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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/13/27

Bruxelles, 11 aprile 2013

Politica industriale: il radicamento territoriale il e fattore umano sono indispensabili per la ripresa

Il Comitato delle regioni condivide la diagnosi di emergenza industriale che ha indotto la Commissione a fissare l'obiettivo di portare la quota di PIL prodotta dall'industria al 20 % entro il 2020. I rappresentanti delle città e delle regioni dell'UE insistono nondimeno sul fatto che il radicamento territoriale e la dimensione umana sono i parametri più determinanti per il futuro dell'industria europea. Nel loro parere, adottato oggi in sessione plenaria, essi invocano anche un miglior coordinamento delle politiche industriale e di coesione dell'UE per mezzo di patti territoriali.

Sottolineando l'effetto leva dell'industria sull'insieme dell'economia, in particolare sotto il profilo dell'occupazione, il CdR intende fare della riconquista industriale una vera priorità politica oggetto dello stesso livello di impegno politico della coesione, delle infrastrutture o dell'agricoltura. Fa anche notare, tuttavia, che la volontà di procedere in tal senso, benché proclamata con sempre maggiore frequenza, non è sempre condivisa dagli Stati membri, come testimoniano i tagli proposti dal Consiglio europeo nel futuro bilancio dell'UE in settori particolarmente promettenti per l'industria (come ad esempio la ricerca & innovazione e le infrastrutture transeuropee).

Il Comitato osserva altresì che in troppi casi la mobilitazione degli enti locali e regionali continua ad essere una dimensione trascurata della politica industriale: "Gli enti territoriali non solo sono i primi a subire le conseguenze della deindustrializzazione, ma sono anche partner, troppo spesso dimenticati, della riconquista industriale. È nei nostri territori che gli stili di vita e le modalità di produzione si trasformano e che gli ecosistemi industriali mettono radici. Ecco perché raccomandiamo in particolare la stipula di patti territoriali che consentano di far convergere le politiche nazionali e locali con quelle settoriali e di coesione dell'Unione europea" ha spiegato il relatore Claude Gewerc (FR/PSE), presidente della regione Piccardia.

I membri del Comitato appoggiano di conseguenza la proposta del Parlamento europeo di istituire un gruppo direttivo sulla politica industriale che riunisca le competenze ai livelli europeo, nazionale e di enti territoriali. Raccomandano anche la creazione di una nuova categoria di impresa intermedia, che potrebbe beneficiare di tassi di sostegno adeguati, superiori a quelli fissati per le grandi imprese e inferiori a quelli concessi alle PMI.

Il CdR insiste sulla grande importanza del capitale umano e del dialogo sociale; esorta a garantire un maggiore coinvolgimento delle parti sociali nell'impresa, nonché degli Stati e delle regioni, in particolare nella gestione delle ristrutturazioni; propone inoltre che la gestione previsionale delle competenze e delle trasformazioni sia considerata una componente essenziale della politica industriale.

Il relatore del Parlamento europeo Reinhard Bütikofer (DE/Verdi) è anch'egli intervenuto alla sessione plenaria del CdR per illustrare i punti principali del dibattito. Bütikofer ha voluto sottolineare che "le regioni sono un elemento cruciale nel contesto della politica industriale. In tal senso, l'Europa ha bisogno di una strategia di reindustrializzazione delle economie del Sud. E' da deprecare che questa dimensione non sia stata presa in considerazione nell'iniziativa faro della Commissione europea" Il deputato del PE è inoltre d'accordo con il CdR sull'importanza delle competenze e del capitale umano:" Questi aspetti devono essere rafforzati, mettendo l'accento sul dialogo sociale, sulla partecipazione dei lavoratori, sulla formazione professionale e sull'innovazione sociale. Le regioni svolgono un ruolo preminente a questo riguardo".

Per quanto attiene più in particolare alle ristrutturazioni, il CdR ha adottato la sua posizione in merito ai futuri orientamenti dell'UE sugli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà – orientamenti attesi per il secondo semestre del 2013 – al fine di contribuire già "a monte" al relativo dibattito. Nel suo parere in merito il CdR propugna regole semplici, giuste e trasparenti affinché gli aiuti di Stato possano aiutare le imprese a superare un periodo d'instabilità, a difendere il loro know-how industriale e a promuovere il mantenimento dell'occupazione nelle regioni. Il relatore, Christophe Rouillon (FR/PSE), sindaco di Coulaines, sottolinea in proposito che: "In sé gli aiuti di Stato non sono un male, ma non sono neanche necessariamente un bene. Devono infatti essere calibrati e inquadrati correttamente affinché abbiano senso dal punto di vista economico e possano servire l'interesse generale".

Nel parere il CdR si oppone all'ipotesi di restringere l'ambito d'applicazione degli orientamenti alle imprese che sono oggetto di procedure formali di insolvenza; chiede di portare l'importo massimo degli aiuti a una singola impresa da 10 a 15 milioni di euro, per tener conto dell'inflazione e dell'aumento del PIL; e invoca la possibilità di prevedere delle contropartite al sostegno pubblico (come ad esempio il divieto di versare dividendi durante il periodo di ristrutturazione). Il Comitato sostiene inoltre l'applicazione per analogia della clausola "antidelocalizzazione" di cui al regolamento sui fondi strutturali e l'introduzione di specifiche soglie minime per la notifica alla Commissione degli aiuti di Stato, pari a 200 000 euro per le PMI e a 500 000 euro per le altre imprese.

***

L'adozione della posizione del Comitato sul rilancio della politica industriale fa seguito al convegno Europa 2020 sulla politica industriale, organizzato dal CdR e svoltosi il 10 aprile. Gli oratori, tra i quali il Presidente del CdR Ramón Luis Valcárcel Siso e il commissario europeo all'Industria Antonio Tajani, hanno avuto occasione di discutere della reindustrializzazione in quanto sfida per la trasformazione regionale e del ruolo degli enti territoriali nella promozione della competitività industriale [cfr. comunicato stampa ]

Informazioni supplementari

Il Comitato delle regioni dell'UE

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Visitate il sito web del CdR: www.cor.europa.eu

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Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Nathalie Vandelle

Tel. +32 22822499

nathalie.vandelle@cor.europa.eu

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