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Nessuno status quo: i bilanci UE devono indicare prospettive, dichiara il vicepresidente del CESE Hajo Wilms

European Economic and Social Committee - CES/13/32   18/04/2013

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CES/13/32

18 aprile 2013

Nessuno status quo: i bilanci UE devono indicare prospettive, dichiara il vicepresidente del CESE Hajo Wilms

Bruxelles, 17 aprile: Hans-Joachim Wilms viene nominato nuovo vicepresidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE) con delega al bilancio. In qualità di presidente del gruppo Bilancio del Comitato, egli continuerà a ribadire la sua convinzione già difesa in numerosi pareri, che gli ambiziosi obiettivi dell'Unione rendono necessario un aumento del bilancio UE, per rilanciare l'economia e l'occupazione.

Originario di Barmstedt (Germania), Hans-Joachim ("Hajo") Wilms vanta una militanza sindacale di oltre 40 anni. Eletto nel Sindacato tedesco dei settori dell'orticoltura, dell'agricoltura e della silvicoltura (GGLF), ha via via ricoperto gli incarichi elettivi di segretario organizzativo, caposettore nell'amministrazione centrale, di vicepresidente e infine (1993) di presidente. Nel gennaio 1996 Hajo Wilms è diventato membro del comitato direttivo nazionale della Federazione sindacale tedesca dell'edilizia, dell'agricoltura e dell'ambiente (IG BAU), responsabile del settore degli Affari europei, e dal 1999 al 2005 è stato eletto per due volte vicepresidente federale dell'IG-BAU con delega per le Finanze e lo sviluppo sostenibile. Nel settembre 2009, divenuto rappresentante dell'IG BAU presso l'Unione europea, Wilms ha spostato a Bruxelles il baricentro della sua attività. Membro del gruppo II (Lavoratori) del CESE dal 1994, Wilms è stato relatore di oltre 20 pareri e, dal 2008 al 2010, presidente della sezione specializzata Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente. Dal novembre 2010, inoltre, sempre nell'ambito del CESE, presiede l'Osservatorio dello sviluppo sostenibile.

Secondo il vicepresidente Wilms, la proposta della Commissione per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 è troppo sbilanciata in favore del mantenimento dello status quo sia in termini di livello dei fondi messi a disposizione che in termini di struttura del bilancio. Di conseguenza, i fondi disponibili non risultano adeguati né alla portata né alla qualità delle sfide che si prospettano all'Unione europea. Wilms osserva che è necessario dar prova di una maggiore libertà nella gestione del bilancio, e che, per effetto dell'inflazione, il volume del bilancio viene di fatto a ridursi, il che a lungo andare è insostenibile. Il vicepresidente esprime peraltro apprezzamento per la proposta della Commissione di aumentare i fondi destinati alla ricerca e sviluppo ed alla lotta contro la disoccupazione giovanile, ma nel contempo chiede alle istituzioni europee maggiori innovazioni, che creino prospettive e quindi contrastino l'euroscetticismo.

Sul piano della spesa, invece, secondo Wilms si tratta di sapere dove un euro speso a livello europeo apporti maggiori benefici di un euro speso a livello nazionale. A suo parere è questo il caso dei beni pubblici europei, la cui produzione non può essere garantita in modo ottimale a livello dei singoli Stati membri e per i quali quindi è necessario l'intervento dell'UE. Tra questi beni pubblici europei rientrano la ricerca e sviluppo, la difesa comune, la sicurezza alimentare, l'immigrazione e il diritto d'asilo, la gestione dei cambiamenti climatici, gli investimenti in infrastrutture paneuropee nel campo dell'energia, della comunicazione e del mercato interno. Wilms continuerà inoltre ad occuparsi, oltre che delle questioni di bilancio, anche dei temi della sostenibilità, e si impegnerà a favore di un ruolo attivo della società civile in vista della creazione di una zona di libero scambio UE-Stati Uniti.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Unità stampa del CESE

E-Mail: press@eesc.europa.eu

Tel.: +32 25468207

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. Istituito dal Trattato di Roma nel 1957, è un organo istituzionale consultivo. Questa sua funzione consultiva permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale comunitario. Il Comitato si compone di 344 membri, provenienti da tutta l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.

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