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COMUNICATO STAMPA N. 19/2014

17 marzo 2014

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Protezione dei consumatori e inclusione sociale... una missione impossibile in tempo di crisi?

Il 14 marzo 2014, nel quadro della Giornata europea del consumatore, è stato affermato chiaramente che la crisi non può costituire un pretesto per fare carta straccia dei diritti dei consumatori e violare la legge. Al convegno, organizzato a Salonicco dal Comitato economico e sociale europeo (CESE)1 e dall'associazione greca per la tutela dei consumatori (KEPKA), hanno partecipato responsabili politici e consumatori degli Stati membri dell’UE per discutere di come l'attuale crisi stia mettendo a rischio i diritti dei consumatori.

In vista delle elezioni del Parlamento europeo e del rinnovo della Commissione europea, la Giornata europea del consumatore ha lanciato un appello ad agire: a seguito della recente crisi finanziaria, infatti, i consumatori si trovano a dover affrontare condizioni sociali che riducono il loro potere d’acquisto e quindi ostacolano la ripresa economica. I diritti dei consumatori non possono perdere la loro centralità.

La protezione dei consumatori è a rischio

I settori più importanti per il benessere dei consumatori sono spesso i più problematici e fanno registrare un aumento dei costi. La liberalizzazione dei mercati (ad esempio nel settore energetico, nelle comunicazioni o nei servizi finanziari) ha spesso portato alla creazione di oligopoli sempre più potenti e di mercati concentrati. Ora più che mai i consumatori hanno bisogno di un sostegno ufficiale contro le carenze del mercato e gli illeciti commerciali.

"In tempi come questi, i consumatori dovrebbero essere al centro della ripresa. Dobbiamo garantire che non vengano sfruttati e che ottengano il migliore rapporto qualità/prezzo. Per giunta, aiutando i consumatori, possiamo far sì che la politica volta a tutelarli diventi una politica per la ripresa economica", ha dichiarato Neven Mimica, Commissario europeo responsabile della politica dei consumatori.

I diritti dei consumatori: una crisi nella crisi

La crisi non toglie ai consumatori i loro diritti, che sono giuridicamente vincolanti, e neppure il suo protrarsi può essere usato come pretesto per non applicarli. L'UE dispone già di una vasta legislazione in materia, ma l'efficacia di queste norme dipende unicamente dalla loro attuazione a livello nazionale.

"La crisi economica, con le sue conseguenze in termini di povertà e crollo dei consumi, oltre alle misure di austerità imposte a molti Stati membri dell’UE, ha duramente colpito i diritti dei consumatori. La politica di protezione dei consumatori è un motore della crescita e non un ostacolo per la competitività dell'economia europea: essa deve essere vista dai responsabili politici come uno dei fattori principali della ripresa economica dell'UE", ha dichiarato Evangelia Kekeleki, segretario generale del KEPKA e membro del CESE.

Sovraindebitamento ed esclusione finanziaria

Prima della crisi, era più che normale imbattersi in pratiche predatorie di concessione dei mutui, metodi scandalosi di recupero crediti, prodotti d'investimento rischiosi nonché commissioni nascoste o molto complesse. Con lo scoppio della crisi i consumatori sono stati lasciati a loro stessi con forti preoccupazioni circa la solidità dei loro mutui, dei loro risparmi e delle loro pensioni. Erodendo le prestazioni sociali, la crisi ha ampliato il gruppo di cittadini bisognosi, colpiti da problemi di indebitamento.

"Le persone devono imparare a controllare i consumi, e l'educazione finanziaria potrebbe aiutarle a gestire adeguatamente il loro bilancio e a non finire in situazioni di eccessivo indebitamento. Tuttavia, la lotta al sovraindebitamento e all'esclusione finanziaria richiede anche comportamenti responsabili da parte dei professionisti, riguardo sia ai prodotti che alla pubblicità, nonché ai consigli e alle spiegazioni che forniscono ai consumatori", ha dichiarato Martin Siecker, presidente della sezione INT del CESE.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità Stampa del CESE

E-mail: press@eesc.europa.eu

Tel.: +32 25469406

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Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. È un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957. La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 353 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

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1 :

Il CESE è un'istituzione dell'UE che rappresenta la società civile. I membri che lo compongono provengono da organizzazioni imprenditoriali, sindacali, agricole, di tutela dei consumatori e di altro tipo.


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