Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES EL PL

CES/12/55

24 settembre 2012

Pacchetto UE sui diritti delle vittime: dopo il voto al Parlamento europeo, il CESE invoca passi concreti

Una volta che il pacchetto UE sui diritti delle vittime sarà stato adottato, la Commissione europea dovrà lavorare insieme ai governi nazionali per attuarne le misure nei singoli Stati membri.

Kathleen Walker Shaw, relatrice del parere del Comitato riguardante il pacchetto, accompagnata da altri membri del CESE ha incontrato oggi funzionari della Commissione europea per discutere delle azioni da adottare per garantire che le nuove misure positive si traducano in realtà operativa.

La Walker Shaw e i suoi colleghi hanno offerto il loro costante sostegno a Maggie Hughes, madre di una di queste vittime, facendo sì che la sua voce fosse ascoltata a livello europeo e portando così alla ribalta i problemi delle vittime e delle loro famiglie. In particolare hanno presentato Maggie Hughes alla vicepresidente della Commissione Viviane Reding prima ancora della pubblicazione delle proposte, per assicurarsi che la Commissione europea avesse una visione chiara delle sfide che le vittime e le loro famiglie devono affrontare. Il coraggio, la tenacia e l'energia mostrati dalla Hughes nel lottare per rafforzare i diritti delle vittime in tutta l'UE sono stati ispiratori per la Reding, che ne ha parlato a più riprese, in conferenze stampa così come in sedute plenarie del Parlamento europeo e in riunioni di altre istituzioni in cui le proposte sono state discusse. Leila Kurki, presidente della sezione responsabile del parere (Occupazione, affari sociali, cittadinanza), ha osservato da parte sua che la presentazione della Hughes ai membri del CESE ha avuto un notevole impatto e affermato che adesso occorre darvi seguito con misure concrete.

L'obiettivo della battaglia condotta dalla Hughes è far sì che nessun'altra madre, nessun'altra famiglia, debbano patire ciò che lei e suo figlio Robbie (vittima a Creta nel 2008 di un'aggressione non provocata, che lo ha lasciato gravemente menomato) hanno dovuto patire.

La Hughes, che ha lottato duramente per cambiare le cose, si è detta "profondamente soddisfatta per il voto della seduta plenaria del Parlamento europeo e per il grande passo compiuto con l'adozione delle proposte sui diritti delle vittime nell'UE. Insieme alla GMB [il sindacato generale britannico cui essa appartiene, NdT] e al CESE, abbiamo compiuto un lungo cammino a livello UE per conquistare diritti di vitale importanza per le vittime all'estero".

"Sono molto grata", ha dichiarato, "alla vicepresidente della Commissione Viviane Reding per il suo impegno nel portare avanti questo pacchetto di misure in materia di diritti delle vittime, e per l'aiuto da lei prestato alla battaglia di mio figlio e alla nostra campagna. Un caloroso ringraziamento va anche agli amici che, nel Parlamento europeo e nel CESE, hanno sostenuto la nostra campagna".

"Sappiamo bene, tuttavia", ha poi proseguito, "che alla fine sono i risultati che contano: una volta che, entro la fine dell'anno, le misure saranno state definitivamente adottate a livello europeo, i governi degli Stati membri dovranno lavorare intensamente per attuarle nei rispettivi paesi. Ciò consentirà di tradurre i passi avanti che queste proposte promettono di far compiere in materia di sostegno alle vittime in realtà pratica, concreta, affinché nessun'altra famiglia debba più soffrire l'agonia, la frustrazione e il dolore che noi abbiamo sofferto per ottenere aiuto e giustizia per nostro figlio Robbie, egli stesso vittima di una brutale aggressione a Creta".

Con la riunione di oggi tra membri del CESE e funzionari della Commissione europea si apre la fase successiva di questo processo. Obiettivo: fare in modo che i cambiamenti per cui la Hughes si è lungamente battuta diventino realtà.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:

Karin Füssl, capo dell'unità Stampa

Tel. +32 25468722

E-mail: Karin.Fussl@eesc.europa.eu


Side Bar