La rivoluzione delle comunicazioni è alimentata dalle tecnologie e dalle forze del mercato. L’Unione europea è al centro di questo processo, nella misura in cui stabilisce il ritmo dell’apertura dei mercati, assicura pari opportunità a tutti i partecipanti, tutela gli interessi dei consumatori e definisce anche norme tecniche. Grazie alla concorrenza i prezzi sono scesi e il livello qualitativo è salito.
I privati cittadini e le aziende possono così disporre di servizi migliori e più economici, di maggiore qualità e affidabilità. Ai consumatori viene offerta una scelta più ampia di fornitori e servizi. La domanda di telefonia cellulare e di accesso a Internet è esplosa. Oggi nell’UE il 96% delle scuole è in rete e di queste il 67% dispone di un collegamento a banda larga ad alta velocità. Oltre la metà dei cittadini europei usa abitualmente Internet.

Uno dei tanti utenti abituali di Internet, ormai la maggioranza!
L'Unione europea: attiva fin dall’inizio
L'Unione europea ha proceduto nel 1998 alla completa liberalizzazione dei mercati europei delle telecomunicazioni. Da allora, la convergenza delle tecnologie di comunicazione e trasmissione radiotelevisiva mediante sistemi digitali ha imposto all’UE di ridefinire il campo d'applicazione della normativa per prendere in considerazione la totalità “delle reti e dei servizi elettronici di comunicazione” in un nuovo quadro normativo, in vigore dal luglio 2003. Dopo meno di cinque anni, tale quadro normativo è in fase di riesame.
Dalla regolamentazione alla concorrenza
Gli obiettivi principali del quadro normativo del 2003 erano:
- ridurre gli adempimenti normativi a carico delle imprese fornitrici di servizi per la società dell’informazione, dopo il più attento monitoraggio necessario durante il periodo di liberalizzazione del settore;
- assicurare che tutti i clienti abbiano diritto a una serie di servizi fondamentali a costi accessibili (telefono, fax, accesso a Internet, chiamate di emergenza gratuite) e che le persone disabili vi abbiano accesso;
- incentivare ulteriormente la concorrenza, riducendo la posizione dominante che in passato i monopoli nazionali delle telecomunicazioni avevano mantenuto per determinati servizi, come l’accesso a Internet ad alta velocità.
Benché le autorità nazionali di ogni singolo Stato membro applichino le norme separatamente, esse coordinano le loro strategie a livello comunitario, tra l’altro nell’ambito del cosiddetto gruppo dei regolatori europei (ERG - European Regulators’ Group).
L'ultimo riesame della normativa, avviato dalla Commissione europea alla fine del 2007, intende semplificare ulteriormente le disposizioni e creare un'unica agenzia europea cui affidare parte della funzione regolatrice.
Evitare il divario digitale
L'UE si adopera per assicurare che i cittadini e le imprese traggano beneficio dalle società dell’informazione. Nel 2006 la Commissione è intervenuta per far calare i prezzi eccessivi ed ingiustificati praticati per l'uso del cellulare in un altro paese europeo. Di conseguenza, le cosiddette tariffe di roaming sono calate in media di oltre il 60% nel 2007 e registreranno ulteriori flessioni minori nel 2008 e 2009.
Un'altra priorità a più lungo termine è prevenire il formarsi di un “divario digitale” tra le regioni più ricche e quelle più povere (spesso periferiche), con minori possibilità di accesso a Internet o ai nuovi servizi digitali, oppure tra gli Stati membri dell’UE.
L'UE ha varato diverse iniziative per rendere accessibili alle famiglie le comunicazioni a banda larga ad alta velocità, espandere i servizi di commercio elettronico e fornire servizi pubblici on-line. Servizi di telecomunicazione di elevata qualità favoriscono l’efficienza e la competitività del settore terziario e di tutti i comparti industriali. Le priorità sono tre:
- le imprese e i cittadini devono avere accesso a un’infrastruttura di comunicazione dai costi contenuti e di livello molto avanzato e a un’ampia gamma di servizi;
- ogni cittadino deve acquisire le competenze necessarie per vivere e lavorare nella società dell’informazione;
- l’accesso all'apprendimento permanente costituisce una componente fondamentale del modello sociale europeo.
Meglio in linea che in coda
Questa iniziativa, nota come i2010, si concentra sui prossimi anni. L’accesso a Internet a banda larga, che assicura comunicazioni on-line rapide, economiche e permanenti, costituisce la principale tecnologia di supporto. Nell’UE quasi il 30% delle famiglie dispone di un accesso a banda larga, anche se negli Stati membri entrati nell’UE dal 2004 in poi le percentuali sono inferiori.
All’insegna del motto “meglio in linea che in coda”, oltre il 90% dei fornitori di servizi pubblici dell’Unione europea è adesso on-line. L’obiettivo è quello di fornire un accesso elettronico agevole a 20 servizi pubblici di base (presentazione della dichiarazione dei redditi o dell’IVA, immatricolazione di nuove automobili o registrazione del passaggio di proprietà, ecc.).
Oltre alle scuole e università, ci si propone di collegare alle reti a banda larga anche biblioteche, musei e altre istituzioni analoghe. Gli Stati membri intendono poi fornire ai cittadini servizi di assistenza sanitaria on-line, tra cui informazioni sulla prevenzione delle malattie, cartelle cliniche, consulti a distanza e il rimborso elettronico delle spese mediche.