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Il CdR chiede un bilancio 2014-2020 pari all'1,14 % del RNL dell'UE ed esorta gli Stati membri a rispettare le procedure di codecisione

Comité des régions - COR/12/58   09/10/2012

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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/12/58

Bruxelles, 09 ottobre 2012

Il CdR chiede un bilancio 2014-2020 pari all'1,14 % del RNL dell'UE ed esorta gli Stati membri a rispettare le procedure di codecisione

Il Comitato delle regioni è la prima istituzione dell'UE a rispondere formalmente alle recenti proposte della Commissione europea e del Consiglio europeo nel contesto dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020. In un parere elaborato dalla prima vicepresidente Mercedes Bresso (IT/PSE), il Comitato esamina il QFP riveduto proposto dalla Commissione il 6 luglio, alla luce dell'andamento economico degli Stati membri negli ultimi tempi e delle esigenze finanziarie connesse con l'adesione della Croazia. Il parere, adottato all'unanimità dalla sessione plenaria del CdR, comprende anche una valutazione dello schema negoziale presentato dalla presidenza cipriota il 18 settembre.

"Gli sviluppi recenti dei negoziati aprono uno scenario preoccupante, non solo per gli enti regionali e locali, ma anche per diversi Stati membri i cui investimenti dipendono massicciamente dai finanziamenti dell'UE", ha dichiarato Mercedes Bresso commentando i dati aggiornati forniti in luglio dalla Commissione, che potrebbero comportare tagli per oltre 5,5 miliardi di euro a spese della politica di coesione. "Le regioni e le città", ha osservato, "ribadiscono il pieno appoggio alla posizione del Parlamento europeo, e chiedono un bilancio per il periodo 2014-2020 pari all'1,14 % del RNL degli Stati membri dell'UE".

Il Presidente del CdR, Ramón Luis Valcárcel Siso, si è rallegrato per l'intensa cooperazione col Parlamento europeo sulle questioni finanziarie e ha sottolineato che, "in questa fase critica, l'Europa ha bisogno di un bilancio che poggi su progetti a favore della crescita, in grado di produrre risultati chiari per i nostri cittadini e di promuovere la coesione territoriale, in modo che tutte le regioni e le città possano trarre beneficio dal mercato interno".

Per quanto riguarda il recente schema di negoziato, che servirà da base per il dibattito in seno al Consiglio europeo straordinario del 22 e 23 novembre, il CdR ritiene inaccettabile un accordo su temi che non siano stati prima sottoposti all'attenzione del Parlamento europeo previa consultazione del CdR, nel rispetto della procedura di codecisione, come nel caso dell'introduzione di un tetto alla quantità di fondi per la coesione che possono essere forniti agli Stati membri.

Rivolgendosi alla plenaria del CdR, i correlatori del Parlamento europeo per il QFP, Reimer Böge (DE/PPE) e Ivailo Kalfin (BG/S&D), hanno chiesto un bilancio dell'UE favorevole alla coesione. "Il Parlamento europeo è deciso a negoziare ogni singolo dettaglio", ha dichiarato Böge, che si è soffermato anche sui tempi del negoziato: "Naturalmente, siamo interessati a una soluzione rapida, ma non a qualunque costo. E nulla è deciso fino a che non sarà deciso tutto". Il correlatore Kalfin sintetizza così la situazione: "La Commissione europea ha proposto di congelare il bilancio dell'UE, alcuni Stati membri vogliono tagliarlo del 10 %. Il Parlamento considera inaccettabile qualunque riduzione delle politiche europee a favore della crescita".

Mercedes Bresso avverte contro il rischio di uno stallo istituzionale che impedisca di approvare il nuovo bilancio nei tempi previsti: "Sarebbe allarmante sia per i cittadini europei che per gli enti locali e regionali, che devono poter pianificare le proprie strategie di crescita per il prossimo periodo. In quanto regioni e comuni, dobbiamo compiere tutti gli sforzi possibili per convincere gli Stati membri della fondamentale importanza di un QFP adeguato con una politica regionale forte, sia a Bruxelles che nelle nostre capitali rispettive, come hanno chiesto i presidenti delle principali istituzioni dell'UE qualche giorno fa".

Per quel che concerne nello specifico la riforma della politica di coesione, le posizioni fondamentali del CdR, pienamente condivise dal PE, sono ulteriormente chiarite nel parere: la ferma opposizione a qualunque forma di condizionalità macroeconomica e il sostegno all'introduzione della nuova categoria di "regioni in transizione".

Il presidente del gruppo PPE presso il CdR, Michael Schneider (DE), ha sottolineato l'importanza di dare alle regioni e alle città un quadro chiaro in cui cominciare a formulare i loro programmi: "Le regioni e le città vogliono cominciare a lavorare sui programmi per il nuovo esercizio finanziario, ma potranno farlo solo una volta che le regole e il bilancio saranno stati definiti. Ogni mese risparmiato sarà un mese guadagnato per l'occupazione e la crescita in Europa".

Il presidente del gruppo PSE, Karl-Heinz Lambertz (BE), ha insistito sul ruolo della politica regionale dell'UE: "Coesione significa mostrare che l'Europa non esiste soltanto per salvare le banche, ma anche per creare occupazione e crescita". Secondo il presidente del gruppo ALDE, Bas Verkerk (NL), "è in gioco la credibilità dell'Europa: dobbiamo poter dimostrare che siamo in grado di mantenere le promesse, e che i cittadini possono trovare un impiego o avviare un'attività grazie al nostro lavoro". A nome del gruppo Alleanza europea, Brian Meaney (IE) ha dichiarato che "i cittadini europei si aspettano un piano chiaro per affrontare i problemi, e hanno bisogno che i politici adottino le decisioni giuste alla fine di novembre".

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell'UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

L'indirizzo del sito web del CdR è www.cor.europa.eu

Seguiteci su Twitter: EU_CoR

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Pierluigi Boda

Tel.: +32 22822461

Cell.: +32 473851743

pierluigi.boda@cor.europa.eu

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