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Distacco di lavoratori: il CdR chiede di rafforzarne il controllo per proteggere gli interessi dei lavoratori

Comité des régions - COR/12/74   30/11/2012

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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/12/74

Bruxelles, 30 novembre 2012

Distacco di lavoratori: il CdR chiede di rafforzarne il controllo per proteggere gli interessi dei lavoratori

La legislazione europea deve essere dotata di strumenti che consentano di garantire i diritti sociali fondamentali dei lavoratori distaccati temporaneamente in un altro paese. La proposta della Commissione sul distacco dei lavoratori è insufficiente sotto questo aspetto e va migliorata: questo il messaggio lanciato dal Comitato delle regioni con l'adozione in plenaria del parere di Alain Hutchinson (BE/PSE), deputato al parlamento della regione di Bruxelles Capitale.

Il parere adottato dai membri del CdR sottolinea che in questi ultimi anni il fenomeno del distacco di lavoratori si è sviluppato nell'Unione europea: in base alle stime, i lavoratori distaccati ogni anno dai loro datori di lavoro verso un altro Stato membro sarebbero circa un milione. I settori più interessati da questo fenomeno, particolarmente marcato in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Polonia, sono quelli dell'edilizia e dei lavori pubblici.

Nel presentare il parere, il relatore Alain Hutchinson ha evidenziato la linea da lui sostenuta: "La mia preoccupazione principale è affrontare il problema del numero crescente di lavoratori distaccati nell'Unione europea che sono vittime di forme di dumping sociale. Si tratta di lavoratori spesso assunti unicamente a fini di distacco. A più di quindici anni dall'adozione della prima direttiva in materia e dopo varie sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, è giunto il momento di chiarire e completare seriamente le disposizioni giuridiche pertinenti in modo da offrire ai lavoratori distaccati una sicurezza sociale e una protezione adeguate. Propongo quindi una serie di emendamenti al testo della Commissione".

Il CdR propone in effetti una serie di emendamenti concreti alla proposta di direttiva riveduta avanzata dalla Commissione, in particolare al fine di includervi le situazioni di distacco da paesi terzi e di introdurre una clausola di non regresso per garantire che la trasposizione della direttiva non si traduca in una diminuzione dei livelli più elevati di protezione esistenti in taluni Stati membri. Chiede inoltre un migliore riconoscimento della dimensione territoriale del distacco tramite una cooperazione rafforzata tra le autorità pubbliche di diversi Stati membri, in particolare nel caso delle regioni frontaliere. La sessione plenaria ha inoltre accolto la proposta del relatore di introdurre un limite ai subcontratti a catena.

Il parere accoglie peraltro favorevolmente il ritiro da parte della Commissione della proposta di regolamento "Monti II", volto a regolamentare il diritto dei lavoratori distaccati a condurre azioni collettive. Il CdR si schiera dunque accanto ai dodici parlamenti nazionali che avevano contestato, in nome del principio di sussidiarietà, la competenza dell'UE a legiferare sul diritto di sciopero. I membri del CdR ritengono tuttavia che il ritiro di tale testo lasci in sospeso un certo numero di questioni poste dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Per questo invitano la Commissione a presentare una nuova proposta legislativa che dia espressamente priorità ai diritti sociali fondamentali (diritto alla contrattazione collettiva, diritto all'azione sindacale) rispetto alle libertà economiche (diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi).

Nel frattempo, anche il Parlamento europeo si sta occupando di questo dossier. il 28 novembre è stato presentato in commissione Occupazione un primo progetto di relazione che è stato oggetto di discussioni molto animate, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione dei subcontratti. Il parere del Parlamento è atteso per maggio 2013.

Per saperne di più:

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Seguici su Twitter: EU_CoR

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Nathalie Vandelle

Tel. +32 22822499

Nathalie.Vandelle@cor.europa.eu

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