L'UE, una potenza economica con quasi mezzo miliardo di abitanti, è chiamata a svolgere un ruolo importante sulla scena mondiale e il suo peso sta crescendo man mano che i paesi europei adottano decisioni comuni in materia di politica estera.

L'UE sta intensificando le relazioni con le repubbliche dell'Asia centrale.
L’UE organizza periodicamente incontri al vertice con Stati Uniti, Giappone e Canada e, più di recente, con Russia, India e Cina. Le sue relazioni con questi ed altri paesi riguardano diversi settori, tra cui istruzione, ambiente, criminalità e diritti umani.
Il principale partner commerciale: gli USA
L'UE è impegnata a mantenere una collaborazione efficiente ed equilibrata con gli USA, il suo principale partner commerciale. Nel 2007 i due blocchi hanno istituito il Consiglio economico transatlantico, un organismo politico responsabile del potenziamento delle relazioni economiche. Recentemente l'UE e gli USA hanno inoltre elaborato un piano per una più stretta collaborazione in materia di gestione delle crisi e prevenzione dei conflitti. L'UE intende anche collaborare con gli Stati Uniti per combattere il cambiamento climatico e migliorare il sistema bancario a seguito della crisi finanziaria.
Petrolio e gas: Russia
L'UE e la Russia stanno lavorando ad un nuovo accordo sulle relazioni bilaterali. I negoziati, avviati nel luglio del 2008, sono stati sospesi per diversi mesi a causa del conflitto tra Russia e Georgia. Consapevoli dei crescenti legami, le due parti intendono ora rafforzare la cooperazione su tutti i fronti, in particolare su quello energetico. La Russia è uno dei principali fornitori di gas e petrolio dell'UE, ma i suoi approvvigionamenti energetici hanno subito ripetute interruzioni a causa delle dispute con i paesi di transito, in particolare l'Ucraina.

L'UE invia osservatori elettorali in tutto il mondo per difendere i diritti umani.
L'apertura ad est
Il potenziamento delle relazioni da parte dell'UE interessa altri sei paesi dell'Est europeo: Georgia, Armenia, Azerbaigian, Moldova, Ucraina e Bielorussia. Il piano prevede di accrescere i finanziamenti per tali paesi e di offrire loro accordi di libero scambio in cambio di riforme politiche ed economiche. I paesi che beneficierebbero di questo partenariato orientale sono paesi di transito del gas e del petrolio destinati all'Europa. In ciascuno di essi occorre rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto. L'Unione europea è inoltre preoccupata per la stabilità della regione dopo il conflitto tra Russia e Georgia dell'agosto del 2008, conclusosi con un cessate-il-fuoco negoziato dall'UE.
Legami più stretti: Mediterraneo e Medio Oriente
Nel luglio del 2008 l'UE ha dato vita all'Unione per il Mediterraneo per rafforzare i rapporti con il Medio Oriente e con gli Stati limitrofi del Nordafrica. Il forum rappresenta 800 milioni di abitanti e raccoglie i 27 paesi dell'UE e 16 altri paesi, tra cui Israele, Turchia e Siria. L'obiettivo è promuovere progetti comuni per rilanciare la regione del Mediterraneo (ad esempio: interventi di bonifica, rinnovo delle strutture portuali, miglioramento del trasporto marittimo e sviluppo dell'energia solare). Anche la Lega Arabe e l'Autorità Palestinese saranno rappresentate.
Relazioni regionali: Asia e America latina
Accanto alle relazioni bilaterali, l'UE è anche impegnata a intensificare le relazioni con i raggruppamenti regionali, soprattutto in Asia e in America Latina. Con i partner asiatici in rapida crescita l'Unione europea ha sviluppato dei cosiddetti "partenariati rafforzati", al fine di garantire un migliore equilibrio tra gli aspetti economici, politici, sociali e culturali delle relazioni.
Aspiranti candidati all'adesione: i Balcani
Sette paesi balcanici aspirano ad aderire all'UE. La Croazia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia sono già paesi candidati all'adesione. L'UE considera gli altri cinque paesi dei Balcani occidentali come potenziali candidati: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Serbia. Sebbene il Kosovo si sia dichiarato indipendente dalla Serbia nel 2008, non è stato ancora raggiunto un accordo internazionale sul suo status. L'UE è impegnata a trovare una soluzione diplomatica e provvede nel frattempo a fornire assistenza pratica. Ha infatti inviato 1.900 tra esperti giudiziari e forze di polizia per contribuire a rafforzare lo Stato di diritto.