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Stanziare un altro miliardo di euro dei fondi UE per sostenere gli indigenti

Committee of the Regions - COR/13/30   16/04/2013

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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/13/30

Bruxelles, 15 aprile 2013

Stanziare un altro miliardo di euro dei fondi UE per sostenere gli indigenti

Gli enti locali e regionali europei reputano insufficiente il livello di investimenti previsto per il nuovo fondo di sostegno ai cittadini più bisognosi. La Commissione europea ha infatti proposto di riservare 2,5 miliardi di euro del bilancio totale dell'UE per la coesione all'assistenza non finanziaria degli indigenti in Europa, mentre il Comitato delle regioni (CdR) sostiene che, considerato l'impatto della crisi, che espone alla povertà un numero sempre crescente di persone, è necessario un altro miliardo di euro. Il CdR sottolinea inoltre che, se si vogliono attuare dei sistemi di mitigazione della povertà, è necessario coinvolgere gli Stati membri e le regioni, per cui l'UE dovrebbe cofinanziare tali sistemi solo fino all'85 %.

Il Fondo di aiuti europei agli indigenti istituito dalla Commissione mira a contribuire a raggiungere l'obiettivo di ridurre almeno di 20 milioni entro il 2020 il numero delle persone in condizioni - o a rischio - di povertà o esclusione sociale. Il Fondo succede all'attuale programma UE di aiuto alimentare, che, oltre a distribuire a tale scopo le eccedenze agricole, ha esteso il suo ambito di intervento ad altri beni essenziali come gli indumenti. Il nuovo fondo è adesso l'oggetto del parere elaborato da Ossi Martikainen (FI/ALDE), presidente del consiglio comunale di Lapinlahti, e adottato all'unanimità dal CdR nel corso della sua 100a sessione plenaria, svoltasi l'11 aprile. Il relatore accoglie con favore le proposte della Commissione, che riconoscono il ruolo degli enti locali e regionali nella distribuzione degli aiuti agli indigenti, contribuendo così anche a ridurre gli sprechi amministrativi.

Martikainen pone l'accento sull'importanza di raggiungere rapidamente un accordo sul nuovo fondo: egli sottolinea infatti "la grande urgenza e importanza della questione per l'Europa, specie se si considerano la crisi economica, la disoccupazione e il rischio di una crescente diseguaglianza tra le regioni. Il nuovo fondo consentirebbe all'UE di fornire a tutti gli attori a livello locale e regionale i mezzi per far fronte alla privazione alimentare, all'esclusione abitativa e alla povertà infantile. In tutta Europa le associazioni di volontariato svolgono un'opera di inestimabile valore, e la loro esperienza e le loro risorse sono di decisiva importanza per fornire aiuti agli indigenti. Auspico che il Parlamento europeo e il Consiglio adottino presto le loro decisioni in merito, evitando così ulteriori ritardi nell'attuazione del Fondo".

Alla luce delle stime riguardanti il precedente programma di aiuti alimentari, secondo le quali sarebbero stati necessari 680 milioni di euro all'anno, nel parere si sottolinea la scarsa lungimiranza della proposta di ridurre gli stanziamenti. Nell'invocare un altro miliardo di euro da stanziare a titolo del bilancio dell'UE, Martikainen osserva infatti che tale riduzione è "semplicemente inaccettabile, se solo si considera che oltre 100 milioni di persone rischiano di trovarsi in povertà ed essere socialmente escluse". Gli enti locali e regionali dell'UE sostengono inoltre che, se si vogliono impiegare le risorse nel modo più efficace possibile, è indispensabile adottare un approccio coordinato alla protezione delle persone più vulnerabili in Europa, coinvolgendo gli Stati membri e le regioni. Il CdR si oppone pertanto all'adozione del principio, proposto dalla Commissione, di una partecipazione volontaria degli Stati membri ai sistemi di cofinanziamento del Fondo, poiché così facendo si rischia di privare taluni enti locali e regionali di investimenti di vitale importanza, e raccomanda invece che l'UE si offra di cofinanziare il Fondo solo per l'85 %, mentre la quota restante dovrebbe essere stanziata dai governi nazionali.

Per maggiori informazioni

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Visitate il sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguiteci su Twitter: @EU_CoR

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

David French

Tel. +32 22822499

David.french@cor.europa.eu

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