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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/13/74

Bruxelles, 5 luglio 2013

Le città e le regioni d'Europa fissano obiettivi ambiziosi in materia di rifiuti

Il Comitato delle regioni (CdR) ha stabilito obiettivi ambiziosi per l'UE in materia di rifiuti, sottolineando l'importante contributo fornito dalla gestione di tali rifiuti alla creazione di un'Europa più competitiva ed efficiente nell'impiego delle risorse. Le città e le regioni d'Europa hanno sollecitato con forza la Commissione europea ad accogliere le loro raccomandazioni nelle proposte sull'argomento che essa prevede di pubblicare l'anno prossimo. Nel parere presentato da Michel LEBRUN (PPE/BE), membro del Parlamento della comunità francese del Belgio, si sostiene che, per poter essere coronati da successo, gli obiettivi devono tener conto delle differenze riscontrabili tra uno Stato membro o un ente locale e l'altro in termini di progressi compiuti e di risorse disponibili.

Visto che la gestione dei rifiuti rappresenta una delle maggiori sfide a cui devono far fronte gli enti locali e regionali in Europa, il CdR è stato invitato a preparare la sua posizione sugli obiettivi per l'UE in materia di rifiuti prima che la Commissione presenti - nel 2014 - la comunicazione sull'argomento. Il relatore Lebrun, il cui parere è stato adottato a stragrande maggioranza nella sessione plenaria di luglio del CdR, ha sottolineato che "ogni anno l'Unione europea getta via 3 miliardi di tonnellate di rifiuti, che corrispondono a 6 tonnellate di rifiuti solidi per persona, e questo non soltanto arreca danno all'ambiente, ma ha anche un impatto diretto sulla salute umana. Con la crisi economica ancora in atto, occorre garantire che tutte le politiche contribuiscano allo sviluppo economico. La gestione dei rifiuti costituisce una priorità che può essere un fattore di competitività, avendo l'obiettivo primario di scindere la produzione dei rifiuti dalla crescita economica".

Nel parere dal titolo Il riesame degli obiettivi chiave dell'Unione europea in materia di rifiuti, elaborato su richiesta della Commissione europea, il CdR afferma che gli obiettivi dell'UE devono tener conto delle ragioni alla base del non rispetto della regolamentazione, e devono essere proporzionati ai diversi livelli - riscontrabili da un ente locale all'altro - in termini di servizi, infrastrutture e investimenti finanziari destinati alla gestione dei rifiuti. "Mi auguro" ha continuato Lebrun "che la futura direttiva in materia di gestione dei rifiuti consentirà ai paesi più avanzati di muoversi verso una società a rifiuti zero e incoraggerà gli altri a compiere i passi necessari per recuperare il ritardo". Il CdR chiede inoltre una normalizzazione delle misure e delle definizioni riguardanti i rifiuti in tutta l'UE che consentirà di effettuare confronti chiari tra gli Stati membri e le regioni dell'UE, permettendo di valutare i progressi compiuti e di garantire la coerenza. Andranno anche conclusi accordi specifici con ciascuno Stato membro ed ente locale, subordinando la concessione di sovvenzioni europee alla convalida dei piani di gestione presentati. Nel suo parere, Lebrun stabilisce anche obiettivi chiari in materia di gestione dei rifiuti a livello dell'UE, proponendo di:

  • ridurre, nella prospettiva 2020, la quantità dei rifiuti urbani pro capite del 10 % rispetto ai livelli del 2010;

  • esplorare la possibilità di portare al 70 %, entro il 2025, l'obiettivo in materia di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani;

  • garantire, entro il 2020, che il 100 % dei rifiuti sia oggetto di raccolta differenziata;

  • considerare la possibilità di portare al 70 % gli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio di plastica e all'80 % quelli degli imballaggi di vetro, metallo, carta, cartone e legno;

  • proibire entro il 2020 lo smaltimento in discarica di tutti i rifiuti biodegradabili;

  • vietare l'incinerazione dei rifiuti riciclabili e organici entro il 2020, escludendo gli impianti che raggiungono alti livelli di efficienza attraverso la produzione di calore o la produzione combinata di calore ed elettricità, tenuto conto delle caratteristiche fisico-chimiche dei rifiuti.

A sostegno degli enti locali e regionali, sarebbe opportuno stabilire obiettivi a medio termine e intermedi. Una maggiore attenzione al principio "chi inquina paga" ridurrebbe gli oneri a carico di amministrazioni locali spesso ai limiti delle loro capacità, e una migliore cooperazione potrebbe contribuire ad ottimizzare le infrastrutture e le risorse. A questo proposito il CdR propone di creare una piattaforma europea di informazione che sostenga questo processo e consenta altresì uno scambio di informazioni e lo sviluppo delle migliori pratiche su tutto il territorio dell'UE.

Per saperne di più:

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei membri, provenienti da tutti i 28 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguici su Twitter: @EU_CoR

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

David French

Tel. +32 22822535

david.french@cor.europa.eu

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