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Aiuti di Stato e appalti pubblici: a favore o contro le imprese europee?

Comité économique et social - CES/12/67   14/11/2012

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CES/12/67

14 novembre 2012

Aiuti di Stato e appalti pubblici:
a favore o contro le imprese europee?

Nel contesto dell'attuale crisi economica, l'Unione europea deve utilizzare nel modo migliore il denaro dei contribuenti. Alla sua plenaria di novembre, il CESE ha chiesto un migliore accesso agli appalti pubblici e norme più flessibili in materia di aiuti di Stato.

Il 14 novembre il CESE ha adottato un parere sugli appalti elettronici e uno sulla modernizzazione degli aiuti di Stato. In un periodo di tagli ai bilanci pubblici e di crescente concorrenza a livello mondiale, il CESE vuole garantire che tutte le imprese europee beneficino della parità di accesso ai finanziamenti pubblici sia in materia di appalti che di aiuti di Stato.

Appalti elettronici

"Nonostante gli sforzi profusi dall'UE per promuovere gli appalti elettronici tra gli Stati membri, alcuni paesi sono restii a cooperare per l'apertura del mercato degli appalti pubblici alla concorrenza. La percentuale degli appalti elettronici è ancora molto modesta in paesi come l'Italia, dove ammonta appena al 4 % del totale degli appalti", osserva Edgardo Maria Iozia (gruppo Lavoratori, Italia), relatore del parere del CESE sugli appalti elettronici.

I risparmi ottenuti dalle amministrazioni che sono già passate agli appalti elettronici si situano tra il 5 ed il 20 %; se questi venissero applicati a tutti gli appalti dell'UE, il risparmio ammonterebbe a oltre 100 miliardi di euro.

La Commissione intende completare la graduale transizione verso la generalizzazione degli appalti elettronici nel giro di 4 anni. Il Comitato pur appoggiando questo ambizioso obiettivo, non condivide il mantenimento di una soglia per le gare di tipo europeo, perché ritiene che sia un ostacolo allo sviluppo del mercato interno e metta le PMI in una posizione sfavorevole.

Modernizzazione degli aiuti di stato

"Mentre i concorrenti globali beneficiano di aiuti esteri illegali, le imprese europee sono soggette a severe norme in materia di aiuti di Stato che, spesso, compromettono la loro posizione sui mercati europei e internazionali. Stati Uniti, India, Corea o Brasile spesso applicano norme meno trasparenti che favoriscono le imprese nazionali nella concorrenza con i partner europei", afferma Emmanuelle Butaud-Stubbs (gruppo Datori di lavoro, Francia), relatrice del parere del CESE sulla modernizzazione degli aiuti di Stato.

In un'economia globalizzata altamente competitiva, la Commissione europea dovrebbe creare condizioni di uguaglianza per i principali concorrenti dell'UE. Le attuali proposte, tuttavia, si basano su dati obsoleti dell'OMC, che non forniscono un quadro completo della situazione.

Il CESE ritiene necessario riorientare la proposta della Commissione europea in materia di modernizzazione degli aiuti di Stato nell'UE. In primo luogo, avverte che un aumento delle responsabilità degli Stati membri in materia di gestione degli aiuti di Stato rischierebbe di creare confusione e di sfociare in un'applicazione soggettiva delle regole.

In secondo luogo, la proposta della Commissione dovrebbe accordare particolare attenzione alle PMI, soggette alla forte pressione concorrenziale dei paesi terzi che beneficiano di aiuti di Stato.

In terzo luogo, il massimale degli aiuti "de minimis" (applicati a ciascuna impresa sulla base di un periodo continuo di tre anni consecutivi) andrebbe portato permanentemente da 200 000 a 500 000 euro.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Karin Füssl, capo dell'unità Stampa

E-mail: karin.fussl@eesc.europa.eu

Tel: +32 2 546 8722


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