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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/13/31

Bruxelles, 15 aprile 2013

I movimenti indipendentistici delle regioni rientrano tra le questioni di politica interna degli Stati interessati

In un parere adottato il 12 aprile sul decentramento nell'Unione europea e il ruolo delle autonomie locali e regionali nella definizione delle politiche dell'UE, il Comitato delle regioni (CdR) ha dichiarato a chiare lettere che le spinte verso l'autonomia e i movimenti indipendentistici di una regione rientrano tra le questioni di politica interna dello Stato membro interessato. Il CdR ha sottolineato inoltre che, nell'ipotesi in cui tale regione finisse per acquisire l'indipendenza e volesse rimanere all'interno dell'UE, essa dovrebbe comunque fare richiesta di adesione al pari di qualunque altro paese.

Nel parere adottato a larga maggioranza nella sessione plenaria del CdR è stato ribadito che l'UE o il CdR non dovranno interferire nelle questioni di organizzazione interna connesse alle disposizioni costituzionali dei singoli Stati membri, anche nel caso di eventi che puntino all'indipendenza di una regione.

Al centro di un acceso dibattito è stata anche la questione dell'integrazione nell'UE di una regione che abbia ottenuto l'indipendenza. I membri del CdR hanno convenuto che questo Stato sovrano di nuova costituzione, qualora desiderasse aderire all'UE, dovrebbe presentare ufficialmente la propria candidatura al Consiglio e seguire la procedura di adesione prevista dai Trattati, come qualsiasi altro Stato che intenda diventare Stato membro dell'UE.

Riguardo, più in particolare, alla questione del decentramento, il CdR deplora la tendenza crescente al fenomeno inverso, la centralizzazione, riscontrabile su tutto il territorio dell'UE, di fronte al peggioramento della situazione economica e finanziaria. A questo proposito il relatore del parere Franz Schausberger (AT/PPE), rappresentante del Land Salisburgo presso il CdR, ha dichiarato che "in alcuni paesi, si utilizzano la crisi economica e del debito, nonché le misure di risparmio necessarie in tutta Europa come pretesto per accrescere la centralizzazione delle competenze, per procedere al decentramento senza stanziare risorse adeguate e per semplificare, ridurre o addirittura abolire le strutture subnazionali". Schausberger ha poi continuato dichiarandosi contrario a tale tendenza che finirà per indebolire la democrazia regionale e locale ed è "basata sulla falsa supposizione che i servizi pubblici siano economicamente più convenienti se messi nelle mani del livello statale centrale".

Attingendo ai risultati di una relazione elaborata di recente dalla Commissione europea sulle finanze pubbliche nell'Unione economica e monetaria, da cui emerge un aumento - negli Stati membri - della tendenza al decentramento fiscale, il CdR incoraggia gli Stati a passare, per quanto possibile, dal sistema dei trasferimenti a quello delle risorse proprie, nel senso di imposte o tasse riscosse autonomamente dagli enti subnazionali. Il CdR incoraggia infine la Commissione a ripetere annualmente questo tipo di analisi per tenere sotto osservazione le finanze pubbliche subnazionali.

Per saperne di più:

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguici su Twitter: @EU_CoR

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Nathalie Vandelle

Tel. +32 22822499

nathalie.vandelle@cor.europa.eu

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