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La posizione del CESE sulla riforma del settore del tabacco

European Economic and Social Committee - CES/13/58   07/10/2013

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CES/13/58

7/10/2013

In attesa del voto del PE dell'8 ottobre

La posizione del CESE sulla riforma del settore del tabacco

Il settore del tabacco dà lavoro a quasi 1 milione e mezzo di persone nell'Unione europea, promuove lo sviluppo rurale ed economico ed è uno dei pochi settori importanti dell'esportazione che mantengono tuttora un bilancio positivo, sia a livello europeo sia in numerosi Stati membri.

"Bisogna per prima cosa far sì che i giovani non cadano nel vizio del fumo. Non ci sono dubbi, la salute innanzi tutto. I giovani devono essere informati circa gli effetti devastanti del tabagismo. Norme più rigorose non rappresentano tuttavia una soluzione. Pur potendo ridurre il numero di fumatori, esse rischiano infatti di acuire il problema del contrabbando e della contraffazione. Anche il gettito fiscale crollerà sensibilmente. È dunque opportuno prendere in considerazione l'impatto a livello economico. Se l'attuale proposta verrà attuata, un gran numero di posti di lavoro sarà messo a repentaglio. Non possiamo permettercelo, specie in un momento di crisi", ha affermato José Isaías Rodríguez García-Caro, relatore del parere del CESE sul tema "Lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati". "Bisogna tenere conto anche della salute e delle considerazioni economiche", ha aggiunto.

  • La proposta del Parlamento europeo rischia di avere serie conseguenze sull'occupazione, sull'economia e sul gettito fiscale, compromettendo quindi altri fondamentali obiettivi dell'Unione europea quali la piena occupazione e il rilancio della crescita.

  • È essenziale che la salute abbia la priorità rispetto a qualsiasi considerazione economica, anche se permane scetticismo su quanto le misure proposte dalla Commissione europea contribuiscano, in realtà, ad aiutare i fumatori a smettere gradualmente.

  • È necessario promuovere campagne di educazione pubblica e di sensibilizzazione in merito ai gravi effetti per la salute derivanti dall'esposizione al fumo passivo.

Aree rurali

  • La produzione del tabacco contribuisce all'occupazione rurale. Nell'UE, il raccolto di foglie di tabacco ammonta attualmente a 250 000 tonnellate l'anno, e garantisce l'occupazione di 400 000 persone.

  • Il CESE constata i possibili rischi occupazionali nelle aree agricole in cui non sono state sviluppate alternative e non sono più disponibili i sussidi della politica agricola comune (PAC).

  • Bisognerebbe utilizzare efficacemente i fondi di coesione, i fondi strutturali, i fondi regionali e i fondi per la ricerca e l'innovazione, per ridurre al minimo i rischi per il mercato del lavoro e mettere in atto regimi di formazione destinati ai lavoratori, nonché programmi di assistenza scientifica, tecnica e di innovazione per le imprese e le aziende agricole.

Avvertenze per la salute

  • L'obbligo di apporre avvertenze per la salute sul 75 % di entrambe le facce del pacchetto di sigarette non si basa su prove scientifiche definitive. Per di più, questi cambiamenti del confezionamento potrebbero minacciare l'occupazione nel settore degli imballaggi, che continua a rivestire grande importanza in vari paesi europei. Ne risulterebbero inoltre compromessi i legittimi diritti di proprietà intellettuale e industriale dei produttori per quanto riguarda l'uso dei loro marchi registrati.

  • La standardizzazione del formato e del gusto condurrà probabilmente a un aumento del contrabbando, che soddisfa la domanda della clientela attraverso canali non regolamentati. Le autorità fiscali degli Stati membri perdono già ogni anno 10 miliardi di euro in termini di accise sul tabacco. Inoltre la sicurezza dei consumatori sarà gravemente compromessa dalla totale mancanza di controlli di qualità su tali prodotti.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità Stampa del CESE

E-mail: press@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468641

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Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. È un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957. La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 353 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

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