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CES/13/14

15 febbraio 2013

L'Europa sul sentiero della ripresa?

Nella sessione plenaria di febbraio del Comitato economico e sociale europeo in cui il Presidente della Commissione europea Barroso e i membri del CESE hanno discusso di crescita sostenibile, del percorso verso la ripresa economica e del ruolo della società civile, sono stati adottati tre pareri sulle specifiche politiche economiche degli Stati membri.

La Commissione europea (CE) e il Comitato economico e sociale europeo (CESE) hanno convenuto sulla cruciale importanza della crescita sostenibile per mantenere il modello sociale europeo. Il Presidente della CE Barroso ha sottolineato l'importanza della disciplina, della convergenza e della solidarietà per creare posti di lavoro e generare crescita, mentre il Presidente del CESE Nilsson ha esortato gli Stati membri e le istituzioni europee ad approfondire il processo di integrazione e a tener presenti i costi della "non Europa". Secondo la Commissione le recenti decisioni sull'unione bancaria e sulle riforme di bilancio dovrebbero condurre l'UE sul sentiero della ripresa, benché ogni forma di autocompiacimento sia fuori luogo. Barroso ha elogiato il prezioso contributo del Comitato all'UE e il suo ruolo consultivo e di sostegno in molti ambiti, citando a titolo d'esempio il lavoro del Comitato per un'Europa sostenibile e la sua difesa della proposta della Commissione per il bilancio europeo. Il membro del CESE Jane Morrice ha ringraziato il Presidente della Commissione per il suo impegno a lavorare a più stretto contatto con il Comitato, ma lo ha anche invitato a fare di più: "Sono convinta che i benefici che Lei può trarre dalle competenze specifiche del CESE siano ancora maggiori" ha dichiarato "Per favore, ci utilizzi meglio!"

Nella stessa sessione il CESE ha adottato tre pareri riguardanti le politiche nazionali. Nel parere sull'analisi annuale della crescita 2013 (relatore Xavier Verboven, gruppo Lavoratori, Belgio), il CESE mette in guardia contro la prosecuzione delle politiche di austerità e i gravi effetti della recessione, che potrebbero condurre a un indebolimento strutturale delle economie, mentre nel parere sugli orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione (relatore Wolfgang Greif, gruppo Lavoratori, Austria) ribadisce la sua profonda preoccupazione per il rischio che gli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di occupazione e lotta alla povertà non vengano raggiunti, e invoca un pacchetto di misure europee di stimolo che abbia un impatto globale sulla politica del mercato del lavoro.

Stimolare la domanda e attuare la giustizia distributiva

Il terzo parere adottato dal CESE (relatore Thomas Delapina, gruppo Lavoratori, Austria) intitolato "Politiche economiche – Stati membri dell'area dell'euro", ha per oggetto una raccomandazione del Consiglio sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri la cui moneta è l'euro, su cui la Commissione europea ha deciso di consultare il Comitato. Il CESE accoglie con favore tale documento del Consiglio, che fornisce non solo indirizzi di massima per i paesi dell'eurozona, ma anche raccomandazioni "su misura" per le diverse situazioni economiche nazionali. Tuttavia, il Comitato ritiene che l'attuale mix di politiche macroeconomiche non sia equilibrato, e invoca un nuovo modello di crescita che tenga conto dell'importanza della domanda e delle esigenze di giustizia distributiva. Il CESE formula quindi una serie di raccomandazioni specifiche, chiedendo tra l'altro una regolamentazione più severa dei mercati finanziari, affinché essi rispondano alle esigenze dell'economia reale, e una rete di sicurezza che eviti speculazioni ai danni dei paesi in difficoltà e riduca così i loro costi di finanziamento.

Alla luce della ricerca internazionale, da cui emerge che, in una situazione di recessione, l'impatto dei moltiplicatori di bilancio sulla crescita economica e l'occupazione è più negativo di quanto non si ritenesse finora, il Comitato chiede una nuova valutazione di tali moltiplicatori al momento della definizione delle politiche economiche, in modo da sfruttare il fatto che i moltiplicatori negativi del reddito e dell'occupazione risultanti dalle misure adottate sul versante delle entrate siano generalmente inferiori rispetto a quelli dei tagli alle spese. Il CESE esorta inoltre a non concentrarsi sulla competitività a livello dei prezzi nel tentativo di eliminare gli squilibri economici esterni, in particolare attraverso il contenimento dei salari, poiché ciò riduce la domanda complessiva, generando una spirale discendente da cui tutti i paesi escono perdenti. L'Europa potrà imporsi nella concorrenza globale soltanto se adotterà una strategia di alto profilo basata sulla creazione di valore aggiunto di elevata qualità. Il Comitato si oppone poi all'indebolimento dei sistemi di sicurezza sociale, esorta a ripensare in generale l'intero sistema fiscale, tenendo in debito conto la giustizia redistributiva, e invita a rafforzare il ruolo delle parti sociali a livello nazionale ed europeo, valorizzando il dialogo macroeconomico. Infine, secondo il Comitato, la riformulazione degli orientamenti dovrebbe tener conto del fatto che i paesi con un buon funzionamento del partenariato sociale sono riusciti ad ammortizzare meglio le conseguenze della crisi rispetto agli altri.

Per maggiori informazioni:

Karin Füssl, capo dell'unità Stampa

E-mail: karin.fussl@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468722


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