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Il Comitato delle regioni presenta un disegno generale di riforma della politica di coesione

Committee of the Regions - COR/10/36   15/04/2010

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Comunicato stampa

L'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE

COR/10/36

Bruxelles, 15 aprile 2010

Il Comitato delle regioni presenta un disegno generale di riforma della politica di coesione

50 miliardi di euro sono la posta in gioco nella prossima riforma della politica regionale europea. Il Comitato delle regioni vuole garantire che le richieste delle regioni e delle città siano prese in considerazione in una fase precoce del processo e per questo ha presentato oggi il suo disegno generale per il futuro della politica di coesione dopo il 2013. Al termine di un dibattito in sessione plenaria con il commissario per la Politica regionale Johannes Hahn, esponenti politici locali e regionali hanno adottato un parere di prospettiva elaborato da Michael Schneider (DE/PPE). Nel parere si esortano i partner UE e i governi nazionali a mantenere come elemento centrale del modello d'integrazione europeo una politica di coesione ambiziosa.

L'aiuto regionale UE cofinanzia migliaia di progetti a vantaggio dei cittadini europei, dai collegamenti ferroviari alla formazione professionale. L'attuale bilancio dell'UE è stabilito fino al 2013, ma già l'anno prossimo potrebbero essere adottate decisioni importanti sui criteri di ammissibilità e sui livelli di finanziamento per il periodo posteriore al 2013. Il sottosegretario di Stato agli Affari federali ed europei del Land Sassonia-Anhalt Michael Schneider ha preparato un progetto di parere di prospettiva sul futuro della politica di coesione. Il testo emendato del parere è stato adottato nell'odierna sessione plenaria del Comitato delle regioni che è così il primo organo dell'UE a formulare una posizione ufficiale sulla questione.

Michael Schneider ha osservato: "La natura di lungo termine del sostegno europeo dovrebbe dare a tutte le regioni la sicurezza di poter perseguire il proprio sviluppo e permettere loro di reagire alla loro situazione specifica senza timori che sia messo un limite ai finanziamenti. Tuttavia, in generale, ritengo che la maggioranza dei finanziamenti del Fondo di coesione dovrebbe continuare a essere destinata alle regioni più bisognose e che i criteri esistenti abbiano dato buona prova di sé. Con particolare riferimento alle cosiddette "regioni in transizione" in cui il finanziamento futuro è messo a repentaglio, ha aggiunto che esse meritano una considerazione speciale. "Il sostegno alle regioni che non rientreranno più nell'obiettivo convergenza dovrebbe essere assicurato indipendentemente dalla futura architettura della politica regionale e dei suoi diversi obiettivi".

Rivolgendosi all'Assemblea plenaria del Comitato delle regioni per la prima volta, il commissario UE Johannes Hahn ha dichiarato: "Siamo uniti da un interesse comune che è quello di rafforzare il livello regionale e locale. La maniera migliore di dare visibilità all'Europa è avere una forte politica regionale. Ciò di cui abbiamo bisogno è il giusto equilibrio tra l'attenzione verso le priorità essenziali scelte e la massima flessibilità per un'attuazione "su misura" di tali priorità nelle regioni".

Esprimendo apprezzamento per l'impegno del commissario Hahn a cooperare con il Comitato delle regioni, Michel Delebarre (FR/PSE), sindaco di Dunkerque e presidente della commissione Politica di coesione territoriale del CdR, ha detto: "Commissario, Lei dovrà prepararsi a lottare nel collegio dei commissari, dove alcuni dei suoi colleghi non sono necessariamente degli alleati della politica di coesione. Spetta a Lei far crescere la consapevolezza degli effetti che altre politiche dell'UE hanno sui territori. Non si può chiedere alla politica di coesione di rimediare ai danni fatti dalle altre politiche dell'UE".

Punti essenziali del parere di prospettiva del Comitato delle regioni

I rappresentanti locali e regionali dell'UE ritengono che la politica di coesione debba evolvere con l'obiettivo di continuare in futuro a restringere in modo sostenibile i divari di sviluppo, a rafforzare la crescita sostenibile e l'occupazione nelle regioni europee, a sostenere l'inclusione sociale e la competitività in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni, a tutelare la sussidiarietà e a garantire la sostenibilità finanziaria. Grazie al sistema della governance multilivello, l'Europa è in grado di perseguire obiettivi comuni lasciando allo stesso tempo un margine sufficiente di manovra per stabilire priorità specifiche a livello regionale e locale. Il Comitato delle regioni ritiene che ciò, oltre alla solidarietà finanziaria, rappresenti il valore aggiunto della politica di coesione.

I membri del Comitato delle regioni sono inoltre d'accordo sul fatto che la politica di coesione dovrebbe continuare a essere applicata a tutte le regioni europee, concentrandosi in particolare sulle regioni più bisognose di sostegno. La quota più importante delle risorse disponibili deve continuare a essere destinata agli Stati membri e alle regioni che più ne hanno bisogno e che hanno i maggiori problemi. Inoltre, le regioni in transizione richiedono un sostegno speciale affinché i risultati positivi raggiunti non vengano compromessi dal taglio dei finanziamenti. L'obiettivo "competitività e occupazione" deve continuare a sostenere tutte le altre regioni dell'UE, anche per dare impulso all'innovazione, alla coesione sociale e alla competitività.

Il Comitato delle regioni sottolinea che il sostegno attuale per la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale ha dato buoni risultati e dovrebbe proseguire ed essere rafforzato dopo il 2013. In vista della riduzione degli adempimenti burocratici nell'ambito della politica di coesione, il Comitato non vede la necessità di procedere a una verifica integrale della conformità delle procedure in ogni periodo di programmazione. Si dovrebbero invece considerare sufficienti le regole valide per i finanziamenti nazionali.

Gli attuali principi della politica di coesione in materia di governance multilivello, di pianificazione pluriennale dei programmi, di partenariato, di concentrazione, di gestione dei programmi basata su indicatori e di valutazione, hanno dato buoni risultati. Il Comitato delle regioni respinge quindi l'eventuale abbreviazione del ciclo settennale di programmazione.

L'approccio alla politica di coesione basato sulla sussidiarietà va mantenuto e sviluppato ulteriormente. A tal fine occorre innanzitutto rafforzare il ruolo degli enti regionali e locali in tutte le fasi della programmazione, dell'attuazione e della valutazione della politica di coesione.

La versione definitiva del parere di prospettiva sarà presto disponibile sul sito web del CdR.

Link utili

Intervista a Johannes Hahn, commissario UE per la Politica regionale

Intervista a Michael Schneider (DE/PPE), relatore del CdR sul Futuro della politica di coesione

Intervista a Michel Delebarre (FR/PSE), presidente della commissione Politica di coesione territoriale del CdR

Intervista a Flo Clucas (UK/ALDE) relatrice del CdR sulla Sesta relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

Consultate il sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE. Il compito dei suoi 344 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE, è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell'Unione gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche comunitarie. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un'incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell'UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Michael Alfons

Comitato delle regioni dell'UE

Tel. +32 (0)2 546 8559

Michael.Alfons@cor.europa.eu

Per leggere i comunicati stampa precedenti, cliccare qui.


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