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Lotta antifrode

Proteggere il denaro dei contribuenti

Contrabbando di sigarette... contraffazione delle monete in euro... evasione dei dazi sulle importazioni di calzature e abbigliamento... sussidi per la coltivazione di arance in aziende agricole inesistenti: ecco alcuni esempi di frodi a danno dei contribuenti europei.

L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) si avvale di quasi 500 funzionari per dare la caccia ai truffatori e tutelare gli interessi finanziari dell’Unione europea e dei suoi contribuenti.

Ogni anno l'OLAF indaga su centinaia di casi nei quali l'UE viene defraudata delle sue entrate e sull'uso improprio dei fondi europei. Nel 2009 l'OLAF ha portato a termine 220 indagini, ognuna delle quali è durata in media 24 mesi. Nello stesso anno sono stati rilevati casi di sospetta frode su fondi dell'UE per un valore di 280 milioni di euro, pari a meno dello 0,2% del bilancio totale dell’Unione europea.

Un ufficiale controlla delle merci © OLAF

Individuare merci di contrabbando.

La categoria più importante di frodi concerne l'uso improprio dei fondi strutturali dell’UE, che servono a finanziare l’agricoltura, i progetti della politica sociale e lo sviluppo regionale.

Grazie al trattato di Lisbona, si stanno rafforzando le leggi antifrode dell'UE in modo da facilitare all'OLAF il compito di contrastare le frodi internazionali.

Mandato dell'OLAF

È compito dell'OLAF tutelare gli interessi finanziari dell'Unione europea, combattere le frodi, la corruzione e ogni altra attività illegale, compresi i pochi casi di illeciti finanziari all'interno delle istituzioni europee.

I funzionari dell'OLAF hanno ampi poteri di indagine e possono effettuare controlli in loco presso imprese degli Stati membri e anche di alcuni altri paesi. L'OLAF non può deferire i casi di cui si occupa ai tribunali, ma deve segnalarli alle autorità nazionali del paese in cui si è verificata la presunta frode. In futuro, tuttavia, potrebbe essere istituita una procura europea, capace di agire direttamente in sede legale in qualsiasi Stato membro in cui vengano lesi gli interessi finanziari dell'UE.

L’OLAF ha concluso accordi di collaborazione con numerosi paesi, dagli Stati Uniti all’Uzbekistan, dalla Cina al Cile, ed è in stretto contatto con Europol (l’Ufficio europeo di polizia) e con Eurojust, l’agenzia europea istituita per coordinare la lotta alla criminalità.

Un punto nevralgico della lotta antifrode

Euro © Carofoto

Attenzione ai falsi.

Una delle funzioni principali dell'OLAF è il coordinamento. Trovandosi al centro della rete investigativa, l'OLAF può assicurare la continuità dell'azione tra sistemi investigativi e giudiziari nazionali molto diversi tra loro. A Bruxelles vi è un centro di coordinamento europeo per le operazioni doganali congiunte condotte sotto la guida dell'OLAF o di un governo nazionale, il quale fornisce infrastrutture tecniche e logistiche 24 ore su 24, sette giorni su sette, e che consente un coordinamento in tempo reale.

La tecnologia riveste un’importanza fondamentale per le attività dell’OLAF. Si procede allo scambio d'informazioni mediante il Sistema informativo doganale, che consente agli uffici doganali, alla polizia, alle guardie costiere, ai servizi agricoli e sanitari di raccogliere i dati sensibili in tempo reale e in un'unica banca dati, e mediante un Sistema d'informazione antifrode, tramite il quale vengono scambiati ogni anno centinaia di migliaia di messaggi.

Operazioni doganali congiunte

Nel giugno 2010 il centro di coordinamento dell'OLAF, con il supporto dell'Interpol, di Europol e dell'Organizzazione mondiale delle dogane, è stato utilizzato per l'"Operazione Scirocco", mirata a combattare il contrabbando di sigarette e che ha coinvolto le autorità doganali dei 27 Stati membri dell'UE nonché di 11 paesi partner non-UE dell'Unione per il Mediterraneo (Albania, Croazia, Egitto, Giordania, Libano, Autorità palestinese, Montenegro, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia).

Durante l'operazione, sono stati sequestrati 40 milioni di sigarette di contrabbando, 1200 kg di tabacco sfuso, 7000 litri di alcol e 8 milioni di altri articoli contraffatti, tra cui abbigliamento, calzature, giocattoli e apparecchi elettronici. Se non fossero stati scoperti, i contrabbandieri avrebbero evaso dazi doganali e accise per un valore di 8 milioni di euro sulle sole sigarette.

Nell'aprile 2011 le autorità doganali ungheresi, in stretta collaborazione con l'OLAF, hanno messo a punto l'operazione "Fireblade", la quale ha portato al sequestro di grandi partite di articoli tessili contraffatti che stavano per entrare nell'UE attraverso il confine orientale.

In passato, l'OLAF ha portato a termine numerose operazioni doganali congiunte tra cui "Diabolo II".

Bloccare il contrabbando di sigarette

L'evasione delle accise e dei dazi doganali sulle sigarette, in genere tramite il contrabbando, è una delle principali frodi di cui si occupa l'OLAF. Nell'aprile 2011 un'unica operazione, condotta in collaborazione con le autorità tedesche, lituane e polacche, ha portato al sequestro di circa 70 milioni di sigarette, evitando ai contribuenti perdite pari a 6 milioni di euro.

Nel settembre 2010 la Commissione europea ha firmato un accordo pluriennale con la Imperial Tobacco Limited (ITL) per lottare insieme contro il traffico illecito di prodotti del tabacco. L'accordo giuridicamente vincolante prevede la collaborazione tra la ITL e la Commissione europea, l'OLAF e le autorità di contrasto degli Stati membri nella lotta al contrabbando e alla contraffazione di sigarette. L'accordo prevede, tra l'altro, pagamenti cospicui da parte della ITL alla Commissione europea e agli Stati membri, per un totale di 207 milioni di euro nei prossimi vent'anni.

Altri due accordi simili erano stati firmati in precedenza da tutti i 27 Stati membri e l'UE con la Philip Morris International (PMI) e la Japan Tobacco International (JTI).

La lotta alle monete in euro false

L'OLAF è anche responsabile del Centro tecnico e scientifico europeo, con sede presso la Zecca di Parigi, che analizza le monete false. Nel 2010 il numero delle monete false rimosse dalla circolazione è aumentato dell'8% rispetto al 2009, con un totale di 186 mila pezzi sequestrati, rispetto ai 172 100 del 2009. La moneta più contraffatta è quella da 2 euro, con quasi il 70% dei falsi rilevati nel 2010.

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