Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV EL HU LT PL SK BG RO

Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/12/77

Bruxelles, 29 novembre 2012

I Presidenti Valcárcel e Barroso invocano un compromesso dignitoso sul bilancio dell'UE 2014-2020

Il Comitato delle regioni (CdR), ha discusso il programma di lavoro della Commissione per il 2013 e i risultati dell'ultimo Consiglio europeo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, alla presenza del Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

Durante il dibattito il Presidente del Comitato delle regioni, Ramón Luis Valcárcel Siso, ha espresso le grandi preoccupazioni che destano nel Comitato i tagli al prossimo bilancio dell'UE che sono stati discussi dal Consiglio, e l'incapacità degli Stati membri di giungere a un accordo: "Fino a qualche giorno fa eravamo tutti d'accordo che il bilancio dell'UE dovesse rappresentare il nostro strumento principale per sostenere la crescita e l'occupazione in Europa, e che la nostra priorità fosse promuovere lo sviluppo intelligente e inclusivo delle nostre economie. Ora invece l'unica questione sul tappeto riguarda l'entità dei tagli che abbiamo intenzione di apportare al bilancio. Siamo quindi di fronte a una flagrante mancanza di coerenza che provoca una comprensibile delusione nei nostri cittadini". Il Presidente del CdR ha inoltre aggiunto che "nessuno può giudicare positivamente l'opzione di non rispettare le scadenze e di andare avanti con un bilancio provvisorio, che bloccherebbe la programmazione dei nuovi investimenti, essenziali per le regioni e le città impegnate a sostegno della ripresa". I rischi connessi con i ritardi nella programmazione dei fondi strutturali sono stati anche ribaditi dalla prima Vicepresidente del CdR Mercedes Bresso: "Poiché i due terzi degli investimenti pubblici vengono effettuati dagli enti regionali o locali e nella maggior parte dei casi sono finanziati dal bilancio dell'UE, è evidente che rischiamo di paralizzare gli importanti processi di innovazione, ecologizzazione e riorganizzazione della nostra economia". Il presidente del gruppo PPE del CdR, Michael Schneider, ha così riassunto il problema: "A livello di regioni speravamo che fosse possibile trovare un accordo e confidiamo ancora in una soluzione tempestiva, poiché soltanto in presenza di decisioni e di risultati possiamo continuare a far girare il motore dello sviluppo regionale. Il bilancio provvisorio non ci consentirebbe di attuare nessuna strategia per la crescita. Più tardi raggiungeremo un accordo sul QFP, più difficile sarà garantire continuità negli investimenti".

Holger Poppenhäger, a nome del gruppo PSE del CdR, ha criticato le priorità della Commissione per il prossimo anno: "Questo programma di lavoro riveste un'importanza cruciale essendo l'ultimo che copre un intero anno del mandato della Commissione Barroso ed il primo dopo l'adozione della normativa sui programmi e i fondi strutturali. Ma i nostri timori non riguardano tanto il contenuto del programma quanto la preoccupante mancanza di ambizioni della politica sociale. Perché la Commissione europea non accoglie l'invito del Parlamento europeo per un Patto per gli investimenti sociali che definirebbe gli obiettivi in materia di investimenti sociali che gli Stati membri dovrebbero effettuare in conformità della strategia Europa 2020?" ha chiesto Poppenhäger. A questo proposito, il Presidente Barroso ha sottolineato gli sforzi compiuti dalla Commissione per assicurare il contributo del Fondo sociale europeo alla lotta contro l'esclusione sociale e per garantire il futuro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e del Programma di aiuto alimentare agli indigenti, ponendo altresì l'accento sul fatto che un numero significativo di governi nazionali è contrario a queste proposte.

Il primo vicepresidente del gruppo ALDE del CdR, Doris Ansari, ha osservato che, spesso, le posizioni dei governi nazionali non coincidono con quelle degli enti regionali e locali e ha insistito sull'importanza di far figurare "un più chiaro impegno a favore delle reti energetiche intelligenti e della microproduzione di energia" nel programma di lavoro della Commissione, sollecitando anche un'iniziativa dell'UE per concedere il diritto di voto a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità o sull'attuale Stato di residenza. Il presidente del gruppo AE del CdR, Uno Silberg, si è concentrato sui rischi derivanti da scelte di bilancio incoerenti che finiranno per compromettere la credibilità dell'UE. Ha inoltre fatto riferimento alla Politica agricola comune, sottolineando che "deve essere attuata in modo tale da garantire una parità di trattamento per tutti gli Stati membri e i potenziali beneficiari".

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguici su Twitter: EU_CoR

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Pierluigi Boda

Tel. +32 22822461

Cell. +32 473851743

pierluigi.boda@cor.europa.eu

Comunicati stampa precedenti


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website