Un unico mercato senza frontiere


All'interno del mercato unico dell'UE (a volte chiamato mercato interno), persone Deutsch (de) English (en) français (fr) , merci English (en) , servizi Deutsch (de) English (en) français (fr) e denaro Deutsch (de) English (en) français (fr) possono circolare con la stessa facilità con cui si muovono all'interno di un singolo paese. Essenziale per la rimozione delle barriere commerciali è il riconoscimento reciproco English (en) .

I cittadini dell'UE possono studiare, vivere, fare acquisti, lavorare e andare in pensione in qualsiasi paese dell'Unione, oppure godere di un'ampia scelta di prodotti provenienti da tutta Europa.

Mai più barriere nazionali

Per realizzare questo mercato unificato, centinaia di barriere tecniche, giuridiche e burocratiche, che irrigidivano il libero scambio e la libera circolazione tra i paesi membri dell'UE, sono state abolite.

Le imprese hanno quindi potuto estendere la loro attività, mentre la concorrenza ha determinato un calo dei prezzi e una scelta più ampia per i consumatori:

  • il costo delle telefonate in Europa si è ridotto moltissimo rispetto a dieci anni fa
  • le tariffe aeree sono diminuite in modo significativo e sono state aperte molte nuove rotte
  • le famiglie e le imprese sono oggi in grado di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica e gas.

Nel contempo l'UE, con l'aiuto delle autorità di concorrenza e di regolamentazione dei paesi membri, si adopera per garantire che queste più ampie libertà non compromettano l'equità, la tutela dei consumatori e la sostenibilità ambientale.

Un'immensa opportunità commerciale

Le imprese europee che fanno affari nell'UE hanno libero accesso a quasi 500 milioni di consumatori, una solida base che permette loro di restare competitive. Per non parlare dell'attrattiva che il mercato unico esercita sugli investitori stranieri.

Inoltre, l'integrazione economica può risultare un utile vantaggio in tempi di recessione, poiché consente ai paesi dell'UE di continuare a commerciare tra loro, anziché ricorrere a misure protezionistiche che peggiorerebbero la crisi.

Alcune barriere permangono

Tuttavia, diversi ostacoli restano in settori nei quali l'integrazione sta prendendo più tempo del previsto:

  • la frammentazione dei sistemi fiscali nazionali impedisce l'integrazione e pregiudica l'efficienza del mercato
  • esistono ancora mercati nazionali distinti nel campo dei servizi finanziari, dell'energia e dei trasporti
  • il commercio elettronico tra paesi dell'UE ha preso più tempo per svilupparsi che a livello nazionale e vi sono differenze sostanziali tra le normative, le norme tecniche e le pratiche applicate da ogni paese
  • il settore dei servizi è in ritardo rispetto a quello delle merci (sebbene dal 2006 le imprese possano offrire una serie di servizi all'estero a partire dal paese in cui hanno sede)
  • le norme sul riconoscimento delle qualifiche professionali devono essere semplificate per permettere ai lavoratori qualificati di trovare più facilmente lavoro in un altro paese dell'UE.

Il mercato dei servizi finanziari è un caso a parte. L'UE sta cercando di costruire un settore finanziario solido e sicuro - anche per evitare il ripetersi della crisi del 2009 - attraverso misure quali la vigilanza degli istituti finanziari, la regolamentazione dei prodotti finanziari complessi e la richiesta che le banche detengano maggiori capitali. La creazione dell'unione bancaria ha trasferito il meccanismo per la vigilanza e la risoluzione delle crisi nel settore bancario dal livello nazionale a quello europeo in diversi paesi membri. È in programma anche la costituzione di un'unione dei mercati dei capitali a livello dell'UE per:

  • ridurre la frammentazione dei mercati finanziari
  • diversificare le fonti di finanziamento
  • rafforzare i flussi di capitale tra i paesi europei
  • migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese, specie le piccole e medie.

Controlli alle frontiere esterne

I cittadini dell'UE non hanno bisogno del passaporto per viaggiare all'interno dello spazio Schengen, che attualmente conta 26 paesi:

  • tutti i paesi membri dell'UE, ad eccezione di Bulgaria, Cipro, Croazia, Irlanda, Regno Unito e Romania
  • Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera.

I paesi aderenti a Schengen non effettuano più controlli alle frontiere interne, ma hanno intensificato quelli alle frontiere esterne.

Per garantire la sicurezza all'interno dello Spazio Schengen, questi paesi hanno inoltre rafforzato la cooperazione di polizia, in particolare attraverso gli inseguimenti in flagranza e la sorveglianza permanente delle persone sospette che si spostano da un paese all'altro. Il Sistema d'informazione Schengen consente alle autorità doganali e di polizia e a quelle preposte ai controlli alle frontiere di diffondere allerte su persone ricercate o scomparse o su veicoli e documenti rubati.

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Mercato interno

Pubblicato ad agosto 2013

Questa pubblicazione fa parte della serie "Le politiche dell'UE"


Banche e finanza

Redazione aggiornata ad novembre 2014

Questa pubblicazione fa parte della serie "Le politiche dell'UE"


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