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OCCUPAZIONE GIOVANILE L'UE non deve più contentarsi di rimedi di poco conto!

Comité économique et social - CES/13/48   28/06/2013

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CES/13/48

28 giugno 2013

OCCUPAZIONE GIOVANILE
L'UE non deve più contentarsi di rimedi di poco conto!

La società civile esige un vero e proprio piano d'emergenza per la gioventù, sufficientemente ambizioso per innescare un'inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale in Europa, dove dal 2008 ogni giorno 1 000 nuovi giovani vanno ad ingrossare le file dei disoccupati, mentre un terzo non ha alcuna prospettiva di trovare un posto di lavoro entro l'anno. Questi 6 milioni di giovani europei meritano che l'UE – come ha già dimostrato di poter fare in molti altri settori - consacri loro più dello 0,6 % del bilancio e investa finalmente in misura massiccia nel loro futuro, che è anche il nostro.

La società civile si aspetta che l'Europa metta in campo un autentico piano di aiuti per i giovani in questo periodo di crisi, fondato su progetti concreti in grado di invertire l'attuale andamento dei tassi di disoccupazione giovanile. Per farlo, però, è indispensabile che l'Unione non si limiti ad un programma di assistenza di soli 6 miliardi di euro, quando invece per aiutare le banche è capace di investire una somma dieci volte superiore.

La disoccupazione giovanile in Europa nel 2013

10,9%

4,8%

5,4%

26,3%

26,4%

23,5%

7,7%

8,9%

55,7%

58,4%

Media

UE

Austria

Germania

Spagna

Grecia

Tasso di disoccupazione

della popolazione attiva

Tasso di disoccupazione giovanile

Fonte: Eurostat – aprile 2013

Ecco quindi che il progetto Garanzia per i giovani offre delle reali opportunità per aiutare la gioventù europea con proposte di azioni concrete in termini di accesso all'occupazione e alla formazione o di iniziative innovative. Perché abbia successo, tuttavia, la Commissione deve assolutamente fare di più rispetto agli impegni assunti finora: il limite di età per i beneficiari del progetto deve essere portato a 30 anni, per tener meglio conto del fatto che gli studi tendono a protrarsi e i giovani a entrare più tardi sul mercato del lavoro. Non solo: per poter avere una funzione preventiva, il progetto non deve interessare soltanto le regioni con un tasso di disoccupazione giovanile pari ad almeno il 25 %, ma anche altri territori. Solo a queste condizioni la proposta potrà svolgere pienamente il suo ruolo.

Si possono e si devono percorrere anche altre strade per migliorare la situazione dei giovani. Non è più il momento di limitarsi a discuterne. I giovani europei, e con loro l'intera società civile, si aspettano dall'UE un impegno senza riserve al loro fianco.

Per saperne di più: dossier per la stampa.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità Stampa del CESE

E-mail: press@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468722

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Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. Esso è un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957. La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 344 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

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