Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES PL

CES/13/15

18 febbraio 2013

Il CESE dice basta alle pratiche abusive della grande distribuzione

Le pratiche abusive dei dettaglianti stanno accelerando il declino del settore agroalimentare, e le distorsioni del mercato che ne derivano incidono tanto sui consumatori quanto sui fornitori. Il 13 febbraio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere in cui raccomanda di porre un termine a questi preoccupanti sviluppi, che la crisi economica ha ulteriormente aggravato.

"È un dato di fatto che un piccolo gruppo di rivenditori al dettaglio controlla la maggior parte del mercato e impone le proprie condizioni ai fornitori, la cui libertà contrattuale, quindi, è puramente teorica. Si tratta di una situazione di oligopolio illegale, fonte di distorsioni del mercato e contraddistinta da abusi del "potere contrattuale dell'acquirente" ampiamente diffusi. Il CESE vuole porre fine a questo fenomeno", dichiara Igor Šarmír (gruppo Datori di lavoro, Slovacchia), relatore del parere del Comitato sulla Grande distribuzione.

La Commissione ha istituito un Forum di alto livello per un migliore funzionamento della filiera alimentare, ma gli operatori della filiera agroalimentare non sono riusciti a trovare un accordo sui principi fondamentali della lotta a queste pratiche sleali. L'autoregolamentazione non ha dato buoni risultati né a livello dell'UE né negli Stati membri. Ecco perché il CESE chiede che venga elaborato prima possibile un testo giuridico vincolante, che serva sia da stimolo ad una concorrenza leale che per l'azione di contrasto degli oligopoli illegali.

L'assenza di una reale libertà contrattuale si manifesta nell'applicazione di pratiche abusive e anticoncorrenziali da parte della grande distribuzione nei confronti dei fornitori di prodotti alimentari. Di conseguenza, il fatto che una parte di tali fornitori non sia in grado di soddisfare le esigenze della grande distribuzione e le difficoltà economiche che ne derivano contribuiscono al declino dell'intero settore agroalimentare di diversi paesi. Alcuni Stati membri, un tempo autosufficienti per la produzione alimentare, oggi non possono più garantire la loro sicurezza alimentare.

In base alle statistiche sulle quote di mercato, nel 2009 l'84 % dei fornitori europei della grande distribuzione è stato vittima di una violazione delle condizioni contrattuali; il 77 % è stato minacciato di esclusione dai listini se non avesse concesso alle catene della distribuzione vantaggi ingiustificati; il 63 % ha subito riduzioni dei prezzi fatturati senza giustificazioni commerciali credibili e il 60 % è stato costretto a effettuare pagamenti privi di qualunque reale contropartita.

Il testo integrale del parere sulla Grande distribuzione è consultabile all'indirizzo:

http://eescopinions.eesc.europa.eu/viewdoc.aspx?doc=ces/nat/nat571/it/ces1887-2012_00_00_tra_as_it.doc

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Karin Füssl, capo dell'unità Stampa

E-mail: karin.fussl@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468722


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website