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CES/12/74

29 novembre 2012

Il Presidente del CESE: l'UE agisca con urgenza per eliminare la povertà energetica

L'UE deve raddoppiare gli sforzi per combattere la povertà energetica che affligge sempre più cittadini europei: questo l'appello di Staffan Nilsson, Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE), secondo il quale l'aumento dei prezzi dell'energia è dovuto al mancato completamento del mercato interno.

L'appello è stato rivolto nel corso del convegno organizzato su questi temi dal CESE e dalla Rete europea per l'inclusione locale e l'azione sociale (ELISAN), svoltosi a Bruxelles martedì scorso.

In tale occasione il Presidente Nilsson ha fatto notare che l'aumento dei prezzi dell'energia non ha risparmiato alcuno Stato membro: in Lettonia, per esempio, al febbraio 2011 tali prezzi erano aumentati del 27 %, mentre l'anno scorso in Francia il 42 % delle famiglie ha dovuto ridurre il riscaldamento delle loro abitazioni per risparmiare sulla bolletta, e in Germania si stima che quest'anno i prezzi siano aumentati ancora del 10-15 %.

Il Presidente del CESE ha invocato un'azione decisa a livello UE per combattere la povertà energetica: l'UE non può permettersi di ignorare un problema che affligge 125 milioni di europei. Nilsson ha ribadito che il primo passo per riconoscere e situare con precisione il problema consiste nell'adottare una definizione europea di povertà energetica, definizione che dovrà essere flessibile anziché rigida e "universale". Egli ha aggiunto che, anziché optare per una definizione "dall'alto", bisognerebbe accordare alle autorità competenti un margine di manovra sufficiente per offrire soluzioni "su misura".

Il CESE ha costantemente sostenuto che, nel contempo, occorre mettere a punto un quadro politico coerente e completo in materia energetica e sociale, che includa magari la valutazione e diffusione di buone pratiche e ulteriori misure mirate comuni.

Stéphane Buffetaut, presidente della sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione (TEN) del CESE, ha esortato a sfruttare appieno il potenziale esistente in termini di efficienza energetica, che a suo avviso costituisce "un mezzo efficace sotto il profilo dei costi per conseguire obiettivi sia di politica sociale sia in materia di energia".

Sempre in quest'ottica, Remo Sernagiotto, presidente di Elisan e assessore ai Servizi sociali della regione Veneto, ha invitato l'UE e i singoli Stati membri a investire in tecnologie efficienti sul piano energetico e adottare misure per risparmiare energia, e ha aggiunto che, per finanziare gli investimenti in campo energetico, bisognerebbe ricorrere a obbligazioni di progetto (project bonds).

Sernagiotto ha inoltre fatto notare che, riducendo il consumo eccessivo di energia da parte di edifici pubblici e abitazioni private, si otterrebbero risparmi energetici del 30-40 % entro il 2020, e concluso affermando che "nel breve periodo ciò rafforzerebbe la coesione sociale e allevierebbe la povertà energetica".

Una posizione, questa, ulteriormente sviluppata dall'europarlamentare Antonio Candian, secondo il quale sensibilizzare all'uso efficiente dell'energia potrebbe contribuire grandemente a ridurne il prezzo: "La scarsa sensibilità dei consumatori al riguardo è un problema che va affrontato in tempi rapidi".

Da parte sua, Jan Panek (Commissione europea) ha ricordato ai partecipanti che, negli ultimi cinque anni, il Forum dei cittadini sull'energia guidato dalla Commissione – il cosiddetto Forum di Londra – ha svolto un lavoro importante di sensibilizzazione dei consumatori.

Il Presidente Nilsson ha aggiunto che "se ci assicuriamo che i più bisognosi paghino l'energia al prezzo più basso sul mercato e nel contempo lavoriamo per sensibilizzare i consumatori, in molti casi riusciremo evitare l'intervento dei sistemi di sicurezza sociale".

Egli ha concluso rinnovando l'impegno del CESE a battersi affinché il problema della povertà energetica sia affrontato a livello europeo.

Il CESE ha infatti già adottato tutta una serie di pareri su questo tema e le questioni ad esso correlate: in un parere del 2010 ha esaminato l'impatto della liberalizzazione del mercato dell'energia e della crisi economica sulla povertà energetica, mentre l'anno scorso si è occupato della nuova politica energetica dell'UE. Dati i recenti sviluppi, probabilmente il Comitato adotterà un nuovo parere sulla povertà energetica già nel 2013.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Karin Füssl, capo dell'unità Stampa

E-mail: karin.fussl@eesc.europa.eu

Tel. +32 25468722


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