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Secondo l’avvocato generale Wahl, l’imposta spagnola sulle vendite al minuto di idrocarburi è in contrasto con il diritto dell’Unione

Court of Justice - CJE/13/141   24/10/2013

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Stampa e Informazione

Corte di giustizia dell’Unione europea

COMUNICATO STAMPA n. 141/13

Lussemburgo 24 ottobre 2013

Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-82/12

Trasporti Jordi Besora/ Tribunal Económico Administrativo Regional de Cataluña (TEARC), Generalitat de Catalunya

Secondo l’avvocato generale Wahl, l’imposta spagnola sulle vendite al minuto di idrocarburi è in contrasto con il diritto dell’Unione

Sconsiglia di limitare gli effetti nel tempo della sentenza della Corte

La direttive sulle accise 1 stabilisce le norme sulla riscossione delle accise nell’Unione europea per impedire che imposte indirette supplementari ostacolino indebitamente gli scambi. Essa riguarda, in particolare, gli oli minerali (benzina, diesel, nafta e cherosene). Tuttavia, una delle sue disposizioni 2 riconosce il diritto degli Stati membri di introdurre o mantenere imposizioni indirette non armonizzate su prodotti già soggetti a norme sulle accise. Detto diritto è soggetto a due condizioni:

- che l’imposta abbia una finalità specifica, non di bilancio;

- che rispetti le regole di imposizione applicabili ai fini dell’accise o dell’IVA sulla determinazione della base imponibile, il calcolo, l’esigibilità e il controllo dell’imposta.

La presente causa esamina la compatibilità con il diritto dell’Unione di un’imposta spagnola («IVMDH»), riscossa sul consumo di taluni oli minerali (benzina, diesel, nafta e cherosene), ossia ripercossa sul consumatore finale. Conformemente alla normativa spagnola sull’IVMDH, il gettito di questa imposta dev’essere speso in settori relativi alla salute o all’ambiente. Più specificamente, l’obiettivo dell’imposta è di garantire alle Comunità Autonome risorse sufficienti per sostenere le spese relative alla sanità causate dal trasferimento delle competenze nel settore sanitario dal livello nazionale a quello regionale. Il gettito dell’IVMDH è stato utilizzato, tra l’altro, per costruire nuovi ospedali.

La Transportes Jordi Besora, S.L. («TJB»), impresa di trasporti avente sede nella Comunità Autonoma della Catalogna, acquista un’ingente quantità di combustibile per i suoi veicoli. Fra il 2005 e il 2008, l’importo complessivo di EUR 45 632.38 di IVMDH è stato ripercosso su TJB. Considerando l’IVMDH in contrasto con la direttive sulle accise, TJB ne ha richiesto il rimborso. La Corte superiore di giustizia di Catalogna (Spagna), competente in sede di appello, chiede alla Corte di chiarire se l’IVMDH sia compatibile con la direttiva sulle accise.

Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Wahl considera che l’IVMDH è in contrasto con la direttiva sulle accise. Egli esamina l’IVMDH alla luce delle due condizioni summenzionate che devono essere soddisfatte perché un’imposta quale l’IVMDH sia conforme alla direttiva sulle accise.

In primo luogo, l’avvocato generale ritiene che l’IVMDH non soddisfi la condizione relativa all’esistenza di una finalità specifica. Infatti, l’IVMDH persegue lo stesso obiettivo dell’accisa già armonizzata sugli oli minerali, che consiste nel ridurre i costi sociali (in materia di salute e di ambiente) risultanti dal consumo di idrocarburi. A suo avviso, tale sovrapposizione impedisce di considerare che l’IVMDH persegue una finalità specifica. Qualsiasi altra conclusione pregiudicherebbe gli sforzi di armonizzare il regime delle accise e creerebbe un’accisa supplementare, contrariamente all’obiettivo della direttiva sulle accise di eliminare le rimanenti barriere sul mercato interno.

L’avvocato generale osserva inoltre che, laddove non sussista siffatta sovrapposizione, la struttura o, in subordine, l’utilizzo del gettito dell’imposta può aiutare ad individuare una finalità specifica non di bilancio. Quanto alla struttura, sussiste una finalità non di bilancio quando un’imposta è stabilita ad un livello che incoraggia o disincentiva un certo comportamento. Nella fattispecie, tuttavia, egli considera che non vi è alcuna informazione da cui risulti che la struttura dell’IVMDH sia specificamente destinata a disincentivare il consumo di idrocarburi o a incoraggiare l’uso di altri prodotti meno dannosi. Quanto all’utilizzo del gettito dell’imposta, questo dev’essere destinato a misure specifiche. Nella fattispecie, la mera destinazione del gettito fiscale proveniente dall’IVMDH a misure in materia di salute e di ambiente in generale non è sufficiente a provare che l’imposta persegua una finalità non di bilancio. In realtà, non è stato stabilito alcun legame diretto fra le misure finanziate dagli introiti ottenuti dall’IVMDH e l’obiettivo di prevenire e rettificare l’impatto negativo associato con il consumo di idrocarburi.

In secondo luogo, l’avvocato generale considera che l’IVMDH non rispetta l’economia generale delle accise o dell’IVA per quanto riguarda la determinazione dell’esigibilità. Ciò vale poiché l’IVMDH è riscossa in un momento che non coincide con i criteri stabiliti dalla normativa dell’Unione europea sull’esigibilità delle accise o sull’IVA. A differenza delle accise, che diventano esigibili una volta che il prodotto lascia l’ultimo deposito fiscale, e dell’IVA, che viene riscossa in ogni fase del processo di produzione e di distribuzione, l’IVMDH è fatturata quando gli idrocarburi sono venduti al consumatore.

Nella fattispecie, la Spagna ha anche chiesto alla Corte di limitare gli effetti nel tempo della sentenza qualora essa ritenga l’IVMDH in contrasto con il diritto dell’UE. In pratica, ciò significherebbe che la sentenza produrrebbe effetti solo per il futuro e non riguarderebbe imposte riscosse in passato. Su tale punto l’avvocato generale Wahl osserva che la Corte accoglie tali domande solamente in circostanze eccezionali in cui sono soddisfatte due condizioni. Da un lato, la dichiarazione di incompatibilità deve comportare un rischio di gravi ripercussioni economiche. D’altro lato, vi dev’essere anche un’oggettiva e rilevante incertezza circa l’interpretazione e la portata delle disposizioni dell’UE.

A questo proposito, l’avvocato generale considera che un rischio di gravi ripercussioni economiche non può essere escluso dati gli importi notevoli in gioco (13 miliardi di euro secondo le stime del governo spagnolo 3), in particolare a causa dell’attuale precaria situazione finanziaria della Spagna e delle sue Comunità Autonome. Inoltre una dichiarazione di incompatibilità potrebbe, a suo avviso, avere gravi ripercussioni sul sistema del finanziamento delle Comunità Autonome e sconvolgere o perturbare il finanziamento regionale dell’assistenza sanitaria. Tuttavia, l’avvocato generale ritiene che non vi fosse una notevole incertezza quanto al significato e alla portata delle rilevanti norme dell’UE. In particolare, quando l’IVMDH fu adottata, la Corte aveva già statuito in via pregiudiziale sulla compatibilità di un’imposta simile 4.

Infine, l’avvocato generale osserva che non può essere categoricamente escluso che la Corte limiti gli effetti temporali di una sentenza, anche quando non è soddisfatta la condizione dell’incertezza sula portata delle rilevanti norme dell’UE. Ciò sarebbe possibile in talune circostanze del tutto eccezionali, quando l’impatto finanziario della retroattività sarebbe particolarmente grave. Tuttavia, nella fattispecie egli mette in guardia contro l’abbandono di tale criterio. Infatti, la Spagna ha assunto consapevolmente il rischio di mantenere la normativa in questione e, di conseguenza, essa è stata applicata per molti anni a detrimento del consumatore finale e del mercato interno.

IMPORTANTE: Le conclusioni dell'avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell'avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.

IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell'ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.

Documento non ufficiale ad uso degli organi d'informazione che non impegna la Corte di giustizia.

Il testo integrale delle conclusioni è pubblicato sul sito CURIA il giorno della pronuncia

Contatto stampa: Estella Cigna Angelidis (+352) 4303 2582

Immagini della lettura delle conclusioni sono disponibili su «Europe by Satellite» (+32) 2 2964106

1 :

Direttiva 92/12/CE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa (GU 1992, L 76, pag. 1), come modificata. La direttiva 92/12 è stata abrogata dal 1° aprile 2010 e sostituita dalla direttiva 2008/18/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle accise che abroga la direttiva 92/12/CE (GU 2009,L 9, pag. 12).

2 :

Articolo 3, n. 2.

3 :

La Commissione e TJB hanno rimesso in discussione tali stime. A loro avviso, le norme nazionali in materia di prescrizione escluderebbero automaticamente qualsiasi domanda risalente ad oltre quattro anni. Inoltre, visto il gran numero di cause già pendenti, la Commissione ha anche messo in dubbio l’effetto pratico di limitare l’applicazione retroattiva di una dichiarazione di incompatibilità.


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