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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/13/5

Bruxelles, 1° febbraio 2013

Il CdR invoca aiuti di Stato a finalità regionale coerenti con la politica di coesione post 2014

Occorre garantire una maggiore coerenza tra il dispositivo degli aiuti di Stato a finalità regionale e la politica di coesione dell'UE per il periodo 2014-2020, in particolare inserendo la nuova categoria delle regioni in transizione nelle zone ammissibili e prevedendo misure pertinenti contro la delocalizzazione. É questa la sostanza del messaggio che il Comitato delle regioni (CdR) vuole far passare con l'adozione, nella sessione plenaria di questa mattina, del parere di Jean-Paul Denanot (FR/PSE), presidente della regione Limosino (Limousin).

La riforma degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (ASFR) per il periodo 2014‑2020 si inquadra nel processo di rifusione e semplificazione delle norme europee relative agli aiuti di Stato. Gli ASFR, in quanto destinati a territori in difficoltà e in quanto elementi che contribuiscono al loro sviluppo economico, derogano al principio del divieto di aiuti di Stato previsto dai Trattati.

Prima che il CdR adottasse la sua posizione in materia, Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione europea, responsabile della Concorrenza, si è espresso dinanzi ai membri del Comitato su questo dossier, insistendo sul fatto che "In un contesto di uscita dalla crisi, le sovvenzioni pubbliche che favoriscono gli investimenti nelle regioni meno sviluppate possono veramente fare la differenza, ma soltanto se esse sono ben concepite, mirate e se si stabilisce che esse possano sostenere gli investimenti privati. Il denaro dei contribuenti deve essere speso in modo più attento in un periodo in cui la maggior parte dei bilanci pubblici deve essere risanata. I prossimi orentamenti sugli ASFR permetteranno di modernizzare il controllo che abbiamo sugli aiuti pubblici e di allinearli alle sfide attuali per migliorarne la qualità e limitare le distorsioni di concorrenza nel mercato interno".

Il CdR è la prima istituzione a prendere posizione sulla proposta della Commissione. Nel suo parere d'iniziativa, che tiene conto del recente aggiornamento della proposta, il CdR difende il dispositivo degli ASFR, affinché questo tipo di aiuti possa continuare a sostenere efficacemente le regioni nei loro sforzi per colmare il divario di livello economico con le altre regioni. "Gli aiuti di Stato a finalità regionale sono strumenti preziosi - a maggior ragione nell'attuale contesto di crisi economica e sociale - che contribuiscono a promuovere lo sviluppo armonioso ed equilibrato dei territori. È per questo motivo che ho proposto una serie di emendamenti al progetto della Commissione, in particolare per creare un legame più stretto tra le nuove norme e le proposte sui futuri fondi strutturali", ha dichiarato il relatore Jean-Paul Denanot.

Oltre ad un riconoscimento della specificità delle regioni in transizione, il CdR invita la Commissione a non limitare le possibilità degli interventi pubblici a favore delle grandi imprese, in quanto tali restrizioni, a suo avviso, non sono giustificate in un periodo di crisi economica. Questa tesi è stata in particolare sostenuta da Michel Lebrun (BE/PPE), membro del parlamento della federazione Vallonia-Bruxelles, il quale ha menzionato la situazione del settore siderurgico e delle pesanti perdite di posti di lavoro. Il CdR sostiene tuttavia la clausola di salvaguardia proposta dalla Commissione europea che obbliga le grandi imprese a mantenere gli investimenti e i posti di lavoro nei territori in cui gli aiuti sono stati versati. Il CdR propone di aggiungere, in conformità con il regolamento generale sui fondi strutturali, una clausola di recupero, che stabilisca che le imprese soggette ad una procedura di recupero in seguito alla delocalizzazione della loro attività non possono beneficiare dei fondi strutturali.

Inoltre, per tener conto in modo più adeguato degli effetti della crisi, i membri del CdR chiedono alla Commissione di aumentare i massimali dei tassi per gli aiuti e la percentuale della popolazione interessata da questo tipo di aiuti. Su quest'ultimo punto il CdR si compiace per il fatto che la Commissione abbia rivisto la sua proposta e abbia deciso di mantenere il livello di copertura della popolazione dell'UE del 45 % (invece del 42 % proposto inizialmente).

Tra le principali richieste del CdR vi sono anche l'aumento delle soglie de minimis (vale a dire le soglie al di sotto delle quali gli aiuti di Stato sono considerati compatibili con il mercato interno) da 200 000 a 500 000 euro, il mantenimento dello status speciale concesso alle regioni ultraperiferiche e un trattamento particolare per le regioni con svantaggi naturali, geografici o sociodemografici.

La Commissione ha lanciato il 14 gennaio scorso una consultazione pubblica (disponibile soltanto in inglese) per preparare la riforma degli orientamenti per gli ASFR per il periodo 2014-2020. La consultazione permetterà la partecipazione delle città e delle regioni al processo di riforma in modo che il nuovo dispositivo risponda al meglio ai bisogni dei territori. L'adozione della nuova normativa è prevista per il mese di maggio 2013.

Informazioni supplementari

Il Comitato delle regioni dell'UE

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguiteci su Twitter: @EU_CoR

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Nathalie Vandelle

Tel. +32 22822499

nathalie.vandelle@cor.europa.eu

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