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CES/13/47

26 giugno 2013

Politici dell'UE: siate più ambiziosi!

La crisi ha messo in luce i limiti e le contraddizioni dell'Unione economica e monetaria (UEM) e della politica di austerità: privo di qualsiasi strumento di governance economica, l'euro si è rivelato troppo fragile. Di fronte a questa realtà, i politici non hanno altra scelta che percorrere la strada delle tanto attese riforme. Se non saranno in grado di tirar fuori quel coraggio e quella volontà politica di cui non hanno saputo dare prova nel 2000, lo stesso futuro dell'euro e del modello sociale europeo sarà a rischio.

Promuovendo una politica di austerità, l'Europa non ha fatto altro che mettere a repentaglio la sua esistenza, aggravando ulteriormente la recessione. La crisi ha messo a nudo le contraddizioni insite nella struttura dell'UEM, priva di una governance e senza quel trasferimento di competenze dagli Stati membri che sono assolutamente imprescindibili. Di fronte all'urgenza della situazione e considerando che gli attuali Trattati consentono di adottare le misure necessarie, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) raccomanda una linea d'azione oramai indispensabile: portare a compimento l'Unione economica e monetaria.

Inoltre, l'inaccettabile deterioramento delle condizioni di vita di milioni di cittadini europei rende ancor più necessaria una revisione della dimensione sociale dell'UE. Ecco perché il CESE – il cui parere è stato richiesto dal Presidente Van Rompuy già nel gennaio 2013 – ritiene che l'Europa debba dotare l'UEM di un pilastro sociale, ossia di un programma europeo di azione sociale basato su tre elementi fondamentali:

  • reindustrializzazione, promozione dello spirito imprenditoriale, ottimizzazione della formazione;

  • lotta alla disoccupazione, garanzia dei diritti sociali, investimenti sociali;

  • riforma della governance, in senso più equilibrato.

A lungo termine, l'UE non potrà fare a meno di introdurre modifiche sostanziali ai Trattati: attuare una vera e propria governance economica europea, orientarsi verso un'unione politica e sociale con la partecipazione delle parti sociali, rafforzare il proprio ruolo sulla scena internazionale.

I cittadini europei auspicano l'avvio di una strategia realmente ambiziosa per uscire dalla crisi. Il CESE ritiene che il livello preoccupante della disoccupazione giovanile renda necessario un bilancio UE più credibile dei 6 miliardi di euro previsti, una cifra inadeguata se comparata ai 60 miliardi concessi alle banche. Al tempo stesso sottolinea che vi sono ancora diverse possibilità da valutare all'interno della stessa società civile, ad esempio iniziative quali le eurobbligazioni sociali, la rete europea per la formazione dei lavoratori disoccupati oppure i buoni di formazione transfrontaliera.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità Stampa del CESE

E-mail: press@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468722

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Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. Esso è un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957. La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 344 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

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