Settori di attività


Affari economici e monetari

Stabilità e crescita

Per l'Unione europea, importante potenza commerciale dotata di un mercato unico, coordinare le politiche economiche nazionali è un'esigenza naturale. Solo così l'Unione può reagire rapidamente a sfide come quella rappresentata dall'attuale crisi economica e finanziaria. 17 paesi si sono spinti al di là di un semplice coordinamento, adottando una moneta unica, l'euro.


Sintesi generale

Il quadro della cooperazione in materia di politica economica è costituito dall'Unione economica e monetaria (UEM), di cui fanno parte tutti i paesi membri. È in tale ambito che i paesi stabiliscono indirizzi comuni sui principali temi economici. Il risultato finale è più crescita, più occupazione e un livello più elevato di benessere sociale per tutti. Questa cooperazione permette inoltre all'UE di dare una risposta coordinata ai problemi economici e finanziari globali e di affrontare meglio gli shock esterni.

Coppia che effettua un bonifico online © Imageselect

Grazie all'UE, inviare denaro ai figli che studiano all'estero costa meno.

Affrontare la crisi insieme

L'UE ha coordinato la sua risposta all'attuale crisi finanziaria ed economica fin da quando è scoppiata, nell'ottobre 2008. I governi nazionali, la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione hanno lavorato insieme per tutelare il risparmio, mantenere il flusso del credito alle imprese e alle famiglie a condizioni accessibili e promuovere un miglior sistema di governance finanziaria. Non si tratta solo di tornare alla stabilità, ma anche di creare le condizioni per la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Finora i governi dell'UE hanno destinato ad azioni di salvataggio e di rilancio oltre 2 000 miliardi di euro. I leader dell'UE hanno coordinato gli interventi a sostegno delle banche e la concessione di garanzie sui prestiti. L'UE ha anche deciso di fissare a un minimo di 100 000 euro l'importo coperto dai sistemi nazionali di garanzia dei depositi bancari.

Inoltre, nel maggio 2010, è stato adottato un pacchetto di misure europee per la stabilizzazione finanziaria; si tratta di misure volte a fornire un sostegno ai paesi dell'UE in difficoltà e a preservare in tal modo la stabilità finanziaria dell'UE in caso di gravi tensioni sui mercati del debito sovrano nell'area dell'euro. La rete di sicurezza è costituita dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF) e dal fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF). Se si tiene conto dei contributi del Fondo monetario internazionale (FMI), il sostegno complessivo alla stabilità finanziaria è pari a 750 miliardi di euro. Un nuovo meccanismo permanente di gestione delle crisi, il meccanismo europeo di stabilità (MES), sarà istituito nell'area dell'euro a partire dalla metà del 2013.

Cartina con i paesi che hanno adottato l'euro

I benefici dell'euro

Il fatto di avere l'euro come moneta comune in buona parte dell'Europa ha reso più facile un'azione coordinata dell'UE per far fronte alla contrazione globale del credito e ha assicurato una stabilità maggiore di quella che sarebbe stata altrimenti possibile. Ad esempio, poiché la BCE ha potuto abbassare i tassi d'interesse per l'intera area dell'euro (altrimenti, i tassi sarebbero stati fissati separatamente da ciascun paese), le operazioni di prestito interbancario nell'UE si basano sugli stessi tassi di riferimento.

L'euro viene utilizzato quotidianamente da oltre il 60% degli abitanti dell'UE. La moneta unica presenta vantaggi per tutti: per chi viaggia o fa affari nell'area dell'euro non vi sono più spese di cambio; il costo dei bonifici tra i paesi europei si è nella maggior parte dei casi azzerato o significativamente ridotto; consumatori e imprese possono più facilmente confrontare i prezzi, il che stimola la concorrenza.

Far parte dell'area dell'euro è una garanzia di stabilità dei prezzi. La BCE fissa i tassi d'interesse dosandoli in modo da mantenere il tasso d'inflazione nell'area dell'euro al di sotto del 2% nel medio periodo. La BCE gestisce inoltre le riserve valutarie dell'UE e può intervenire sui mercati per influire sui tassi di cambio dell'euro.

L'euro per tutti gli europei

Tutti i paesi dell'UE sono chiamati a introdurre l'euro, ma solo nel momento in cui le loro economie sono pronte. I paesi entrati a far parte dell'UE nel 2004 e nel 2007 stanno quindi gradualmente entrando a far parte anche dell'area dell'euro; a seguito di speciali accordi politici, la Danimarca e il Regno Unito conservano invece la loro moneta. Una condizione per adottare l'euro è che il cambio della moneta nazionale sia rimasto stabile per due anni; altri criteri da soddisfare riguardano i tassi d'interesse, i disavanzi di bilancio, i tassi d'inflazione e il livello del debito pubblico.

Rendere meno costosi i pagamenti transfrontalieri

La Banca centrale europea non si limita ad assicurare la stabilità dei prezzi, ma si adopera anche per abbassare il più possibile il costo dei pagamenti transfrontalieri in euro per le banche e per i loro clienti.

Un sistema di pagamento in tempo reale denominato TARGET2 e gestito dalla BCE e dalle banche centrali nazionali provvede già alle operazioni di importo molto elevato; in futuro, sarà esteso anche alle operazioni su strumenti finanziari.

La BCE e la Commissione europea stanno collaborando per realizzare un'area unica per i pagamenti in euro (SEPA, Single Euro Payments Area), grazie alla quale effettuare pagamenti in modo efficiente e a costi contenuti dovrebbe essere alla portata di tutti. L'obiettivo ultimo è garantire che tutti i pagamenti in euro, nazionali o internazionali, indipendentemente da come vengono effettuati – mediante bonifico bancario, addebito automatico o carta di credito – siano trattati allo stesso modo. Attualmente, si sta estendendo il sistema ai pagamenti mediante addebito automatico.

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