità, la durata, il tasso di sostituzione, la disponibilità di vantaggi professionali, il ricorso a crediti d'imposta, il rigore dei sistemi amministrativi e di gestione;

    • sistemi di formazione dei salari. Per garantire la competitività dell'UE e migliorare l'occupazione per tutte le qualifiche e le aree geografiche, è indispensabile che le istituzioni competenti per il lavoro e i sistemi di contrattazione collettiva tengano conto del rapporto tra l'evoluzione salariale e le condizioni del mercato del lavoro, consentendo una maggiore differenziazione dei salari in base agli sviluppi della produttività e alla diversità delle qualifiche;

    • miglioramento dell'efficienza del mercato del lavoro. Si verificano spesso situazioni nelle quali alti tassi di disoccupazione coincidono con una penuria di manodopera. Uno dei modi migliori per garantire una corrispondenza ottimale tra offerta e domanda è incrementare la mobilità geografica e professionale, migliorando, ad esempio, la trasparenza e i metodi di riconoscimento tra i sistemi di formazione professionale e innalzando il livello d'istruzione dell'attuale forza lavoro per accrescere le qualifiche richieste dalla società dei saperi. I sistemi di istruzione e formazione svolgono un ruolo importante nell'aumentare l'efficienza del mercato del lavoro;

    • invecchiamento attivo. Occorrerebbe scoraggiare gli incentivi al prepensionamento e intensificare gli sforzi per accrescere le opportunità per i lavoratori anziani sul mercato del lavoro, ad esempio con normative che prevedano formule di pensionamento parziale;

    • ostacoli e disincentivi alla partecipazione femminile alla forza di lavoro, migliorando, tra l'altro, la disponibilità delle strutture per la custodia dei bambini;

    • diritto del lavoro. Valutare i costi connessi alla formazione e alla rescissione dei contratti di lavoro, allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra flessibilità e protezione sociale.

    27. Gli elementi chiave di cui sopra dovrebbero essere trattati tanto negli indirizzi di massima per le politiche economiche quanto negli orientamenti in materia di occupazione, tenendo debitamente conto delle altre questioni che sorgono nel contesto della revisione del processo di Lussemburgo.

    3. L'economia basata sull'informazione e sulla conoscenza

      28. Sono necessari ulteriori sforzi nell'ambito dell'iniziativa e-Europe. Occorre accelerare lo sviluppo delle reti a banda larga incoraggiando maggiormente la concorrenza tra le reti locali di telecomunicazioni.

      29. La ricerca e sviluppo e l'innovazione sono un propulsore importante della società dei saperi. Gli sforzi per promuovere la R&S e l'innovazione, in particolare la R&S nelle imprese, devono essere intensificati mediante una strategia integrata, che includa una maggiore competitività sui mercati dei prodotti, un migliore accesso al capitale di rischio, una migliore protezione dei diritti di proprietà intellettuale e una maggiore diffusione dei sistemi in rete e delle tecnologie.

      30. Occorre sviluppare nuove competenze di base e nuovi metodi d'insegnamento per preparare l'attuale popolazione scolastica alla società dei saperi.

    4. Sviluppo sostenibile

      31. La crescita odierna non deve in nessun caso mettere a repentaglio le possibilità di crescita delle generazioni future. Le considerazioni di ordine economico, sociale e ambientale dovrebbero avere un posto importante nell'elaborazione e nel coordinamento della politica economica degli Stati membri e dell'Unione europea. Il Consiglio raccomanda fortemente l'impiego degli strumenti di mercato nella strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile.

      32. Sulla scia delle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg, bisogna sforzarsi di garantire prezzi giusti, in modo che essi riflettano meglio i costi sociali effettivi delle varie attività.

      33. Per promuovere la sostenibilità, la politica deve diventare più coerente. In tale contesto è indispensabile valutare le politiche ex-ante.

      34. E' necessario approvare a livello europeo un quadro adeguato per la tassa sull'energia, parallelamente ai progressi nell'approvazione e nella realizzazione del mercato interno per l'energia.

    POLITICA SOCIALE E DELL'OCCUPAZIONE

    (7 marzo 2002)

      1. Il Consiglio europeo di Barcellona sarà il secondo vertice di primavera che avrà il compito di sviluppare i mandati fissati dai Consigli europei di Lisbona, Feira, Nizza, Stoccolma e Laeken per conseguire l'obiettivo strategico dell'Unione europea dei prossimi anni: "diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

      2. Il Consiglio europeo di Barcellona dovrà anche esaminare i progressi compiuti nell'applicazione dell'agenda sociale europea approvata a Nizza.

      3. Il Consiglio "Occupazione e politica sociale" del 7 marzo 2002 valuta molto positivamente i risultati ottenuti dalla Strategia europea per l'occupazione dacché questa ha avuto inizio nel 1997 e ha ribadito la validità di detto processo sia nei periodi di espansione economica sia in circostanze meno favorevoli.

      4. Il Consiglio "Occupazione e politica sociale" valuta inoltre molto positivamente i progressi attuati nello sviluppo del metodo aperto di coordinamento al fine di assicurare a lungo termine la sostenibilità dei sistemi pensionistici, in vista della conferma definitiva di detto metodo da parte del Consiglio europeo di Barcellona.

    5. La Presidenza considera che il Consiglio:

    • Valuta positivamente la relazione di sintesi della Commissione e constata la necessità di intensificare l'equilibrio, la coerenza, il coordinamento e la sincronizzazione tra la dimensione sociale e quella economica nel quadro della strategia di Lisbona, mediante gli strumenti utilizzati in ciascuna di esse, secondo la linea indicata dai comitati per l'occupazione e la protezione sociale nelle loro relazioni.

      Il coordinamento dovrà riguardare in particolare il processo degli Indirizzi di massima per le politiche economiche e quello della Strategia europea per l'occupazione al fine di renderli più coerenti tra loro. A questo scopo sarà necessario sincronizzare i calendari mantenendo l'autonomia dei due processi, e il Consiglio europeo di primavera dovrà orientarli in modo coerente ed equilibrato. Il Consiglio europeo fisserà pertanto le priorità politiche per le diverse formazioni del Consiglio.

      Ritiene che nel caso della strategia europea per l'occupazione non sia necessario fissare obiettivi diversi da quelli indicati in generale a Lisbona e che perciò la nuova strategia europea per l'occupazione dovrà svilupparsi sino al 2010, con una valutazione intermedia nel 2006. È necessario semplificare il processo, senza indebolirlo, in particolare riducendo il numero degli orientamenti in materia di occupazione. Alla luce dei risultati della valutazione in corso, la nuova strategia incorporerà tutti gli elementi positivi del processo di Lussemburgo grazie ai quali tutti gli Stati membri hanno potuto fare progressi nella fissazione di obiettivi e politiche comuni, tenendo presenti le proprie caratteristiche specifiche.

    • Ritiene che il pieno impiego sia l'obiettivo essenziale delle politiche economiche e sociali, che richiede la creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità. Perciò occorre continuare a prestare particolare attenzione alle riforme delle politiche dell'occupazione e del mercato del lavoro. In questo senso è indispensabile eliminare gli ostacoli che si frappongono all'accesso al mercato del lavoro e promuovere politiche attive dell'occupazione, mantenendo l'approccio preventivo e l'attenzione individualizzata ai disoccupati, per evitare che diventino disoccupati di lunga durata, mentre invece dovrebbero poter migliorare la propria occupabilità.

      Rileva che, per conseguire gli obiettivi fissati a Lisbona, la strategia europea per l'occupazione dovrà prestare particolare attenzione alle sfide che l'Unione europea dovrà affrontare a lungo termine, in particolare quelle connesse con l'invecchiamento. La strategia europea per l'occupazione deve offrire a tutte le persone la possibilità di partecipare alla vita attiva. Inoltre, dovrà contribuire alla creazione di un mercato del lavoro dinamico ed efficace, in cui i lavoratori motivati e formati possano avere lavori di alta qualità e di elevata produttività. La strategia dovrà quindi contemplare adeguate politiche intese a migliorare sia l'offerta che la domanda di lavoro.

        A tal fine è necessario proseguire la modernizzazione e la riforma del mercato del lavoro, rafforzare i nostri sistemi di protezione sociale in modo che offrano protezione a coloro che si trovano in stato di necessità, incentivando nel contempo la partecipazione alla vita attiva, favorire la formazione lungo tutto l'arco della vita per garantire la società della conoscenza e promuovere politiche che stimolino, anziché ostacolare, la creazione di posti di lavoro da parte degli imprenditori.

    • Sottolinea l'importanza della qualità del posto di lavoro. La qualità, che non deve creare nuove rigidità nel mercato del lavoro, permetterà di migliorare i livelli occupazionali. Per questo l'obiettivo di creare migliori posti di lavoro è complementare all'obiettivo di creare un maggior numero di posti di lavori e lo rafforza.

    • Mette in rilievo la necessità di consolidare il ruolo degli interlocutori sociali nella modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, il miglioramento della qualità di questo, la formazione professionale e l'accesso al posto di lavoro nonché il mantenimento di questo. Gli interlocutori sociali condividono la responsabilità della ricerca dell'equilibrio tra flessibilità e sicurezza del posto di lavoro e contribuiscono a rendere possibile l'adattabilità delle imprese. In particolar modo devono svolgere il ruolo principale per l'anticipazione e la gestione dei cambiamenti e trovare l'equilibrio che garantisca il funzionamento delle imprese e gli interessi dei lavoratori. L'istituzione del vertice sociale rappresenta un progresso essenziale nel conseguimento di questo obiettivo. I contributi forniti dagli interlocutori sociali in tale sede saranno senz'altro uno strumento di grande utilità per approfondire adeguatamente la riflessione sui mezzi volti a rafforzare la loro partecipazione alla strategia europea per l'occupazione.

        Riafferma la necessità di rafforzare l'integrazione sociale e la lotta contro l'esclusione, secondo quanto disposto dal vertice europeo di Nizza, ritenendo che, nonostante il carattere pluridisciplinare del fenomeno, il migliore strumento per ottenere l'integrazione è il lavoro, obiettivo per il quale è essenziale la collaborazione tra servizi dell'occupazione e servizi sociali, in modo che entrambi i meccanismi migliorino l'occupabilità delle persone socialmente escluse. L'occupazione è sempre meglio della disoccupazione, però devono sussistere alcune condizioni minime e le opportunità per progredire sul piano lavorativo.

        Sottolinea l'importanza della strategia comunitaria di lotta contro l'esclusione e l'approvazione da parte degli Stati membri dei piani nazionali. Inoltre, esorta il Comitato dell'occupazione e il Comitato per la protezione sociale a continuare a lavorare per l'adozione di obiettivi specifici miranti alla riduzione dell'esclusione sociale, tenendo conto degli indicatori approvati a Laeken e del carattere multidimensionale del fenomeno dell'esclusione.

    • Analogamente, conferma l'importanza dello sviluppo della strategia per la protezione sociale, in ordine alla qualità e alla sostenibilità delle pensioni, che propugna riforme dei sistemi pensionistici, nell'ambito del metodo aperto di coordinamento, al fine di salvaguardare la capacità dei sistemi di conseguire i propri obiettivi sociali, assicurare la sostenibilità finanziaria e adattare la loro capacità di rispondere alle nuove esigenze della società. Al fine di conseguire detti obiettivi, considera estremamente validi e utili gli obiettivi comuni e il metodo di lavoro elaborati, in vista di una conferma da parte del Consiglio europeo di Barcellona.

    • Sottolinea la necessità di proseguire a operare in favore della parità tra uomini e donne, sviluppando misure che facilitino l'accesso e la permanenza delle donne sul mercato del lavoro, evitando le discriminazioni. È importante a tal fine incrementare le misure volte a conciliare la vita familiare e lavorativa, più in particolare attraverso la creazione di servizi per la cura dell'infanzia e delle altre persone a carico. Del pari sostiene la necessità di stabilire un approccio globale e pluridisciplinare volto a sradicare qualunque tipo di violenza contro le donne con la cooperazione di tutti i settori politici implicati.

    6. La Presidenza osserva che il Consiglio accoglie con favore i progressi realizzati in materia di sviluppo dell'agenda sociale, sottolineando l'importanza delle iniziative avviate negli ultimi dodici mesi.

      7. La Presidenza constata che il Consiglio accoglie positivamente il contenuto del piano d'azione sulla mobilità e le competenze e concorda nel sottolineare l'importanza delle tre sfide di detto piano: a) migliorare la mobilità professionale, b) promuovere la mobilità geografica e c) stabilire canali di informazione appropriati in materia di opportunità di occupazione e di formazione all'interno dell'UE. Pone pertanto l'accento sulla necessità di sviluppare e riconoscere le qualifiche e le competenze, comprese quelle acquisite con mezzi informali, di investire nelle risorse umane e di proseguire gli sforzi per garantire la formazione permanente, nonché di modernizzare i servizi pubblici dell'occupazione, e più in particolare della rete EURES.

      8. La Presidenza constata la consapevolezza del Consiglio circa l'importanza della formazione permanente per aiutare le persone a integrarsi nel mercato del lavoro, e rimanervi, progredendo nella propria vita professionale, in particolare circa il ruolo che possono svolgere a tal fine i sistemi di formazione sviluppati in un contesto reale di lavoro.

      9. La Presidenza osserva che il Consiglio pone in evidenza la necessità di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro da parte di tutti, nonché di agevolare la permanenza volontaria dei lavoratori anziani in attività quale risposta alla sfida dell'invecchiamento. Le parti sociali devono svolgere un ruolo fondamentale nella determinazione delle politiche necessarie. Essa sottolinea inoltre che il pensionamento anticipato non deve più costituire la risposta immediata ai problemi di ristrutturazione delle imprese. È necessario offrire ai lavoratori anziani opportunità di mantenere l'impiego, considerando che le formule flessibili di organizzazione del lavoro (segnatamente tempo parziale, telelavoro) e la garanzia di una formazione permanente sono strumenti che aiutano a tradurre in atto tali opportunità.

      Del pari, prende atto che il Consiglio intende adottare la relazione congiunta della Commissione e del Consiglio sull'"incremento del tasso di partecipazione al mercato del lavoro e promozione dell'invecchiamento attivo".

      10. Quale complemento indispensabile delle misure summenzionate in materia di occupazione, sottolinea l'importanza delle riforme dei sistemi pensionistici degli Stati membri al fine di delineare un pensionamento graduale e flessibile, che incentivi l'elevazione volontaria dell'età reale di pensionamento corrispondente all'aumento della speranza di vita, faciliti una transizione graduale dall'attività piena alla pensione e stimoli la partecipazione attiva degli anziani alla vita pubblica, sociale e culturale al fine di conseguire l'obiettivo dell'invecchiamento attivo.

      11. La Presidenza evidenzia l'importanza dell'accordo conseguito nella procedura di conciliazione in relazione alla decisione relativa all'incentivazione delle misure per l'occupazione in vista del futuro sviluppo della strategia europea per l'occupazione nell'ambito di Lisbona, sottolineando la volontà delle istituzioni di rendere più trasparente e accessibile l'informazione circa i risultati della strategia ai cittadini europei e ai gruppi più interessati, con particolare attenzione alla dimensione regionale e locale della medesima.

      12. La Presidenza constata che il Consiglio approva la relazione congiunta del Comitato di protezione sociale e del Comitato di politica economica relativa ai principi in materia di attenzione e di assistenza sanitaria per le persone anziane, in modo che si possa assicurare l'accesso di ognuno ad un'assistenza sanitaria di qualità, si rafforzino la trasparenza e la qualità dei sistemi sanitari, sia proseguito il processo di riforme iniziato al fine di rendere compatibile il ritmo dell'evoluzione delle spese con il miglioramento della qualità delle finanze pubbliche, in modo da assicurare l'adeguato finanziamento dell'assistenza sanitaria, con la necessaria cooperazione e partecipazione di tutte le parti interessate.

      Conviene a tal fine sulla necessità di avviare e sviluppare nel corso del 2002 e del 2003 la cooperazione tra gli Stati membri nei settori nei quali, una volta identificati, occorre procedere allo scambio di buone pratiche e di informazioni e alla discussione delle sfide comuni sul piano europeo, che possano comportare un valore aggiunto ai fini del conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona.

    MERCATO INTERNO, CONSUMATORI E TURISMO

    1° marzo 2002

    Il Consiglio, nel contesto del nuovo obiettivo strategico per l'Unione europea definito dal Consiglio europeo di Lisbona e come contributo del Consiglio "Mercato interno, consumatori e turismo" per il prossimo Consiglio europeo di Barcellona;

    apprezzando i progressi già compiuti nel settore delle riforme economiche in termini di liberalizzazione del mercato e di diminuzione dei prezzi al consumo nel rispetto delle nozioni universali di servizio e di qualità dei servizi di interesse generale;

    rilevando tuttavia che nella presente congiuntura economica è importante dare nuovo stimolo alle riforme del mercato dei prodotti, soprattutto nei settori in cui i progressi sono stati più lenti, sulla base della stabilità risultante dal successo dell'introduzione dell'euro, per conseguire gli obiettivi stabiliti dal Consiglio europeo di Lisbona;

    sottolineando la necessità di rafforzare la fiducia delle imprese e dei consumatori nei mercati, nei beni e nei servizi;

    rammentando che occorre che il corretto funzionamento del mercato interno contribuisca agli obiettivi stabiliti dal trattato di promuovere uno sviluppo armonioso e sostenibile della Comunità e di rafforzare l'integrazione orizzontale della coesione economica sociale e territoriale;

    sottolineando l'importanza di un corretto funzionamento dei mercati in vista del prossimo allargamento dell'Unione europea;

    rammentando il proprio contributo al Consiglio europeo di Göteborg inerente ad una strategia per l'integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nelle politiche del mercato interno (2);

    ricordando gli aspetti relativi al mercato interno compresi negli indirizzi di massima per le politiche economiche del 2001;

    con riferimento al prossimo aggiornamento e revisione della strategia per il mercato interno elaborata dalla Commissione;

    tenendo presente le analisi contenute nelle relazioni annuali degli Stati membri e della Commissione sul funzionamento dei mercati dei prodotti e dei capitali nel quadro del processo di Cardiff;

    sulla base del proprio contributo del 31 gennaio 2002 riguardante i problemi chiave per l'elaborazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2002 nel settore del mercato interno (3), e tenendo conto degli aspetti inerenti alle questioni relative al mercato interno di cui alla comunicazione della Commissione per il Consiglio europeo di primavera che si terrà a Barcellona, intitolata "La strategia di Lisbona - produrre il cambiamento" (4);

    HA ADOTTATO LE SEGUENTI CONCLUSIONI:

    Creare condizioni ottimali per le attività imprenditoriali

      1. Il Consiglio "Mercato interno, consumatori e turismo" sottolinea la necessità di agire in modo incisivo per applicare il programma di riforme convenuto in varie sessioni successive del Consiglio europeo al fine di proseguire nel miglioramento del mercato interno in quanto ambiente dinamico per le attività imprenditoriali.

      2. Gli Stati membri dovrebbero proseguire i loro sforzi per ridurre il livello globale di aiuti statali, in particolare gli aiuti ad hoc, e per riorientarli verso obiettivi orizzontali di comune interesse, tra cui la coesione economica e sociale. A tal fine, la Commissione è invitata a continuare a fornire informazioni periodiche attraverso il registro e il quadro di valutazione degli aiuti di Stato.

      3. La modernizzazione delle regole di concorrenza dovrebbe essere attivamente proseguita affinché il Consiglio approvi la pertinente proposta entro la fine del presente anno. Le regole di concorrenza devono essere applicate in modo coerente dalla Commissione e da autorità nazionali della concorrenza operanti in modo efficace e indipendente.

      4. Devono essere intensificati gli sforzi per la rapida adozione, da parte del Consiglio e del Parlamento europeo, del pacchetto legislativo "appalti pubblici". Il Consiglio incoraggia particolarmente la Commissione a proseguire i lavori per agevolare l'accesso delle PMI ai mercati degli appalti.

      5. Alla luce dell'alta priorità che il Consiglio e la Commissione attribuiscono alla semplificazione e al miglioramento del contesto regolamentare, e conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Laeken, il Consiglio esorta la Commissione a presentare, quanto prima possibile nel primo semestre del 2002, il suo piano d'azione, tenendo conto in particolare della relazione del Gruppo "Mandelkern" (5). La Comunità e gli Stati membri dovrebbero intensificare gli attuali sforzi per semplificare e modernizzare la normativa e le procedure amministrative aventi un impatto sulle attività imprenditoriali nonché per i consumatori, sul piano comunitario, nazionale e regionale. Inoltre, gli atti legislativi a livello sia comunitario che nazionale devono essere preceduti da una valutazione d'impatto normativo.

      6. L'eliminazione dei rimanenti ostacoli tecnici agli scambi nel mercato interno dovrebbe essere perseguita con maggior vigore. Un quadro di valutazione specifico dovrebbe essere elaborato per individuare chiaramente gli ostacoli tecnici tuttora esistenti e gli Stati membri in cui essi persistono, nonché i progressi compiuti nei lavori di normalizzazione.

      Per quanto riguarda la normalizzazione, il 1° marzo 2002 il Consiglio ha adottato conclusioni distinte, tenendo conto dell'importanza strategica della normalizzazione nell'applicazione delle varie politiche comunitarie e della necessità di esaminare urgentemente il seguito da dare alla relazione della Commissione del settembre 2001 (6). In tale contesto, particolare priorità sarà attribuita dagli organismi di normalizzazione alla fissazione di obiettivi al fine di migliorare l'efficacia, e di sviluppare un sistema differenziato di nuovi prodotti.

      La Commissione è invitata a presentare quanto prima una relazione sull'applicazione della Risoluzione del Consiglio del 28 ottobre 1999 sul reciproco riconoscimento (7) e a riflettere sull'opportunità di stabilire in quali settori è più appropriato il reciproco riconoscimento e in quali altri è più appropriata l'armonizzazione.

      7. Il Consiglio attende la relazione sulla questione dell'esaurimento dei diritti derivanti dai brevetti che la Commissione presenterà in risposta alla risoluzione del Parlamento europeo del 5 ottobre 2001.

      8. Il miglioramento del mercato interno nel settore dei servizi rappresenta una sfida strategica essenziale per la Comunità. La concorrenza dovrebbe essere rafforzata nel settore dei servizi e sostenuta attraverso la soppressione degli ostacoli al commercio transfrontaliero e all'ingresso sul mercato. A tal fine, il Consiglio sollecita la Commissione a presentare quanto prima possibile, come promesso, il documento sul seguito dato alla comunicazione dal titolo "Una strategia per il mercato interno dei servizi" (8) e invita gli Stati membri a collaborare in tal senso con detta istituzione.

      9. Occorrono ulteriori sforzi per rimuovere gli ostacoli al diritto di stabilimento delle persone fisiche e giuridiche e alla fornitura transfrontaliera di servizi professionali e tecnici. Dovrebbero altresì essere adottate misure per promuovere una maggiore mobilità all'interno dell'Unione. A questo fine, si dovrebbe dare la priorità alla proposta di direttiva sul reciproco riconoscimento delle qualifiche accademiche e professionali, che la Commissione dovrebbe presentare entro breve.

      10. La piena applicazione dell'intera normativa relativa al mercato interno costituisce un obbligo giuridico che incombe a tutti gli Stati membri e una condizione preliminare per il corretto funzionamento del mercato interno. Benché negli ultimi anni siano stati compiuti progressi verso la realizzazione di questo obiettivo, gli Stati membri dovrebbero rafforzare il loro impegno nei confronti del completo e tempestivo recepimento della normativa concernente il mercato interno e la riduzione accelerata delle carenze in materia di recepimento, conformemente all'obiettivo provvisorio di recepimento del 98,5% entro la data del Consiglio europeo di Barcellona, come stabilito a Stoccolma.

      Nel valutare i risultati conseguiti, il Consiglio europeo di Barcellona dovrà esaminare la necessità di adottare ulteriori misure. La Commissione è altresì invitata a proseguire energicamente i suoi sforzi in qualità di garante dell'applicazione e dell'osservanza della normativa comunitaria, anche attraverso sollecite ed efficaci procedure di infrazione.

    Aumentare la fiducia nei mercati, nei beni e nei servizi

      11. La fiducia dei consumatori e delle imprese nei beni e nei servizi e il funzionamento dei mercati sono un requisito essenziale per lo sviluppo delle attività imprenditoriali nel mercato interno. La fiducia del consumatore negli scambi transfrontalieri, compreso il commercio elettronico, aumenterà grazie a mercati aperti e accessibili e dovrebbe essere stimolata mediante una maggiore protezione del consumatore stesso, un più agevole accesso all'informazione e agli opportuni meccanismi di carattere giudiziario e altri meccanismi di ricorso, un elevato livello della qualità e della sicurezza dei beni e dei servizi, e una regolare sorveglianza dell'evoluzione dei prezzi.

      12. Si dovrà dare la priorità ad un efficace "follow up" del Libro verde della Commissione sulla protezione dei consumatori (9).

      Si dovrebbero proseguire i lavori inerenti alla proposta di regolamento sulla promozione delle vendite (10).

      13. Riguardo al miglioramento degli attuali meccanismi di risoluzione dei problemi, per rafforzare la fiducia delle imprese e dei consumatori nel mercato interno il 1°marzo 2002 il Consiglio ha adottato conclusioni distinte sull'iniziativa "SOLVIT" (11).

      14. Dovrebbe essere attribuita priorità all'attuazione completa e tempestiva del piano d'azione per i servizi finanziari. L'introduzione dell'euro costituisce un ulteriore motivo per cui è essenziale per ridurre i costi e il tempo necessario che occorre ai consumatori e alle imprese per effettuare operazioni commerciali transfrontaliere. A questo riguardo, l'attuazione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 2001 sui pagamenti transfrontalieri in euro (12), l'adozione definitiva della direttiva sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari (13) e una sempre maggiore sicurezza dell'uso dei nuovi mezzi di pagamento presentano particolare importanza.

      15. Il Consiglio attende con vivo interesse la proposta sulle offerte pubbliche di acquisto che la Commissione presenterà quanto prima.

    Settori di pubblica utilità e imprese erogatrici di servizi di rete

      16. Mentre si compiono progressi nell'apertura alla concorrenza dei settori di pubblica utilità e delle imprese erogatrici di servizi di rete, occorre un rinnovato impegno per l'attuazione delle riforme concordate a Lisbona allo scopo di porre il mercato interno in grado di operare più efficacemente in settori chiave, tenendo debitamente conto delle conclusioni del Consiglio sui servizi di interesse generale adottate il 26 novembre 2001 (14).

      17. Dovrebbe essere attribuita la priorità al raggiungimento di un accordo in base alle proposte concernenti la liberalizzazione e l'ulteriore sviluppo dei mercati dell'energia, tenendo debitamente conto della necessità di soddisfare le esigenze dei consumatori e la trasparenza del mercato mediante strumenti normativi appropriati, ai fini del conseguimento dell'obiettivo della liberalizzazione del mercato in tali settori.

      18. Ricordando l'importanza dell'adesione della Comunità a Eurocontrol, si dovrebbe proseguire attivamente il lavoro sulle iniziative concernenti il Cielo unico al fine di creare un Cielo unico europeo entro il 2004.

      19. Conformemente alle conclusioni dei Consigli europei di Stoccolma e di Laeken e a seguito della prima valutazione orizzontale delle prestazioni delle imprese erogatrici di servizi di interesse generale presentata dalla Commissione nel quadro del processo di Cardiff (15), la Commissione è invitata a presentare ulteriori valutazioni.

      20. Si dovrebbero adottare misure per garantire un'efficace interconnessione ed interoperabilità, particolarmente nei settori in cui siano individuate carenze, quali i trasporti e l'energia. In tale contesto, dovrebbero essere intensificati i lavori sulla proposta della Commissione concernente la Rete transeuropea (RTE), incluso il suo finanziamento.

    Politica in materia di innovazione

      21. Si dovrebbe porre in particolare rilievo il miglioramento dell'accesso delle imprese, segnatamente delle PMI, alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, al fine di consentire loro di profittare appieno delle opportunità che queste tecnologie offrono. Ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma, il sesto programma quadro di ricerca dovrebbe quindi avvalersi pienamente dei nuovi strumenti, tra gli altri, per promuovere reti di eccellenza, progetti integrati e l'attuazione congiunta di programmi nazionali nell'ambito delle sue priorità specifiche, tenendo anche conto della necessità di rafforzare la coesione e le piccole e medie imprese.

      22. Dovrebbero essere proseguiti gli sforzi per promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo, nonché l'imprenditorialità segnatamente presso le piccole e medie imprese e per migliorarne l'accesso ai capitali di rischio, compreso l'avviamento di imprese commerciali in settori di alta tecnologia, attraverso la tempestiva attuazione del piano d'azione per il capitale di rischio. Andrebbe incoraggiata la promozione di un ambiente favorevole per gli investimenti del settore privato nel campo della ricerca e dello sviluppo.

      23. Tenendo conto delle conclusioni di numerosi Consigli europei, dovrebbero essere proseguiti i lavori relativi al brevetto comunitario e ai modelli di utilità. Come confermato dal Consiglio europeo di Laeken, il brevetto comunitario dovrà essere uno strumento flessibile che sia il meno oneroso possibile rispettando il principio di non discriminazione tra le imprese degli Stati membri e assicurando un alto livello di qualità.

      24. Si dovrebbero altresì proseguire gli sforzi per fornire un quadro coerente ed efficace per le nuove tecnologie. Ciò consentirà alle imprese della Comunità di sfruttare l'intero potenziale della biotecnologia, che costituisce un settore chiave, tenendo al contempo nel debito conto il principio di precauzione, rispettando i valori fondamentali e venendo incontro alle preoccupazioni di ordine etico e sociale. In questo contesto il Consiglio si compiace della recente comunicazione della Commissione sulle scienze della vita e la biotecnologia.

      Ulteriore attenzione dovrebbe essere prestata al contributo che le nuove tecnologie possono apportare all'occupazione, alla competitività e alla crescita nell'Unione.

    Esame dei metodi utilizzati nel contesto del processo di riforme economiche avviato a Cardiff

      25. Il Consiglio invita il Comitato dei rappresentanti permanenti ad effettuare un esame particolareggiato dei metodi utilizzati finora per quanto attiene agli aspetti relativi al mercato interno dell'esercizio annuale del processo di Cardiff e a riferirgli in merito entro il mese di settembre del 2002.

    AMBIENTE

    4 marzo 2002

    STRATEGIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

    I. Dimensione globale: preparazione del Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile

    (Johannesburg, 26 agosto - 4 settembre 2002)

    IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

      1. RIBADISCE che lo sviluppo sostenibile richiede soluzioni globali che integrino in modo equilibrato le dimensioni economica, sociale e ambientale. RICONOSCE che politiche sane, istituzioni democratiche, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani costituiscono il presupposto per pervenire ad uno sviluppo sostenibile e RICORDA l'accordo raggiunto in occasione del Consiglio europeo di Goteborg sullo sviluppo della strategia europea per lo sviluppo sostenibile.

      2. SOTTOLINEA i legami tra le dimensioni interna ed esterna della strategia per lo sviluppo sostenibile e la complementarietà delle stesse nonché l'impegno ad intensificare gli sforzi per accrescere ulteriormente queste interconnessioni e RIBADISCE la necessità di attuare pienamente la dimensione interna convenuta a Goteborg per contribuire ad affrontare i problemi ambientali a livello globale, tenendo conto degli effetti delle politiche dell'UE sul resto del mondo.

      3. RIBADISCE che l'UE deve svolgere un ruolo essenziale negli sforzi globali per la realizzazione dello sviluppo sostenibile a tutti i livelli.

      4. RIBADISCE l'intenzione dell'UE di favorire un risultato orientato all'azione in occasione del vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile nonché un'effettiva attuazione dei risultati del medesimo, sulla base dell'Agenda 21 e, tra l'altro, dell'Agenda di sviluppo di Doha, della Conferenza sul finanziamento per lo sviluppo di Monterrey nonché degli obiettivi di sviluppo e delle finalità convenuti sul piano internazionale, in particolare quelli contenuti nella Dichiarazione del Millennio.

      L'UE si attende che il risultato del vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile contenga sia impegni politici globali a favore dello sviluppo sostenibile sia partenariati tra governi, società civile e settore privato.

      5. RIBADISCE l'impegno espresso a Göteborg di raggiungere al più presto l'obiettivo dello 0,7 % del PIL come stabilito dalle Nazioni Unite in materia di assistenza ufficiale allo sviluppo e di realizzare progressi concreti in tal senso prima del vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile che si svolgerà a Johannesburg nel 2002, nonché l'impegno del Consiglio di esaminare le modalità e i tempi per il raggiungimento da parte dei singoli Stati membri dell'obiettivo dello 0,7 % del PIL stabilito dalla Nazioni unite in materia di aiuto ufficiale allo sviluppo e l'impegno del Consiglio di continuare ad adoperarsi per migliorare gli strumenti della cooperazione allo sviluppo, segnatamente nei paesi colpiti da crisi o conflitti.

      6. RAMMENTA che lo sviluppo sostenibile costituisce un obiettivo primario delle nostre politiche sia interne che esterne. Si dovrebbe perseguire ulteriormente l'integrazione della dimensione sostenibile negli accordi di cooperazione bilaterali e multilaterali conclusi dall'Unione europea, tra l'altro con i paesi vicini della regione mediterranea e dell'Europa centrale e orientale.

      7. SOTTOLINEA che per l'UE le principali sfide in relazione alla dimensione globale dello sviluppo sostenibile sono le seguenti:

      1) Eradicazione della povertà e promozione dello sviluppo sociale nonché della salute

      2) Far sì che la globalizzazione serva allo sviluppo sostenibile

      3) Modelli sostenibili di produzione e consumo

      4) Conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali e ambientali

        5) Rafforzamento della governanza per lo sviluppo sostenibile a tutti i livelli, in particolare la governanza ambientale internazionale, compresa la partecipazione pubblica

      6) Mezzi di attuazione, compreso lo sviluppo di capacità e la cooperazione tecnologica.

      8. PRENDE ATTO della valutazione del Segretario generale delle Nazioni Unite secondo cui, pur se alcuni progressi verso lo sviluppo sostenibile sono stati realizzati a seguito della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED), i risultati non sono equilibrati. Sotto molti aspetti, le politiche e i programmi di sviluppo sostenibile a tutti i livelli non sono riuscite a servire simultaneamente gli obiettivi economici, sociali ed ambientali.

      9. SALUTA CON FAVORE la presentazione della Comunicazione della Commissione "Verso un partenariato globale per uno sviluppo sostenibile", che contribuisce allo sviluppo della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile delineando il contributo dell'Unione ad uno sviluppo sostenibile globale e propone componenti strategiche per un "Accordo globale" in occasione del vertice mondiale di Johannesburg. Le suddette tematiche ed altri contributi dell'UE, unitamente all'esame della questione dello sviluppo sostenibile in sede di Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002, sulla base delle conclusioni di Göteborg, contribuiranno a preparare l'approccio globale dell'UE in materia di sviluppo sostenibile. La comunicazione della Commissione e gli ulteriori preparativi dell'UE per il vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile verranno affrontati nelle pertinenti formazioni del Consiglio e saranno sottoposte al Consiglio europeo di Siviglia conclusioni sulla dimensione globale.

      10. CONSIDERA che l'integrazione e la coerenza delle politiche interne ed esterne sono indispensabili per assicurare la sinergia degli obiettivi economici, sociali e ambientali, dell'UE e il contributo efficace dell'UE allo sviluppo sostenibile a tutti i livelli. A tal fine, e in conformità con le conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg, si dovrebbe sottoporre ogni importante proposta di strategia interna ed esterna ad una valutazione di impatto in materia di sostenibilità, analizzandone le conseguenze economiche, sociali e ambientali. Dovrebbe inoltre essere portato avanti il processo di adeguamento delle politiche chiave dell'UE.

      11. SALUTA CON FAVORE i risultati del Comitato preparatorio II di New York, che costituiranno un utile punto d'inizio dei negoziati durante il Comitato preparatorio III. I lavori futuri dovrebbero concentrarsi su una serie coerente e mirata di priorità, su un equilibrio fra gli interessi dei diversi gruppi e regioni e sull'integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile in ciascuna delle tematiche affrontate.

      12. SOTTOLINEA che l'Unione europea è impegnata a promuovere la buona governanza, compresa la partecipazione pubblica, a tutti i livelli. Quanto alla dimensione ambientale, i risultati della terza riunione del consiglio direttivo dell'UNEP / Forum ministeriale mondiale sull'ambiente (GMEF) di Cartagena (Colombia) dovrebbero essere considerati un utile contributo al processo di governanza internazionale nel settore dello sviluppo sostenibile. É importante in questo contesto un maggiore contributo dell'UNEP al vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile e il relativo seguito.

      13. SOTTOLINEA che i paesi sviluppati, in particolare, devono assumere responsabilità per superare le attuali e future sfide poste dallo sviluppo sostenibile e per assistere i paesi in via di sviluppo nei loro sforzi di realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Nel contempo, le politiche interne dei paesi in via di sviluppo ed un effettivo contributo delle istituzioni internazionali sono vitali in questo contesto.

      In vista di Johannesburg e in una prospettiva futura, l'impegno dell'UE per uno sviluppo sostenibile richiederà azioni importanti, fra cui:

      • promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili dissociando la crescita economica dal degrado ambientale, tenendo conto delle capacità di carico degli ecosistemi. Ciò richiederà un adeguato quadro strategico che promuova l'efficienza ecologica nonché lo sviluppo di capacità;

      • integrare i paesi in via di sviluppo nel sistema economico mondiale segnatamente mediante l'attuazione dell'Agenda dello Sviluppo di Doha e contribuire ad assicurare che le politiche commerciali e i flussi degli investimenti concorrano al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Dovrebbero essere promossi investimenti e pratiche commerciali ecologicamente e socialmente responsabili. Dovrebbero essere incoraggiati investimenti esteri diretti (IED) sostenibili nei paesi in via di sviluppo e crediti all'esportazione coerenti con lo sviluppo sostenibile;

      • promuovere partenariati a favore dello sviluppo sostenibile con le organizzazioni internazionali, i governi, la società civile, il settore privato ed altri parti interessate. Le organizzazioni non governative, le organizzazioni imprenditoriali e gli enti pubblici, ivi compresi quelli locali, europei dovrebbero essere incoraggiati a contribuire alla creazione di tali partenariati con lo scambio delle esperienze maturate e la promozione di azioni comuni con le controparti di altre regioni;

      • in particolare varare, tra le altre, iniziative dell'UE per quanto riguarda: 1) un partenariato strategico con la partecipazione di governi e di altre parti interessate per l'accesso all'acqua potabile sicura e ai servizi igienici e la gestione sostenibile delle risorse idriche, basata sul principio della gestione integrata dei bacini idrografici; 2) l'energia per l'eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile, concentrandosi in particolare sull'accesso a fonti di energia sostenibili, una maggiore efficienza energetica, tecnologie pulite ed energie rinnovabili; 3) i modi per prestare particolare attenzione all'Africa, anche sostenendo le sue stesse iniziative quali il NEPAD, 4) la ratifica tempestiva di diversi strumenti internazionali (in particolare in materia di clima e biosicurezza, la convenzione sui POP e la convenzione PIC);

      14. RITIENE che l'attuazione della dimensione globale debba essere periodicamente affrontata come parte integrante del pacchetto generale dell'UE relativo alla sua strategia per lo sviluppo sostenibile nelle riunioni di primavera del Consiglio europeo. A tempo debito si dovrebbero esaminare segnatamente l'esito del vertice di Johannesburg ed il relativo seguito.

    II. Dimensione ambientale

    INTRODUZIONE

    RAMMENTANDO che, conformemente alla strategia per lo sviluppo sostenibile adottata al Consiglio europeo di Göteborg, i Consigli europei di primavera esamineranno i progressi compiuti nell'attuazione di tale strategia e forniranno ulteriori orientamenti politici per promuovere lo sviluppo sostenibile; che il Consiglio europeo di Barcellona darà inizio a questo nuovo approccio politico in base ad un'analisi equilibrata e coordinata delle tre dimensioni della strategia (sociale, economica e ambientale) in sede di definizione, esame, valutazione e controllo degli orientamenti politici strategici dell'Unione europea;

      15. SOTTOLINEA la necessità di un'azione costante per progredire verso lo sviluppo sostenibile e, a tal fine, RILEVA la necessità di una piena attuazione della strategia per lo sviluppo sostenibile e delle relative priorità ambientali, tra l'altro mediante le iniziative e le misure adottate nelle conclusioni del Consiglio del 3 dicembre *(16) e del 12 dicembre 2001 *(17)* nonché di ulteriori orientamenti in taluni settori prioritari per i prossimi mesi;

    DIMENSIONE ESTERNA E GLOBALE : COMPLETAMENTO DI UN PACCHETTO GLOBALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE

      16. RICORDANDO che, in applicazione della strategia per lo sviluppo sostenibile, la tabella di marcia presentata dal Consiglio "Affari generali" indica l'importanza di adottare un pacchetto globale sullo sviluppo sostenibile, compresa la dimensione interna adottata a Göteborg che sarà integrata dalla dimensione esterna e globale, da presentare in tempo utile in quanto contributo concreto dell'UE alla preparazione del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (agosto/settembre 2002);

      17. RIBADISCE i legami e la complementarità tra dimensione interna e dimensione esterna al fine di affrontare efficacemente lo sviluppo sostenibile a tutti i livelli conformemente ai principi della dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992 sull'ambiente e lo sviluppo;

    INTEGRAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI NELLE POLITICHE SETTORIALI

      18. RIBADISCE l'importanza di proseguire e potenziare il processo di integrazione degli aspetti ambientali nelle politiche settoriali, che è uno dei processi principali e complementari per realizzare lo sviluppo sostenibile conformemente alla strategia per lo sviluppo sostenibile e al sesto programma d'azione in materia ambientale; SI COMPIACE dell'intenzione del Consiglio "ECOFIN" e del Consiglio "Affari generali" di adottare strategie per l'integrazione degli aspetti ambientali rispettivamente in data 5 e 11 marzo 2002 nonché del contributo del Consiglio per il Consiglio europeo di Barcellona concernente l'integrazione degli aspetti ambientali nella politica della pesca, in cui è fissato un calendario per l'adozione delle strategie e degli indicatori provvisori entro il 2002;

      19. SOTTOLINEA l'importanza del ruolo del Consiglio europeo nel definire, seguire e promuovere orientamenti politici per tale processo di integrazione e RICORDA la necessità di attuare immediatamente ed efficacemente le strategie convenute e di valutarne, seguirne e monitorarne regolarmente l'attuazione nel rispetto dei termini in esse fissati; a tal fine si ritiene necessario elaborare ulteriormente indicatori che permettano di analizzare oggettivamente l'applicazione di tali strategie nonché di prevedere obiettivi a breve, medio e lungo termine e calendari operativi;

      20. CONSIDERA la direttiva 2001/42 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente come importante strumento per l'effettiva integrazione degli aspetti ambientali in altri settori;

    RELAZIONE DI SINTESI

      21. PRENDE ATTO DELLA RELAZIONE DELLA Commissione "La strategia di Lisbona produrre il cambiamento"; in seguito agli orientamenti definiti a Göteborg, CONDIVIDE il parere della Commissione circa la necessità di passare dalla strategia all'attuazione; RITIENE che tale relazione non tenga sufficientemente conto della dimensione ambientale e SOTTOLINEA che la prossima edizione della relazione dovrà rispecchiare le questioni ambientali in modo più ampio e approfondito, onde definire un nuovo approccio al processo decisionale politico in cui le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile siano trattate in modo più equilibrato ai fini della loro integrazione graduale e nel rispetto della tabella di marcia;

      22. RIAFFERMA la necessità di una valutazione dell'impatto della sostenibilità, quale precisata nelle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg, che dovrebbe vertere sulle principali politiche interne ed esterne dell'UE e SI COMPIACE che la Commissione, come precisato nella comunicazione sulla semplificazione e il miglioramento del contesto normativo, presentata nel dicembre 2001, e nella relazione di sintesi, intenda proporre un sistema di valutazione dell'impatto della sostenibilità da istituire entro il 2002 e INVITA la Commissione ad introdurre detto sistema il più presto possibile, tenendo conto dell'analisi delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile in modo equilibrato nonché delle pertinenti disposizioni del sesto programma d'azione in materia ambientale;

      23. SOTTOLINEA i benefici derivanti dallo sviluppo e dall'utilizzazione di tecnologie più efficaci sul piano delle risorse e più rispettose dell'ambiente in un'economia basata sulla conoscenza, al fine di produrre crescita e occupazione tendendo verso modelli di consumo e produzione sostenibili e promuovere la dissociazione fra crescita economica e utilizzazione delle risorse;

      24. ACCOGLIE CON FAVORE l'intenzione della Commissione europea espressa nella relazione di sintesi in seguito alla prossima relazione sulle tecnologie ambientali, di elaborare un piano d'azione per superare gli ostacoli alla loro attuazione;

      25. RICORDANDO che il Consiglio europeo di Göteborg ha aggiunto una dimensione ambientale alla strategia di Lisbona, RITIENE che l'UE debba diventare una zona economica di elevata efficienza ecologica e utilizzare l'energia e le risorse naturali in modo da rispettare la capacità di carico dell'ambiente e sottolinea pertanto l'importanza del contributo di Barcellona alla realizzazione della strategia di sviluppo sostenibile elaborata a Göteborg.

      26. INVITA la Commissione ad elaborare una strategia per meglio sensibilizzare tutti gli attori all'ambiente e allo sviluppo sostenibile, compresa la divulgazione della strategia dell'UE in questo settore;

    INDICATORI

      27. CONSIDERANDO che ai fini della determinazione dei principali indicatori ambientali correlati alla strategia per lo sviluppo sostenibile il Consiglio ha adottato un elenco di indicatori ambientali chiave, inseriti dalla Commissione nella relazione di sintesi, ed ha raccomandato di definire un programma di lavoro per l'ulteriore elaborazione di un elenco aperto di indicatori, SOTTOLINEA l'importanza di garantire il coordinamento tra processi diversi relativi all'elaborazione di indicatori;

      28. DEPLORA che la Commissione non sia in grado di presentare una relazione sulla disponibilità di dati e metodi per l'elaborazione di nuovi indicatori per lo sviluppo sostenibile e la proposta di un piano di lavoro che il Consiglio ha chiesto alla Commissione nelle conclusioni di dicembre; prende atto del fatto che la Commissione fornirà tale relazione e tale proposta in tempo utile per il Consiglio "Ambiente" dell'ottobre 2002;

      29. RAMMENATANDO le priorità fissate dal Consiglio *(18), INVITA la Commissione, ed anche EUROSTAT, come pure l'Agenzia europea dell'ambiente e gli Stati membri ad elaborare i pertinenti indicatori in rapporto alla sanità pubblica, con particolare riguardo ai prodotti chimici e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, specialmente rispetto all'acqua, alla biodiversità sia acquatica sia terrestre e all'utilizzo di risorse, in modo che il Consiglio possa adottare in autunno l'insieme appropriato di indicatori da prendere in considerazione per le future relazioni di sintesi a decorrere dal 2003 nonché per il monitoraggio e la valutazione dello sviluppo sostenibile;

      30. INVITA il Consiglio europeo a sostenere il miglioramento dell'equilibrio tra gli indicatori ambientali, sociali ed economici in modo da rispecchiare un equilibrio adeguato fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile;

    ORIENTAMENTI FUTURI

    Strategie per lo sviluppo sostenibile

      31. RACCOMANDA agli Stati membri di promuovere, rafforzare e integrare la strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile mediante l'attuazione delle strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile ai livelli appropriati e di incoraggiare i processi locali dell'Agenda 21; RICORDA che il Consiglio europeo e il Consiglio hanno invitato gli Stati membri a definire le rispettive strategie per lo sviluppo sostenibile nel quadro di consultazioni nazionali ampie ed adeguate e di un ampio consenso sociale e ad includere procedure di valutazione e di follow-up avvalendosi di indicatori e INCORAGGIA gli Stati membri a completare tale lavoro prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile assicurando al riguardo la coerenza tra il livello dell'UE e il livello degli Stati membri;

      32. SOTTOLINEA l'importanza di un inglobamento di criteri di sostenibilità nelle politiche di assetto del territorio e di pianificazione territoriale e urbana nell'ambito delle strategie si sostenibilità a livello regionale e/o locale;

    Cambiamenti climatici

      33. SI COMPIACE della decisione presa sulla ratifica in nome della Comunità europea del protocollo di Kyoto e SOLLECITA gli Stati membri a portare a termine le procedure nazionali di ratifica entro il giugno 2002 (in maniera da consentire l'entrata in vigore del protocollo prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile agosto/settembre 2002);

      34. RICORDA le conclusioni sui cambiamenti climatici del 12 dicembre 2001 e SOLLECITA la Commissione e gli Stati membri a proseguire l'analisi di possibili politiche e misure comuni e coordinate, compiendo sforzi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, a complemento di quelle proposte nella prima fase del programma europeo per il cambiamento climatico, e a compiere progressi sostanziali per quanto riguarda altre proposte in sospeso volte ad assicurare l'ottemperanza all'impegno quantificato di limitazione o riduzione delle emissioni convenuto conformemente al protocollo di Kyoto per permetterne la tempestiva attuazione;

      35. INVITA la Commissione e gli Stati membri a proseguire nell'attuazione delle iniziative comunitarie previste nel piano d'azione sull'efficienza energetica e delle strategie per le fonti di energia rinnovabili;

    Priorità future nell'attuazione della strategia per lo sviluppo sostenibile

      36. RICORDA la necessità, come indicato a Göteborg, di dissociare la crescita economica dalla crescita dei trasporti, in particolare mediante il passaggio dai trasporti su strada ai trasporti per ferrovia e per vie navigabili e ai trasporti pubblici nonché mediante misure connesse con la fonte e tecnologie pulite;

      37. RITIENE importante studiare le possibilità per compiere ulteriori progressi verso lo sviluppo sostenibile, in particolare identificando gli ostacoli pertinenti che possono impedire la dissociazione della crescita economica dall'utilizzazione delle risorse;

      38. Conformemente all'obiettivo della strategia per lo sviluppo sostenibile di porre un freno al declino della biodiversità entro il 2010 e tenuto conto di quanto stabilito nel sesto programma d'azione e nella convenzione sulla diversità biologica, RITIENE prioritario compiere progressi riguardo ai seguenti aspetti:

      • integrare pienamente le considerazioni in materia di protezione e conservazione della biodiversità in tutti i settori e in tutte le attività pertinenti e attuare i piani d'azione comunitari in materia di biodiversità nei settori della conservazione delle risorse naturali, dell'agricoltura, della pesca e della cooperazione economica e allo sviluppo, assicurando la complementarità fra i piani d'azione comunitari e le misure nazionali;

      • incoraggiare le azioni necessarie ai fini dell'effettiva attuazione della politica comunitaria sulla diversità biologica, compresa la strategia comunitaria in materia di biodiversità, specialmente con l'elaborazione definitiva della rete "Natura 2000" e con l'attuazione degli strumenti e dei provvedimenti tecnici e finanziari necessari a tal fine e per la protezione, al di fuori dei settori "Natura 2000", delle specie protette in virtù delle direttive relative agli habitat e agli uccelli;

      • prevedere misure per promuovere l'accesso e la condivisione regolare ed equa dei benefici risultanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e del sapere tradizionale;

      • elaborare le misure aggiuntive necessarie, ad esempio alla prevenzione, al controllo e all'eliminazione di specie esotiche invasive che possono arrecare gravi danni alla biodiversità;

      • adottare e attuare misure per salvaguardare la biodiversità nelle foreste e in altri importanti ecosistemi creando reti ecologiche internazionali;

      39. INVITA la Commissione a presentare rapidamente una proposta per la ratifica, a nome della Comunità europea, del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza e ESORTA gli Stati membri che ancora non l'abbiano fatto a portare a termine le procedure nazionali di ratifica per permettere alla Comunità e agli Stati membri di ratificare il protocollo prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (agosto/settembre 2002);

      40. VISTA l'importanza di sviluppare azioni comunitarie di protezione del suolo inteso come risorsa, si INVITA la COMMISSIONE a presentare il più presto possibile una comunicazione sulla protezione integrata della qualità del suolo, come base della futura strategia comunitaria in materia di protezione del suolo;

      41. ESORTA la Commissione a presentare il libro bianco sulla politica dei prodotti integrata, la strategia tematica per l'utilizzazione sostenibile delle risorse e la strategia tematica per il riciclaggio dei rifiuti;

      42. CONSIDERA importante incentivare il ricorso a provvedimenti fiscali, tra cui un quadro comunitario tempestivo e appropriato per l'imposizione dei prodotti energetici, allo scopo di favorire il passaggio a un uso più efficiente dell'energia e ad energie e trasporti più puliti, nonché di promuovere l'innovazione tecnologica;

      43. RICORDA l'importanza che annette alle priorità definite nel sesto programma d'azione e alla tempestiva elaborazione di tutte le misure richieste;

      44. CONSIDERANDO che per progredire verso un livello sostenibile di mobilità è importante promuovere il passaggio a metodi e modi di trasporto più rispettosi dell'ambiente e che, tenuto conto delle differenze regionali e locali negli Stati membri e fra gli stessi e nei paesi candidati, bisognerebbe dare la priorità ad iniziative che promuovano, se del caso, investimenti infrastrutturali per i trasporti pubblici e le ferrovie, le vie navigabili interne, i trasporti marittimi a breve raggio, le operazioni intermodali e efficaci interconnessioni nelle misure di sviluppo della politica comune dei trasporti nel periodo sino al 2010; PRENDE ATTO, in tale contesto, della recente presentazione del libro bianco della Commissione sulla politica dei trasporti;

      45. Considerando l'importanza del trasporto urbano rispetto all'ambiente e alla qualità della vita nei centri urbani e la sua profonda incidenza su aspetti ambientali a livello planetario, come il cambiamento climatico, PRENDE ATTO dell'intenzione della Commissione di presentare una comunicazione sulla politica dei trasporti urbani;

      46. INVITA la Commissione ad elaborare un approccio strategico in materia di gestione dei rischi tecnologici tenendo conto delle sfide sociali, economiche e ambientali in relazione con questo punto dello sviluppo urbano sostenibile;

      47. Facendo riferimento alle conclusioni del Consiglio europeo di Nizza (dicembre 2000) sul principio di precauzione, RAMMENTA la necessità di precisarne le modalità di applicazione;

    Paesi candidati

      48. Dato che la relazione di sintesi della Commissione includerà dal 2003 i paesi candidati, CONSIDERA importante che questi ultimi tengano conto, durante il periodo che precede l'adesione, delle politiche e degli obiettivi della politica strategica di sviluppo sostenibile della Comunità, in modo che la loro situazione si rifletta nella relazione di sintesi del 2003;

    Promozione della sostenibilità

      49. Considerando che il raggiungimento a lungo termine degli obiettivi della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile richiede iniziative e revisioni periodiche e per contribuire alla verifica annuale che avrà luogo in seno al Consiglio europeo di primavera, il Consiglio, alla luce della relazione di sintesi della Commissione, della messa a punto e applicazione del sesto programma d'azione nonché del processo di integrazione ambientale e di altri contributi adeguati, CONVIENE di adottare ogni anno conclusioni contenenti orientamenti sulla dimensione ambientale della strategia per lo sviluppo sostenibile da sottoporre al Consiglio europeo di primavera;

      50. Il Consiglio prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare una relazione annuale sull'ambiente che permetta di contribuire ai lavori del Consiglio "Ambiente" per la fase preparatoria del Vertice di primavera.

    _______________

    ALLEGATO

    ELENCO DELLE RELAZIONI DI RIFERIMENTO/

    RELAZIONI DESTINATE AL CONSIGLIO EUROPEO

    • Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera di Barcellona: "La strategia di Lisbona - Produrre il cambiamento" (Relazione di sintesi)

        [doc. 5654/02]

       e

      Documento di lavoro dei servizi della Commissione: "La strategia di Lisbona Produrre il cambiamento"

        [doc. 5654/02 ADD 1 + REV 1 (fr,de,en) + ADD 2]

    • Relazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche nel 2001

        [doc. 6641/02 + ADD 1]

    • Comunicazione della Commissione: Valutazione dell'introduzione delle banconote e delle monete in euro

        [doc. 7020/02]

    • Relazione annuale del Comitato di politica economica sulle riforme strutturali nel 2002

        [doc. 6636/02]

    • Relazione preliminare del Consiglio in materia di servizi sanitari e assistenza agli anziani

        [doc. 6361/02 + COR 1 (en)]

    • Relazione congiunta della Commissione e del Consiglio : "Accrescere il tasso di attività e prolungare la vita attiva"

        [doc. 6707/02]

    • Programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli obiettivi dei sistemi di istruzione e formazione in Europa

        [doc. 6365/02]

    • "Piano d'azione della Commissione per le competenze e la mobilità"

        [doc. 6299/02]

    • Comunicazione della Commissione intitolata: "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente"

        [doc. 14440/01]

    • Violenza contro le donne - Conclusioni della Presidenza

        [doc. 6994/02]

    • Relazione del Consiglio concernente una strategia per integrare lo sviluppo sostenibile e l'ambiente nelle politiche economiche

        [doc. 6913/02]

    • Comunicazione della Commissione: Quadro di valutazione dei progressi compiuti nell'attuazione dell'agenda per la politica sociale

        [doc. 6488/02]

    • Comunicazione della Commissione: "Le scienze della vita e la biotecnologia - Una strategia per l'Europa"

        [doc. 6415/02]

    • Tabella di marcia della Presidenza per il follow-up delle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg relative alla strategia UE per lo sviluppo sostenibile (SSS)

        [doc. 6837/1/02 REV 1]

    • Strategia sull'integrazione ambientale nelle politiche esterne di competenza del Consiglio "Affari generali"

        [doc. 6927/02]

    • Contributo del Consiglio "Pesca": Integrazione dell'aspetto ambientale e dello sviluppo sostenibile nella politica comune della pesca

        [doc. 6288/02]

    • Progetto di relazione del Consiglio europeo al Parlamento europeo sui progressi compiuti dall'Unione europea nel 2001

        [doc. 6802/02]

    _______________

    (1) Nota della Presidenza: Il Consiglio non è unanime in merito alla formulazione della frase relativa alla liberalizzazione effettiva nel settore energetico.

    (2) 8970/01 MI 82 ENV 237.

    (3) 5753/02 MI 12 ECOFIN 37.

    (4) COM(2002) 14 - 5654/02.

    (5) 14564/01 MI 195 POLGEN 33.

    (6) COM(2001) 527 - 12172/01 MI 139 ECO 255 + COR 1.

    (7) GU C 141 del 19.5.2000, pag. 5.

    (8) COM(2000) 888 - 5224/01 MI 3.

    (9) COM(2001) 531 - 12613/01 CONSOM 81 MI 143 ENV 477.

    (10) COM(2001) 546 - 12614/01 MI 144 CONSOM 82 CODEC 993.

    (11) COM(2001) 702 - MI 193 ECO 363; GU L 331, del 15.12.2001, pag. 79.

    (12) GU L 344 del 28.12.2001, pag. 13.

    (13) Posizione comune del Consiglio di cui al doc. 12425/01/01 REV 1 CONSOM 79 ECOFIN 257 CODEC 965.

    (14) Doc. 14866/01 MI 200 ECO 372 CONSOM 11.

    (15) SEC(2001) 1998 - 15192/01 UEM 86 ECOFIN 397 MI 209 ADD 2.

    (16)* 14589/01 - Indicatori chiave per lo sviluppo sostenibile connessi con l'ambiente.

    (17)** 15280/01 Strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile : seguito dato agli aspetti ambientali del Consiglio europeo di Göteborg.

    (18)* Cfr. 14589/01.


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