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Politica estera e di sicurezza


L'UE dispone di una propria politica estera e di sicurezza, che si è progressivamente sviluppata nel corso degli anni e che le consente di esprimersi (e agire) con un'unica voce sulla scena mondiale.

Agendo collettivamente come Unione europea, i 28 paesi membri possono esercitare un maggiore peso e influenza sulla scena internazionale che non agendo singolarmente con 28 diverse politiche estere.

La politica estera e di sicurezza comune dell'UE è stata ulteriormente rafforzata dal trattato di Lisbona del 2009, che ha introdotto la figura dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Ha inoltre creato il servizio diplomatico europeo, vale a dire il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE)..

Pace e sicurezza

La politica estera e di sicurezza dell'UE ha il compito di preservare la pace e rafforzare la sicurezza internazionale, promuovere la cooperazione internazionale e sviluppare e consolidare la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Osservatori dell'UE presso un seggio elettorale in Sierra Leone © UE

Osservatori dell'UE presso un seggio elettorale in Sierra Leone, 2012. L'UE promuove la democrazia e i diritti umani in tutto il mondo

Diplomazia e collaborazione

L'UE è tra i protagonisti dei negoziati internazionali su temi quali il riscaldamento globale e la pace in Medio Oriente. La politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE si fonda sul ricorso alla diplomazia, facendo leva, se necessario, sul commercio, gli aiuti e le misure di sicurezza e di difesa per risolvere i conflitti e promuovere la concordia a livello internazionale. L'Unione è il principale donatore di aiuti allo sviluppo e ciò la colloca in una posizione unica per la cooperazione con i paesi destinatari.

Per importanza economica, commerciale e finanziaria, l'Unione europea dei 28 paesi membri è una protagonista della scena mondiale. Prima potenza commerciale, dotata della seconda valuta più importante del mondo, l'euro, l'UE svolge un ruolo decisivo sulla scena mondiale. Il suo peso sta crescendo man mano che i paesi europei adottano sempre di più decisioni comuni in materia di politica estera.

L'UE ha sviluppato partnership con i maggiori protagonisti della scena mondiale (compresi quelli nuovi), ciascuno dei quali ha i propri interessi e le proprie vedute riguardo agli affari internazionali. L'obiettivo è garantire che tali partnership siano basate su interessi e vantaggi reciproci, con diritti e obblighi per entrambe le parti.

L’UE organizza periodicamente incontri al vertice con Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, India e Cina. Le sue relazioni con questi ed altri paesi riguardano diversi settori, tra cui istruzione, ambiente, sicurezza e difesa, criminalità e diritti umani.

Missioni per il mantenimento della pace

L'UE ha inviato missioni di pace in diverse zone di crisi del mondo. Nell'agosto del 2008 ha contribuito a negoziare un cessate-il-fuoco tra Georgia e Russia e inviato i suoi osservatori per monitorare la situazione (missione di monitoraggio dell'UE in Georgia English). Ha inoltre fornito aiuti umanitari agli sfollati.

L'UE ha anche svolto un ruolo di guida nei Balcani, dove finanzia attualmente progetti di assistenza in sette paesi per contribuire alla stabilizzazione della società. In Kosovo l'UE ha inviato nel dicembre del 2008 1 900 tra poliziotti e magistrati (EULEX Kosovo English) per garantire l'ordine pubblico.

Un funzionario della missione EULEX in Kosovo consegna un volantino ad un automobilista © UE

Un funzionario della missione EULEX in Kosovo distribuisce informazioni sul ruolo dell'UE nella ricostruzione dei Balcani occidentali.

Mezzi d'intervento

L'UE non dispone di un esercito permanente. Nell'ambito della sua politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) utilizza invece contingenti speciali forniti dai paesi dell'UE per:

  • operazioni congiunte di disarmo
  • missioni umanitarie e di soccorso
  • azioni di consulenza e assistenza militare
  • prevenzione dei conflitti e operazioni di mantenimento della pace
  • missioni di unità di combattimento nella gestione di crisi, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento della pace e alla stabilizzazione in seguito a un conflitto.

Tutte queste missioni possono contribuire alla lotta contro il terrorismo, anche tramite il sostegno a paesi extra-UE per combattere il terrorismo sul loro territorio.

Un funzionario dell'EUPOL parla ad un bambino afghano © UE

In Afghanistan l'UE sostiene la formazione dei magistrati e delle forze di polizia.

Negli ultimi dieci anni l’UE ha realizzato 23 tra missioni civili e operazioni militari in 3 continenti in risposta a situazioni di crisi: consolidamento della pace dopo lo tsunami nella regione di Aceh, protezione dei rifugiati in Ciad, lotta contro la pirateria al largo della Somalia e del Corno d’Africa English (en) français (fr) . L'UE è quindi impegnata a rafforzare il suo ruolo di garante della pace.

Da gennaio del 2007 può intraprendere operazioni con due gruppi tattici concorrenti di 1 500 uomini, con la capacità di lanciarle quasi simultaneamente. Le relative decisioni sono prese dai ministri nazionali dei paesi europei in sede di Consiglio dell'UE.

Apertura ad Est

Oltre che con la Russia, l'UE vuole consolidare le relazioni con Georgia, Armenia, Azerbaigian, Moldova, Ucraina e Bielorussia. Il conflitto tra Russia e Georgia dell'agosto del 2008, conclusosi con un cessate-il-fuoco negoziato dall'UE e l'invio di una missione di monitoraggio in Georgia, ha destato preoccupazione per la stabilità della regione. Il piano europeo prevede di accrescere i finanziamenti per tali paesi e di offrire loro accordi di libero scambio in cambio di riforme politiche ed economiche tese a rafforzare la democrazia.

Legami più stretti: Mediterraneo e Medio Oriente

A seguito della "primavera araba" del 2011, l'UE ha rilanciato la politica europea di vicinato Deutsch (de) English (en) español (es) français (fr) hrvatski (hr) per esprimere solidarietà a coloro che invocavano maggiore democrazia. La politica di vicinato è intesa a rafforzare le relazioni con i vicini orientali e meridionali e offre opportunità di associazione politica, integrazione economica e maggiore mobilità. Il rilancio comporta un più deciso sostegno dell'UE ai paesi impegnati in riforme economiche e politiche e una maggiore interazione con i cittadini di questi paesi confinanti.

È stata istituita una task force UE-Tunisia per coordinare gli aiuti europei e internazionali destinati alla democratizzazione e alla ripresa economica del paese. Una task force analoga per l'Egitto è stata avviata nel novembre 2012.

L'UE offre un altro tipo di sostegno agli sforzi internazionali per portare la pace in Medio Oriente. L'obiettivo dell'UE è giungere ad un accordo bilaterale che garantisca la convivenza tra lo Stato palestinese e quello israeliano. A tal fine collabora con l'ONU, gli Stati Uniti e la Russia (che insieme formano il cosiddetto "quartetto") per incoraggiare entrambe le parti a pervenire ad un accordo.

L'UE svolge un ruolo altrettanto attivo in Iran, dove conduce negoziati per incoraggiare il paese a rallentare il programma nucleare.

Asia e America latina

L'UE è anche impegnata a intensificare le relazioni con i raggruppamenti regionali, soprattutto in Asia e in America Latina. Con i partner asiatici in rapida crescita l'Unione europea ha sviluppato dei cosiddetti "partenariati rafforzati", al fine di conciliare gli aspetti economici, politici, sociali e culturali delle relazioni.

Aspiranti candidati all'adesione: Balcani

Nel luglio 2013 la Croazia è diventata il 28° paese membro dell'UE, mentre la candidatura dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM), del Montenegro e della Serbia è già stata ufficialmente accettata. Anche l’Albania e la Bosnia-Erzegovina hanno chiesto di entrare nell'UE.

Sebbene il Kosovo si sia dichiarato indipendente dalla Serbia nel 2008, non è stato ancora raggiunto un accordo internazionale sul suo status. L'UE è impegnata a trovare una soluzione diplomatica conducendo il dialogo Pristina-Belgrado e fornisce nel frattempo assistenza pratica.

Processo decisionale nella politica estera dell'UE

L'organo decisionale supremo dell'UE è il Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo dei 28 paesi membri. Si riunisce quattro volte l'anno e definisce i principi e gli orientamenti di massima delle politiche.

L'alto rappresentante dell'UE Catherine Ashton stringe la mano al segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon © UE

L'alto rappresentante dell'UE Catherine Ashton incontra il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon - sostenere la pace attraverso la cooperazione multilaterale.

Il ruolo dell'alto rappresentante è dare maggiore coerenza alle politiche estere dell'UE. Pertanto presiede le riunioni mensili del Consiglio "Affari esteri", in cui si riuniscono i 28 ministri degli Esteri dell'UE. L'alto rappresentante partecipa anche ai Consigli europei, dove riferisce sulle questioni inerenti agli affari esteri.

Nel campo della politica estera e di sicurezza la maggior parte delle decisioni sono prese all'unanimità: tutti i paesi dell'UE devono esprimere il loro accordo.

Il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha il compito di sostenere il ruolo dell'alto rappresentante. Funziona come un servizio diplomatico, con una rete di oltre 140 delegazioni e uffici sparsi in tutto il mondo e incaricati di promuovere e proteggere gli interessi dell'Europa.

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