Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES PL

CES/14/25

25 marzo 2014

Verso un'economia a basse emissioni di carbonio: l'UE dovrebbe inviare un segnale forte e chiaro ai mercati

Per realizzare l'obiettivo di un'economia a basse emissioni di carbonio, l'UE deve accelerare il processo di transizione, ha affermato il CESE nel parere d'iniziativa adottato il 25 marzo. Tale trasformazione dovrà prevedere una significativa espansione delle energie rinnovabili accompagnata da una sostanziale riduzione del carbone. Un progresso più rapido sarà possibile combinando un quadro normativo chiaro ed efficace con l'impiego di strumenti di mercato come le imposte ambientali.

Gli strumenti di mercato mirano a stabilire un prezzo per le attività economiche che inquinano l'ambiente, in linea con il principio "chi inquina paga", al fine di rivelare il costo reale della produzione e del consumo e di premiare l'efficienza sotto il profilo delle risorse e i comportamenti sostenibili. La riforma della fiscalità ambientale sta operando uno spostamento dall'imposizione sul lavoro verso la tassazione dell'utilizzo delle risorse. Di conseguenza, tale riforma può correggere le disfunzioni del mercato, rafforzare l'efficienza economica, contribuire a sviluppare nuove industrie che forniscono posti di lavoro sostenibili e a livello locale, creare un ambiente chiaro e prevedibile per gli investimenti ecoinnovativi.

"Oggi, nell'UE, l'utilizzo di strumenti di mercato non è abbastanza uniforme e coerente. Gli Stati membri non sfruttano appieno le opportunità che il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio offre in termini di innovazione e ammodernamento dell'industria nonché di rilancio dell'occupazione", ha affermato Martin Siecker, relatore del parere del CESE in materia di Strumenti di mercato per un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio nell'UE.

"Per via della crisi finanziaria ed economica, le tariffe dell'energia sono diventate un tema scottante, e l'energia è vista come un ostacolo alla ripresa invece che come una parte della soluzione. Nulla di più sbagliato. Infatti, l'utilizzo di strumenti di mercato per far progredire il passaggio a un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio non solo darà vita a un'economia più verde, ma sosterrà anche la ripresa economica", ha concluso Lutz Ribbe, correlatore del parere del CESE. Attualmente, l'Europa importa gas e petrolio per oltre 500 miliardi di euro, in parte da regioni instabili sotto il profilo politico Sostituire le importazioni di combustibile con energie a bassa emissione di carbonio prodotte nell'UE rafforzerebbe la resilienza dell'economia europea e contribuirebbe a mantenere le catene del valore in Europa.

La riforma della fiscalità ambientale dovrebbe diventare un elemento integrante e permanente del semestre europeo. Si dovrebbe puntare principalmente sull'adozione di prezzi del carbonio adeguati nell'UE, a un livello concordato su scala internazionale, e un'enfasi particolare andrebbe posta sull'incentivazione dell'efficienza energetica.

Cooperazione tra Stati membri

Per il Comitato è inaccettabile che attività che risultano, senza alcuna giustificazione, dannose per l'ambiente siano ancora sovvenzionate nell'UE, sia tramite i bilanci pubblici sia sotto forma di "costi esterni", che non sono internalizzati nei prezzi dei prodotti. Tale pratica distorce le condizioni di concorrenza per la produzione di energia, poiché le fonti di energia dannose, come i combustibili fossili e l'energia nucleare, ricevono più sovvenzioni dell'energia pulita.

Investimenti del settore privato

Il Comitato ritiene fondamentale la partecipazione del settore privato al passaggio a un modello più sostenibile di produzione e di consumo. Tale transizione può avvenire sia attraverso la creazione di fondi innovativi e di strumenti finanziari sia attraverso l'ecologizzazione degli standard bancari, in modo da spostare il finanziamento privato dagli investimenti convenzionali a quelli in progetti a basse emissioni di carbonio e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità Stampa del CESE

E-mail: press@eesc.europa.eu

Tel.: +32 25469406

_______________________________________________________________________________

Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. È un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957. La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 353 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

_______________________________________________________________________________


Side Bar